Simon Scarrow e Andrews T. J.
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La Flotta degli Invincibili.
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Titolo originale: Pirata.
Traduzione di: Micol Cerato.
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2020. Newton Compton Editori, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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E' il 25 avanti Cristo. Quando il giovane Telemaco ha l'occasione di unirsi all'equipaggio della nave mercantile Selene,  felice di lasciarsi alle spalle le difficolt di una vita di stenti tra i vicoli di Atene. Poco dopo aver mollato gli ormeggi, per, una nave pirata appare all'orizzonte e l'assalto si trasforma in una feroce carneficina... Bulla, il comandante nemico, offre ai superstiti una scelta atroce: unirsi a loro oppure venire uccisi. Dopo un rito di iniziazione brutale, la determinazione di Telemaco conquista la fiducia del suo nuovo capitano. E ben presto il ragazzo di un tempo si trasforma in uno dei pi temuti uomini che osano solcare il mare Adriatico. Tra arrembaggi, omicidi, rischi di ammutinamento e la furia delle onde, si intravede in lontananza una minaccia ancora peggiore: Roma intende riprendere il controllo dei mari. Riuscir Telemaco a imporsi come capo della fratellanza dei pirati per tentare l'impresa impossibile di sfidare l'impero?
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  uno scrittore britannico di romanzi storici.
 nato a Lagos in Nigeria quando ne era ancora la capitale, il 3 ottobre 1962 da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura.
 considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto. Le sue opere sono state tradotte in oltre venti lingue e hanno venduto diversi milioni di copie.
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La Flotta degli Invincibili.
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Elenco dei personaggi:
Telemaco: un giovane orfano greco.
Nereo: il fratello maggiore di Telemaco, uno schiavo.
Nestore: un temuto comandante dei pirati.
Agrio: il capitano della nave pirata Pegaso.
Caio Munnio Cane: il prefetto della flotta di Ravenna.
Selene Clemeste: il capitano della nave.
Leito: il secondo di bordo.
Geras: un marinaio.
Sileo: un marinaio.
Dimeto: il timoniere della nave.
Tridente di Poseidone:
Bulla: il capitano della nave.
Ettore: il secondo di bordo.
Castore: il quartiermastro.
Scirone: l'esperto di tortura.
Longaro: la vedetta della nave, uno dei membri pi giovani dell'equipaggio.
Virbio: un marinaio esperto.
Basso: un lottatore tracio.
Proculo: il carpentiere della nave.
Lastene: un pirata siriano.
Calcante: il timoniere della nave.
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Capitolo 1.
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Pireo, inizio del 25 avanti Cristo.
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Una forte raffica di vento e pioggia invest il capitano greco che avanzava vacillando lungo la strada poco illuminata. Era una terribile sera di inizio primavera e le vie del porto erano deserte. Clemeste camminava in fretta, voltandosi di tanto in tanto a guardare le tre figure tarchiate che lo seguivano da vicino. L'esperto capitano del mercantile Selene era tornato di recente da un fruttuoso viaggio a Salamina con un carico di garum e pesce sotto sale. Malgrado la spedizione gli avesse procurato uno scarso profitto, sufficiente appena a coprire i costi dell'equipaggio e della nave, Clemeste se l'era cavata meglio di buona parte dei suoi colleghi. Erano tempi duri per i capitani mercantili del Pireo, poich due anni di cattivi raccolti e scorrerie dei pirati avevano determinato un calo nei commerci che passavano dal porto. Diversi si erano visti obbligati ad abbandonare l'attivit, e molti di quelli rimasti erano costretti a prendere in prestito dai mercanti somme significative per coprire le perdite. Clemeste aveva deciso di festeggiare il raro viaggio di successo sbronzandosi di mulsum in una delle taverne del posto e, quando il crepuscolo era sceso sul porto e la luce sbiadita, aveva lasciato il Marinaio Giocondo per tornare al tepore della sua piccola cabina a bordo della nave. Poco dopo, aveva notato gli uomini che lo seguivano.
La pioggia continuava a cadere costante, picchiettando sui tetti a scandole degli edifici mentre Clemeste si inoltrava nei vicoli bui del quartiere portuale. A quell'ora di solito i magazzini erano pieni di stivatori che scaricavano le merci dai mercantili appena attraccati, la maggior parte delle quali destinate ad Atene, ma quella sera sulle strade regnava un silenzio inquietante. La minaccia di un attacco delle bande pirata famose per depredare le principali rotte commerciali aveva innervosito i mercanti e gli armatori del posto, rendendo molti restii a correre il rischio di trasportare le merci dall'altra parte dell'Impero, e la citt di Pireo ne aveva risentito pesantemente, precipitando in un periodo di turbolenze economiche da cui non mostrava segni di ripresa.
Lungo la strada, Clemeste si guard di nuovo alle spalle. I tre uomini gli stavano dietro, le tuniche marroni ne fasciavano i fisici corpulenti. Avevano mantenuto una distanza costante, seguendo ogni sua mossa e senza mai scomparire del tutto dalla vista. In un primo momento aveva rifiutato di credere che stessero seguendo proprio lui. Ma poi aveva intravisto i loro volti alla luce di un uscio aperto e li aveva riconosciuti dalla taverna. Erano stati seduti per l'intera sera a un tavolo a cavalletto in un angolo scuro, occupati a bere e osservare con interesse gli altri avventori. Un interesse esagerato, riflett adesso con ansia Clemeste. Nella sua mente non c'erano dubbi. Quegli uomini erano briganti. L'avevano visto uscire dalla taverna e avevano intenzione di derubarlo.
Deglut a fatica e riport lo sguardo in avanti, stringendosi nel mantello mentre accelerava il passo e si malediceva per non averli notati prima. Se si fosse accorto di loro appena fuori dalla taverna, avrebbe potuto rifugiarsi in una delle molte botteghe vinarie e bettole scadenti che prosperavano nell'agor principale. Invece era stato troppo occupato a congratularsi con s stesso per il successo del suo viaggio, e aveva notato i briganti solo quando aveva lasciato la via principale per inoltrarsi tra i vicoli scuri e tortuosi del quartiere portuale. Adesso non c'era nessun posto in cui nascondersi, nessun luogo dove cercare rifugio in attesa che i banditi rinunciassero all'inseguimento. Nessuno che potesse salvarlo quando sarebbero balzati all'attacco.
Rabbrivid sotto il mantello e si guard di nuovo alle spalle. I briganti erano a venti passi di distanza, ora, e si muovevano veloci nonostante i fisici ingombranti. Quanto a lui, era rallentato da una pronunciata zoppia, ricordo di una vecchia ferita subita durante gli anni da ufficiale sulle navi commerciali, e con un senso di paura crescente si rese conto che gli inseguitori l'avrebbero presto raggiunto.
Scuotendosi di dosso l'ubriachezza che gli offuscava la vista, decise che la cosa migliore da fare era tagliare per il labirinto di magazzini e tentare di seminare i banditi per poi tornare alla Selene. Era cresciuto al Pireo, sbrigando commissioni per i responsabili di magazzino prima di unirsi alla ciurma di un piccolo peschereccio, e conosceva a menadito le strade di quella zona del porto. Meglio dei suoi inseguitori, sperava. Con un po' di fortuna sarebbe riuscito a liberarsi di loro, e avrebbe potuto tornare al sicuro sul suo vascello e tra il suo equipaggio.
Imbocc una viuzza laterale e fece una serie di rapide svolte, diretto al grande emporio commerciale situato accanto alla banchina. Un fetido tanfo di feci umane aleggiava nell'aria mentre si affrettava. Il cuore gli batteva sempre pi forte e preg gli di di proteggerlo dagli inseguitori. Super un piccolo magazzino abbandonato, l'ennesimo segno doloroso dei tempi duri che affrontava il Pireo a causa delle razzie dei pirati. Malgrado ci fossero sempre state ciurme che terrorizzavano le rotte marittime, aggredendo di tanto in tanto gli ignari mercantili, negli ultimi anni le cose erano peggiorate perch i pirati, imbaldanziti dai successi iniziali, avevano preso a effettuare sortite frequenti e sempre pi ardite in tutto il Mediterraneo orientale e oltre. La situazione era ormai cos grave che Clemeste aveva gi deciso di ritirarsi dall'attivit non appena fosse riuscito a saldare i suoi debiti. Entro un paio d'anni contava di vendere la Selene e stabilirsi in una delle isole dell'Egeo. Avrebbe sposato una ragazza del posto, comprato un pezzo di terra, badato ai raccolti e trascorso le sere in qualche taverna di paese a bere e a scambiarsi racconti di navigazione con altri vecchi lupi di mare. Se fosse riuscito a sopravvivere tanto a lungo.
Fu un colpo al cuore vedere che due degli inseguitori gli stavano ancora alle calcagna ed erano sempre pi vicini. Si volt e continu ad avanzare zoppicando. In lontananza sent scoppi di risa e cap di essere nei pressi della banchina. Una volta raggiunto il molo affollato, quegli uomini sarebbero stati costretti a desistere. Nonostante la crisi delle attivit commerciali del Pireo, il porto brulicava ancora di marinai e mercanti e spacci di vino anche a tarda ora. I briganti non avrebbero certo osato lanciare un attacco in una zona cos animata della citt.
Infil un vicolo sulla destra, uno spazio angusto tra due edifici fatiscenti, e rischi di scivolare due volte nel tentativo di evitare il rigagnolo di merda e piscio che scorreva al centro delle strade del quartiere. Il buio gli permetteva di vedere solo pochi passi davanti a s e doveva badare a dove metteva i piedi mentre avanzava con cautela tra i cumuli di rifiuti maleodoranti abbandonati su entrambi i lati del vicolo. Poco pi in l, una lampada a olio appesa a una staffa di ferro illuminava l'entrata di uno dei magazzini adiacenti all'emporio, e con il cuore un po' pi leggero Clemeste cap di aver quasi raggiunto la banchina. Poi, sfior con il piede qualcosa di duro e ossuto, e inciamp, ritrovando l'equilibrio solo all'ultimo.
Ehi! Attento! sibil una voce.
Clemeste si blocc e si lanci un'occhiata dietro. Tra le ombre intravide a stento un giovane scheletrico, con una coperta sdrucita avvolta intorno alle spalle. Nel buio del vicolo non l'aveva notato ed era inciampato nelle sue gambe tese. Dal basso, il giovane senzatetto lo squadr torvo.
Uno scalpiccio urgente di passi in avvicinamento port il capitano a distogliere l'attenzione dallo sventurato ragazzo e a proseguire barcollando. L'angolo distava meno di dieci passi e, per un breve istante, l'uomo pens di essere riuscito a scampare ai suoi inseguitori. Poi una sagoma tozza si pales in fondo al vicolo. Quando emerse dall'ombra Clemeste si ferm di colpo, riconoscendo la testa rasata e il volto deturpato dalle cicatrici. Il terzo brigante, comprese con un nodo gelido di paura. Doveva aver preceduto i compagni lungo una delle strade parallele al vicolo, bloccando l'unica via di fuga verso la banchina mentre gli altri due si mantenevano a distanza costante dal loro bersaglio. Clemeste perse ogni speranza. Il piano dei ladroni aveva funzionato alla perfezione. Era in trappola.
Gir su s stesso mentre gli altri due briganti comparivano all'entrata del vicolo e avanzavano verso di lui. Si guard intorno freneticamente, alla ricerca di un'altra via d'uscita. Ma non ce n'erano. I tre erano sempre pi vicini e lui sent un brivido di terrore scorrergli lungo la schiena. Apr la bocca per lanciare un grido di aiuto, ma uno dei banditi scatt in avanti e gli tir un pugno nello stomaco. Il capitano boccheggi, senza fiato, e si pieg su s stesso stringendosi la pancia. Lo stesso brigante lo fece crollare a terra con un calcio. Un dolore stridente gli scoppi nel cranio quando gli altri due si avventarono su di lui, riversandogli addosso una gragnuola di calci e pugni. Alz le braccia nel vano tentativo di proteggersi la testa, ma le botte continuarono a piovergli addosso. Uno stivale lo colp sul fianco scoperto. Clemeste avvert qualcosa incrinarsi, e una fitta lancinante gli infiamm il petto.
Prendetegli il borsello!
Le percosse cessarono e due dei briganti si fecero indietro. Con un gemito, Clemeste si port una mano al petto contuso. Sent sapore di sangue nella bocca. Uno degli uomini, che sfoggiava un naso rotto e vari buchi tra i denti, si inginocchi al suo fianco, gli infil una mano sotto il mantello e strapp di netto il borsellino delle monete legato alla cintura. Poi lo lanci al compagno, un tipo tozzo e barbuto con piccoli occhietti scuri. Quest'ultimo sbirci all'interno e corrug la fronte. Quindi abbass lo sguardo su Clemeste, gli occhi ridotti a semplici fessure.
Dov' il resto? chiese.
Lui fece una smorfia. Non so di che stai parlando.
Stronzate! Non sono nato ieri, vecchiaccio. Abbiamo sentito del carico che hai sbarcato al porto. Un nostro amico tiene d'occhio tutte le merci in arrivo. Dice che hai venduto le tue per un buon prezzo. Di certo, pi dei miseri spiccioli che hai qui dentro. Il ladrone barbuto diede un colpetto al borsellino semivuoto, poi indic il compagno con i buchi tra i denti. Adesso dimmi dove tieni il resto del malloppo, o il nostro Cadmo ti taglia le palle.
Sfoderando il pugnale, Cadmo tese le labbra sfregiate in un sogghigno minaccioso. Clemeste riport lo sguardo sul brigante barbuto e scosse in fretta la testa.
Vi prego!  tutto quello che ho!
Il bastardo mente, ringhi Cadmo. Lo vedo.
 la verit, giuro, protest lui.
Il ladro lo fiss per un attimo, poi si volt verso l'uomo con il coltello.
Cavagli un occhio, Cadmo. Cos gli sciogliamo la lingua.
Cadmo si mosse verso il capitano, la punta del pugnale che scintillava nella luce fioca. Steso impotente sul selciato scivoloso per la pioggia, Clemeste fu colto dalla consapevolezza che sarebbe morto in quel vicolo squallido, e non per mano di qualche terribile mostro marino o di una tempesta violenta come aveva spesso temuto. Quando la lama gli si avvicin al volto, tese i muscoli per la paura e offr una preghiera silenziosa agli di.
In quell'istante, intravide un movimento alle spalle del bandito. Un'ombra scura e leggera scatt in avanti da uno degli usci all'inizio del vicolo e si avvent sull'uomo barbuto, assestandogli una spallata contro la schiena. Il brigante lanci un forte grugnito e cadde in avanti per poi schiantarsi su un mucchio di macerie e legno marcito a un lato della stradina.
All'urlo di dolore del compare, Cadmo diede le spalle al capitano per voltarsi verso la figura in avvicinamento. Clemeste scorse il viso dell'aggressore e riconobbe il giovane senzatetto in cui era quasi inciampato. Incredulo, lo guard superare con un salto il ladro caduto e avanzare verso Cadmo.
Bastardo! sibil quest'ultimo.
Tent un affondo con il pugnale, mirando alla gola del ragazzo, che per fu pi rapido e lo schiv con destrezza. Tra grugniti di frustrazione, Cadmo pugnal il nulla. Con uno strepito si lanci di nuovo all'attacco, menando fendenti selvaggi e costringendo il giovane a indietreggiare di scatto, quindi gli balz addosso e tent di colpirlo allo stomaco. Svelto, il giovane par l'affondo con un rapido movimento del braccio, poi avanz verso l'avversario e gli sferr un pugno. Si sent il sordo scricchiolio di ossa contro ossa e la testa di Cadmo scatt all'indietro, mentre il pugnale gli scappava di mano e cadeva a terra con un rumore metallico.
Attento! url Clemeste.
Il giovane si gir mentre il primo brigante scrollava la testa, intontito, si rialzava goffamente e gli si lanciava addosso. Lui si tuff a terra per afferrare il pugnale caduto, poi ruot su s stesso e si volt ad affrontarlo. Si acquatt per schivarne il pugno scomposto, quindi scatt di nuovo in piedi e gli diede una pugnalata, conficcandogli la punta affilata nello stomaco. Il bandito grugn, trafitto dalla lama. Allent la bocca e dondol appena, abbassando gli occhi sull'elsa che gli sporgeva dalle viscere. Una chiazza luccicante si allarg dalla ferita e gli macchi la tunica.
Mentre il ladrone si accasciava, contorcendosi, il ragazzo liber il pugnale con uno strattone e si gir verso Cadmo, che si era rialzato a fatica. Ormai era arrivato anche il terzo uomo e, fianco a fianco, entrambi squadrarono sospettosi il giovane avversario.
Forza! grid lui. Chi vuole essere il prossimo, bastardi?
I briganti esitarono, spostando gli occhi dal compagno ferito al giovane assassino in piedi accanto a lui, il pugnale stretto nella mano sporca di sangue. Aveva una luce folle negli occhi e i muscoli magri erano tesi, come quelli di un animale feroce sul punto di attaccare. Per un istante nessuno os fare il minimo movimento, poi il silenzio fu spezzato da alcune voci che si avvicinavano, provenienti dalla banchina. Cadmo guard torvo il ragazzo, dopodich fece un cenno al compagno ed entrambi si voltarono e fuggirono nel vicolo, riattraversando il quartiere portuale. Nel guardarli scomparire, Clemeste fu travolto dal sollievo.
Il giovane si infil il coltello nella cintura e corse subito da lui.
State bene? chiese.
Lui si sforz di sorridere. Mi riprender. Sono solo un po' scosso. Pensavo che quei bastardi mi avrebbero ucciso.
Sono dei veri stronzi, s. Ma non vi daranno pi problemi. Il ragazzo pieg la testa verso il ladro agonizzante. Uno di loro, almeno.
No. Clemeste fiss il corpo, accigliandosi. Immagino di no.
Cerc di tenersi in piedi, ma lo sforzo era eccessivo e si accasci di nuovo a terra, tremando per il dolore e l'emozione violenta.
Ecco. Lasciate che vi aiuti. Il giovane gli porse la mano. Clemeste l'afferr e si alz malfermo, facendo una smorfia. Gli doleva ogni fibra del corpo e faticava a respirare.
Grazie. Inclinando il capo, guard la figura denutrita di fronte a lui. Come ti chiami?
Telemaco. E voi?
Clemeste, capitano della Selene. Chin la testa. Sono in debito con te, giovane Telemaco. Mi hai salvato la vita.
Lui si strinse nelle spalle. Il caso ha voluto che fossi nei paraggi, tutto qui. Chiunque avrebbe fatto lo stesso.
Sinceramente, ne dubito.
Il capitano rimase un attimo in silenzio a studiare il giovane. Era vestito di stracci e non dimostrava pi di quindici o sedici anni. Le guance e il mento erano ricoperti di tessuto cicatriziale bianco e nodoso. Un altro dei bambini abbandonati e disperati del Pireo, pens. Figlio di qualche marinaio di passaggio che si era goduto un'avventura con una donna del posto, sbattuto per strada alla nascita e costretto a cavarsela da solo. Il porto ne era pieno. Eppure in Telemaco c'era qualcosa che lo intrigava. Quel povero sciagurato aveva avuto la meglio su tre criminali incalliti, e Clemeste avvertiva in lui una resilienza feroce.
Dove siete diretto? domand Telemaco. Vi accompagno.
La mia nave, gracchi il capitano. Mosse una mano a indicare il porto e fece una smorfia. Merda... Mi hanno dato una bella ripassata.
Telemaco annu. Meglio sbrigarsi, in caso tornassero. Gli pass un braccio intorno alla schiena e si incamminarono insieme lungo il vicolo diretti verso il porto, mentre dietro di loro il ladro agonizzante emetteva un gemito profondo.
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Capitolo 2.
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Mentre Telemaco accompagnava il capitano verso il porto, la pioggia si attenu in un'acquerugiola fino poi a cessare del tutto, e la luce debole della luna si apr un varco tra le nuvole scure. Il giovane greco poteva scorgere gli alberi e il sartiame delle decine di navi ormeggiate lungo il molo. Erano qualcosa di immediatamente familiare, per lui, parte della vita del porto quanto le voci dei marinai ubriachi che cantavano e gridavano battute oscene di ritorno alle rispettive navi per la notte. Solo alcuni sfidavano le strade gelide e sferzate dal vento che scendevano dalla banchina, litigando o giocando a dadi. Su un lato del molo, coppie di guardie pattugliavano il pi grande degli ampi magazzini di legno. Il porto in s affacciava verso un paio di frangiflutti di pietra. Pi lontano, onde scure si infrangevano contro l'antemurale, formando enormi spruzzi bianchi che scintillavano sotto la luce fioca.
Clemeste si ferm di fronte a una grande nave oneraria ormeggiata all'estremit della banchina.
Eccola, annunci in tono magniloquente. La Selene. Non sar la nave pi veloce del mondo, ma  robustissima.
Telemaco alz lo sguardo sul mercantile. Al debole chiarore della luna vide che aveva un baglio ampio e una prua arrotondata con un dritto alto e ricurvo adornato con un rilievo della dea greca Selene alla guida del suo carro lunare. Una grande pala di governo pendeva dalla poppa, e il ponte di prua era collegato al molo da una stretta passerella. Alleggerita del suo carico, la nave si ergeva alta sull'acqua. Era pi grande di molti dei vascelli ancorati nel porto e offriva uno spettacolo impressionante, pens.
Clemeste gli fece un cenno con il mento e sorrise come per scusarsi. Temo di non poterti offrire granch come ricompensa. Ma forse ti andrebbe di salire a bordo per mangiare un boccone e bere qualcosa?  il minimo che possa fare.
Arricciando le labbra, Telemaco soppes la proposta. Viveva per strada da cos tanto tempo che aveva imparato a trattare le offerte gentili degli sconosciuti con estrema cautela. Ma erano passati due giorni dal suo ultimo pasto, e lo stomaco gli brontolava per la fame. In pi, si disse, il capitano sembrava abbastanza amichevole. Annu.
Grazie.
Bene. Clemeste riusc a fare un sorriso sofferente. Da questa parte.
Telemaco lo aiut a salire sull'asse di legno che portava al ponte anteriore. A prua c'era un gruppetto di uomini che dormivano, infagottati sul ponte o sdraiati al riparo di tende per proteggersi dalle intemperie. Clemeste si ferm accanto al pi vicino e gli diede una leggera spinta. Russando pesantemente, lui si gir dall'altra parte. Il capitano lo scosse con pi forza e questa volta l'uomo si svegli, borbottando sottovoce, per poi alzarsi in piedi in fretta. Quando not i lividi sul volto di Clemeste, nei suoi occhi vitrei comparve un'espressione preoccupata.
Per Zeus! biascic. Telemaco sent nel suo alito odore di vino scadente. Cosa vi  successo?
Sto bene, Sileo, rispose Clemeste. Sul serio. Sono finito in una piccola zuffa, ecco tutto. Sarebbe andata molto peggio se non fosse stato per questo giovanotto, aggiunse, inclinando la testa verso Telemaco.
Sileo osserv il ragazzo con un sopracciglio inarcato. Davvero?
Svegliami il mozzo, su, disse il capitano. Io scendo nella mia cabina.
Signors, capitano.
Telemaco lo guard voltarsi e attraversare il ponte in direzione di alcuni uomini raggomitolati sotto una tenda eretta nella prua della nave. Lanci un urlo a uno di loro, svegliandolo con un calcio. All'istante, un mozzo che dimostrava qualche anno meno di Telemaco scatt in piedi e si affrett verso il boccaporto di poppa, per poi scendere le scale che portavano agli alloggi del capitano. Telemaco e Clemeste lo seguirono a breve distanza, muovendosi lenti sul tavolato sbiancato dal sole. Una volta raggiunto il boccaporto, Clemeste scese per primo e il giovane lo segu gi per le scale fino a entrare in una piccola cabina costruita di traverso nella poppa del vascello. Lo spazio era angusto e Telemaco dovette chinare la testa per passare sotto l'architrave bassa. Il mozzo termin di accendere una lampada a olio posta sul modesto scrittoio lungo il dritto di poppa, illuminando fiocamente l'interno della cabina.
Portaci qualcosa da mangiare e da bere dalla dispensa, Nesso, ordin Clemeste.
Signors, capitano.
Il ragazzo si volt e usc. Telemaco socchiuse gli occhi nella penombra e si guard intorno. A un lato dello scrittoio si vedeva una cuccetta stretta, con accanto, per terra, un forziere dall'aria robusta. Un inconfondibile odore di corda consunta e catrame aleggiava nell'aria. Clemeste prese posto sulla cuccetta, poi indic lo sgabello di fronte allo scrittoio.
Prego. Accomodati.
Telemaco si sedette e cerc di nascondere il fastidio che gli provocava il lento dondolio del vascello ormeggiato.
Prima volta su una nave? domand Clemeste.
Lui annu, nauseato. Ne ho viste parecchie. Ho passato la vita nel porto, pi o meno. Ma non avevo mai messo piede su nessuna, finora.
Vivi per strada, suppongo.
S. Telemaco abbass il capo per la vergogna. Da quasi tutta la vita.
E la tua famiglia?
I miei genitori sono morti, rispose in tono piatto.
Ma avrai di certo qualche parente che potrebbe accoglierti. Degli zii, magari? O un fratello? Deve pur esserci qualcuno.
Lui si scroll di dosso la domanda e distolse lo sguardo. Poco dopo, il mozzo torn con un piatto di formaggio, qualche brandello di manzo essiccato e pane. Pos tutto sullo scrittoio, poi risal le scale per prendere un paio di coppe di terra sigillata e una caraffa piena di vino dall'odore potente. Leccandosi le labbra, Telemaco fiss con appetito vorace il cibo che aveva davanti. Quando Nesso se ne fu andato, Clemeste vers il vino annacquato in entrambe le coppe e ne pass una al giovane ospite. Telemaco attacc subito ad abbuffarsi, interrompendosi solo per bere avidamente dalla coppa. Il vino gli col lungo il mento mentre la posava e azzannava una striscia di carne secca. Clemeste sorrise con tristezza.
Dev'essere dura, disse. Vivere in strada, intendo.
Con il tempo ci fai il callo, rispose lui tra un boccone e l'altro. Di solito frugo tra i rifiuti intorno ai magazzini. I mercanti buttano sempre qualcosa da mangiare. Roba marcia, pi che altro, ma ti abitui al sapore. Si infil in bocca un pezzo di formaggio e rutt. Il periodo peggiore  l'inverno. Nient'altro che freddo e pioggia.
E i tuoi genitori? Che ne  stato di loro?
Questi sono fatti miei, rispose stizzoso. Pos la striscia di carne che stava reggendo e alz lo sguardo sul capitano. E in ogni caso, cosa ve ne importa? Non sono affari vostri.
No. Vero. Ma mi hai salvato da quei criminali. Ci  voluto coraggio, che di questi tempi  merce piuttosto rara. Mi piacerebbe saperne di pi sul conto dell'intrepido ragazzo venuto in mio soccorso.
Telemaco scosse la testa. Non sono un eroe.
Ciononostante, la maggior parte della gente non avrebbe alzato un dito per aiutare uno sconosciuto in difficolt. In effetti, mi vengono in mente diverse persone che si sarebbero girate per andarsene nella direzione opposta. Sono curioso di sapere come mai un tipo come te vive per strada.
Zittendosi per un istante, il ragazzo abbass lo sguardo sul pasto quasi concluso.
Non ho mai conosciuto mia madre, cominci in tono sommesso.  morta nel darmi alla luce.
Mi dispiace.
Perch? Non  colpa vostra. Non siete stato voi a ucciderla.
No. Nonostante questo,  dura crescere senza una madre.
Telemaco si limit a fare spallucce. Dopo la sua morte, nostro padre  stato costretto a crescerci da solo. Me e mio fratello maggiore, Nereo. Vivevamo in una casetta vicina al molo, a Munichia. Non era molto, ma ce la facevamo bastare. Nostro padre lavorava sulle navi. Era un capitano, come voi.
Qui? Al Pireo?
Il ragazzo annu. Era proprietario di un mercantile. Uno piccolo. Non grande come questo. Faceva del suo meglio, ma a casa tiravamo avanti a fatica. Non era bravo con il denaro, spendeva tutto appena ce l'aveva. Soprattutto nel gioco e nel bere. Rincasava da un viaggio in mare, ci dava uno sguardo e andava dritto a ubriacarsi in qualche taverna vicina. A volte spariva per intere settimane. Io quasi non lo vedevo. Era Nereo a prendersi cura di me, in realt. Gli rubava qualche spicciolo dal borsello quando lui crollava gonfio di vino, in modo da avere abbastanza soldi per mangiare e vestirci in sua assenza. Ha fatto pi lui per crescermi di quanto abbia mai fatto nostro padre.
Smise di parlare per un attimo e spilucc il cibo. Clemeste lo osserv in silenzio. Dopo alcuni momenti, Telemaco pos il tozzo di pane, rialz lo sguardo sul capitano e prosegu.
Un giorno siamo scesi al molo per veder arrivare la sua nave, come facevamo sempre nei giorni in cui era previsto il suo ritorno. Abbiamo aspettato e aspettato, ma non si  vista. Alla fine si  fatto buio e abbiamo cominciato a preoccuparci. Poi  arrivata un'altra nave, uno degli amici di nostro padre ci ha notati in attesa sulla banchina e ci ha raggiunto. Appena ho visto la sua espressione, ho capito che era successo qualcosa. Ci ha detto che la nave di mio padre era stata sorpresa da una tempesta al largo della costa di Delos. I venti l'avevano spinta contro alcuni scogli vicini al promontorio ed era andata distrutta. Quando un'altra nave era riuscita ad arrivare in suo soccorso erano rimasti solo pochi sopravvissuti, aggrappati a pezzi di legno e detriti. Esit. Mio padre non era tra loro. Era disperso in mare.
Quanti anni avevi?
Sei. Telemaco fece un calcolo mentale.  successo dieci anni fa. Sorrise triste al capitano. Ormai non ricordo quasi pi il suo volto.
Cosa ne  stato di te e tuo fratello?
Mio padre ci ha lasciato un sacco di debiti. Dopo la sua morte abbiamo scoperto che aveva chiesto dei prestiti per finanziare il vizio del gioco.  venuto fuori che doveva una grande somma a uno degli strozzini del porto. Lui rivoleva indietro il denaro, ma noi non potevamo assolutamente permetterci di pagarlo. Poi un giorno  arrivato con un paio di guardie del corpo per requisire il poco che avevamo e venderci come schiavi. Hanno agguantato mio fratello e avrebbero preso anche me, ma Nereo li ha respinti abbastanza a lungo da permettermi di fuggire in strada. Sono riuscito a seminarli, ma non avevo nessun altro posto dove andare. Vivo all'addiaccio da allora.
Dev'essere stata dura. Dover lasciare tuo fratello in quel modo.
Non ho avuto scelta. Se non fosse stato per la prontezza di Nereo, saremmo finiti in catene tutti e due.
Lui dov', adesso? chiese Clemeste.
In una fucina di Torico, rispose Telemaco, la voce fremente di rabbia. L'ho saputo da un amico che lavora in una delle officine. Acquistano tutti gli attrezzi da un fabbro romano che ha sede laggi, Decimo Rufio Burro. Comunque, il mio amico ha fatto visita alla fucina e ha visto Nereo. Burro gli riserva tutti i lavori pericolosi: azionare i mantici e pulire la fornace. Quel romano bastardo tratta i suoi schiavi di merda e li consuma fino all'osso. Il mese scorso ne  morto uno in un incidente. Se mio fratello sar costretto a lavorare l ancora a lungo, temo che accadr lo stesso anche a lui.
Serr gli occhi un istante, sforzandosi di controllare la rabbia. Quando li riapr, not che il capitano lo fissava immerso in una silenziosa riflessione. Dopo un po', Clemeste si schiar la voce e si sporse in avanti. E se ci fosse un modo per comprare la libert di tuo fratello?
Telemaco sbuff al pensiero e scosse la testa. Non potrei mai mettere insieme una simile somma. Il massimo che riesco a guadagnare  qualche asse qua e l, aiutando i passeggeri a sbarcare dalle navi con i bagagli. Ma sono pochi spiccioli. Mi ci vorrebbero dieci vite per risparmiare quanto basta a liberarlo.
Forse, riflett Clemeste, accarezzandosi il mento. Ma del resto, forse no.
Lui corrug la fronte. A cosa vi riferite?
Non mi dispiacerebbe avere un ragazzo come te nell'equipaggio. Qualcuno che sa stare all'erta e non ha paura di lavorare sodo.
Telemaco lo fiss in un silenzio attonito. Mi state offrendo un lavoro?
Clemeste alz le spalle. A te servono soldi e a me qualcuno che mi aiuti sulla nave.
Il ragazzo assunse un'espressione dubbiosa. Ma non so neppure da dove si comincia a fare il marinaio.
Il capitano accanton quella preoccupazione con un cenno. Sei giovane. Imparerai in fretta. Ordiner a uno dei miei uomini di insegnarti le basi. E poi, non potrai essere peggio di alcuni di loro.
Che tipo di lavoro dovrei fare?
Saresti un mozzo. Cominceresti a mezza paga, almeno finch non dimostrerai il tuo valore. Tra le tue mansioni ci sarebbero studiare il funzionamento di vele e cime, svolgere turni di guardia e fare lo sguattero. Il capitano si sporse in avanti e lo osserv con calma. Non mentir. Lavorare su una nave non  facile. Pu essere sgradevole e pericoloso. Ma fidati, non c' niente di paragonabile alla vita in mare. Potrai vedere molti luoghi e fare qualcosa della tua vita. Si appoggi all'indietro e alz di nuovo le spalle. Sempre meglio che vivere per strada, no?
Telemaco socchiuse gli occhi. Non capisco. Perch volete aiutarmi?
Mi hai salvato. Sono in debito con te. E a quanto ho capito, non hai avuto una vita semplice. Mi piacerebbe darti una mano.
Non ho bisogno della vostra carit. O della vostra piet.
Non ti sto offrendo n l'una n l'altra. Lungi da me. Penso solo che tu abbia le qualit necessarie a diventare un eccellente marinaio. Sei tosto e impavido. Un po' una testa calda, forse, ma  naturale, considerato quel che mi hai raccontato. E chi pu dirlo? Se risparmierai quello che guadagni, prima o poi avrai denaro sufficiente a liberare tuo fratello da quella maledetta fucina.
Telemaco fiss il cibo, assorto. Quando dovrei cominciare?
Subito. Ti presenterai domattina al secondo di bordo. Salperemo appena avremo stivato il prossimo carico e il tempo sar migliorato. Il capitano si interruppe e osserv i suoi indumenti laceri. Dovrai anche prendere dei vestiti nuovi dalle scorte a disposizione della ciurma, immagino. Li detrarr dalla tua prima paga. Non puoi certo lavorare sulla mia nave vestito di stracci, no? D'un tratto batt le mani. Allora? Cosa ne pensi?
Telemaco riflett. Un'ora prima stava rabbrividendo al freddo e sotto la pioggia, sognando di poter scampare un giorno alla sua misera esistenza. Adesso sedeva al caldo nella cabina del capitano, con la pancia piena e un'offerta di lavoro pagato decentemente. Stentava a credere al suo improvviso cambio di fortuna. Eppure esit ad accettare quella generosa offerta. La vita nelle strade di Pireo era terribile, ma a giudicare dalle storie che circolavano nel porto lavorare su una nave era una faccenda pericolosa. Molti vascelli si perdevano in mare, soprattutto durante l'inverno. Era pronto a unirsi a un equipaggio con il rischio di incorrere nello stesso destino di suo padre? Ma poi pens a Nereo, sfruttato a morte nella fucina, e prese la sua decisione. Alz lo sguardo sul capitano.
D'accordo. Accetto.
Bene. Clemeste balz in piedi e fece un sorriso caloroso. Afferr la mano dell'ultima aggiunta al suo equipaggio e la strinse deciso.
Benvenuto nella tua nuova vita sulla Selene, Telemaco, disse con un luccichio negli occhi. Non te ne pentirai.
...
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Capitolo 3.
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...
Il cielo rimase coperto e l'indomani mattina l'equipaggio della Selene sbrig gli ultimi preparativi per il viaggio tormentato da una pioggerellina gelida che picchiettava sul porto. In un fervore di attivit i marinai sgombrarono i ponti e aprirono il boccaporto della stiva, mentre Clemeste mandava il mozzo al mercato ad acquistare scorte di gallette, acqua e pane per l'imminente traversata. Sotto il flebile sole che splendeva dietro l'ammasso di nuvole scure, una lunga fila di lavoratori portuali arriv dai magazzini con le grandi anfore destinate alla stiva della Selene.
Una volta uscito dalla cabina del capitano, Telemaco era stato accompagnato sul ponte da uno degli uomini della ciurma. Geras era un marinaio muscoloso e impudente e, pur non essendo molto pi vecchio di lui, aveva il volto pesantemente segnato dagli anni trascorsi in mare. Gli aveva mostrato un posto sul ponte di poppa dove avrebbe potuto dormire prima di cominciare a svolgere i suoi compiti la mattina seguente. Al risveglio dopo un sonno irrequieto, Telemaco aveva ricevuto una tunica sbiadita presa dalle scorte a disposizione dell'equipaggio. Dopodich Geras l'aveva presentato al secondo di bordo. Leito era un marinaio brizzolato con ruvidi capelli grigi, evidenti zampe di gallina intorno agli occhi azzurri e una cicatrice seghettata che gli attraversava il collo. Ritto in piedi a mezzanave, sorvegliava gli uomini impegnati a issare le grandi giare di creta sul ponte e portarle gi nella stiva. Mentre Geras si allontanava in fretta, Leito fulmin con lo sguardo la figura scompigliata che aveva di fronte.
Quindi sei tu che hai messo in fuga quei briganti, eh? disse con voce roca. Quanti anni hai, ragazzo?
Sedici.
Leito corrug il volto sferzato dal vento in un'espressione accigliata e sbuff. Sedici, dice! Non l'avrei mai detto. Ho cagato stronzi pi grossi di te. Come ha fatto uno schizzo di piscio cos magrolino a respingere i delinquenti che hanno aggredito il capitano?
Sono pi forte di quanto sembro, rispose lui a denti stretti.
A quelle parole, il secondo di bordo scoppi in una sonora risata. Non ci vuole molto. Non preoccuparti, ragazzo. Un mese ad alare le cime di questa bagnarola ti rimpolper in fretta. Quanta esperienza hai in mare?
Nessuna.
Leito parve sbigottito. Non sei mai stato su un peschereccio?
Telemaco scosse la testa e si guard i piedi nudi.  la mia prima volta a bordo di una nave.
Di degli inferi! Sai almeno nuotare?
No, rispose lui, scoraggiato.
Il viso del secondo di bordo mostr un disgusto palpabile. Quindi non sai nuotare e non sei mai stato in mare prima d'ora. E dici di essere nato e cresciuto al Pireo! C' qualcosa che sai fare, ragazzo?
Il giovane lo fiss. So cavarmela in combattimento.
Questo non ti servir a molto, ridacchi Leito. Qui le uniche uccisioni avvengono nella stiva. Abbiamo un bel po' di ratti a bordo. La nave ne  infestata.
Non ho paura di qualche ratto, rispose Telemaco, seccato. Sono cresciuto per strada. Ci vuole ben altro per spaventarmi.
Il secondo di bordo inarc un sopracciglio cespuglioso. Parole coraggiose. Ma aspetta di arrivare in mare aperto. Ci saranno un bel po' di cose da temere, a quel punto. Bisogner stare attenti ai pirati, alle tempeste... persino ai mostri marini.
Mostri marini?
Gi. Leito agit un dito. Fare il duro ti sar anche stato utile, in strada, ma il mare  tutt'altra bestia. Pu essere un vero stronzo, se gli gira, e farai bene a rispettarlo.  la prima lezione di ogni marinaio. Sono stato chiaro?
Telemaco annu, incerto. S.
L'altro si scur in volto. Devi dire Signors, ragazzo. Ormai non sei pi un terraiolo. Adesso, in quanto mozzo dovrai dare una mano ogni volta che serve. Io ti insegner le basi. Sar un lavoro duro, ma se seguirai gli ordini e farai il tuo dovere, presto sarai in grado di sciogliere un terzarolo e fare una virata come un marinaio provetto. Capito?
S... Cio, signors.
Va gi meglio. Leito si gir, prese un secchio di legno sigillato con pece e per met pieno d'acqua e glielo spinse contro. Ecco, il tuo primo compito. Lavare i ponti. Il capitano li vuole immacolati, prima di salpare.
Lavare? chiese lui, sforzandosi di nascondere la delusione.
Il secondo di bordo lo fulmin con lo sguardo. C' qualche problema?
No. Il ragazzo deglut e lanci un'occhiata al porto. Dove siamo diretti, esattamente?
In Mesia. Sulla costa orientale del Ponto Eusino. Mai sentita nominare?
Telemaco scosse la testa.
Leito ridacchi. Avrai una bella sorpresa. I nativi sono dei selvaggi. Fanno sembrare acculturati i maledetti germani. Attraccheremo in un posto che si chiama Tomis, a nord della costa tracia. Paragonata a quel buco, Pireo  un paradiso.
Perch ci andiamo, se  tanto orribile?
Vino di Mende. Il secondo di bordo indic le anfore che i marinai stavano caricando sul ponte della nave. Da quelle parti va a ruba. La gente del posto  pronta a pagare una piccola fortuna per averlo. Il capitano dovrebbe ricavare un bel profitto dalla vendita della sua parte.
Quanto ci metteremo ad arrivare?
Dipende. Di solito la regola  che, se il viaggio di andata dura poco, quello di ritorno sar pi lento di un cane con una zampa sola. In questo periodo i venti non sono favorevoli, quindi ci toccher raggiungere l'Eusino a forza di remi. Ma di solito sulla via del ritorno si trova vento in poppa. In tutto, direi pi o meno un mese per il viaggio intero. Sempre che non ci imbattiamo nei pirati.
Telemaco alz gli occhi a guardarlo e deglut. Abbiamo molte probabilit di incontrarli?
Leito fece spallucce. La possibilit c' sempre, ragazzo. Soprattutto dalle parti dell'Eusino. I mari orientali pullulano di quei bastardi. Si indic il collo. Come pensi che me la sia fatta, questa cicatrice?
Sono stati i pirati? E come?
Lavoravo su un'altra nave, l'Andromeda. Si parla di diversi anni fa. Tornavamo da Perinto con un carico di riso e qualche passeggero. Due navi pirata ci hanno attaccato mentre scendevamo lungo la costa tracia. All'inizio abbiamo cercato di seminarle, ma quel codardo del nostro capitano si  arreso appena hanno cominciato a tirarci qualche freccia. Alcuni di noi volevano combattere, ma ce l'ha proibito. Lo stolto pensava che, se ci fossimo lasciati abbordare e avessimo ceduto il bottino, i pirati sarebbero stati indulgenti con noi.
Che cosa  successo?
Hanno giustiziato il capitano e ucciso chiunque tentasse di opporre resistenza. Dopo aver preso tutto quello che volevano, il loro capitano ha raggruppato i passeggeri e l'equipaggio e ci ha detto che non potevano lasciare sopravvissuti, per il rischio che li identificassimo alla marina romana.  stato allora che sono iniziate le esecuzioni. Quei bastardi hanno assassinato i passeggeri a uno a uno. Vecchi, donne, bambini... Tutti massacrati.
Telemaco rabbrivid. Come hai fatto a sopravvivere?
Siamo stati avvistati da una nave da guerra imperiale che trasportava dignitari lungo la costa. Appena l'hanno notata, i pirati hanno trasferito il bottino sulla loro nave e sono fuggiti. Leito si zitt per un attimo. Solo in quattro siamo sopravvissuti all'attacco. A uno degli altri avevano cavato gli occhi. Povero bastardo. Fidati, ragazzo. In poche parole, i pirati sono feccia. Non hai nessuna voglia di imbatterti in qualcuno di loro. E adesso dacci sotto a pulire quel ponte. C' molto da fare prima della partenza.
Telemaco pass il resto della mattina in ginocchio, a strofinare il tavolato con un ruvido blocco di arenaria. Una volta terminato il lavaggio dei ponti, Leito lo mand a svuotare le sentine nei recessi bui e infestati dai ratti sull'altro lato della stiva. Era un lavoro massacrante e, con l'avanzare del giorno, la prospettiva di trascorrere mesi interi impegnato in compiti cos faticosi fece crollare a picco il suo umore. Ma poi ripens alla situazione disperata di suo fratello. Se non fosse riuscito a racimolare denaro sufficiente a comprarne la libert, Nereo sarebbe stato condannato a passare il resto della vita a lavorare nella fucina, sotto il suo crudele padrone romano. Riprese i suoi doveri con rinnovato vigore, deciso a fare il possibile per salvare il fratello.
Nel tardo pomeriggio la pioggia cess e sul porto si alz una brezza leggera mentre il sole tramontava dietro la grigia massa ondulata del mare. Allo sbiadire della luce l'equipaggio raddoppi gli sforzi, impaziente di terminare i compiti e scendere a rifocillarsi un'ultima volta a Pireo prima di salpare. Dopo aver finito di pulire, Telemaco si diresse al boccaporto di poppa per prendere un po' di cibo in dispensa e portarlo a prua, dove i marinai avrebbero consumato la cena. Non ricordava di aver mai lavorato cos duro in tutta la sua vita. Sentiva i muscoli rigidi e indolenziti, le mani erano ricoperte di vesciche e gli doleva la pancia per la fame. Fu travolto da un'ondata di stanchezza e non desider nient'altro che qualche ora di sonno prezioso.
Un odore rancido di pesce e catrame aleggiava nell'aria mentre scendeva nella stiva diretto allo spazio riservato alle provviste. Centinaia di anfore erano stipate sottocoperta, in pile verticali compattate con la sabbia. Telemaco vide Sileo e un altro marinaio che, in ginocchio davanti a una fila, finivano di sistemare: il compagno teneva fermi i contenitori di creta e Sileo faceva un nodo con una cima sfilacciata. Un attimo dopo quest'ultimo si alz e, annuendo alla sua opera, si asciug il sudore dalla fronte.
Ecco. Cos dovrebbe andare, disse.
L'altro storse le labbra e guard dubbioso la corda logora e allentata. Il capitano non ha detto di fissare il carico con almeno tre funi? Giusto per stare sicuri che resti fermo?
Sileo agit una mano. Se chiedi a me, lo stronzo  gi abbastanza sicuro. Perch scomodarci, quando potremmo prenderci una bella sbronza? Potrebbero passare giorni prima della prossima occasione.
E se il capitano scopre che non abbiamo fatto come voleva?
Non lo scoprir. Quel caprone non viene mai a ispezionare la stiva. Fidati, andr tutto bene.
Non so....
Sileo gli diede una pacca sulla schiena. Ti preoccupi troppo, Androcle. Ecco il tuo problema. Sogghign. Forza. Muoio di sete. Il primo giro lo offro io.
Ci fu un attimo di silenzio, poi un ratto pass sgambettando lungo il ponte e fece trasalire Telemaco. Gli altri due si voltarono di scatto e Sileo socchiuse gli occhi alla vista del mozzo.
Che cazzo stai guardando? sibil.
Niente, rispose cauto Telemaco.
Proprio cos. L'uomo sput a terra e gli si avvicin. L'alito gli puzzava di cipolle e gli occhi scintillavano di cattiveria. Qui non c' niente da vedere. Capito, ragazzo?
Telemaco fiss il marinaio corpulento senza dire nulla. Le cicatrici sulle sue nocche parlavano delle molte risse in cui era stato coinvolto, e inimicarselo non aveva senso. Nello spazio ristretto della stiva, senza l'elemento sorpresa, sapeva di avere ben poche possibilit contro quei due. Annu bruscamente e Sileo sogghign, facendo un passo indietro.
Bene, disse con voce aspra. Ora levati dal cazzo.
Telemaco si affrett a addentrarsi nella stiva mentre Sileo e Androcle lo superavano per risalire le scale che conducevano al boccaporto, ridendo e scherzando. Il cuore pesante come piombo, lui si ferm per guardarli scomparire dalla vista. Sileo l'aveva preso subito in antipatia. Era chiaro che aveva una vena crudele ed era il tipo che si divertiva a fare il prepotente con chi considerava inferiore. Telemaco avrebbe dovuto stare attento, da quel momento in avanti. Tir un sospiro profondo. Era a bordo della Selene da meno di un giorno e si era gi fatto dei nemici.
La seconda mattina il cielo si rasseren e un frizzante venticello di terra soffi sul mare. Dopo aver imbarcato le ultime provviste, l'equipaggio si riun a guardare il capitano che faceva un'offerta al piccolo altare di pietra sul ponte di prua, implorando Poseidone di concedere alla Selene passaggio sicuro. Dopodich diede il segnale di mollare gli ormeggi e l'equipaggi scatt in azione. Un paio di marinai di coperta ritirarono la passerella, altri due sciolsero le cime dai bittoni disposti lungo la banchina. Leito grid un ordine a Telemaco e lui si precipit ad aiutare i membri dell'equipaggio intenti a lottare con una lunga asta di legno. Pesava pi del previsto e Telemaco grugn, affaticato, mentre la usavano per spingere la prua della nave verso le acque del porto. Quando furono abbastanza lontani dalla banchina, Clemeste url agli uomini di tirare fuori i remi. Al suo ordine, una decina dei marinai pi forzuti afferrarono i giganteschi remi conservati sul ponte e cominciarono a indirizzare con cautela la Selene verso lo stretto passaggio tra i frangiflutti. Superati questi, il capitano si rivolse all'equipaggio.
Rientrate i remi! Alzate la randa! url con le mani intorno alla bocca per farsi sentire sopra il vento crescente. Datele una mano di terzaroli!
Subito, i marinai imbarcarono i remi e diversi uomini si arrampicarono sul sartiame per disporsi lungo la varea del pennone. All'ordine di Leito spiegarono la vela quadrata, e la tela di lino si allarg increspandosi nel vento. Sul ponte, il resto dell'equipaggio tir le scotte e le fiss alle gallocce sulle balaustre laterali. A quel punto gli uomini sul pennone legarono le cime alla prima mano di terzaroli, quindi cominciarono a tornare gi. Fu una manovra notevole e Telemaco osserv con ammirazione i marinai che si calavano dalle griselle mentre la Selene prendeva l'abbrivio sotto la randa fortemente terzarolata, fendendo l'acqua con la prua.
Dimeto! url Clemeste al timoniere, un robusto nubiano in piedi dietro all'albero. Mettila con le mura a sinistra. Rotta, quattro dita!
Il nubiano punt le gambe sul tetto della cabina e spinse il timone con le braccia muscolose, aggiustando il corso del mercantile fino a farlo veleggiare quanto pi a sopravvento osasse il capitano. Telemaco si aggrapp alla balaustra di poppa, la testa che gli girava, mentre il mare gli sibilava intorno e la Selene saliva e scendeva sui flutti. Un rivoletto di sudore freddo cominci a colargli lungo il viso e fu colto da un'ondata di nausea. Cerc di stabilizzarsi prendendo come punto di riferimento l'orizzonte, ma dopo pochi istanti pieg il capo in avanti e si sporse fuoribordo, svuotando lo stomaco nella spuma bianca. Sput i resti di vomito, poi si pul la bocca e torn a girarsi verso il ponte, reggendosi con tutte le sue forze alla balaustra.
Hai gi mal di mare? chiese Leito, con un gran sorriso.
Di degli inferi, si lament lui. La mia testa....
Il secondo di bordo scoppi in una risata fragorosa. Se hai problemi con questo, aspetta che arriviamo all'Eusino. Vedrai quanto pu essere tempestoso. L s che saprai cosa significa davvero avere il mal di mare.
Telemaco si strinse lo stomaco, gi atterrito alla prospettiva di dover trascorrere numerosi giorni sulla nave. Pu andare peggio di cos?
Molto peggio. Leito gli diede una pacca sulla schiena. Non fare quella faccia. Ti abituerai presto. E poi, dove siamo diretti, il mare mosso sar l'ultimo dei tuoi problemi. Con tutti i pirati che infestano le acque intorno alla Mesia.
Non saremo protetti dalla marina?
Fuori discussione. L'Eusino  l'ultimo buco del culo dell'Impero. I romani se ne fottono di presidiare la zona e mollano il problema alla gente del posto. Ma questa non ha il denaro o le flotte per pattugliare le acque come si deve, cos quei bastardi dei pirati hanno campo libero. Che gli di ci aiutino, se ne incontreremo qualcuno durante il viaggio.
Telemaco fece per rispondere, ma la Selene roll, provocandogli una nuova ondata di nausea, e lui torn a sporgersi fuoribordo per un'altra violenta scarica di vomito. Quando l'attacco di mal di mare fu passato, alz gli occhi e guard verso il porto, il vento salmastro che gli sferzava i capelli e gli bruciava le guance. Temporaneamente dimentico della testa pulsante e della nausea che gli agitava le viscere, sent un curioso misto di paura ed eccitazione turbinargli nel petto. Si stava allontanando da casa per la prima volta, su una nave piena di sconosciuti diretta a uno degli angoli pi remoti dell'Impero. Era un'occasione per calcare le orme di suo padre e inseguire una vita di avventure in mare. Un'occasione che era determinato a cogliere. Diede un'ultima occhiata al porto. Poi si volt e fiss lo sguardo in avanti mentre la Selene entrava in acque aperte.
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Capitolo 4.
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I primi giorni che Telemaco trascorse a bordo della Selene furono infelici. A parte l'infinito elenco di compiti stilato da Leito, il nuovo mozzo dovette far fronte a costanti attacchi di mal di mare e alle prese in giro di alcuni dei membri pi anziani dell'equipaggio ogni volta che vomitava. Giorno dopo giorno sfacchinava sopra e sottocoperta, svuotando le sentine maleodoranti, pulendo i ponti e preparando i pasti. Leito aveva un occhio acuto e insisteva per controllare di persona il suo lavoro al termine di ciascun incarico. Non mancava mai di trovarvi difetti e muovere critiche, aggravando le pene del giovane. Presto l'eccitazione nervosa dei primi tempi in mare cedette il passo a un profondo senso di malinconia e solitudine, e il ragazzo si maledisse amaramente per aver accettato l'offerta del capitano di unirsi all'equipaggio.
Ogni giorno, dopo aver completato le mansioni, faceva rapporto a Leito, e il secondo di bordo gli impartiva i rudimenti della navigazione. Le lezioni erano una piacevole pausa dalla routine incessante, e Telemaco impar a eseguire un gran numero di nodi e a spiegare e terzarolare le vele. Si esercit ad arrampicarsi sul sartiame e a usare lo scandaglio a sagola per misurare la profondit del mare nelle acque pi basse, e nei pomeriggi Leito gli insegn a guidare il vascello con il timone e gli illustr i funzionamenti delle vele e degli organi di governo. In un primo momento Telemaco dovette fare qualche sforzo, perch trovava difficile concentrarsi con lo stomaco in subbuglio. Ma dopo i primi giorni il mal di mare cominci ad attenuarsi e lui divenne pi sicuro, rivelando un entusiasmo e una voglia di imparare dai propri errori che colpirono persino il riluttante secondo di bordo.
Alla fine di ogni giornata, l'equipaggio della Selene cercava ancoraggio sicuro in qualche baia o insenatura vicina. Una volta ancorato il vascello, gli uomini andavano a riva con la barca stivata a mezzanave, accendevano un fuoco sulla spiaggia e si gustavano un pasto caldo prima di ritirarsi sulla Selene per la notte. Con gli ultimi raggi di sole che scintillavano all'orizzonte, Telemaco trascinava il corpo stremato in uno spazio libero sul ponte di poppa e si sdraiava sotto il cielo punteggiato di stelle mentre il resto dell'equipaggio russava intorno a lui. Non si era mai sentito cos stanco in tutta la sua vita. O cos solo. Durante quei primi, solitari giorni in mare, soltanto Geras fece lo sforzo di parlargli. Alla fine di un lungo turno, il marinaio lo osserv accasciarsi sul giaciglio improvvisato di funi attorcigliate, i muscoli indolenziti dalla spossatezza.
Giornata dura? chiese.
Telemaco gli lanci un'occhiata e grugn.
Non vergognarti ad ammetterlo, prosegu Geras. C' chi non riesce ad abituarsi al mare, per quanto ci provi. Questa vita non fa per tutti, sai?
Non mi arrender, rispose lui con rabbia. Preferisco morire che fallire.
L'altro alz un sopracciglio, sorpreso dalla determinazione nella sua voce. Cosa ti ha spinto ad accettare un posto su questa nave, comunque? Senza offesa, ma non sembri proprio un lupo di mare.
Mio fratello, Nereo.  uno schiavo. Ho giurato di risparmiare abbastanza da comprare la sua libert.
E cos hai deciso di tentare la sorte sulle navi?
Telemaco scroll le spalle. Sembrava il modo migliore.
Geras gonfi le guance. Avresti fatto meglio a entrare in una scuola di gladiatori. O in una banda di ladri. Anche diventando marinaio, ti ci vorranno anni per guadagnare una simile somma.
Un tentativo devo farlo. Devo liberare mio fratello.
Mi pare giusto. Geras sbadigli. Per quanto mi riguarda, spender la mia paga in puttane e vino. E la Mesia abbonda di entrambi. Gli abitanti saranno anche violenti, ma le donne conoscono dei bei trucchetti. Dovresti andare a trovarle pure tu. Ti tireranno su di morale.
Telemaco gli rivolse un sorriso svogliato. Grazie. Ma dovr risparmiare fino all'ultimo sesterzio. Anche se ci metter anni, devo cominciare da qualche parte.
Fa' come vuoi, ragazzo. Ma cambierai idea, appena vedrai quanto pu essere capriccioso il mare.
Cosa vorrebbe dire?
Che non vale la pena di guardare troppo in l nel futuro, ecco tutto. Non quando il mare pu prendersi chiunque di noi da un momento all'altro. Fare il marinaio  meglio che essere un terraiolo, ma il nostro  un mestiere molto rischioso e ogni uomo della ciurma conosce qualcuno che  scomparso in mare. Se vuoi il mio parere, faresti meglio a scordarti di tuo fratello e goderti il tempo che ti rimane finch puoi.
Lui scosse la testa. Non posso. Nereo  tutta la mia famiglia, e gli devo la vita.
L'ottavo giorno, la Selene attravers gli stretti tra la Tracia e la Bitinia ed entr nel Ponto Eusino, dove un'oscura massa di nuvole si addensava sull'orizzonte orientale. Attendendo ai suoi compiti, Telemaco not una certa tensione tra i marinai. Persino Clemeste pareva ansioso. Ritto sul ponte di prua, controllava di continuo l'orizzonte mentre navigavano a nordovest lungo la costa in direzione di Odessus, in cerca di qualche segno dei pirati, noti per attaccare i mercantili. In piedi al suo fianco, Leito scrutava l'azzurro orizzonte orientale.
Siamo in pericolo? gli chiese Telemaco.
Lui scroll le spalle. Non pi di qualunque altra nave. Queste sono acque insidiose. I pirati si terranno sottocosta, come noi.
Telemaco cerc di non mostrarsi allarmato. Non dovremmo allontanarci dalla riva, quindi?
Non in queste acque turbolente.  troppo rischioso. Dobbiamo mantenerci vicini alla costa per scongiurare le intemperie. Ora come ora, il tempo non promette nulla di buono.
Perci se navighiamo troppo lontano dalla costa potremmo finire in una tempesta, ma se restiamo vicini abbiamo buone possibilit di imbatterci in qualche nave pirata?
Leito fece un debole sorriso. Vedo che impari presto, ragazzo. In mare non c' mai un momento di noia.
Mettiamola cos.
Telemaco torn a scrutare la linea dell'orizzonte, pi ansioso che mai. Dormire all'addiaccio nei vicoli sporchi del Pireo era stato terribile, ma allora l'unica minaccia veniva dai mendicanti che litigavano a volte per scarti di cibo, e da alcuni degli abitanti pi sboccati della citt che gli urlavano contro cattiverie. Adesso affrontava pericoli di continuo.
Nel tardo pomeriggio il vento cominci a rinforzarsi per poi farsi selvaggio, e l'umore dei marinai peggior quando videro un banco di nuvole scure venire incontro alla nave. Con la coda dell'occhio, Telemaco not che Leito fissava il mare ansioso, la mascella tesa.
Che c'? gli chiese.
Il secondo di bordo guard le nubi con gli occhi socchiusi. Sembra una tempesta. Bella grossa. Si muove in fretta. Ci raggiunger presto.
Telemaco segu la direzione del suo sguardo. L'orizzonte era scomparso dietro una tenda grigio scuro larga parecchie miglia, che soffoc il sole mentre il vento ululante e la pioggia si abbattevano su di loro. Verso poppa, ritto sul ponte con il volto teso dalla concentrazione, Clemeste fiss la tempesta in rapido avvicinamento e diede l'ordine di allontanarsi da terra.
Telemaco si rigir verso Leito e indic la costa, a non pi di un miglio di distanza. Perch non andiamo verso la riva?
Il secondo di bordo scosse la testa. Ci serve spazio di manovra, se vogliamo evitare che il vento ci spinga sugli scogli. Sput sul ponte e fiss la nebbia sporca che avanzava verso di loro. Sembra che dovremo stringere i denti e affrontarla.
Neanche un'ora dopo, la tempesta si scaten con terrificante ferocia. Un vento furioso travolse il mercantile, seguito da un torrente di pioggia. Il ponte fu sferzato da gocce gelide, che spruzzarono l'equipaggio e ne infradiciarono le tuniche. Telemaco si aggrapp alla balaustra, disperato, mentre la pioggia gli feriva la pelle e il vascello rollava e beccheggiava. Vicino a lui gli altri marinai si reggevano ostinati, proteggendosi dal diluvio tra le onde che si infrangevano tutt'intorno. Quando alz lo sguardo si accorse che la tempesta stava spingendo la nave sempre pi verso la costa. La riva appariva ormai pericolosamente vicina e, pur trovandosi in mare da poco pi di una settimana, Telemaco comprese all'istante il pericolo.
Uomini! url Clemeste, la voce a stento udibile sopra il vento che gemeva nel sartiame. Serrate le vele! Gettate l'ancora!
Anche Leito apostrof i marinai. Diversi di loro si arrampicarono sul sartiame e poi strisciarono lungo la varea del pennone, mettendosi in posizione con difficolt a causa del forte vento e della pioggia. Nel frattempo, un pugno di uomini corse verso prua per ammainare la vela di trinchetto. Telemaco prese posto insieme agli altri che si preparavano a gettare l'ancora. In quel momento, la Selene roll sul fianco e un grido straziante lacer l'aria. Aggrappandosi freneticamente alla balaustra, lui alz lo sguardo. Androcle era scivolato e stava penzolando dalla varea, le braccia strette al pennone e le gambe sospese nel vuoto. Il marinaio pi vicino cominci a strisciare verso di lui, ma poi la nave fece un altro scatto violento in avanti e Androcle perse la presa, precipitando con un grido nell'abisso d'acqua. Le sue urla cessarono di colpo quando scomparve in mare, inghiottito dalle onde grigie. Diversi membri dell'equipaggio scrutarono il punto in cui era caduto in cerca di segni della sua presenza, ma non ce n'era nessuno.
Telemaco! strill Leito. Indic il sartiame. Sali a dare una mano! Subito!
Sollevando gli occhi sulla varea, per un fuggevole istante il mozzo fu assalito dalla paura. Il pensiero di arrampicarsi sul sartiame in quelle condizioni infide lo terrorizzava. Ma colse l'urgenza della situazione e, scacciando la paura, cominci a risalire le griselle, determinato a non deludere i compagni. Intorno a lui il vento fischiava e gli strattonava la tunica mentre si lanciava in avanti e strisciava lungo la varea, sforzandosi di non guardare in basso. Gli altri marinai si distanziarono sul pennone e quello pi lontano dall'albero prese il posto di Androcle. Quando furono tutti in posizione, Clemeste grid l'ordine e loro ammainarono la vela, lavorando il pi in fretta possibile per raccogliere le pieghe che sventolavano furiose e legarle al pennone. La pioggia picchiava impietosa e Telemaco annod i lacci di cuoio come gli aveva insegnato Leito. Un attimo dopo, gli uomini sul ponte di poppa gettarono l'ancora, filando il cavo finch le patte non si impigliarono nel fondale e il movimento della nave cominci lentamente a stabilizzarsi. Telemaco scese dal sartiame con gli altri marinai e croll ansimando sul ponte spazzato dal diluvio.
Leito gli rivolse un cenno riluttante. Bel lavoro, ragazzo. Con il tempo faremo di te un vero marinaio.
E adesso che facciamo? url lui.
Aspettiamo che la tempesta si sgonfi.
Quanto ci vorr?
Ancora un po', rispose il secondo di bordo. Ore, direi. Il peggio deve ancora arrivare.
Al pensiero Telemaco fece una smorfia, ma non c'era tempo per riposare. Con la nave che dondolava all'ancora, Clemeste url all'equipaggio di cominciare a sgottare l'acqua. Il cavo dell'ancora si tese e il vascello vibr, rendendo difficile mantenere l'equilibrio agli uomini che si affannavano sul ponte. Fecero a turno per svuotare l'acqua che aveva riempito rapidamente le sentine, mentre il resto dell'equipaggio metteva in sicurezza la nave legando un telone sull'entrata della stiva. Appena ebbero terminato i loro compiti si strinsero al riparo del parapetto di prua, rabbrividendo nelle tuniche fradice. Alcuni mormorarono preghiere agli di, altri fissarono con desiderio la riva, sognando di essere al sicuro in qualche cala o porto riparato.
Il buio li avvolse senza che la tempesta desse segno di calmarsi. Per l'intera notte i venti e la pioggia percossero la Selene e la sua ciurma. Non c'era speranza di dormire, perch i marinai dovettero lavorare a turno per sgottare l'acqua dalle sentine. Le ore trascorsero lente per Telemaco, che sentiva il terrore farsi pi profondo a ogni rollio della nave, il cui sartiame e le cui costole scricchiolavano logorati dalla tempesta. La notte sembr durare per sempre, e ogni istante che passava portava un nuovo tormento per il mozzo, spaventato all'idea che il vascello potesse colare a picco, o che il cavo dell'ancora si spezzasse per lo sforzo, mandando la Selene e il suo equipaggio a schiantarsi contro la costa rocciosa della Tracia. Ma il cavo resistette.
La tempesta si affievol infine la mattina seguente, il vento si smorz in una brezza leggera quando il sole spunt all'orizzonte. In breve anche la pioggia cess e la luce si apr un varco tra le nuvole, illuminando le montagne lontane di un'intensa sfumatura dorata. La furia implacabile della notte fu sostituita dall'urto lieve e ripetitivo delle onde contro lo scafo e dallo sgocciolare dell'acqua dal sartiame. I marinai infreddoliti, stanchi e affamati si alzarono in piedi a fatica non appena Clemeste ordin un'ispezione accurata del vascello. Il secondo di bordo annot ogni danno su una tavoletta di cera, in modo da provvedere alle riparazioni una volta raggiunto il porto di Tomis.
Telemaco! url Clemeste. Porta su del cibo per i ragazzi. Non possono salpare a stomaco vuoto. Non dopo la notte che abbiamo passato.
Signors, capitano!
Con un rapido cenno d'assenso, Telemaco corse al boccaporto di poppa e slacci le cime legate ai tacchetti. Sulle scale, vide qualcosa brillare nella stiva. Poi i suoi occhi si abituarono alla penombra, e si blocc di scatto.
Centinaia di frammenti di creta erano sparsi per terra, confusi a una sciabordante brodaglia di sabbia e vino. In mezzo si intravedevano pezzi di fune sfilacciata e, nel guardarsi intorno, Telemaco si accorse con sgomento che le cime sistemate per tenere ferme le anfore si erano rotte e il loro contenuto prezioso si era rovesciato nella stiva. Solo qualcuna era rimasta intatta.
Datti una mossa, ragazzo! ringhi Leito, scendendo. Perch ci stai mettendo tan....
Alla vista del disastro si immobilizz di colpo.
Merda, borbott, con aria spaventata. Aspetta qui.
Si volt e risal sul ponte, chiamando a gran voce il capitano. Un attimo dopo fece ritorno con Clemeste. Diversi membri dell'equipaggio li seguirono in fretta, curiosi di scoprire cosa fosse tutto quel trambusto. Intontito, Clemeste rimase fermo sul posto a esaminare il danno arrecato al prezioso carico. Il suo viso si accartocci in un'espressione di frustrazione amara e disperazione.
In nome di tutti gli di, che cosa  successo? ringhi.
Devono essersi staccate durante la tempesta, capitano, rispose Geras.
Ma... come? intervenne Leito e scosse la testa. Queste anfore andavano legate pi strette del culo di una vergine vestale. Non avrebbero dovuto muoversi. Neanche durante una tempesta.
In piedi nella ressa di marinai, Sileo si mosse a disagio. Colpa delle cime. Le bastarde dovevano essere troppo logore.
Telemaco fece per parlare, ma una sua occhiataccia lo convinse a cambiare idea e richiuse la bocca di scatto.
Non importa. Il carico  andato. Clemeste fiss abbattuto le anfore infrante. Sono rovinato. Ho dovuto chiedere un prestito al mercante solo per pagare la mia met della spedizione. Adesso  tutto perduto.
Il mercantile arriv a Tomis cinque giorni dopo, scivolando verso il piccolo pontile. Dopo aver gettato in mare le anfore rotte, l'equipaggio era stato incaricato di recuperare i pochi contenitori rimasti intatti e di fissarli alle rastrelliere. Un umore cupo aleggiava sugli uomini occupati a rientrare i remi e lanciare le cime di ormeggio ai lavoratori sul bordo della banchina. Di solito avrebbero salutato con entusiasmo l'arrivo in un porto nuovo, impazienti di spendere la paga guadagnata con il sudore della fronte nei dubbi intrattenimenti offerti dalla citt. Ma la morte di Androcle, unita alla perdita di buona parte del carico, aveva distrutto il loro morale. In un primo momento Telemaco aveva pensato di informare il capitano che Sileo non era stato in grado di mettere adeguatamente in sicurezza il vino, ma poco dopo l'incidente il marinaio l'aveva preso da parte minacciando di tagliargli la gola se avesse fatto parola di quanto aveva visto a Pireo. Cos il mozzo aveva dovuto restarsene zitto.
Mentre la Selene si avvicinava al pontile, i portuali alarono gli ormeggi e li fissarono ai bittoni lungo la banchina, tirando il mercantile di lato. Poi Leito grid di abbassare la passerella e un paio di marinai fecero scivolare l'asse di sbarco sul lato di tribordo del vascello fino a raggiungere la banchina. Una volta messa in sicurezza la nave, Clemeste concesse a buona parte dell'equipaggio di scendere a terra per annegare i dispiaceri nelle taverne vicine. Telemaco avrebbe voluto unirsi a loro, ma il capitano gli disse di fermarsi per aiutare gli stivatori a scaricare le poche anfore sopravvissute.
Quando il crepuscolo scese su Tomis, una figura grassa e con le dita ornate di svariati anelli d'oro sal con passo deciso la passerella e avanz verso Clemeste sul ponte di prua.
Capitano! url, ansimando per lo sforzo di salire a bordo. Si ferm a riprendere fiato. Dov' il resto del mio vino? prosegu, indicando le anfore da scaricare. Qui non c' neppure un quarto del carico.
Clemeste si volt ad accoglierlo. Eraclido. Toss e fece una smorfia sofferente. Temo di doverti informare che abbiamo incontrato alcune difficolt durante il viaggio.
Eh? Quali difficolt? ribatt l'altro irritato.
Il capitano abbass la testa e inspir a fondo prima di spiegargli la situazione, descrivendo la tempesta e il conseguente danneggiamento del carico. Eraclido ascolt in un silenzio di tomba, il volto privo di espressione.
Be', capitano, disse quando Clemeste ebbe concluso. Questo  certamente uno, ah, sfortunato imprevisto. Finse un sorriso. Sempre che sia vero.
Clemeste si accigli. Cosa vorrebbe dire?
Devi ammetterlo,  una storiella molto conveniente. Come faccio a sapere che non hai invece sbarcato il resto del carico in qualche altro porto e tenuto per te i profitti?
Il capitano sembr sbalordito. Mi stai accusando di mentire?
Non saresti il primo capitano che prova a ingannarmi. Non ti aspetterai che creda a questa panzana delle anfore rotte, voglio sperare.
 la verit, lo giuro su tutti gli di! Chiedi a uno qualunque dei miei uomini, ti dir lo stesso.
Non ne dubito, rispose atono il mercante. Tuttavia, se anche quanto dici fosse vero, non puoi pretendere che paghi un carico che non sei riuscito a consegnare. Il nostro accordo prevedeva duecento anfore di pregiato vino di Mende. Comprenderai il mio dilemma, ne sono sicuro.
Il capitano storse le labbra ma non disse nulla.
C' anche il problema di come intendi ripagare la tua parte, aggiunse Eraclido.
Ripagare? ripet Clemeste, corrugando la fronte. Di cosa stai parlando?
Il mercante indic le anfore con il mento. Quasi tutto il carico  andato perduto... se vogliamo credere alla tua storia. Questo include la tua met. Una met che avevi pagato con soldi presi in prestito da me. A un tasso di interesse estremamente generoso, potrei aggiungere. Ed  un prestito che devi ripagare, a prescindere dalle sorti a cui  andato incontro il vino.
Il cipiglio del capitano si fece pi profondo. E dove dovrei trovare una simile somma?
Questo non  un mio problema, rispose il mercante. Ma se non puoi saldare il tuo debito, non mi lasci altra scelta. Sar costretto a sottoporre il caso al magistrato e a chiedergli di requisire la tua nave. Un sorrisetto sottile si form agli angoli della sua bocca. Pullo  un mio buon amico. Sono certo che comprender la mia posizione.
Non puoi farlo! ribatt Clemeste, scuotendo la testa con rabbia. Non puoi prenderti la mia nave!  tutto quello che ho. Ti prego, dev'esserci un'altra soluzione.
Fiss il mercante con sguardo supplichevole. L'espressione di Eraclido non trad alcuna piet. Poi l'uomo fece un sorrisetto e affil gli occhi, accarezzandosi il mento. Forse c' un modo di ripagare il tuo debito.
Quale? chiese Clemeste, un accenno di disperazione nella voce.
La settimana scorsa ho sentito delle voci durante una cena. Alcuni miei colleghi stavano discutendo le ultime notizie dall'Illiria. Dimmi, capitano. Hai fatto molti traffici da quelle parti?
Ho attraccato a Salona un paio di volte. Non  troppo in alto sulla costa illirica. Ma  qualche anno ormai che non percorro quella rotta. Sono dei bastardi taccagni, gli illirici. Negoziarci  difficilissimo, e non pagano mai per tempo. Perch?
A quanto pare, nella zona c' stata un'insurrezione. Uno dei capi sconfitti della trib dei Desiziati  tornato dall'esilio e ha cominciato a sobillare la popolazione. Un tizio di nome Batone.
L'ho saputo. Al Pireo alcuni capitani ne parlavano. Ma i romani non hanno sedato la rivolta?
Eraclido annu. Tiberio ha inviato una colonna della Legio V Macedonica per ristabilire l'ordine. Hanno sgominato i ribelli, messo a morte i condottieri e venduto gli altri come schiavi. Ma la ribellione ha messo a dura prova le scorte locali di grano. Il cibo scarseggia e la popolazione  affamata. Con un luccichio negli occhi, aggiunse: Un carico di grano spunterebbe un prezzo altissimo, al momento. Sufficiente a saldare i tuoi debiti e a fruttare un buon profitto per entrambi.
Clemeste lo squadr sospettoso. Se  un'opportunit cos lucrativa, perch gli altri mercanti non mandano le loro merci a Salona?
Lo stanno facendo. O, meglio, ci stanno provando. Ma la maggior parte delle spedizioni non arriva in porto. Pare che alcuni pirati abbiano saputo dell'incremento dei traffici commerciali e che abbiano spostato la loro base operativa nell'Adriatico.
Clemeste annu pensieroso. Ha senso. Sono sempre in cerca di nuove rotte da depredare.
Esatto. Ora che si  sparsa la voce della minaccia pirata, molti armatori si rifiutano categoricamente di salpare per Salona. O chiedono prezzi oltraggiosi. Ho cercato in giro qualcuno disposto a trasportare le mie forniture, ma non l'ho trovato. Eraclido si interruppe prima di proseguire: Certo, tutto questo panico sta facendo lievitare ancora di pi il prezzo del grano. Chiunque riesca ad arrivare a Salona far una fortuna.
Capisco, rispose secco Clemeste. I miei uomini corrono tutti i rischi, e tu ti prendi tutti i soldi.
Se vuoi metterla cos, s. Ma ti sto offrendo un'occasione per recuperare le tue perdite, capitano. E magari trarne anche un modesto profitto, una volta saldato il debito. Il mercante fece spallucce. Altri miei colleghi potrebbero non essere altrettanto ragionevoli.
Clemeste valut l'offerta. E se rifiutassi?
Allora non avr altra scelta che parlare con il magistrato ed esigere la confisca della tua barca in compensazione del pagamento.
Le spalle del capitano si afflosciarono. In questo caso, suppongo di non avere neppure io altra scelta che accettare.
Capitano, no! url Telemaco, balzando in piedi.
Clemeste e il mercante si voltarono all'unisono verso il mozzo, che aveva ascoltato la conversazione con un crescente senso di inquietudine. Quasi non riusciva a credere che Clemeste volesse accettare un'offerta tanto perigliosa. Ormai non poteva pi contenere l'ansia.
 troppo pericoloso, prosegu, mentre i due lo osservavano in silenzio. Cosa succeder se verremo catturati dai pirati? Lasciate che questo mercante tenti la sorte con il prossimo vascello su cui riuscir a mettere le sue luride manacce. Non  una buona offerta, capitano.
Zitto! Clemeste lo fiss con freddezza. Sei un mozzo. Non ti pago per sapere come la pensi.
Ma capitano....
Basta! sbott lui. Se vorr un tuo consiglio, lo chieder, dannazione! Ora torna al lavoro e tieni per te le tue opinioni del cazzo.
La durezza del suo tono lo prese alla sprovvista. Obbedendo, Telemaco si volt e and via. Con la coda dell'occhio, vide Clemeste raddrizzare la schiena e annuire energico rivolto al mercante.
Abbiamo un accordo, Eraclido. Di' ai tuoi uomini di cominciare a caricare il grano il prima possibile. Salper per Salona all'alba.
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Capitolo 5.
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Sul ponte della Selene soffiava un forte vento del nord mentre Telemaco guardava a tribordo. In lontananza intravedeva il profilo della costa illirica, una manciata di isole brulle e insenature spezzata da una serie di montagne frastagliate. Basse nuvole grigie aleggiavano nel cielo e il mare furioso si infrangeva contro la linea di galleggiamento mentre la nave risaliva la costa orientale dell'Adriatico. Era passato quasi un mese da quando il mercantile aveva lasciato Tomis con il suo carico di grano nella stiva, e il viaggio di ritorno a oriente era andato liscio. Ma dopo aver superato le alte scogliere di Dyrrachium, il cielo si era coperto e l'umore dei marinai era cambiato. Alcuni fissavano ansiosi il mare, quasi temessero che una nave pirata potesse attaccarli da un momento all'altro. Persino Leito appariva irrequieto e scrutava l'orizzonte con la stessa espressione preoccupata degli altri.
Quando arriveremo a Salona? gli chiese Telemaco.
Dopodomani, secondo i miei calcoli, rispose lui. Stiamo tenendo una buona velocit anche con la stiva piena. Dobbiamo solo sperare che il vento regga. E pregare di non imbatterci nei pirati.
Sapete che vi dico, ragazzi? Io non vedo l'ora di arrivare, disse Sileo rivolto ai compagni, sfregandosi le mani come pregustando chiss quali piaceri. Una volta sbarcati, ci saranno vino e figa a volont.
Sempre che non incontriamo problemi durante il viaggio, rispose burbero Leito.
Sileo indic l'orizzonte. Guardati intorno. Non c' traccia di pericolo. Questo tratto di mare  pi vuoto del cuore di un banchiere.
Per il momento. Ma i bastardi ci sono eccome. Il capitano Nestore e i suoi terrorizzano queste acque da anni.
Nestore? ripet Telemaco, accigliandosi.
Il comandante di una delle bande pirata attive lungo questa costa, spieg Leito. Un tempo scorrazzava con un gruppo di briganti dalle parti di Larissa, poi ha deciso che poteva fare pi soldi in mare. I suoi sono i bastardi pi crudeli su questo lato del Pireo. Ricordati le mie parole, meglio non farsi catturare dalla sua ciurma.
Andr tutto bene, comment Sileo, sprezzante. Sono mesi che nessuno vede Nestore n ha notizie di lui. Fidati, ancora pochi giorni e festeggeremo a Salona.
Prego che tu abbia ragione. Per il bene di tutti.
Sileo si volt e riattravers il ponte a grandi passi per terminare le sue mansioni, scherzando con gli altri marinai. Nonostante l'innegabile minaccia appostata nell'Adriatico, continuavano a svolgere i loro compiti con atteggiamento spensierato. Telemaco li invidiava, avrebbe voluto essere in grado di ignorare il pericolo dei pirati con la stessa facilit mostrata da alcuni suoi compagni. Solo Leito e gli uomini pi esperti sembravano condividere le sue preoccupazioni riguardo alla possibilit di un attacco.
Cosa facciamo se i pirati ci trovano? chiese, tornando a girarsi verso il secondo di bordo.
Leito scroll le spalle. Cercheremo di seminarli. Ma siamo appesantiti. Persino quei buoni a nulla degli Azzurri al Circo Massimo potrebbero batterci in una corsa tirata, e lo sanno tutti che solo gli aurighi pi inutili corrono per la squadra azzurra.
Telemaco distolse lo sguardo e lo fiss sull'acqua, lo stomaco stretto da un nodo di inquietudine. Il mare era molto mosso e il mercantile si alzava sulla cresta di ogni onda per poi ricadere, fendendo l'acqua con la prua. A oriente, la costa sbiad lentamente dalla vista a mano a mano che si dirigevano a settentrione, finch le montagne non scomparvero e l'unica cosa visibile fu la linea infinita dell'orizzonte.
Ponte! url Geras dalla testa d'albero. Vela in vista, capitano!
Clemeste emerse dalla cabina e cammin deciso fino all'albero, inclinando la testa verso l'alto. Geras si teneva stretto con un braccio e sporgeva l'altro in fuori. Il capitano abbass lo sguardo e strizz gli occhi nella direzione indicata dalla vedetta. Telemaco fece lo stesso, alla ricerca di qualche traccia della vela. Ma non vide nient'altro che la superficie ondulata del mare e l'addensarsi delle nubi.
Clemeste si mise le mani intorno alla bocca e url: Quante, Geras?
Una, capitano. A due miglia di distanza.
Dov' diretta?
Geras lasci passare un momento prima di rispondere. Si avvicina a noi. Sembra venire dalla costa.
Pirati? si chiese Telemaco.
Clemeste corrug la fronte. Forse. O potrebbe essere solo un altro mercantile.
Leito alz un sopracciglio. Da queste parti? Sono giorni che non incrociamo nessun vascello. La maggior parte delle navi sta evitando questa zona, proprio come aveva detto quel mercante. Sono per forza pirati. Dovevano essere nascosti in una delle insenature, in attesa di una preda. Faremmo meglio a invertire la rotta.
Clemeste storse le labbra. Il suo volto era il ritratto dell'indecisione mentre scrutava il mare. No, disse dopo un attimo.  troppo lontana per esserne sicuri. Continueremo in questa direzione, per ora. Prima arriviamo al porto, meglio . Soprattutto dato che il tempo sembra deciso a peggiorare. Non possiamo permetterci di finire in un'altra tempesta.
Se fosse un mercantile, perch punterebbe dritto verso di noi? Sappiamo che i pirati infestano queste acque, capitano. Dovremmo invertire la rotta e andarcene subito, finch possiamo.
Clemeste si gir verso il suo secondo e lo fulmin con lo sguardo. La nave  mia! Il capitano sono io. E non cambier rotta senza una buona ragione. Capito?
Signors, capitano, rispose Leito a denti stretti.
Bene. L'altro si irrigid, poi url alla vedetta: Tienili d'occhio, Geras. Lancia un grido appena vedi qualcos'altro.
Signors, capitano.
Clemeste si volt e scrut oltre la protuberanza della nave, la mascella tesa e i muscoli facciali irrigiditi da spasmi nervosi. Appoggiandosi alla balaustra, Telemaco cerc di scorgere la nave in avvicinamento. Per un po' non riusc a vedere nulla. Un'ora dopo, quando la Selene si alz sulla cresta di un'onda, intravide la forma minuscola di una vela, a stento visibile all'orizzonte. Poi il mercantile torn ad abbassarsi e il triangolo scomparve.
Un attimo dopo, Geras url dall'alto: Adesso vedo lo scafo, capitano!  pi piccola di noi. Ha un guidone appeso all'albero.
Di che colore? grid Clemeste.
La vedetta esit prima di rispondere, e l'ansia nella sua voce fu evidente a tutti. Nero, capitano.
Nero? ripet Clemeste, allarmato, sbiancando in volto. Merda....
Pirati, borbott Leito. Si batt un pugno sulla coscia. Lo sapevo, cazzo!
D'istinto Clemeste volt le spalle agli uomini per nascondere la sua reazione, strinse le mani a pugno e bofonchi imprecazioni sottovoce. Poi il momento pass e riusc a ricomporsi.
Quali sono i vostri ordini, capitano? chiese Leito.
Dovremmo girarci e provare a seminarli, disse lui. Url al timoniere: Dimeto! Falla virare!
Il nubiano tir il timone verso babordo, girando la prua del mercantile nella direzione opposta alla nave pirata. Nel frattempo Leito ordin all'equipaggio di sciogliere i terzaroli. Telemaco e molti altri corsero in posizione davanti al sartiame, mentre il resto dei marinai si arrampicava sul pennone per disporsi in modo precario lungo la varea. A un grido del secondo di bordo, gli uomini si chinarono e sciolsero i terzaroli della randa, allascandola il pi possibile. Con uno schiocco fragoroso, le scotte guizzarono nel vento come serpenti e gli uomini sul ponte cominciarono ad alarne le cime e a fissarle alle gallocce.
La Selene oscill per il vento e poi scatt in avanti, cavalcando un'onda dopo l'altra. Sembravano andare spediti, ma quando Telemaco si volt rimase sconvolto nel notare che la nave pirata si era avvicinata terribilmente. La vela era ormai ben visibile mentre il vascello fendeva l'acqua proprio a poppa del mercantile. Con il cuore che batteva all'impazzata, si gir verso il secondo di bordo.
Ci prenderanno?
S. Con la voce impregnata di fatalismo, Leito prosegu: La Selene  un osso duro, ma punta sulle dimensioni, non sulla velocit. I pirati prediligono imbarcazioni pi leggere e noi non possiamo sciogliere altri terzaroli. Ci supereranno presto.
Telemaco sent una paura nauseante alla bocca dello stomaco. E quindi cosa facciamo?
Il secondo di bordo scroll le spalle. Manteniamo la rotta e preghiamo che cambi il tempo. Possiamo sopportare meglio le intemperie di un vascello pi piccolo.
E se non funziona?
In quel caso cercheranno di abbordarci, e dovremo prendere qualunque arma ci capiti a tiro e batterci per le nostre vite. Leito sorrise torvo. Non ci arrenderemo senza combattere.
Telemaco trasse forza dalla sua spavalderia, ma dentro di s maledisse l'esitazione di Clemeste e si chiese perch il capitano non avesse invertito la rotta al primo avvistamento della vela nemica. Almeno in quel modo il mercantile avrebbe potuto avere buone possibilit di fuga. Adesso erano in balia degli elementi e dei pirati determinati a impossessarsi della preda.
Durante l'ora successiva i marinai rimasero accalcati lungo la poppa, sporgendosi dalla balaustra e allungando il collo verso la nave pirata in rapido avvicinamento. Clemeste faceva avanti e indietro sul ponte, fermandosi di tanto in tanto a lanciare occhiate alla randa, tesa dal forte vento orientale. Ma i pirati continuarono ad avanzare e Telemaco comprese che era solo questione di tempo prima che superassero il mercantile.
Clemeste si rivolse al secondo di bordo. Tira fuori le armi, Leito. Distribuiscile ai pi forti. Il resto dell'equipaggio dovr usare quello che trova.
Signors, replic torvo Leito. Ciurma! grid. Preparatevi a respingere gli assalitori!
Il ponte divenne un turbine di attivit. Muovendosi con quieta disperazione, gli uomini si prepararono a difendersi dall'attacco pirata. All'ordine del secondo di bordo, due marinai corsero gi nella stiva. Tornarono pochi istanti dopo con una piccola cassa di legno che conteneva un po' di spade corte e pugnali, il pi in pessime condizioni. Presero a distribuire le armi agli uomini pi robusti, mentre altri agguantavano caviglie inutilizzate dalla cavigliera a murata, gaffe d'accosto e qualunque arma improvvisata riuscissero a trovare. Telemaco fiss con paura crescente la nave nemica che, scivolando in bolina stretta, si avvicinava sempre di pi al mercantile.
Datti una mossa, ragazzo! gli url Leito. Prendi una cazzo di arma!
Lui si guard intorno con disperazione e agguant una delle caviglie rimaste per poi correre a unirsi al gruppo di marinai che, raccolti intorno all'albero, si preparavano a dare battaglia. Alcuni dei meno esperti tremavano visibilmente, e lui temette che non sarebbero stati in grado di resistere a lungo alla furia dei pirati quando questi avessero abbordato la nave. Se non fossero riusciti a battere i nemici in velocit, gli uomini della Selene erano spacciati. Fu colto dalla cupa consapevolezza che sarebbe morto quel giorno, su quella nave. Subito dopo, prov una fitta di dolore al pensiero del fratello. Aveva giurato di fare il possibile per salvare Nereo. Adesso aveva fallito, e il suo petto si gonfi di frustrazione e disperazione.
Un grido si lev dalla testa d'albero.
Nave in vista! url Geras, indicando a occidente. A babordo, capitano!
...
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...
Capitolo 6.
...
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...
Clemeste guard verso l'orizzonte e strizz gli occhi. Tutti gli uomini sul ponte lo imitarono. Dopo un attimo, lui scosse la testa e lanci un'occhiata alla vedetta.
Che cosa vedi?
Otto vele, capitano. No, nove... Dieci! Dieci vele! url Geras, tendendo il braccio sopra la prua del mercantile. A quattro o cinque miglia da qui. Le vedo meglio, adesso. Sono navi da guerra, capitano!
Grazie agli di! Sileo si gir verso gli altri marinai. Devono essere i romani. Siamo salvi!
Silenzio! sbott Clemeste. Si rivolse di nuovo alla vedetta. Dove sono dirette?
Stanno per incrociarci, capitano. Rotta a settentrione. Sembrano sei navi da guerra e quattro imbarcazioni pi piccole.
Dev'essere uno squadrone romano in pattuglia, riflett Clemeste, guardando oltre la prua della Selene. Forse li hanno mandati ad affrontare i pirati.
A quelle parole, Telemaco si sent travolgere da un incontenibile sollievo.  finita, quindi? Siamo salvi?
Leito corrug la fronte mentre guardava in avanti e poi verso poppa, intento a calcolare la distanza tra i pirati, la Selene e le navi da guerra rispetto alla forza del vento. Poi scosse stancamente la testa. Temo di no, ragazzo. Quella flotta non ci raggiunger in tempo. I pirati sono troppo vicini.
Telemaco lanci un'occhiata ai loro inseguitori. Non possiamo andare pi veloci?
Impossibile. Se non perdono coraggio dopo aver avvistato le navi da guerra, i pirati ci supereranno.
Lui si volt, il sollievo fu sostituito da un profondo senso di impotenza. Nelle strade del Pireo era stato costretto ad affidarsi al proprio ingegno per mantenersi in vita. Ma in mare era in balia di elementi che sfuggivano del tutto al suo controllo, e non poteva fare altro che guardare con disperazione i pirati avvicinarsi sempre di pi.
Poco dopo, Geras lanci un grido e indic le navi da guerra romane. Capitano! Lo squadrone sta cambiando rotta! Viene dritto verso di noi!
Clemeste guard di nuovo oltre la prua. Stringendo gli occhi nella stessa direzione, Telemaco vide le vele delle navi da guerra virare sottovento e la flotta dirigersi verso la tragedia che si stava svolgendo a ovest. I romani stavano accelerando per raggiungere il mercantile prima dei pirati, fendendo elegantemente il mare con gli speroni rivestiti di bronzo. Le navi pi grandi remavano a tutto spiano nel tentativo di aumentare la velocit, ma erano ancora a tre miglia di distanza. La nave pirata non distava ormai neanche mezzo miglio.
Perch i pirati non invertono la rotta? si chiese Telemaco ad alta voce. Avranno pur visto le navi da guerra davanti a noi, no?
S, rispose Leito. Ma lo squadrone  ancora lontano. I pirati avranno tutto il tempo di abbordare la Selene, ucciderci, spogliare la nave di ogni oggetto di valore e filarsela prima del suo arrivo.
Telemaco! url il capitano sopra il trambusto nel ponte. Prendi il timone. Tienilo puntato verso quelle navi da guerra. Cercheremo di resistere ai pirati il pi possibile. Potremmo guadagnare abbastanza tempo da essere salvati dai romani.
Era una speranza vana, e Telemaco avvert la disperazione nella sua voce. Corse a poppa e strapp il timone dalle mani di Dimeto. Il nubiano annu prima di andare a unirsi al resto dell'equipaggio. Uno dei marinai gli pass una picca e i due si misero in posizione intorno all'albero, pronti a fronteggiare il nemico insieme agli altri.
Telemaco tese i muscoli delle braccia e punt il timone verso le navi da guerra romane, ricordando le lezioni che Leito gli aveva impartito durante le ultime settimane. Il mercantile stava andando il pi veloce possibile, con il sartiame che vibrava sotto la pressione del vento. Ma non bastava. Mentre l'inseguimento proseguiva, il ragazzo si volt e vide che la nave pirata era cos vicina da permettere di distinguere gli uomini accalcati sul ponte di prua. Erano una visione terrificante, le bocche spalancate in un selvaggio grido di guerra. Molti indossavano armature sopra le tuniche colorate e brandivano asce o spade corte, con le punte che scintillavano nella luce debole. Telemaco riport lo sguardo in avanti e sent una morsa di terrore gelido stringergli il collo. Leito aveva ragione. La flotta romana era troppo lontana, e persino il suo occhio inesperto si rendeva conto che i pirati li avrebbero superati molto prima che lo squadrone potesse salvarli.
Mentre governava la Selene verso le navi da guerra, vide che i pirati avevano cambiato leggermente traiettoria e puntavano ad attaccarli da tribordo. Ormai erano a meno di cento passi dalla loro preda. Sul ponte gli uomini schernivano i marinai in pericolo, sollevando le punte delle spade al cielo e battendosi il petto in pregustazione dell'assalto imminente. Accanto al gruppo designato per l'abbordaggio, una squadra separata agguant i grappini, pronta ad agganciare il mercantile appena fosse stato abbastanza vicino. Quando Telemaco lanci un'altra occhiata, i pirati li avevano quasi affiancati, i due vascelli si alzavano sulle onde che spumeggiavano sotto le chiglie per poi abbassarsi di nuovo.
Ci siamo, ragazzi! url Leito in tono di sfida. Uccidete tutti i bastardi che potete. Non mostrate alcuna piet!
Le grida dei nemici in procinto di lanciare i grappini si propagarono nell'aria. Un attimo dopo, una grossa onda fece sollevare la prua della nave pirata per poi lasciarla ricadere con un tonfo violento e improvviso. La cresta pass sotto la chiglia e il gonfiarsi dell'acqua port la prua della nave a oscillare di sghembo verso il mercantile. Telemaco intravide il movimento con la coda dell'occhio e comprese benissimo cosa doveva fare per assicurare una possibilit di salvezza a s stesso e ai compagni. Reattivo, tir il timone, cos che la prua del mercantile pi pesante cominciasse a imperniarsi a tribordo, verso il fianco del vascello pi piccolo. Sul ponte dell'altra nave, alcuni pirati capirono cosa stava accadendo e gridarono un avvertimento, reggendosi forte. Uno schianto fragoroso fendette l'aria quando, in un'esplosione di schegge, la prua arrotondata del mercantile si schiant contro il traverso del vascello pirata. La nave nemica fu spinta indietro, l'albero vibr mentre la scossa dell'impatto faceva schioccare le vele. Intanto, decine di pirati furono sbalzate all'indietro e ruzzolarono sul ponte, schiantandosi l'uno contro l'altro. Un uomo in piedi sul ponte di coperta perse l'equilibrio e, urlando, precipit in mare oltre la balaustra.
Alla successiva onda lunga, il contraccolpo allontan la Selene dalla nave pirata, che si ritrov controvento e perse tutta la velocit, con la vela allascata che sventolava impazzita. Prima che i pirati potessero rimettersi in piedi e agguantare i grappini, Telemaco fece di nuovo forza sul timone. Una nuova folata di vento gonfi la randa e il mercantile cominci lentamente ad allontanarsi, in uno slancio che lo port verso lo squadrone romano e lasci indietro la nave pirata danneggiata. Quando si volt, il ragazzo vide che un pugno di pirati era riuscito a rialzarsi e dal ponte di prua scagliava giavellotti e frecce contro il mercantile in fuga. Ma i colpi mancarono il bersaglio e si infransero sulla sua scia. In poco tempo la Selene fu ben lontana dai pirati e i marinai urlarono ed esultarono trionfanti, folli di entusiasmo per essere riusciti a scamparla in modo cos inaspettato.
Clemeste guard Telemaco con un sorriso gioioso. Ottima idea, ragazzo! Che gli serva da lezione, a quei bastardi.
Non siamo ancora fuori pericolo. Leito osserv i pirati con espressione guardinga.
Guardate! grid uno degli altri marinai, indicando oltre la prua.
Tutti gli occhi si volsero in direzione delle navi da guerra romane. Mentre Telemaco guardava, lo squadrone si divise in due. La mezza dozzina di biremi e le tre liburne pi piccole virarono per passare accanto al mercantile, puntando al vascello pirata colpito. La nave da guerra pi grande, da cui sventolava un ampio guidone viola, prosegu verso la Selene. Consapevoli di essere stati battuti, i pirati corsero a sistemare le cime. Telemaco vide diverse figure minuscole mettersi a lavorare in fretta e furia per fissare nuove scotte alla vela che garriva violentemente. Una volta alate le cime, la prua cominci a girare in modo da portare la nave a favore del vento. La vela si tese all'istante e, con il vento in poppa, i pirati furono presto in grado di battere in ritirata verso il mare aperto.
Stanno scappando. Clemeste emise un gran sospiro di sollievo.  finita. Siamo salvi. Grazie agli di.
L'ultima nave romana continu a puntare dritta verso il mercantile. Telemaco strinse gli occhi per guardarla meglio. Era pi grande delle altre navi dello squadrone, con tre banchi di remi su ciascun lato e una catapulta montata su una torretta costruita sopra il cassero di prua.
Quella  una trireme, spieg Leito, nel notare la sua espressione incuriosita. Una tre, come la chiamano nell'ambiente. Un tempo era il cavallo da tiro della marina imperiale.
Clemeste corrug il viso in un cipiglio profondo. Mi chiedo cosa vorranno da noi.
Sembra che stiamo per scoprirlo, capitano.
Quando si avvicin, la nave rientr i remi e strinse il vento, e Clemeste ordin all'equipaggio di mettersi in panna. Poco dopo, una scialuppa fu abbassata lungo il fianco della nave da guerra e Telemaco not due figure sedute a poppa, con gli elmi e le armature scintillanti sotto il sole che spuntava nel cielo via via pi sereno. La scialuppa ballonzol sulle onde mentre un paio di vogatori copriva la distanza tra i due vascelli e si affiancava lentamente al lato di tribordo del mercantile. Clemeste diede un ordine e i suoi calarono in fretta una fune. Poi due uomini in uniforme si arrampicarono sul fianco della Selene e salirono sul ponte, lasciando i vogatori nella scialuppa.
Il romano pi alto si raddrizz, il corsaletto che splendeva sotto il lungo mantello rosso, e scrut i volti dei marinai schierati sul ponte. Dov' il vostro capitano? chiese in latino.
Clemeste si avvicin in fretta e tese la mano. Benvenuti a bordo! Capitano Clemeste della Selene al vostro servizio. E voi siete...?
Tribuno Caio Munnio Cane. L'uomo guard la sua mano ma non la strinse. Prefetto della flotta di Ravenna. Questo  Quinto Attio Musca, il mio navarco di grado superiore, aggiunse, indicando con un cenno del mento l'ufficiale magro e segnato dalle intemperie accanto a s. L'uomo portava una sacca, not Telemaco.
Piacere, disse Clemeste, ritirando la mano con discrezione.
Ve la siete giocata bene prima, eh, osserv Cane. Una mossa insolita, ma molto efficace. Dovreste ritenervi fortunato, capitano. Da queste parti non sono molte le navi scampate a quei maledetti pirati.
Non saremmo proprio finiti nei guai se avessimo cambiato rotta in tempo, borbott Leito sottovoce al fianco di Telemaco.
N il capitano n gli ufficiali romani sembrarono sentirlo. Cane lanci un'occhiata alla stiva prima di proseguire in tono zelante: Dov'eravate diretti quando vi hanno attaccato?
A Salona, rispose Clemeste. Abbiamo una stiva piena di grano. Speriamo di spuntare un prezzo decente quando sbarcheremo.
Il prefetto sorrise. Otterrete anche di pi, immagino. Ben poche navi sono riuscite a passare nelle ultime settimane, con i pirati che scorrazzano in libert per tutta la costa. Stiamo effettuando pattugliamenti aggiuntivi su entrambi i lati del mare, ma temo che questo non li abbia scoraggiati per nulla. Siete stati fortunati a incontrarci proprio in quel momento.
S. Clemeste sorrise debolmente. Grazie.
Da quanto vi seguivano?
Il capitano riflett un istante. Da quattro ore, pi o meno. Non molto di pi. Li abbiamo visti appena abbiamo levato l'ancora per salpare, questa mattina. Sbucati dal nulla.
Capisco. Cane socchiuse gli occhi. Mi serve che indichiate a Musca la posizione del vostro ultimo ancoraggio. Potrebbe aiutarci a localizzare la base dei pirati.  tempo di sferrare un attacco e schiacciare quella feccia. Negli ultimi tempi stanno diventando troppo baldanzosi. Non ci sono praticamente pi spedizioni che si avventurano in queste acque, per colpa di quei bastardi.
Clemeste parve sorpreso. Non avevo capito che la situazione fosse cos grave.
Oh s, rispose Cane con rabbia. Per questo le mie navi devono spingersi a pattugliare cos lontano da Ravenna. Era gi un problema quando i pirati hanno cominciato ad attaccare le rotte commerciali, ma adesso hanno preso a saccheggiare anche i porticcioli lungo tutta la costa illirica. Persino alcune nostre pattuglie sono state attaccate.  cos che abbiamo scoperto della loro esistenza.
Che cosa  successo? chiese Clemeste.
Un mese fa mi  giunta voce che un discreto numero di mercantili non era riuscito a raggiungere Salona dall'inizio della stagione di navigazione. All'inizio ho pensato che le navi fossero affondate in mare. Per sicurezza, per, ho mandato un piccolo distaccamento a pattugliare la riva opposta e a tenere d'occhio la situazione. Una bireme e una liburna. I pirati le hanno assaltate e hanno abbordato la bireme, uccidendo buona parte dell'equipaggio. La liburna  riuscita a fuggire ed  tornata a Ravenna per portarci la notizia. Stiamo cercando di debellare la minaccia pirata da allora. I mercanti e i capi del consiglio di Salona sono turbati dal danno arrecato ai loro affari, certo. Ma purtroppo non ho abbastanza navi per coprire l'intero mare.
Credevo che la flotta di Ravenna fosse al massimo della sua potenza.
Cane ridacchi. Anche io, prima della mia nomina alla prefettura.  una flotta sempre pi vecchia. Buona parte delle navi  stata catturata ad Azio e inserita nella flotta imperiale da Augusto. Inutile a dirsi, parecchie non prendono il mare da anni, e quelle idonee alla navigazione hanno bisogno di riparazioni continue. Per come stanno le cose, riusciamo a tenere a galla giusto un paio di squadroni. Abbiamo un numero di navi sufficiente a proteggere il nostro lato del mare, ma non molto di pi.
Leito toss dentro il pugno. Lanci un'occhiata a Clemeste, poi intervenne: Perdonate l'ardire, prefetto, ma come facciamo a portare avanti i commerci se le rotte non sono pi sicure?
Sul volto liscio di Cane pass un lampo di irritazione. Fiss con calma il secondo di bordo e poi rispose, gelido: Potete stare certi che quelle canaglie dei pirati riceveranno presto quel che si meritano.  solo questione di tempo. Appena avremo individuato le loro basi, sferreremo un colpo fatale alle loro attivit. Non risparmieremo nessuno. Qualunque pirata osi infestare queste acque sar spazzato via, in un modo o nell'altro. Avete la mia parola.
Il prefetto aveva parlato con uno sguardo di fredda determinazione. Clemeste indic con una mano i pirati in fuga e le navi da guerra romane al loro inseguimento. E riguardo a quelli? Siamo al sicuro?
Telemaco guard a poppa. La nave pirata, pi piccola e veloce, navigava sottovento e aveva ormai un bel vantaggio sulle biremi e le liburne.
Cane fiss le navi prima di rispondere al capitano. Oh, penso di s. Li staneremo, alla fine. Nel frattempo, vi suggerisco di rifugiarvi per la notte in qualche attracco lungo la costa. Potrete proseguire verso Salona senza correre rischi dopo che li avremo catturati.
E quanto ci metterete a ripulire il mare da quegli animali? chiese Clemeste. Mesi? Io ho un'attivit da portare avanti, delle bocche da sfamare. Non potete aspettarvi che ci preoccupiamo di essere catturati ogni volta che lasciamo il porto, signore.
Il prefetto gli rivolse un sorriso sottile. Non dovete preoccuparvi. Quei miscredenti non andranno lontano. Le nostre navi non saranno veloci come la loro, ma sono pi che all'altezza del compito.
E se vi seminassero?
Non lo faranno. Si dirigeranno senza dubbio verso una delle isole lungo la costa. A quel punto saranno in trappola. Con un po' di fortuna prenderemo anche un paio di prigionieri e scopriremo altro sulla loro base.
Fece un cenno con il mento a Musca, e il navarco romano estrasse dalla sacca una mappa di pelle di capra e l'attrezzatura per scrivere. Cane torn a voltarsi verso Clemeste e indic la mappa.
Ora, capitano. Se voleste mostrarci il vostro ultimo punto di ancoraggio....
Qualche tempo dopo, Cane e Musca riscesero dal fianco del vascello per sedersi nella scialuppa e tornare alla trireme. Poi, la nave da guerra salp nella stessa direzione del resto dello squadrone. In lontananza, la vela triangolare della nave pirata si librava vicina all'orizzonte scintillante, precedendo i romani. In piedi accanto a Leito, mentre la Selene ripartiva, Telemaco guard l'inseguimento lontano con un sollievo misto a un oscuro presentimento.
Pensi che riusciranno a raggiungerli? chiese.
Chi pu dirlo? Quel che  certo  che non scommetterei sulle nostre probabilit di vittoria, se dovessimo incontrarli di nuovo. Gli di potrebbero non favorirci una seconda volta.
Clemeste fece un gesto noncurante. Non preoccuparti, Leito. Hai sentito il prefetto. Per adesso siamo abbastanza al sicuro. Quei pirati non ci causeranno altri problemi.
Il secondo di bordo fiss con ansia le navi da guerra sempre pi lontane, poi distolse lo sguardo. Spero che abbiate ragione, capitano. Per il bene di tutti....
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Capitolo 7.
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Quel tardo pomeriggio la Selene fece rotta verso la costa illirica e, mentre gli ultimi raggi di sole splendevano all'orizzonte, Clemeste ordin all'equipaggio di toccare terra. Il timoniere condusse con destrezza la nave oneraria in una baia con una spiaggia di ciottoli situata tra due stretti promontori rocciosi. Oltre la spiaggia, una ripida sterpaia saliva verso una distesa di alberi rachitici. Nell'entroterra, Telemaco vide una fitta foresta estendersi fino a una serie di montagne lontane che si ergevano da terra come pugni giganti. Alte scogliere si stagliavano su entrambi i lati della riva, proteggendo la spiaggia dal mare aperto. La baia sembrava piuttosto tranquilla, decise, e si rilass un po' mentre il mercantile vi entrava.
Quando furono a poca distanza dalla riva, l'equipaggio serr le vele e gett l'ancora, il cavo che filava stridente nella cubia di poppa. Clemeste aveva deciso di festeggiare la loro fortunata fuga dai pirati con un'anfora di vino presa dalle scorte della nave, e gli uomini si affrettarono a terminare i loro compiti, impazienti di scendere a terra e versarsi un bicchiere.
Dopo aver messo in sicurezza il vascello, i marinai calarono la barca lungo il fianco del mercantile e la caricarono di cibo per la cena. Accesero un fuoco in spiaggia e i boccali di cuoio furono riempiti di vino e distribuiti tra l'equipaggio. Presto l'aria notturna si riemp di un aroma di carne arrostita che fece venire l'acquolina in bocca a tutti gli uomini seduti intorno alle fiamme guizzanti. Alcuni bevvero in silenzio. Altri cercarono di alleggerire l'atmosfera raccontando delle terre lontane che avevano visitato o discutendo sui pregi dei bordelli di Alessandria e di Gades. Telemaco rimase seduto senza dire una parola, a fissare l'oscurit che avanzava dietro lo scafo scuro della Selene.
Bevi, ragazzo! Geras sorrise e gli porse una coppa traboccante di vino. Ecco. Questo ti far crescere i peli sulla schiena. E in qualche altro posto.
Telemaco prese la coppa e se l'accost alle labbra. Ignorando l'odore potente, bevve esitante un sorso di vino. Il sapore atroce dell'intruglio gli bruci il palato, e lui si chin in avanti tossendo, scosso dai conati.
Per gli di! Cos' questa roba?
Vino cretese. Geras gli rivolse un altro gran sorriso. Il capitano conosce un mercante che gli fa un buon prezzo. Costa pochissimo, ma ti d una bella sferzata. Sempre meglio della merda gallica annacquata che servono nelle taverne, comunque. Cin cin. Alz la sua coppa in un brindisi, sorseggi il vino e rutt soddisfatto.
Pensi che i pirati siano ancora l fuori? chiese Telemaco, lanciando un'occhiata alle tenebre.
E chi pu dirlo. L'uomo scroll le spalle. Probabile.
Non hai paura di incontrarli di nuovo?
In mare ci sono sempre pericoli. Se passassimo tutto il tempo a preoccuparci di quello che potrebbe succedere, non lasceremmo mai il porto. Geras indic con un gesto gli altri marinai. Perch pensi che viviamo alla giornata? Soltanto gli di sanno cosa pu accadere domani, perci tanto vale godersi l'oggi.
Immagino di s.
Geras gli diede una pacca sulla spalla e rise. Su col morale. Sei l'eroe del momento. Non sono in molti quelli che avrebbero potuto fare ci che hai fatto tu. C' voluta una bella prontezza di riflessi. Ci hai salvati tutti.
Telemaco scosse la testa. L'ho fatto per salvare mio fratello.
L'altro lo osserv con attenzione. Devi tenere molto a lui.
Il ragazzo abbass gli occhi sui tizzoni ardenti e annu. Nereo  la sola ragione per cui sono qui. Dopo la morte dei miei genitori, non mi  rimasto che lui. Farei di tutto per riaverlo con me, per rivedere di nuovo il suo viso. Alz lo sguardo. E tu? Perch sei diventato un marinaio?
Non ricordo. Sto in mare da quando avevo dieci anni. Il mio vecchio cercava sempre di convincermi a seguire le sue orme e arruolarmi nel servizio imperiale, ma io non ne volevo sapere. Somigliava troppo al duro lavoro. Tutti quegli ordini e protocolli da rispettare e stronzate varie. Io volevo solo viaggiare, prendermi sbronze colossali e godermi la compagnia di qualche puttanella dal prezzo ragionevole. Quando il vecchio bastardo ha scoperto che avevo deciso di unirmi all'equipaggio di un mercantile, mi ha dato la peggior legnata della mia vita. Non me la dimenticher mai.
Mi dispiace.
Che si fotta. Adesso  questa la mia famiglia. Questa ciurma. Diventare marinaio  stata la migliore decisione che abbia mai preso.
Telemaco fece un sorriso caloroso. Comincio a vederne le attrattive. Anche se non posso dire lo stesso di questo vino.
Geras si avvicin prima di rispondere: Oggi hai mostrato un vero talento per la navigazione, ragazzo. A dirla tutta, secondo me stai finalmente trovando la tua vocazione. Si scol i sedimenti del vino e gli lanci un gran sorriso. Forse alla fine diventerai sul serio un marinaio.
Dopo cena, l'equipaggio torn sulla nave di buon umore. Risate e grida ebbre echeggiarono nella baia mentre si coricavano per la notte, le pance piene di vino e cibo. Una luna crescente splendeva nel cielo sereno, riflettendosi sulla superficie dell'acqua come un migliaio di punte di spada smussate. Con la Selene che dondolava delicatamente sul mare calmo, Telemaco si stese sul ponte e fiss lo scintillio lontano delle stelle, sentendo il caldo abbraccio del vino e la brezza fresca che soffiava dal mare. Gli altri marinai si addormentarono presto e sulla baia cal un silenzio spezzato solo dal loro russare rumoroso, dal fruscio del sartiame e dallo sciabordare leggero dell'acqua contro gli scogli.
Nonostante la tensione e la stanchezza della giornata, Telemaco non riusc a prendere sonno. Per la prima volta da quando aveva accettato un posto sulla Selene si sentiva davvero parte dell'equipaggio e iniziava a percepire il legame profondo che univa quegli uomini. Forse Geras aveva ragione. Forse aveva un futuro promettente come marinaio.
Con il passare delle ore, i suoi pensieri andarono al fratello. Si chiese quanti viaggi sarebbero stati necessari per guadagnare abbastanza da comprare la libert di Nereo dal suo padrone romano. Alla fine della cena Clemeste l'aveva preso da parte e aveva promesso che, una volta attraccati a Salona, gli avrebbe aumentato lo stipendio a quello di un marinaio normale, come ricompensa per aver salvato la nave dalle grinfie dei pirati. La notizia l'aveva riempito di gioia. Con un salario di quel tipo sarebbe riuscito a risparmiare molto di pi che con il suo misero mezzo stipendio. Forse, quando Nereo fosse stato libero, avrebbero potuto lavorare entrambi sulla Selene. Se si fossero impegnati e avessero messo da parte ogni sesterzio d'avanzo, un giorno avrebbero avuto abbastanza denaro per acquistare un mercantile tutto loro, proprio come aveva fatto il loro padre. Avrebbero potuto navigare fino alle coste pi remote dell'Impero e fare fortuna...
Quei pensieri oziosi furono interrotti da un debole schizzo, udibile a stento sopra il russare dei marinai ubriachi e lo stormire della brezza sul ponte. Lui si tir su a sedere e drizz le orecchie. Quando risent il rumore, strisci fino da Geras e gli diede una scrollata. L'uomo si svegli di soprassalto e concentr gli occhi offuscati su Telemaco, inginocchiato al suo fianco.
Che c'? Che succede?
L'hai sentito? chiese lui in tono sommesso.
Sentito cosa?
Ascolta!
Geras trattenne il fiato e tese le orecchie. Dopo qualche momento si stropicci le palpebre e and verso la balaustra, strizzando gli occhi nel buio. Telemaco lo raggiunse, sforzandosi di vedere i dettagli alla luce fioca della luna.
Guarda! sussurr. Laggi!
Indic la massa scura dell'insenatura pi vicina alla baia. Geras punt lo sguardo in quella direzione. La sagoma indistinta di un veliero emerse dalla penombra e avanz, spettrale e senza torce di segnalazione, verso il mercantile ancorato. L'albero era stato tolto dalla scassa per renderlo meno visibile contro il cielo stellato ma, a mano a mano che si avvicinava, Telemaco riconobbe la figura affusolata del giorno prima e il sangue gli si ghiacci nelle vene. La nave pirata era a meno di un quarto di miglio dalla Selene, comprese di colpo.
Merda! sibil Geras. I pirati! Ci hanno trovati!
Sul ponte, gli altri fagotti addormentati cominciarono piano piano a svegliarsi. Leito scatt in piedi e si precipit subito alla balaustra accanto a Telemaco e Geras. Clemeste li segu, l'aria assonnata e confusa.
Cosa? Che c'? chiese irritato. Poi sbarr gli occhi, sconvolto, quando scorse la nave in avvicinamento. Immobile, la fiss sorpreso e inorridito. No, ansim scuotendo la testa. Non  possibile!
I bastardi hanno seminato i romani. Leito strinse i denti. Si saranno nascosti nella cala qui accanto e ci avranno visti arrivare. Adesso ci hanno intrappolati!
Ormai gli altri marinai si erano svegliati e l'allarme si diffuse presto alla vista del vascello nemico in arrivo. Perso ormai l'elemento sorpresa, i pirati non avevano pi motivo di agire furtivi e i vogatori aumentarono il ritmo, muovendo i remi avanti e indietro in direzione della Selene. Telemaco vedeva figure indistinte accalcate sul ponte, i ringhi del loro comandante si sentivano benissimo sopra il mormorio del mare. Con disperazione, si rese conto che questa volta non avevano alcuna possibilit di fuga. Avrebbero dovuto restare e combattere.
Prepara gli uomini, disse Clemeste a Leito. Subito!
Leito si volt e lanci un ordine. I marinai attraversarono il ponte di corsa, agguantando qualunque arma fosse a portata di mano per affrontare gli aggressori. In mezzo alla confusione, il secondo di bordo afferr un gancio d'accosto e lo spinse verso Telemaco.
Alla fine sembra che dovrai combattere un po' anche tu, ragazzo.
Telemaco strinse il manico di legno e corse con Geras a babordo per unirsi al resto dell'equipaggio che si preparava allo scontro. Avvertiva la paura e la disperazione dei compagni. Alcuni apparivano terrorizzati alla prospettiva di affrontare i pirati meglio armati, e le armi rudimentali tremavano nella loro stretta. Altri si guardavano intorno ansiosi, come a chiedersi se non sarebbe stato meglio provare a tuffarsi e fuggire a nuoto sulla terraferma. Le probabilit non erano certo a favore della Selene, e Telemaco sent il cuore battergli forte nel petto in vista dell'imminente battaglia. Serr la mano intorno al gancio d'accosto e riport di scatto gli occhi sulla nave pirata, tendendo i muscoli.
Sul ponte di poppa dell'altro vascello il comandante berci un ordine. All'ultimissimo momento, i remi si fermarono di colpo nell'acqua. Poi la nave vir e, con un tonfo sordo, la sua prua colp il lato di babordo del mercantile. Subito gli uomini sul ponte lanciarono i ganci d'accosto, scagliando le punte di ferro nell'aria. Gli uncini affondarono nel legno e i pirati alarono le cime, tendendole e avvicinando le due navi. A quel punto uno degli aggressori lanci un selvaggio grido di battaglia e la prima ondata di assalitori si arrampic sulle balaustre e super d'un balzo lo spazio tra le navi, atterrando sul ponte per poi voltarsi ad affrontare i marinai.
Alla carica! rugg Leito.
...
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...
Capitolo 8.
...
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...
I marinai si scagliarono contro il nemico. Due membri dell'equipaggio furono uccisi all'istante in uno scontro furioso di mazze rotanti, colpi di asce e squarci di pugnali e spade. Telemaco si lanci contro un uomo dal torace massiccio armato di un pugnale ricurvo. Il pirata tir indietro il braccio destro e men un fendente, descrivendo un ampio arco, ma il ragazzo scatt indietro con agilit e schiv la lama che gli pass a un soffio dal viso. Lo slancio fece avanzare il pirata di un passo e, in un solo, rapido movimento, Telemaco balz in avanti e spinse il gancio verso l'alto. L'uomo strabuzz gli occhi quando la punta di ferro e l'uncino gli trafissero il sottomento con un debole scrocchio. Ebbe uno spasmo, ansimando, poi Telemaco strapp via l'uncino, tranciando carne e tendine e muscolo. Il pirata cadde, grondando sangue dallo squarcio scuro nella gola.
Il mozzo si volt e cerc il suo prossimo avversario. Tutt'intorno i marinai erano impegnati in una lotta brutale contro i pirati, e sopra i colpi delle asce e l'urto delle spade, sent Clemeste gridare incoraggiamenti ai suoi uomini. Su un lato Dimeto lanci un ruggito selvaggio e sbatt una caviglia in faccia a un pirata con uno schiocco sordo. Ma la battaglia era disperatamente impari e i marinai cominciarono a indietreggiare dalla balaustra verso l'albero maestro, schiacciati dal semplice peso numerico dei nemici. Diversi membri dell'equipaggio erano gi stati massacrati e giacevano sul ponte tra pozze di sangue scuro, e Telemaco comprese che non avrebbero potuto resistere ancora a lungo a quell'assalto selvaggio. Al centro della mischia vide Sileo gettare le armi e alzare le mani in segno di resa. Ma i pirati erano imbestialiti e un paio di loro lo abbatterono in fretta. Le sue urla tormentate echeggiarono sulla nave mentre scompariva sotto un turbine di affondi.
Attento, ragazzo! grid Leito.
Con la coda dell'occhio, Telemaco scorse un lampo d'acciaio e si gir svelto verso destra. Un pirata grasso e dalla pelle scura protetto da una corazza di cuoio tent un affondo con la spada corta, puntandogliela alla gola. Lui si spost d'istinto prima che il colpo potesse andare a segno e spinse in avanti il gancio, lacerando la coscia dell'uomo. Il pirata sibil di dolore premendosi una mano sulla ferita e tent un altro goffo affondo, che lui schiv con facilit prima di ferirlo di nuovo con il gancio. Questa volta la sua mira fu mortalmente accurata e l'avversario si pieg in due, l'uncino piantato a fondo nell'inguine. Telemaco lo torse e il pirata boccheggi mentre l'arma gli lacerava gli organi vitali, poi cadde a terra, l'asta ancora affondata nell'inguine insanguinato. Telemaco cerc di tirarla via, ma l'uncino si era conficcato a fondo nelle viscere.
Sent un grido al suo fianco e si volt per vedere uno dei marinai riverso sul ponte, il sangue che sgorgava a fiotti da diversi punti del braccio. Un pirata armato di ascia a testa larga torreggiava sopra di lui. Si fece roteare l'arma sopra la testa e poi gliela abbatt sul viso in un'esplosione di sangue, cartilagine e ossa.
Vieni qui, bastardo! url Telemaco, infuriato. Fatti sotto!
Il pirata tir via la scure con uno strattone e si volt a fronteggiare il giovane avversario. Fu subito raggiunto da un altro pirata che brandiva una lama ricurva. I due si avvicinarono, considerandolo una facile preda. Telemaco si chin ad afferrare la spada corta dell'uomo che aveva appena ucciso, poi gir su s stesso per affrontare i due che gli venivano incontro. Ormai il tavolato del ponte era imbrattato di sangue e viscere, e il pirata con l'ascia rischi di scivolare quando si avvent su di lui, roteando la scure in un arco brutale verso l'alto. Telemaco si abbass e l'ascia sibil sopra la sua testa, mancandolo di pochi centimetri, per poi conficcarsi nell'albero con uno schianto. Mentre il pirata lottava per liberarla, Telemaco salt su e gli sbatt il pomo della spada contro la tempia. Il pirata grugn e ruzzol sul ponte, battendo la testa contro il fianco della scialuppa stivata a mezzanave.
Nello stesso istante Telemaco intravide il guizzo di un movimento ma si volt troppo tardi verso il secondo pirata. Prima che potesse indietreggiare, l'uomo gli sferr un colpo e il mozzo ansim di dolore mentre la punta della spada gli sfiorava la spalla. Alla vista del sangue caldo che sgocciolava dalla ferita superficiale il pirata tese le labbra in un sorriso impietoso e si apprest a finirlo. Barcollando all'indietro, Telemaco scivol sul ponte insanguinato e cadde, perdendo la spada. La violenza dell'impatto gli svuot i polmoni e lo stord momentaneamente. Scosse la testa per riprendersi e tese il braccio verso l'arma, ma il pirata si affrett a calciarla via prima che potesse afferrarla. Lui alz lo sguardo e si ghiacci. La punta della spada scintill crudele sotto la luce intensa della luna mentre l'uomo si preparava ad affondargliela nel corpo.
No, cazzo! grid una voce.
Il pirata lanci un'occhiata a sinistra: Geras gli si scagli addosso con un folle ruggito, stringendo una picca con entrambe le mani. Lo spadaccino gir s stesso e par il colpo, deviando la punta di ferro, poi cominci a menare fendenti all'impazzata. Telemaco si riappropri della spada e, agitandola di fronte a s come a mozzare qualcosa, fer il nemico alla caviglia. Il pirata ulul mentre la lama gli tranciava il tendine e frantumava l'osso, e cadde in ginocchio per poi accasciarsi sul ponte quando Geras gli tir un calcio sulla schiena. Cerc di rialzarsi, ma prima che ci riuscisse il marinaio si gett su di lui, conficcandogli la punta della picca nella nuca.
Geras liber l'arma con uno strattone e diede le spalle all'ammasso sanguinolento per tendere la mano a Telemaco. Aveva il viso e le braccia spruzzati di sangue, e i lineamenti distorti in un'espressione selvaggia e disperata. Lui apr la bocca per ringraziarlo.
Tieni i ringraziamenti per dopo! url Geras. Non abbiamo ancora finito.
Mentre il ragazzo si rialzava, Clemeste grid ai suoi uomini di indietreggiare e i marinai si ritirarono diligenti verso la poppa. Nel frattempo un fiume di pirati continuava a riversarsi dal fianco della nave. Nel guardarsi intorno, Telemaco vide che ben pochi dei suoi compagni era ancora in piedi. Gli altri giacevano accasciati sul ponte, insieme ad almeno una decina di aggressori. Alcuni avevano cercato di correre verso la sponda per gettarsi in mare, ma erano stati abbattuti dal nemico.
Telemaco rimase spalla contro spalla con gli altri mentre i pirati li circondavano. L'equipaggio della Selene aveva opposto una strenua resistenza, ma l'esito della battaglia era ormai deciso. Tutto era perduto. Non restava altro da fare se non uccidere quanti pi pirati possibile prima di essere sopraffatti. Inspir a fondo e si prepar a morire combattendo.
Prima che i nemici li accerchiassero completamente, una voce risuon da dietro le prime fila. Subito i pirati si ritrassero dall'assembramento di marinai, squadrandoli sospettosi e senza abbassare le armi. Un istante dopo tra loro si apr un varco e un uomo dai capelli scuri si fece avanti, vestito con calzoni di pelle e una corazza nera decorata con intricate volute di oro e argento. Nella mano destra stringeva una pesante falcata con il manico di bronzo a forma di uncino.
Tutti gli occhi si voltarono su di lui mentre avanzava tra i cadaveri sul ponte. Si ferm a qualche passo di distanza e squadr il pugno di marinai accalcati sulla poppa della Selene. Cal un silenzio spettrale, i rumori della battaglia sostituiti dalle urla sofferenti degli uomini feriti e agonizzanti e dal respiro irregolare dei sopravvissuti.
Mi chiamo Bulla, disse. Chi  il vostro capitano?
Pass un momento prima che arrivasse la risposta.
Io. Sono io il capitano, disse Clemeste, che si fece avanti e alz una mano tremante.
Bulla lo guard. Un leggero sorriso si disegn sulle sue labbra. I tuoi uomini si sono battuti bene, capitano. Ma adesso  finita. Di' al tuo equipaggio di arrendersi.
Clemeste esit un istante, poi chin la testa e lasci cadere la picca. Si gir verso i suoi uomini. Abbassate le armi, ragazzi.
Ci fu una lunga pausa, seguita da uno sferragliare sordo mentre il resto dell'equipaggio seguiva con riluttanza il suo esempio e gettava le armi a una a una, finch non rimase solo Telemaco. Lui si aggrapp alla spada ancora un attimo, poi la lasci andare. Bulla si rivolse di nuovo a Clemeste e grugn.
Non avevo mai visto la ciurma di un mercantile combattere con tanta foga. Ti sei scelto degli uomini molto tenaci, capitano. I miei complimenti. Penso che prender i sopravvissuti per la mia nave.
Clemeste scosse il capo e cerc di nascondere la paura. I miei uomini sono marinai, non ladri. Non ti saremmo di alcuna utilit.
Non sono d'accordo. Bulla indic la turba di pirati che circondava l'equipaggio. Tutti i miei uomini sono stati marinai, a un certo punto. Poi, hanno cambiato schieramento quando ho fatto loro un'offerta migliore. I tuoi non saranno diversi.
E se rifiutassimo di unirci a voi?
Il capitano dei pirati scroll le spalle. Allora morirete qui e andrete a marcire in fondo al mare. A voi la scelta.
Clemeste fece un passo in avanti e indic il boccaporto di prua. Senti, ti faccio una proposta. Prendete il nostro carico.  vostro... Tutto quanto. Persino il denaro nel mio forziere. Solo, lasciate andare me e i miei uomini. Ti supplico.
Perch dovrei farlo? chiese Bulla, sfregandosi la mascella ispira.
Hai avuto quello che volevi. Stavi dando la caccia al carico. Non hai bisogno di rubarmi anche l'equipaggio.
No. Bulla scosse la testa. Ti sbagli. Ho perso degli ottimi uomini, questa notte. Un bel numero. Devo sostituirli.
Il mio equipaggio non si unir a voi, rispose Clemeste, irrigidendo i muscoli del collo. Sarebbe pi facile se ci lasciassi andare.
Tu credi? Il capitano pirata inarc un sopracciglio sottile e sorrise. Lo vedremo.
Con il baluginare di un movimento improvviso, tir indietro il braccio e brand la falcata. Il filo ricurvo descrisse un arco nell'aria e mozz la testa di Clemeste con un singolo colpo, facendola ruzzolare sul ponte. Il corpo del capitano del mercantile rimase eretto ancora un istante prima di crollare a terra tra gli ansimi scioccati dell'equipaggio. Inorridito, Telemaco guard il sangue sgorgare dal moncone frastagliato del collo e raccogliersi intorno al corpo decapitato.
Per un momento Bulla fiss con disprezzo il capitano morto. Poi torn a rivolgersi agli altri marinai.
Adesso ascoltate, esord. Il vostro capitano era uno sciocco, ma la mia offerta per voi  ancora valida. Unitevi alla mia ciurma, giurate fedelt alla nostra causa e sarete risparmiati. Quelli di voi che dimostreranno la loro lealt saranno ricompensati con una quota di ogni bottino che recupereremo. Rifiutatevi e andrete incontro allo stesso destino del vostro capitano. Queste sono le condizioni. Vi suggerisco di scegliere con pi accortezza di lui. Indietreggi e squadr i marinai, in attesa della loro risposta.
Il silenzio palpit sul ponte illuminato dalla luna mentre l'equipaggio lottava con la tentazione di accettare. Un paio di uomini si limitarono a fissare terrorizzati il capitano morto, altri guardarono cautamente i pirati. Dopo qualche attimo, Dimeto fece un passo in avanti e chin la testa davanti a Bulla. Gli altri lo seguirono presto, uno dopo l'altro. Telemaco esit un momento, combattuto tra la paura dei pirati e la prospettiva di una morte orrenda se avesse rifiutato l'offerta di Bulla. Alla fine l'istinto di sopravvivenza ebbe la meglio e lui si un al resto dell'equipaggio. Bulla sorrise soddisfatto e rinfoder la falcata con un sibilo stridente, poi chiam con un cenno uno degli altri pirati.
Ettore!
Un veterano grasso e sfregiato con i capelli scuri arruffati si avvicin. S, capitano?
Porta questi uomini a bordo della nave e fagli prestare il giuramento. Bulla indic con un braccio la fila di marinai. Se qualcuno si lamenta... tagliagli la lingua.
Ettore lanci un sogghigno all'equipaggio sopravvissuto. Quando il suo sguardo si pos su Telemaco, nei suoi occhi comparve un'espressione crudele che gel il sangue al ragazzo.
E questo schizzetto di piscio, capitano? ringhi il pirata. Indic l'uomo armato di ascia che aveva ucciso. Il bastardo ha fatto fuori Pasto.
Davvero? Bulla studi il mozzo con attenzione. Osserv la sua tunica macchiata di sangue, poi i corpi spezzati sparsi ai suoi piedi, e inarc un sopracciglio. Hai ucciso uno dei miei uomini migliori, vedo. Riflett un istante prima di voltarsi di nuovo verso Ettore. Molto bene. Portalo gi con gli altri.
Lo sfregiato storse le labbra. Gli uomini non la prenderanno bene, capitano. Pasto era ben voluto dal resto della ciurma. Vorranno vedere questo pezzo di merda sbudellato.
Peggio per loro. Ora come ora, abbiamo bisogno di tutti gli uomini disponibili. Soprattutto quelli che sanno cavarsela in combattimento.
Come preferite, capitano, rispose Ettore, cercando di mascherare il disappunto. E della nave che ne facciamo?
Bulla ci pens su. Spogliatela di tutto e lasciatela andare alla deriva. Servir da monito per gli altri. Chiunque collabori con i romani non ricever alcuna piet.
Ettore annu, poi si volt e url al resto della ciurma pirata: Allora? Che state aspettando? Avete sentito il capitano. Prendete il bottino e caricatelo sulla nave!
I pirati si misero subito all'opera. Diversi uomini spalancarono il portellone della stiva, altri due scesero nella cabina del capitano sottocoperta. Gli altri furono incaricati di perquisire i cadaveri, per prendere anelli e oggetti di valore. Sacchi di grano e riso e provviste furono portati su dalla dispensa. Si sent lo schianto con cui uno dei pirati fracass il forziere di Clemeste, seguito da un grido di gioia quando vi scopr dentro un piccolo gruzzolo di monete d'argento. Nel frattempo, Ettore spinse le nuove reclute a bordo della nave pirata, la spada alzata e pronta a colpire chiunque tentasse di darsi alla fuga.
Non appena l'ultima parte del carico fu trasferita, i pirati ricevettero l'ordine di tornare sul loro vascello e, una volta recuperati i grappini, scavalcarono la balaustra e abbandonarono la Selene alla sua sorte.
Mentre le prime luci dell'alba ornavano l'orizzonte, la nave pirata lasci la baia, i ponti stracolmi delle spoglie dell'attacco e di una decina di nuove reclute. In piedi sul ponte di poppa insieme al resto dell'equipaggio, Telemaco guard con disperazione la Selene scomparire lentamente in lontananza. Si concesse un istante di rabbia per la brusca fine della sua breve carriera da mozzo, poi costrinse i pensieri a concentrarsi sull'immediato futuro. Era sempre stato capace di adattarsi in fretta a qualunque circostanza, un talento affinato durante i molti anni trascorsi a vivere per le strade del Pireo. Il suo ingegno vivace l'aveva salvato gi in altre occasioni. Quell'istinto adesso gli sarebbe servito pi che mai, se voleva sopravvivere alla nuova situazione pericolosa in cui si trovava.
Cosa ci succeder adesso? chiese a Geras.
Il marinaio scroll le spalle, cupo. Immagino che faranno come tutte le ciurme pirata quando catturano dei marinai. Ci imporranno un giuramento di fedelt, ci forzeranno nelle loro fila e ci metteranno a lavorare su questa nave. Sempre che non siano a corto di denaro. Se cos fosse, potrebbero vendere qualcuno di noi come schiavo per mettere insieme qualche sesterzio. In ogni caso, prepariamoci a un viaggio turbolento.
Telemaco deglut. Capisco.
E io che speravo in una vita tranquilla in mare. Geras imprec sottovoce e scosse la testa. Avrei dovuto dar retta al mio vecchio e arruolarmi nella marina imperiale. Almeno ora non sarei circondato da questi pazzi.
Potrebbe andare peggio, rispose Telemaco.
Oh? E come, ragazzo?
Siamo ancora vivi. Almeno questo.
Geras grugn e distolse lo sguardo.
Telemaco si costrinse a pensare con lucidit, nonostante la paura che sentiva crescere nel petto. Malgrado la situazione gravissima, era stato risparmiato loro il raccapricciante destino di alcuni degli equipaggi che avevano avuto la sfortuna di finire nelle mani dei pirati. A quanto aveva detto Bulla, avrebbero avuto l'opportunit di guadagnarsi un posto tra i suoi uomini, e forse di prendere parte ai lauti profitti derivanti dal saccheggio delle navi commerciali. Forse non tutto era perduto. Poi alz lo sguardo su Leito e lo vide scuotere tristemente la testa in direzione del mercantile sempre pi lontano.
Saremo anche vivi, ragazzo, disse. Ma temo che la nostra fortuna finisca qui. Adesso siamo davvero fottuti.
In che senso?
Il secondo di bordo indic la Selene con un cenno del capo. Tra non molto, la marina romana si imbatter nella nostra vecchia nave. E a quel punto saranno ancora pi decisi a dare la caccia ai responsabili.
Quindi abbiamo ancora una possibilit di essere salvati?
Leito osserv il mercantile ancora per un attimo. Poi si volt verso Telemaco, gli occhi pieni di apprensione. Non capisci, ragazzo? Il prefetto mander le sue navi a stanare e annientare Bulla e i suoi uomini... compresi noi. Quando i romani attaccheranno, finiremo in mezzo anche noi.
...
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Capitolo 9.
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Il crepuscolo si addens intorno alla nave pirata che scivolava lenta verso la spiaggia. Sul ponte di poppa della Tridente di Poseidone, il capitano Bulla fissava la riva e le montagne stagliate in lontananza. Dopo aver navigato verso settentrione fino a sera, aveva deciso di cercare un ancoraggio sicuro nella serie di isolette e insenature che costellavano la costa illirica. Stava facendo buio e, con una nave appesantita dalla stiva piena e che avanzava bassa sull'acqua, non voleva navigare di notte e rischiare di incagliarsi in qualche bassofondo.
Si volt verso Ettore. Il suo secondo aveva un raro talento per uccidere e incutere paura negli altri. Era per quello che l'aveva scelto come braccio destro, nonostante le scarse doti in fatto di navigazione. Avevano passato gli ultimi cinque anni a veleggiare insieme sulla Tridente di Poseidone, al comando di un equipaggio che annoverava alcuni dei pirati pi violenti e assetati di sangue di tutto l'Impero.
Fa' preparare gli uomini allo sbarco.
Signors, capitano, rispose burbero Ettore. Inclin la testa verso il malandato gruppo di prigionieri che si stringeva l vicino. Molti portavano cicatrici fresche, frutto dell'accanita lotta combattuta la notte prima. Che ne facciamo di queste canaglie miserabili?
Bulla riflett un momento. Li inizieremo appena saremo sbarcati. La nave  a corto di uomini.  tempo di forzarli nelle nostre fila.
Geras guard il secondo di bordo allontanarsi e scosse la testa astioso.
Pirati bastardi. A quest'ora saremmo gi sbarcati a Salona, se non li avessimo incontrati. Potremmo essere l a sbronzarci e a gustarci i piaceri del posto. Invece siamo bloccati su questa bagnarola.
Leito lo guard con durezza. Tipico di te, dannazione. Stiamo per essere reclutati a forza dai tagliagole pi famosi dell'Adriatico e tu ti preoccupi solo del fatto che non puoi goderti qualche puttanella.
Geras fece spallucce. Era solo per dire.
Telemaco lanci un'occhiata alla baia. Dove pensi che siamo, Leito?
Il marinaio pi anziano fiss le montagne e si sfreg la barba rada e ingrigita. Abbiamo superato Ragusium da un po'. Questa dev'essere una delle isole vicine a Corcyra Nigra. A quanto pare, getteremo presto l'ancora per la notte. La loro base dev'essere ancora pi a nord, immagino.
Forse la marina ci trover prima che la raggiungiamo, sugger Geras.
In queste isole? Leito sbuff. Ne dubito, ragazzo. E anche se per caso ci trovassero, i romani non ci tratterebbero diversamente dagli altri pirati.
Il giovane corrug la fronte. Ma noi siamo diversi. No? Non siamo pirati. Il loro capitano ci ha costretti ad arrenderci e a unirci al suo equipaggio.
Costretti o meno, agli occhi di Roma siamo tutti uguali. E poi, chi crederebbe alla nostra storia? Tutti i pirati catturati da qui a Mileto sostengono di essere stati presi contro la loro volont.
Leito ha ragione, intervenne Geras. Nel momento in cui abbiamo accettato l'offerta del capitano, siamo diventati nemici di Roma. Giustamente o meno, siamo tutti marchiati. Comunque vada, siamo fottuti.
Telemaco deglut a fatica. Dovremmo provare a scappare?
No, a meno che tu non voglia farti staccare la testa dalle spalle. Se provi a fuggire, ti faranno fuori prima che tu possa andare lontano. Siamo a miglia di distanza dal porto pi vicino, dannazione.
E allora cosa facciamo?
Tieni bassa la testa, disse Leito con prudenza. Non farti nemici e, per tutti gli di, cerca di non farti ammazzare.
I marinai sprofondarono in un lugubre silenzio mentre la Tridente di Poseidone si avvicinava alla spiaggia. Ettore grid un ordine e tutti gli uomini disponibili si spostarono sul ponte di poppa per aiutare ad alzare la prua della nave in fase di approdo. Mentre parecchi prigionieri borbottavano preghiere agli di o discutevano sottovoce della possibilit di una fuga, Telemaco guard cautamente i pirati. Sebbene li temesse, la paura iniziale era piano piano scemata e la sua mente irrequieta si concentrava sulle strategie di sopravvivenza. I marinai della Selene raccontavano spesso storie sulle atrocit commesse dai pirati, ma parlavano anche delle ricchezze accumulate dai loro equipaggi. Se fosse stato vero, avrebbe avuto ancora la possibilit di fare fortuna, come pirata invece che come mozzo. E se doveva essere condannato a morte, tanto valeva morire ricco...
Con una brusca scossa che lo strapp a quei pensieri, la prua della nave si aren sui ciottoli del fondale. Bulla grid agli uomini di rientrare i remi e una robusta passerella fu abbassata lungo il lato di tribordo. I pirati sbarcarono in fretta, portando a riva anfore piene di vino per celebrare la fortunata razzia. Numerosi fuochi vennero accesi sulla spiaggia e il ponte fu presto raggiunto da lievi ondate dell'aroma di maiale arrostito. Lo stomaco di Telemaco brontol. I marinai non toccavano cibo da quasi un giorno e l'idea di un pasto caldo rappresentava per loro un'altra forma di tortura.
Una volta sgombrati i ponti e coperti i portelli di boccaporto, Ettore si avvicin di buon passo e diede un calcio al prigioniero pi vicino. In piedi, inutili pezzi di merda!
Telemaco si alz piano insieme agli altri. Sentiva i muscoli irrigiditi dalle lunghe ore trascorse sul ponte e la ferita superficiale alla spalla sinistra pulsava con intensit dolorosa. Ma il fastidio fisico non era nulla in confronto all'ansia che gli annodava le viscere.
Cosa succede? domand.
Ettore lo fiss, il volto illuminato dall'odio.  ora di prestare il giuramento, ragazzo. Tu e il resto della tua allegra combriccola. Socchiuse le labbra in un ghigno sinistro. Sbrigati. Il capitano ha una sorpresa per voi.
Una sorpresa? ripet un marinaio in sovrappeso con una calvizie incipiente. Cosa significa?
Il pirata allarg il sogghigno. Se ve lo dicessi non sarebbe pi una sorpresa, no? Poi la sua espressione si indur. Datevi una mossa, cazzo. Tutti quanti. Il capitano vi aspetta sulla spiaggia.
Si gir e li guid verso la passerella. Telemaco, Leito e Geras si accodarono agli altri che si trascinavano lungo l'asse segnata dalle intemperie. Il marinaio corpulento davanti a loro continuava a guardarsi nervosamente intorno, gli occhi sgranati per la paura.
Non pu star succedendo davvero, piagnucol. Non  possibile. Devo tornare dalla mia famiglia.
Zitto, Nearco! sibil Leito, aspro. Vuoi metterci tutti nei guai?
Nearco si ammutol e guard dritto in avanti, la testa incassata tra le spalle mentre scendevano dall'asse e avanzavano lungo la spiaggia di ciottoli. Le fiamme dei fuochi lambivano un cielo sempre pi scuro e illuminavano i volti dei pirati che, riuniti in una folla poco compatta intorno al capitano, brindavano allegri con coppe di cuoio traboccanti di vino. Bulla era accanto a un braciere di ferro, le braccia incrociate sul petto ampio sotto al quale si vedeva la spada appesa alla cintura. Al suo fianco, un siriano tozzo e tarchiato con una folta barba aggrovigliata attizzava con un pezzo di ferro le braci di un fuoco. Il bagliore aranciato delle fiamme si rifletteva nei suoi minacciosi occhi neri.
Merda, bisbigli Geras. Non promette bene.
No, rispose Telemaco, guardandosi intorno nella baia circostante. Era contornata da una serie di scogliere. Non c'era alcuna maniera di uscire dalla spiaggia, cos rinunci subito all'idea di tentare una fuga. Leito not la sua espressione e si chin verso di lui, abbassando la voce a un bisbiglio.
Qualunque cosa succeda, ragazzo, non mostrare paura. Non dare soddisfazione a questi bastardi.
Le grida eccitate dei pirati divennero pi forti mentre Ettore portava i marinai a pochi passi da Bulla. Il capitano alz un braccio per indicare loro di fermarsi, e sulla spiaggia cal un silenzio ovattato. Poi fece un passo in avanti e si schiar la voce.
Uomini della Selene, esord. Questo  il pi bel giorno delle vostre patetiche vite. Da oggi non sarete pi l'ultima ruota del commercio marittimo, guadagnando una miseria quando invece qualche avido mercante ateniese si ingozza dei profitti. No. Quella vita  finita. Oggi vi unirete a un altro equipaggio. D'ora in avanti, ciascuno di voi prester servizio su una nave il cui nome incute paura nel cuore degli uomini di tutto l'Adriatico... la Tridente di Poseidone!
Un ruggito gutturale si lev dalle gole dei pirati. Telemaco lanci un'occhiata agli altri prigionieri. Alcuni fissavano il loro aguzzino con occhi incantati. Parecchi apparivano rassegnati al loro destino e guardavano il capitano con una cupa espressione sconfitta. A Nearco tremavano le mani dalla paura. Riport lo sguardo su Bulla non appena i pirati si zittirono e il loro capitano prosegu.
Alcuni di voi avranno sentito storie sul nostro stile di vita. Sulle ragioni per cui abbiamo cominciato a depredare le rotte marittime dell'Impero. Quanto a chi  ancora all'oscuro, che sappia questo. Molti di noi hanno lavorato su qualche mercantile. Sappiamo cosa significa sopportare il cibo rancido e le umiliazioni quotidiane, per poi guadagnare giusto quanto basta per sopravvivere. Essere in balia di un capitano incompetente, lavorare per un armatore greco o romano che se ne fotte altamente di te. Adesso avete l'occasione di sfuggire a tutto questo. Rispettate le regole e vi prometto che sarete lautamente ricompensati. Ma se qualcuno oser tradirci, sar punito con severit. Chi ruba dal tesoro della nave o tiene per s il bottino sar messo a morte. Lo stesso vale per chiunque provi a fuggire o inciti all'ammutinamento. Quando vi unite a noi, diventate nostri fratelli. Condividiamo difficolt e pericoli, e le ricompense. Fece un gran sorriso. E se vivremo abbastanza per ritirarci dalla vita in mare, saremo pi ricchi di Creso. Avrete tutto il denaro e il vino che potreste mai desiderare.
E la figa! url uno dei pirati, suscitando un coro di risa.
Telemaco guard i suoi compagni, preso alla sprovvista. Per un orfano come lui, che non aveva mai conosciuto nient'altro che povert opprimente, persino la pirateria sembrava una promessa. Ascolt con attenzione le parole del capitano.
Come garanzia di lealt, ciascuno di voi sar marchiato con il simbolo del tridente. Una volta marchiati, tutti sapranno chi siete... cosa siete diventati.  noto a tutti che i porci romani sull'altra riva del mare non mostrano alcuna piet verso chi svolge il nostro mestiere. Il nuovo prefetto, Cane, ha annunciato che d'ora in avanti chiunque verr sorpreso a svolgere azioni di pirateria sar crocifisso per i suoi crimini. Provate a lasciarci, e finirete inchiodati a una croce. Accettate il vostro marchio, servite bene questa nave e combattete da eroi, e vi prometto che sarete pi ricchi di quanto abbiate mai sognato di diventare. Rifiutatelo, e vi taglier la lingua per poi vendervi ai mercanti di schiavi al primo porto di scalo.
Telemaco sent un brivido gelido serpeggiargli lungo la schiena. Intorno a lui alcuni dei marinai si guardarono terrorizzati, consapevoli di cosa stava per succedere. Poi Bulla si volt verso una coppia di pirati robusti fermi a un lato della ciurma.
Portate avanti il primo!
...
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Capitolo 10.
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...
Quando i pirati si avvicinarono, i prigionieri furono presi dalla paura. Tra i marinai vicini a Telemaco alcuni abbassarono gli occhi o indietreggiarono, nella speranza che altri fossero scelti prima di loro per ritardare la propria sofferenza. I pirati agguantarono Nearco dalle braccia con le loro mani pelose. Il marinaio terrorizzato li supplic e implor di risparmiarlo mentre lo portavano verso il capitano.
Vi prego! url. Non fatelo! Non scapper, lo giuro!
Loro ignorarono le sue preghiere disperate e lo spinsero in ginocchio davanti a Bulla; mormorii eccitati si diffusero tra la folla esultante. Il capo dei pirati abbass lo sguardo su Nearco e lo scrut per un istante con freddo disprezzo. Poi si volt verso il siriano in piedi accanto al braciere e annu.
Marchialo, Lastene.
All'istante, l'uomo estrasse il ferro ardente dal braciere e fece un passo in direzione di Nearco. Nel vedere la punta rossa e incandescente questi fu colto da un tremore incontrollabile, le sue preghiere disperate a stento udibili sopra i dileggi coloriti che i pirati gli indirizzavano. Quando Lastene si avvicin cerc di allontanare di scatto la testa dal ferro, suscitando altre risa e insulti.
No, gemette. Vi prego....
Taci! gli intim Bulla con voce aspra. Tenetelo fermo.
Uno dei pirati gli blocc l'avambraccio serrandogli il polso. Per un istante, Lastene lo torment con il ferro vicino alla pelle, con un sorriso crudele sulle labbra. Poi premette a fondo la punta a forma di tridente contro il suo avambraccio, strappandogli un folle grido di dolore. Il clamore della folla ubriaca soffoc subito le urla del marinaio mentre il fumo si alzava dalla punta dell'arnese, accompagnato dallo sfrigolio della carne bruciata. La marchiatura dur tre o quattro atroci secondi, poi Lastene tolse il ferro e fece un passo indietro, e Nearco croll in avanti sui ciottoli, tremando e singhiozzando. A un ordine di Bulla, i due pirati lo tirarono in piedi e lo trascinarono via, piangente di dolore. Bulla scosse la testa, poi si volt verso Ettore.
Avanti il prossimo!
Signors, capitano.
Il secondo di bordo afferr Telemaco e lo tir via dai compagni, spingendolo avanti. Hai sentito il capitano! Datti una mossa!
Telemaco barcoll sulla sabbia, lo stomaco stretto dalla paura. Dalla folla si alzarono diversi fischi non appena i due pirati lo agguantarono e costrinsero ad avvicinarsi al braciere. Lastene avvolse uno straccio intorno al manico del ferro per la marchiatura e ne tenne per qualche istante la punta tra le fiamme, finch non divenne incandescente. Poi lo tir via e si mosse verso Telemaco, che contrasse i muscoli e inspir a fondo, preparandosi all'imminente dolore. Sentiva il calore ustionante emanato dalla punta rovente, gli pizzicava la pelle e bruciava i peli del braccio. Tutt'intorno i pirati urlavano, incitando il siriano.
Marchialo! grid uno. Brucia quel bastardo mingherlino!
Fallo squittire! grid un secondo.
Lastene gli lanci un sorrisetto maligno. Questo far male, ragazzo.
Quando gli premette il marchio contro l'avambraccio, un dolore lancinante esplose nel corpo di Telemaco. Ogni fibra del suo essere grid mentre lui serrava forte la mascella per resistere al tormento. Il puzzo di carne bruciata gli riemp le narici e un'intensa ondata di nausea gli agit le viscere, risalendogli nella gola. Si costrinse a non urlare, determinato a non mostrare ai pirati la sua sofferenza. Per un terribile momento temette di svenire, poi Lastene ritrasse il braccio e Telemaco croll in ginocchio, ansimando. Bulla fece un passo in avanti e guard incuriosito il giovane greco.
Non penso di aver mai visto nulla di simile, disse. Le reclute piangono sempre come bambini quando vengono marchiate.
Dovremmo bruciarlo di nuovo, sugger Ettore. Sul culo, questa volta. Lo faremo gridare in fretta, capitano.
Bulla scosse la testa. No. Questo qui ha del fegato. Ne ha passate abbastanza. Per adesso, almeno. Lo guard con gli occhi socchiusi. Come ti chiami, ragazzo?
Telemaco, gemette lui.
Quando rispondi, devi chiamarmi capitano. Sul suo volto pass un guizz di riconoscimento. Sei quel mozzo, vero? Quello che ha ucciso Pasto.
Telemaco sostenne il suo sguardo con aria di sfida. Proprio cos... capitano.
Pasto era un ottimo spadaccino. Uno dei migliori sulla mia nave. E in qualche modo tu sei riuscito ad abbatterlo. Dov' che un disgraziato mingherlino come te ha imparato a combattere in quel modo?
Da nessuna parte. Ho imparato da solo, nei vicoli del Pireo.  l che sono cresciuto. Devi saperti difendere.
Un orfanello di strada, eh? Bulla lo soppes per un attimo. Ti consiglio di mangiare qualcosa e farti pulire quella ferita. Domani salperemo di nuovo, e non me ne faccio nulla di te se sei troppo debole per arrampicarti sulle griselle.
Signors... capitano.
I due che l'avevano tenuto fermo lo rimisero in piedi e lo scortarono fino a un fal poco distante. Nearco sedeva l vicino, fissando sconsolato le fiamme con il volto rigato di lacrime. I pirati gettarono Telemaco a terra e ritornarono dal capitano, borbottando tra loro. Poco dopo, un altro pirata si avvicin zoppicando. Era alto e magro, con la testa rasata e una fronte piena di rughe. Il marchio del tridente spiccava nitido sull'interno del suo avambraccio. Porse a Telemaco una coppa di creta sbeccata piena di vino.
Ecco, disse. Bevi questo.
Lui annus sospettoso il contenuto. Che cos'?
Vino. Ne abbiamo rubato un carico da una nave sussidiaria, qualche settimana fa. Vale poco e sembra piscio di ratto, ma  potente. Aiuta a combattere il dolore.
Grazie. Telemaco si port la coppa alle labbra e bevve un lungo sorso. Il vino gli bruci il palato e scese nello stomaco, ma fece ben poco per attutire il tormento nel braccio.
Mi chiamo Castore. Sono il quartiermastro della nave. Il pirata inclin la testa in direzione degli altri. Sembra che hai colpito parecchio il capitano.
Se lo dici tu.
Castore annu. Non far caso a quelli l. Ci vanno sempre gi pesante con le nuove reclute. Soprattutto quelle catturate su altri vascelli. Si accigli. Come sei finito su quel mercantile, comunque? Non hai proprio l'aria del lupo di mare.
Un gruppo di briganti ha aggredito il nostro capitano nelle strade del Pireo. Io mi trovavo per caso da quelle parti. Telemaco abbass la testa. Li ho messi in fuga, e come ricompensa il capitano mi ha offerto un posto sulla sua nave.
Il quartiermastro ridacchi. Bella ricompensa! La vita sulle navi onerarie  una vera merda. Ti conveniva restare per strada, ragazzo.
Non avevo scelta, rispose lui di malumore.
Cosa vorrebbe dire?
Telemaco esit. La testa gli pulsava. Mi sono unito a loro per aiutare mio fratello.  schiavo in una fucina di Torico. Ho pensato che se fossi riuscito a risparmiare abbastanza, avrei potuto comprare la sua libert.
Be', una cosa  sicura. Guadagnerai di pi con noi di quanto avresti fatto su un mercantile. Lo so meglio di chiunque altro. Un tempo ero marinaio anche io.
Lui alz lo sguardo. Ti hanno costretto a unirti alla ciurma?
Castore scosse il capo. Ho navigato con Bulla prima che diventassimo pirati, su una bagnarola che commerciava da Delos. Stiamo parlando di cinque anni fa. Il nostro vecchio capitano era un gran bastardo. Pensava di poterci trattare di merda, solo perch era un maledetto romano. Cos con alcuni compagni abbiamo deciso di uccidere lui e quel viscido del secondo di bordo e ci siamo impadroniti della nave, sotto il comando di Bulla. Saccheggiamo i mari da allora.
Non hai mai pensato di lasciare il suo equipaggio?
Perch dovrei? Ho una bella vita, qui. Migliore di quella che facevo sul mercantile, in ogni caso. Posso contare su pasti regolari, una parte del bottino e la libert dei mari. E alcuni dei ragazzi non sono cos male, dopo che impari a conoscerli.
Ti prender in parola, disse lui, lanciando un'occhiata ai pirati che esultavano alla vista di un altro marinaio marchiato. Riport lo sguardo su Castore. Per dove salperemo domattina?
Risaliremo la costa, alla ricerca di altre prede da arraffare. Quando saremo a corto di provviste, torneremo al nostro covo, Peiratispolis. La Citt dei Pirati. Mai sentita?
Telemaco scosse la testa.
Non mi stupisce, prosegu Castore. Non compare su nessuna mappa, e neppure i romani la conoscono. In realt, pi che una citt  un piccolo porto di pescatori.
Quanto dista da qui?
Due giorni di navigazione, con vento favorevole.  stata un porto fiorente fino a qualche anno fa, quando una grossa tempesta si  abbattuta sulla costa e ha distrutto buona parte dell'insediamento. Alcuni abitanti sono rimasti per ricostruire le case ma la maggior parte se n' andata di l a poco, cos abbiamo deciso di trasferirci e usarla come base, insieme a varie altre navi pirata attive in queste acque. La vedrai presto con i tuoi occhi. Castore fece una pausa. Se sopravvivrai abbastanza a lungo.
Telemaco raddrizz la schiena di scatto. Cosa vorrebbe dire?
Il pirata si guard intorno per controllare che nessuno lo sentisse. Dall'altra parte della spiaggia, un grido orribile lacer l'aria mentre l'ennesimo prigioniero veniva marchiato. La folla esult di nuovo, sghignazzando ubriaca.
Diciamo solo che alcuni non sono entusiasti all'idea che adesso tu sia uno dei nostri, disse Castore. Ettore  tra questi. Corre voce che ti abbia preso di mira.
Perch? Non gli ho fatto niente.
Pasto era ben voluto dalla ciurma. Lui ed Ettore erano buoni amici. Vorr vendetta.
Perch ho fatto fuori un uomo che stava cercando di uccidermi?
Dico solo come stanno le cose, ragazzo.
Non ho paura di nessuno, rispose lui, spavaldo.
Invece dovresti, lo avvert Castore. Parlo sul serio. Ettore  un gran bastardo. Gran parte del gruppo  terrorizzata da lui, e stiamo parlando di alcuni degli uomini pi duri che abbia mai conosciuto. Fiss Telemaco con espressione cupa. Dammi retta. Da questo momento in avanti, guardati le spalle.
...
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Capitolo 11.
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Con il passare dei giorni, i cieli si rasserenarono e sul ponte cominci a battere il caldo sole primaverile. Dopo la desolazione fredda e umida dei mesi invernali, gli uomini ne approfittarono per lavorare a torso nudo, mentre le nuove reclute venivano messe a pulire il ponte e a riparare le vele di ricambio da cui un giorno avrebbero potuto dipendere le loro vite. Nonostante alcuni dei marinai pi anziani della Selene piangessero le famiglie e le case che non avrebbero mai pi rivisto, molti si rassegnarono presto al loro destino e si adattarono in fretta alla nuova vita.
Telemaco scopr subito di avere molto da imparare. In aggiunta alle sue mansioni sul ponte, ogni sera, quando la nave era tirata in secca, Lastene insegnava loro a combattere con falcate, scudi e asce pesanti. Telemaco si rivel un ottimo studente e in breve tempo padroneggi le tecniche di base dell'arte della spada. Era un lavoro massacrante, ma si gett anima e corpo in ciascun compito, deciso a dimostrare il proprio valore. Il destino gli aveva offerto la rara occasione di creare la propria fortuna, e giur a s stesso di non sprecarla.
Ma Ettore non era mai lontano dai suoi pensieri. Il secondo di bordo aveva dimostrato una crudelt devastante verso le nuove reclute fin da quando erano salpati, picchiando chiunque non si rivelasse all'altezza delle sue aspettative. A Telemaco riservava un trattamento speciale e sembrava impegnarsi al massimo per rendergli la vita terribile, senza mai lasciarsi sfuggire l'occasione di imprecargli contro o di rivolgergli minacce sinistre non appena lo incrociava sul ponte. Nonostante Telemaco cercasse sempre di mantenere una distanza di sicurezza, lo spazio ristretto della nave rendeva impossibile evitarlo del tutto, e ogni volta che alzava lo sguardo lo scopriva a fissarlo con espressione ostile dalla parte opposta del ponte.
Due settimane trascorsero senza che i pirati trovassero altre navi da saccheggiare e, quando superarono Colentum, Bulla diede a malincuore l'ordine di rinunciare alla ricerca e tornare alla base. Dopo aver concluso il suo turno di guardia, Telemaco consum un pasto modesto a base di acqua acetata e carne secca sul ponte di prua. L vicino, appoggiato alla balaustra, Castore scrutava il mare mosso.
Tra quanto arriveremo a Peiratispolis? chiese il giovane.
Il quartiermastro socchiuse gli occhi verso l'orizzonte. Dovremmo raggiungerla prima che faccia buio. Questa vecchia volpe  pi veloce di un normale mercantile. Anche se con una stiva piena andrebbe molto pi lenta. Toccheremo terra prima del crepuscolo, a ogni modo.
A quel punto cosa succeder?
Faremo rifornimento di provviste mentre il capitano contratter un prezzo per il carico con il nostro mercante. Compra tutto quello che abbiamo, senza fare domande. I ragazzi pi giovani correranno a terra per sbronzarsi nelle taverne, certo. Alcuni dei pi vecchi passeranno un po' di tempo con le famiglie. Castore fece una pausa. Ma dubito che ci fermeremo a lungo.
Perch?
Il pirata storse le labbra. I ragazzi speravano in qualcosa di meglio che un carico di grano. Otterremo un buon prezzo con il mercante, ma la ciurma non sar certo coperta d'argento, e il capitano  sotto pressione per trovare un buon bottino.
Non avevo capito che la situazione fosse cos grave, disse Telemaco.
Non lo . Non ancora, almeno. Ma non siamo i soli pirati attivi in queste acque. Nel modo pi assoluto. La concorrenza  spietata. Come puoi vedere, sempre meno mercantili percorrono questa rotta per paura di un attacco. Castore sorrise mesto. Siamo stati troppo efficienti, a quanto pare.
Telemaco annu. Dalla cattura della Selene non avevano visto quasi nessun'altra vela, chiaro segno che l'attivit dei pirati aveva disturbato le spedizioni marittime della zona.
Quanti equipaggi cacciano in queste acque? chiese.
Non pochi, rispose Castore. Alcuni di noi condividono le basi, ma in mare tendiamo a restare ciascuno per conto suo.
Non navigate insieme?
Castore fece una risata secca. Sia mai. Una volta c'era un senso di fratellanza tra i pirati dell'Illiria, ma di questi tempi ognuno pensa per s. Non troverai molti dei nostri pronti a supplicare di lavorare con altre ciurme. Soprattutto quelle guidate da gente come il capitano Nestore.
Nestore? ripet Telemaco.  da queste parti?
Il quartiermastro lo guard. Hai sentito parlare di lui?
Un paio di volte, rispose in tono sommesso, ricordando le storie sul temibile capitano pirata che aveva sentito a bordo della Selene. Abbiamo molte probabilit di incontrarlo?
Ne dubito. La sua ciurma opera pi a nord. Finch restiamo nel nostro tratto di mare possiamo stare tranquilli.
Cosa far il capitano? chiese Telemaco, cambiando argomento. Se non troviamo navi da depredare.
Bulla rispetter gli impegni. Lo fa sempre. Ma  un po' che non conquistiamo un bel bottino. Se non sta attento, qualcuno dell'equipaggio potrebbe rivoltarglisi contro.
Ma  il capitano. Non possono mica dargli una botta in testa, giusto?
Qui non siamo nella marina imperiale, ragazzo. Guardati intorno. Castore indic gli altri pirati. Questi uomini arrivano da ogni dove. Tracia, Hispania, Egitto, Licia. L'unica cosa che li accomuna  la ricerca di una vita agiata. Nessuno prender ordini da un altro uomo a meno che questo non lo renda ricco. Se Bulla non sar pi in grado di farlo, si sbarazzeranno di lui e sceglieranno un altro come guida.
Quale sarebbe il piano, quindi? Continuare a girare in cerca di prede finch non ci imbattiamo in una buona nave da depredare? Prima o poi troveremo qualcosa, no?
Non  cos semplice. Il capitano deve soppesare le esigenze della ciurma rispetto al rischio di attaccare un vascello. Le navi pi piccole tendono ad arrendersi appena vedono il guidone nero, ma di solito hanno carichi di scarso valore. I bottini pi grandi sono i mercantili sulla rotta commerciale che parte dalla Cesarea. Portano spezie, seta, incenso. I mercanti pagano una fortuna per quella roba. Ma molti di loro hanno iniziato ad assumere per precauzione ex gladiatori e fanti di marina. Alcuni dei ragazzi hanno proposto di prendere ostaggi o razziare insediamenti, ma il capitano  contrario all'idea.
Perch? si chiese Telemaco a voce alta. Se guadagnarsi da vivere con le rotte marittime diventa sempre pi difficile, non avrebbe senso trovare nuovi bersagli?
Riflettici, ragazzo. Castore si picchiett la tempia. Al momento, per Roma siamo solo un leggero fastidio. L'imperatore potr anche strombazzare ai quattro venti l'intenzione di sgominarci, ma sanno tutti che la flotta imperiale  in condizioni pietose e che le mancano i vascelli o gli uomini per pattugliare con efficienza i mari. Se cominciamo a rapire nobili romani e a saccheggiare i villaggi, saranno costretti a prendere provvedimenti. Finch ci limitiamo a depredare i mercantili, Roma non far troppo caso a noi.
Non ne sarei cos sicuro, rispose cauto il giovane. Ho incontrato il nuovo prefetto.  salito a bordo della Selene. Sembrava deciso a spazzare via ogni singolo pirata si fosse trovato davanti.
Castore rise, accantonando le sue preoccupazioni con un cenno della mano. Quei prefetti della marina sono tutti uguali. Ne ho conosciuti un paio anch'io, ai tempi in cui viaggiavo sui mercantili. Cominciano con l'intenzione di farsi un nome. Tra un paio d'anni otterr una nomina pi redditizia e si dimenticher di noi. E poi, aggiunse, anche volendo, i romani non ci troveranno mai. Non in queste isole. Potrebbero cercare per anni senza individuare la nostra base.
Telemaco fiss l'orizzonte, invidiando la sicurezza del quartiermastro. Ricordava lo sguardo ardente di Cane mentre giurava di dare la caccia ai pirati che terrorizzavano le rotte marittime. Il prefetto della flotta di Ravenna non si sarebbe fermato finch Bulla e ogni altro pirata dell'Adriatico non fosse stato messo a morte.
Qualche ora dopo, Bulla lo incaric di svuotare le sentine. I pirati non si scomodavano a farlo con la stessa frequenza delle loro controparti mercantili, e dalla grata nella stiva si alzava un odore nauseabondo ogni volta che la recluta si chinava a svolgere il suo compito, issando grandi secchi di legno pieni di fetida acqua marroncina che andava poi a svuotare oltre la balaustra di poppa. Era un lavoro sgradevole e, mentre scendeva la scala a pomeriggio inoltrato, sentiva le braccia e le gambe indolenzite per la stanchezza. Da quando si era unito alla ciurma dei pirati non aveva avuto quasi un attimo di riposo e non desiderava nient'altro che improvvisarsi un giaciglio con le vele di ricambio e i rotoli di corda sparsi intorno all'albero maestro e chiudere gli occhi per un po'.
Cal il secchio nelle sentine, lo tir su e si rialz dalla grata. Quando si volt, vide tre figure che gli sbarravano il passo tra i sacchi di grano ai lati dell'uscita. Ettore era davanti ad altri due pirati, le labbra tese in un ghigno minaccioso e gli occhi scuri luccicanti di cattive intenzioni. Nella sua mano destra baluginava un pugnale. Fece un passo verso Telemaco, allargando il sogghigno.
Vai da qualche parte, ragazzo?
Lui non indietreggi. Fammi passare.
Altrimenti? Ettore lanci un sorriso divertito agli altri due. Mi sbudellerai come hai fatto con il nostro amico Pasto? Non penso proprio. E poi, dobbiamo ancora darti un benvenuto come si deve.
Telemaco fiss i pirati corpulenti che lo fiancheggiavano, poi riport lo sguardo su di lui. Di cosa stai parlando?
Di questo, disse il secondo di bordo, brandendo il pugnale. La punta scintill nella penombra maleodorante della stiva. Hai ucciso Pasto. Adesso ti daremo qualcosa con cui ricordarlo. Un secondo marchio per fare compagnia a quello sul braccio. Cos ogni uomo sulla nave sapr che hai ucciso un compagno.
Telemaco avvert una morsa di terrore gelido intorno alla gola. Fece mezzo passo indietro, il cuore che martellava, e si guard intorno in cerca di un'arma o di un'altra via di fuga. Ma era completamente solo. Le altre reclute avevano finito i loro compiti e si trovavano sul ponte. Sentiva il rumore sordo dei loro passi sul tavolato consunto sopra la sua testa e le loro voci attutite.
Ettore avanz di un passo. Non puoi nasconderti da nessuna parte, sibil.
Cambi piede d'appoggio, tentando un affondo con il pugnale, ma il ragazzo intu la mossa e scart a destra, schivandolo per un pelo. Prima che l'altro potesse ritrovare l'equilibrio, gli sferr un calcio nell'inguine. Ettore ansim di dolore e si pieg in avanti, stringendosi la mano libera sui testicoli contusi. Il pugnale gli sfugg dalle dita e cadde con un rumore metallico sulla grata delle sentine.
Prendetelo! url agli altri due. Agguantatelo, cazzo!
Il pirata alla sua destra part all'attacco, i lineamenti tesi dalla rabbia. Telemaco si acquatt a terra per schivare il colpo, poi scatt su e lo colp al diaframma. L'uomo ansim e si pieg in due. Il terzo pirata si lanci in avanti, abbassando la spalla e sferrandogli un colpo forte alla testa, tanto da sbalzarlo all'indietro. Per un momento Telemaco vide tutto bianco, ma si riprese appena in tempo per notare l'avversario che tirava un altro pugno. Mentre scattava di lato per schivarlo, urt con il piede il secchio dell'acqua della sentina accanto alla grata e, inciampando, cadde sulla schiena, rovesciandosi addosso l'acqua scura e sporca.
Cerc di rimettersi in piedi, ma uno dei pirati gli tir un calcio alle costole, mozzandogli il fiato. Telemaco alz lo sguardo e vide tutti e tre gli uomini torreggiare su di s. Quando si accorse di essere in trappola, il secondo di bordo sogghign trionfante. Recuper il pugnale da terra mentre gli altri due si inginocchiavano accanto a Telemaco e lo bloccavano sul pavimento.
Sei mio, adesso, ringhi Ettore. Questa volta ci penso io a farti urlare.
La punta del pugnale si fece pi vicina. In quel momento, uno scalpiccio di stivali echeggi nella stiva come se qualcuno stesse scendendo da coperta. I due che tenevano fermo Telemaco saltarono subito in piedi e tutti e tre gli aggressori si voltarono verso la figura in avvicinamento. Lui alz lo sguardo e vide Bulla stagliarsi nella luce del portello aperto.
Che sta succedendo qua sotto? chiese il capitano, accigliato.
Ettore raddrizz la schiena. Niente, capitano. Un piccolo incidente, tutto qui. Il ragazzo  scivolato mentre svuotava le sentine. Noi gli stavamo solo dicendo che dovrebbe essere meno goffo.
Bulla lanci un'occhiata a Telemaco.  cos?
Lui esit. Con la coda dell'occhio vide Ettore guardarlo con durezza. Sapeva che se avesse detto la verit non si sarebbe mai guadagnato il rispetto degli altri pirati. Nel breve tempo trascorso a bordo, aveva capito che l'equipaggio della Tridente di Poseidone era composto di uomini induriti e impavidi, pronti a risolvere i conflitti con i pugni piuttosto che lamentandosi con il capitano. In pi, era improbabile che Bulla credesse alla sua versione degli eventi rispetto a quella del suo fidato secondo. Se gli avesse detto qualcosa, non avrebbe fatto altro che rendere la sua esistenza sulla nave ancora pi insopportabile di quanto gi non fosse.
Signors, capitano. Ettore ha ragione. Sono scivolato e caduto.
Bulla lo fiss dubbioso. Capisco. Be', in futuro cerca di stare pi attento. Nel frattempo, pulisci questo disastro. Si rivolse Ettore. Adesso lasciategli fare il suo lavoro.
Signors, capitano.
Bulla annu brusco e risal la passerella, seguito dagli altri due pirati. Ettore li osserv allontanarsi, poi riport lo sguardo su Telemaco, il viso contratto dalla rabbia.
Non finisce qui, sussurr, gelido. Quando sbarcheremo non ci sar il capitano a salvarti. E a quel punto te la far pagare, ragazzo. Ricordati queste parole. Appena scendiamo dalla nave, sei mio.
Telemaco termin di pulire la stiva, poi risal la passerella con lo stomaco annodato dalla paura. Presto o tardi avrebbe dovuto affrontare Ettore, lo sapeva, o i suoi giorni nella ciurma pirata sarebbero stati contati. Per un attimo, pens alla possibilit di fuggire. Una volta sbarcati a Peiratispolis, sgusciare via sarebbe stato abbastanza facile. Avrebbe potuto scomparire nell'entroterra mentre il resto dell'equipaggio era distratto da donne e vino, nascondere il marchio e cercare fortuna altrove, magari unendosi a una banda di briganti. Ma accanton presto l'idea. Se anche fosse riuscito a evitare la cattura, avrebbe avuto poche possibilit di risparmiare abbastanza da comprare la libert di suo fratello. Pens a Nereo e alle privazioni che stava soffrendo sotto il suo padrone romano, e questo rafforz il suo proposito. No. Non avrebbe voltato le spalle al fratello. Non c'era altra soluzione. Quando fossero giunti alla base dei pirati avrebbe dovuto affrontare Ettore.
Sul ponte di poppa, si imbatt in Geras che scendeva dal sartiame. L'uomo gli rivolse un cenno di saluto, i muscoli lucidi di sudore.
Cosa ti  successo alla faccia? chiese.
Niente, rispose imbronciato Telemaco.
Geras inarc un sopracciglio. Siamo di ottimo umore, vedo. Non preoccuparti. Sorriderai quando attraccheremo a Peiratispolis.
Per qualche ragione ne dubito.
L'altro gli diede una pacca calorosa sulla schiena. Sai cosa ti serve? Una bella bevuta e la compagnia di una puttanella da due soldi. E pare che a Peiratispolis ci sia abbondanza di entrambi. Stavo parlando proprio adesso con alcuni ragazzi, e dicono che ci mostreranno i posti migliori dove spassarcela. Fece un sorriso smagliante. Forse la vita da pirata non  poi cos male, eh?
Telemaco sospir e distolse lo sguardo, sentendo una fitta di frustrazione e gelosia. Stavano in quell'equipaggio da meno di tre settimane e Geras si era gi fatto degli amici. Se fosse riuscito a essere spensierato come lui, la vita a bordo della nave pirata sarebbe stata molto pi tollerabile.
Proprio in quel momento la vedetta in cima all'albero lanci un grido ansioso. Capitano! Dritto in avanti! Guardate!
I pirati interruppero le loro mansioni e si precipitarono sul ponte di prua, sgomitando per farsi spazio lungo la balaustra mentre la Tridente di Poseidone si avvicinava a Peiratispolis. Tra loro c'era un palpabile senso di disagio. Telemaco lo avvert quando si fece largo tra la folla, intrufolandosi tra Geras e Castore. Geras scrut l'orizzonte, poi lanci uno sguardo profondamente accigliato al pirata veterano.
Cosa sta succedendo?
Castore punt il dito oltre la prua della nave. Telemaco strizz gli occhi nella direzione indicata e intravide un alto promontorio roccioso qualche miglio a settentrione. Pi in l ancora la terra si alzava in una serie di colline basse, ricoperte da una fitta vegetazione.
Peiratispolis  oltre quel promontorio, spieg Castore. Deglut. O quel che ne resta.
Telemaco lo guard allarmato. Che cosa intendi?
La nave oscill su un'onda e Castore indic l'orizzonte. Telemaco socchiuse gli occhi, e poi le vide. A una certa distanza al di l del promontorio, numerose colonne di fumo denso si levavano in volute pigre nel cielo del pomeriggio.
...
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Capitolo 12.
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Mentre la Tridente di Poseidone si avvicinava al promontorio, un silenzio nervoso cal sull'equipaggio. Per precauzione, Bulla ordin agli uomini di prendere le armi stipate nei cassoni a mezzanave, in caso i nemici fossero nascosti in agguato dietro il promontorio. Telemaco agguant un'ascia a testa larga, Geras e Leito brandirono spade corte da legionario. Alcuni pirati si agganciarono corazze decorate sopra le tuniche e altri si dotarono di elmi e armature. Quelli con archi e fionde presero posto sul ponte di prua, pronti a bersagliare di proiettili qualunque nave nemica. Bulla rimase in piedi accanto all'albero maestro, la mano destra posata sul pomo della falcata inguainata, a guardare oltre la prua della nave il fumo grigio che si gonfiava nel cielo. Intorno a lui i pirati erano tesi, ansiosi di vedere cosa si nascondeva sull'altro lato del promontorio.
Mentre il vascello doppiava la punta, la reale portata della devastazione divenne evidente. Tre navi tirate in secca e appoggiate sul fianco erano state incendiate e il fumo si alzava dal legno annerito. Altri due vascelli erano stati affondati all'ancora e i frammenti di vele, pennoni e remi galleggiavano lungo la riva, insieme ai resti frantumati di diverse barche pi piccole. A poca distanza sulla terraferma, Telemaco not un gruppetto di edifici rasi al suolo. Il fuoco infuriava ancora tra le rovine delle costruzioni pi grandi e in mezzo alle macerie si vedevano vagare delle figure, che si fermavano di tanto in tanto a cercare altri sopravvissuti e oggetti di valore. Un paio di abitanti fissavano sconsolati le strutture di legno scheletriche. Tutt'intorno alle rovine, il terreno era disseminato di involti senza vita.
Guardate! url Geras. Laggi!
Telemaco segu il suo indice puntato verso il promontorio opposto, a nord della baia. Una lunga fila di croci di legno si stagliava contro il cielo, e lui sent un fremito di orrore lungo la schiena alla vista dei corpi appesi a ciascuna. I pirati stretti sul ponte di prua tremarono di rabbia e alcuni pregarono a bassa voce che i loro cari non avessero sofferto quel destino terribile. Ci fu chi agit i pugni e giur vendetta contro i responsabili dell'attacco. Telemaco lanci un'occhiata a Castore e scorse lo strazio nei suoi occhi mentre osservava la scena di fronte a s.
Che cosa  successo? gli chiese in un sussurro.
Siamo stati attaccati, fu la risposta lugubre.
I romani?
E chi altri? Quei bastardi devono aver trovato la nostra base. Il pirata scosse la testa, disperato. Hanno distrutto tutto... Tutto. Non  rimasto niente. Serr gli occhi e gir la testa, sopraffatto dal dolore.
Telemaco scrut la terra e poi guard verso il mare, in cerca di qualche traccia del nemico. Ma a parte i pochi sopravvissuti la base sembrava deserta, e dedusse che gli aggressori dovevano essere salpati poco dopo aver distrutto il covo nascosto dei pirati. La nave continu ad avvicinarsi, finch non furono a poche centinaia di metri dalla riva e si sent il crepitio leggero delle fiamme che ancora consumavano alcuni degli edifici pi grandi.
Pi in l sul ponte Ettore si volt verso Bulla, sforzandosi di dissimulare l'ansia. Che cosa facciamo, capitano?
Bulla rimase in silenzio per un attimo prima di rispondere: Ammainate le vele. Di' agli uomini di rientrare i remi e portarci sulla spiaggia.
Il secondo di bordo si guard nervosamente intorno. Forse dovremmo andarcene. Non  sicuro, qui.
Ci sono dei sopravvissuti, disse Bulla, indicando con il mento le figure poco lontane dalla spiaggia. Voglio sapere che cosa  successo, e loro sono gli unici che possono dircelo. Adesso da' l'ordine.
Signors, capitano, rispose controvoglia Ettore.
Si scost dalla balaustra e lanci un grido all'equipaggio. Telemaco e gli altri marinai di coperta furono lenti a rispondere, distratti da quella scena orripilante mentre attraversavano il ponte, salivano sul sartiame e ammainavano la vela. Intanto, i vogatori tesero i muscoli e il robusto timoniere tir il timone, in modo da dirigere la nave verso un tratto di spiaggia deserto e ben lontano dalle imbarcazioni bruciate. Quando furono a poca distanza dalla baia, Bulla grid all'equipaggio di prepararsi allo sbarco e Telemaco si un al resto dei pirati stretti vicino alla poppa. La Tridente si alz per un attimo mentre la prua si arenava sulla sabbia bagnata, poi si ferm con uno scossone.
Rientrate i remi! url Bulla. Calate le passerelle!
Appena le rampe furono abbassate il capitano scese a grandi passi sulla spiaggia, seguito da Ettore e dalla maggior parte dei pirati; un gruppetto rest invece di guardia sul ponte a controllare che non ci fossero vascelli in avvicinamento. Gli uomini avanzarono lenti sulla sabbia, lanciando sguardi sospettosi ai promontori su entrambi i lati della riva. Un aspro fetore di carne bruciata e legno carbonizzato strozzava l'aria mentre Telemaco seguiva gli altri pirati tra le rovine, attento ad aggirare i corpi anneriti e mutilati, i resti di muratura e le anfore frantumate sparsi sulle strade. Molte vittime erano state decapitate, altre giacevano in pozze di sangue secco, con gli stomaci squarciati. Alcuni pirati riconobbero le mogli e i figli e si precipitarono verso i loro cadaveri insanguinati. Uno raccolse il figlioletto morto e lo cull tra le braccia, gemendo come una bestia ferita. Telemaco distolse lo sguardo, il cuore stretto da una furia feroce.
Bastardi, borbott Castore. Bastardi romani. So che ci hanno sempre odiati a morte, ma in tutti i miei anni non avevo mai visto nulla di simile.
Telemaco storse le labbra. Come hanno fatto a trovare la base? Pensavo che Peiratispolis fosse sicura.
Lo era. Il quartiermastro alz le spalle. La flotta deve aver seguito una delle altre navi pirata di rientro da una razzia.
Proprio in quel momento un grido trafisse l'aria e tutti gli occhi si voltarono verso un uomo che si avvicinava incespicando da una fossa delle latrine. Aveva il volto e la tunica imbrattati di terra e feci umane. Il sangue sgorgava da uno squarcio profondo sul cuoio capelluto. Barcoll in avanti, poi emise un gemito e si accasci a terra. Bulla corse da lui insieme a tutti gli altri.
Merda, mormor Castore. Quello  Sostrato.
Telemaco arricci il naso, disgustato per il tanfo putrido che emanava. Chi ?
Uno dei commercianti che si guadagnava da vivere qui. Povero bastardo.
Bulla si lasci cadere in ginocchio accanto all'uomo. Sostrato gli strinse forte un braccio e sollev la testa con una smorfia sofferente.
Aiutatemi... vi prego, gracchi. Acqua.
Il capitano fece un gesto a uno dei suoi uomini. Tu. Dammi la borraccia!
Gliela strapp in fretta di mano e tolse il tappo, poi inclin la testa di Sostrato all'indietro e gli vers un filo d'acqua tra le labbra riarse. Il commerciante gemette mentre inghiottiva il liquido. Dopo qualche sorso cominci a tossire violentemente e a sputacchiare. Bulla scost la borraccia e la restitu al proprietario.
Prendi la cassetta dei medicinali. Vedi cosa si pu fare per aiutarlo. Svelto!
Il pirata si volt e torn di corsa lungo la riva in direzione della Tridente. Bulla abbass lo sguardo su Sostrato, che fece una smorfia di dolore, respirando a fatica.
Che cosa  successo? domand il capitano.
L'uomo si lecc le labbra. I romani... ci hanno attaccati.
Bulla scambi un breve sguardo con Ettore, poi torn a guardare Sostrato. La flotta di Ravenna? Sono stati loro?
Sostrato annu debolmente. Sono arrivati ieri. All'alba. Indic il promontorio che i pirati avevano aggirato. Una vedetta ha avvistato le navi da guerra che puntavano dritte verso la baia e ha dato l'allarme. Non c' stato tempo per preparare le difese. La voce gli si incrin per la disperazione. Abbiamo radunato le famiglie, pronti a rifugiarci sulle colline. Ma nel momento in cui ci siamo girati per fuggire, i soldati sono comparsi sui pendii e ci hanno tagliato la strada. In men che non si dica, ci hanno intrappolati.
Ettore scrut le basse colline ricoperte di foreste che dal covo dei pirati si estendevano nell'entroterra. I romani devono aver sbarcato un esercito sull'altro lato del crinale, capitano. Avranno preso posizione la notte prima, quatti quatti, aspettando l'arrivo della flotta.
Il capo pirata si massaggi la mascella, assorto nei pensieri. Dopo che cosa  successo, Sostrato?
Alcuni pirati hanno cercato di aprirsi una via di fuga, mormor il commerciante. Ma i romani erano troppo numerosi. I loro soldati hanno ucciso molti dei nostri prima che facessero in tempo a prendere le armi. Alcuni sono riusciti a sgusciare tra le linee nemiche e fuggire sulle colline, ma gli altri sopravvissuti si sono ritirati nella piazza del mercato.
E tu in tutto questo dov'eri?
Un romano mi ha colpito alla tempia e dato per morto. Sono riu-scito a strisciare nelle latrine dietro la taverna prima che qualcuno potesse trovarmi.
Continua.
Dopo averci circondato, le loro navi da guerra hanno gettato l'ancora nella baia. Poi gli ufficiali sono venuti a riva su una barca per rivolgersi a quelli tra noi che ancora resistevano. Uno di loro ha detto di essere il nuovo prefetto della flotta di Ravenna.
Il tribuno Cane, ringhi Telemaco.
Deglutendo, Sostrato annu.
Che cosa voleva? chiese Bulla.
Fare un'offerta. Il commerciante ansim, il corpo scosso da un'altra ondata di sofferenza. Ha detto di sapere che Peiratispolis era un covo di pirati. Che se i capitani rimasti e i loro equipaggi nel fortino avessero accettato di arrendersi pacificamente, avrebbe risparmiato gli altri abitanti. Se ci fossimo rifiutati, ha giurato che avrebbe ucciso tutti i pirati e venduto il resto di noi come schiavi.
Cos'hanno fatto i capitani?
Sostrato scosse la testa con rabbia. Non hanno avuto altra scelta che accettare. I romani ci avevano circondati. Se avessero resistito, sarebbero stati schiacciati. E lo stesso le loro mogli e i bambini. I capitani ne hanno discusso e hanno accettato le richieste del prefetto e gettato le armi. Fece una pausa.  stato allora che Cane ha dato l'ordine. Ha detto ai suoi di radunare i sopravvissuti e mettere tutti a morte.
Bulla lo fiss, gli occhi socchiusi. Un momento. Cane ha ordinato di giustiziarli dopo che si erano arresi?
Sostrato annu, corrugando la fronte al ricordo terribile. I pirati l'hanno implorato di risparmiare le loro famiglie. Ma quel bastardo senza cuore si  rifiutato.
E gli altri capitani? Cosica, Socleida, Zenicete?
Morti. Sostrato si morse il labbro tremante. Tutti quanti. E anche le loro ciurme, e le loro famiglie. Cane non ha risparmiato la croce a nessuno. Sono andati avanti a uccidere per ore. Ho dovuto ascoltare le loro urla dal mio nascondiglio.
Bastardi romani! ringhi Ettore rabbioso, chiudendo le mani a pugno. Questa la pagheranno, lo giuro!
Bulla mantenne lo sguardo fisso su Sostrato. Quando se ne sono andati?
La notte scorsa. Al tramonto.
L'uomo lanci un gemito di dolore, indebolito dallo sforzo di parlare. Bulla si alz e mosse un passo indietro, facendo spazio al pirata che era tornato con la cassetta dei medicinali. Quest'ultimo si inginocchi ed esamin le ferite del commerciante, mentre Ettore fissava lo sguardo verso il mare aperto.
Non possono essere lontani da qui, capitano, borbott.
No.
Quali sono i vostri ordini?
Bulla riflett a lungo. Di' agli uomini di cercare altri sopravvissuti tra le rovine. Trovate tutte le provviste che potete e caricatele sulla nave. Non possiamo correre il rischio di restare qui. Dovremo fondare una nuova base. In un posto dove i romani non saranno in grado di trovarci.
Dove, per? Ci abbiamo messo secoli a scoprire Peiratispolis. Potrebbero volerci mesi per trovare un ancoraggio decente.
Non sar facile, sono d'accordo. Ma non abbiamo scelta. Il prefetto Cane e i suoi uomini sono chiaramente decisi a darci la caccia. Qualunque base sceglieremo, dovremo essere in grado di difenderci. Meglio di quanto hanno fatto i nostri fratelli, almeno.
Potremmo provare a scendere a Risinium, propose Ettore. Saremmo vicini ai traffici marittimi di Dyrrachium. Un sacco di facili vascelli da depredare.
Bulla scosse la testa con fermezza. Da quelle parti ci sono pochissime isole. Sarebbe fin troppo facile vederci, per le navi di pattuglia. No. Faremo rotta a settentrione, verso Flanona.  la cosa migliore. Lass ci sono moltissimi nascondigli.
Flanona? Ettore corrug la fronte. Quello non  territorio di Nestore, capitano?
S. E allora?
Il secondo di bordo apr la bocca per protestare, ma poi ricord il proprio rango e annu brusco. D'accordo, capitano. Vada per Flanona.
Si volt e cominci a berciare ordini ai pirati. Diversi uomini dell'equipaggio furono incaricati di cercare amici e familiari sopravvissuti, i restanti furono mandati a perlustrare le rovine in cerca di cibo, vino e oggetti di valore che si fossero salvati dalla distruzione. Mentre i pirati si sparpagliavano tra i resti fumanti della base, Telemaco alz gli occhi a guardare con un crescente senso di inquietudine le croci di legno allineate sul promontorio. L'equipaggio della Tridente di Poseidone era rimasto chiaramente scosso dal massacro di Peiratispolis. Cane si stava rivelando un nemico da non sottovalutare, disposto a qualunque cosa pur di sconfiggere Bulla e gli altri capitani pirata. Persino a massacrare donne e bambini. Di quali altri orrori era capace il prefetto della flotta di Ravenna?
Geras sospir e scosse la testa. Sembra che ci siamo uniti ai pirati nel peggior momento possibile, ragazzo. La nostra base  stata attaccata, le altre navi pirata sono andate distrutte e, come se non bastasse, quel folle di Cane sembra deciso a darci la caccia.
Telemaco distolse lo sguardo dai pirati crocifissi e annu. Speriamo solo di trovare presto un altro posto.
Tra qui e Flanona ci sono centinaia di miglia di costa. Dovr pur esserci un buon ancoraggio da qualche parte lungo la strada.
Spero che tu abbia ragione, rispose Telemaco. Per il bene di tutti. Perch altrimenti, tra non molto finiremo tutti inchiodati a una croce.
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Capitolo 13.
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Una brezza tagliente soffiava da terra. Telemaco, infreddolito, guardava a tribordo. A due miglia alla sua destra si ergevano le montagne rocciose della costa illirica. Erano passati dieci giorni da quando i pirati avevano lasciato le rovine di Peiratispolis, carichi di provviste e del gruppetto di sopravvissuti, e fino a quel momento la ricerca di una nuova base era stata infruttuosa. Tutti i giorni avevano seguito lo stesso schema, con il vascello che veleggiava lento lungo la costa e la vedetta occupata a scrutare il litorale lontano. Ogni volta che si avvistava un potenziale punto d'approdo, l'equipaggio cambiava rotta e si avvicinava a guardare meglio. Ma nessuna delle baie o delle insenature esplorate era stata adatta ai loro scopi. I pochi ancoraggi decenti erano troppo vicini ai porti e alle colonie nei pressi di Iader, e i capitani dei mercantili li usavano spesso per tirare in secca i vascelli durante la notte. Altri erano pi nascosti ma non avevano riserve d'acqua. Un'isola che avevano esplorato quella mattina era sembrata promettente, all'inizio, ma la baia si era rivelata troppo stretta e difficile da navigare.
Con l'avanzare del giorno, cielo e mare si fusero in una massa grigia e alcuni membri dell'equipaggio cominciarono a lamentarsi apertamente delle probabilit di trovare un buon ancoraggio. Telemaco percepiva tra i pirati una crescente disperazione.
Al suo fianco, Castore fissava l'orizzonte con espressione preoccupata.
 tutto inutile, cazzo, disse. Da queste parti non ci sono che miglia e miglia di spiagge desolate. Avanti di questo passo continueremo a cercare una casa nuova fino ai Saturnalia.
Quanto manca per raggiungere Flanona? chiese Telemaco.
Il pirata pi anziano riflett un attimo. Un paio di giorni, direi.
Quindi abbiamo ancora un bel po' di costa da perlustrare.
Parecchia, s. Ma il nostro problema non  la mancanza di posti da guardare.  la quantit di tempo che possiamo permetterci di restare in mare.
Telemaco corrug la fronte. Che cosa intendi?
Stiamo esaurendo le provviste. Gi prima di sbarcare a Peiratispolis andavamo avanti a mezze razioni. Con tutte queste bocche in pi da sfamare, le nostre scorte attuali non dureranno molto. Secondo i miei calcoli, potremo restare in mare per altri tre o quattro giorni, al massimo.
Cosa succede se non troviamo niente prima di allora?
E chi pu dirlo, ragazzo. Il capitano potrebbe decidere di assaltare una nave sussidiaria per rimpolpare le nostre scorte. O correre il rischio di scegliere un ancoraggio scadente per riprendere ad attaccare le spedizioni commerciali.
Ma sarebbe una follia. Non possiamo certo accontentarci di una base situata in un posto infelice. Non dopo quello che i romani hanno fatto a Peiratispolis.
Potrebbe non avere molta scelta. Parecchi uomini sono gi incazzati di aver dovuto andare avanti cos a lungo senza un bottino decente. Non vedono l'ora di tornare a fare davvero i pirati, e Bulla potrebbe vedersi costretto a un compromesso per mantenere la pace. Castore storse le labbra. Anche se c' gente a bordo che sarebbe ben felice di vederlo rimpiazzato.
Chi?
Il quartiermastro si guard intorno, poi abbass la voce a un bisbiglio. Non  certo un segreto che Ettore abbia messo gli occhi sul posto da comandante. Potrebbe approfittare del malcontento e farsi avanti per sfidare Bulla.
Telemaco sent una fitta di ansia. Vincerebbe?
Difficile dirlo. Bulla  ben voluto. Tratta gli uomini in modo equo e ha messo a segno ottimi colpi. Ma se la nostra fortuna non migliora, chi pu sapere come voterebbe l'equipaggio?
Telemaco distolse lo sguardo, turbato dalla prospettiva da incubo di Ettore al comando della nave. Se fosse successo, la sua carriera sulla Tridente di Poseidone avrebbe avuto di certo una fine rapida e brutale, proprio quando cominciava ad abituarsi alla sua nuova vita da pirata. Si riscosse da quel pensiero inquietante e fiss il litorale, colto da una nostalgia improvvisa e struggente della terraferma e della semplicit della sua vecchia esistenza. Vivere per le strade del Pireo era stata dura, ma almeno non aveva mai dovuto preoccuparsi di pirati vendicativi, di ammutinamenti o della potente marina imperiale romana. I suoi vecchi nemici, fame, freddo e miseria, erano stati relativamente mansueti al confronto. Scosse la testa, frustrato.
Deve pur esserci una base decente da qualche parte, disse.
Castore si limit a scrollare le spalle. Non possiamo fare altro che continuare a cercare. E pregare Poseidone che questo tempo regga.
Telemaco lo guard. Pensi che peggiorer?
Castore indic con il mento il denso banco di nubi che si ammassavano sulle colline a oriente. In questo periodo dell'anno il tempo  una puttanella volubile. Cambia pi spesso delle tariffe di un bordello ateniese.
E in effetti, poco dopo, le nubi si addensarono all'orizzonte, scurendo il cielo. Creste spumose e arrabbiate si alzarono sul mare sempre pi grosso, facendo beccheggiare la nave, e il vento si rafforz di colpo. Telemaco lo sent soffiare tra i capelli mentre dal ponte osservava le nuvole di tempesta avanzare verso di loro.
Fiss Castore. Quanto abbiamo prima che ci colpisca?
Poco, ragazzo. Resta solo da scoprire se ci prender in pieno oppure no. In ogni caso, ce la vedremo brutta.
Bulla ordin all'equipaggio di ridurre un po' la vela, alcuni corsero sul ponte per serrare i boccaporti e qualunque cosa potesse volare via. Si ud uno stridore terribile mentre la nave veniva avvolta dalla tempesta e il vento gir di nuovo, inclinando a tal punto il vascello che Telemaco dovette aggrapparsi alla ringhiera del ponte per non essere scaraventato in acqua. Dal ponte di poppa risuon un grido e lui alz lo sguardo giusto in tempo per vedere il timoniere che precipitava nella massa schiumante. I lampi illuminarono la scena e, per un terrificante momento, Telemaco intravide l'uomo muoversi su e gi tra le onde, le braccia sollevate mentre urlava freneticamente ai compagni di salvarlo. Poi un'altra onda lo travolse e scomparve per sempre nel mare.
Ettore! url Bulla, sforzandosi di sovrastare l'ululato del vento. Prendi il timone! Subito!
Il secondo di bordo attravers di corsa il ponte scivoloso per poi scattare in avanti e agguantare il timone. Punt i piedi e gett tutto il suo peso contro la pala di governo, stabilizzando il corso della nave. Il vascello si raddrizz, ma arriv la grandine. Pietre grandi come colpi di fionda piombarono sulle assi del ponte, sferzando ogni centimetro di pelle scoperta. Telemaco strinse la balaustra e lasci spaziare lo sguardo sulle onde, proteggendosi il viso dagli spruzzi con la mano libera. Tutt'intorno non si vedevano che pioggia gelida e nuvole nere, senza pi traccia della costa illirica. Comprese con rabbia che il vento aveva allontanato la nave dalla costa. Non c'era alcuna speranza di rifugiarsi in qualche insenatura e aspettare ancorati la fine della tempesta. Avrebbero dovuto affrontarla e cercare di uscirne con la forza.
Vira di bordo! url Bulla a Ettore. Poi si rivolse all'equipaggio. Sul pennone! Due mani di terzaroli!
Ben presto la grandine si trasform in pioggia. Gocce ghiacciate e scintillanti sibilarono sul ponte, inzuppando Telemaco e gli altri uomini che si arrampicavano riluttanti sul sartiame, spronati dal capitano con un fiume di invettive scurrili. Si mossero lentamente, scossi dai brividi negli abiti fradici di pioggia mentre avanzavano a poco a poco lungo la varea. Dabbasso sul ponte, Bulla sbrait un ordine e loro cominciarono a ridurre la vela alla seconda mano di terzaroli: tutto quello di cui avrebbero avuto bisogno per navigare nella tempesta. Troppo vento avrebbe rischiato di spezzare l'albero in due, o fatto correre alla Tridente il pericolo di rovesciarsi. Una volta terminato di fissare i nodi al pennone, scesero di nuovo sul ponte, il respiro affaticato per lo sforzo.
Un'ora dopo la pioggia si attenu in un piovischio e, anche se il cielo rimase coperto, Telemaco si concesse di credere che il peggio fosse passato. La tregua si rivel solo temporanea, per, e il vento torn a girare bruscamente, come se Nettuno avesse schernito i pirati con quel breve momento di calma. L'equipaggio si prepar ad affrontare un'altra raffica grigio sporco che sfrecciava sul mare diretta verso di loro.
Capitano! url Castore. Laggi!
All'unisono, Bulla e gli altri pirati guardarono verso poppa. Tra gli spruzzi Telemaco vide un'ampia onda venire verso di loro, alta quanto un palazzo. Alcuni uomini rimasero paralizzati dalla paura. Lui sent il ponte muoversi sotto i piedi e osserv Ettore, che lottava per spostare la nave dalla traiettoria di quel mostro. Bulla gli url di virare per affrontare l'onda di prua e Telemaco comprese all'istante il terribile errore di giudizio del secondo di bordo. Girando la Tridente, stava offrendo il fianco dello scafo alla ferocia della tempesta.
Le urla di Bulla si persero quando l'onda colp il lato del vascello con intensit selvaggia. Telemaco spinse in avanti una mano, aggrappandosi con tutte le sue forze all'albero maestro mentre l'onda lo travolgeva, riempiendogli la gola e il naso di acqua salata. Toss e sputacchi, ansimando in cerca di ossigeno, e quando alz lo sguardo not che la vela terzarolata stava per cedere. Un lampo illumin la varea, stagliata quasi in verticale contro il cielo nero.
La vela tiene troppo vento! url Geras, aggrappato a uno degli stralli. La perderemo!
Un'altra onda si infranse sulla nave, portandosi via altri due pirati. Il ponte era fortemente inclinato, ormai, la Tridente poggiava sulle testate del baglio e la prima delle sartie si lacer. Alcuni uomini si aggrapparono all'albero accanto a Telemaco, troppo spaventati per muoversi. Lui guard il cassone delle armi a mezzanave e comprese subito cosa doveva fare. Non c'era tempo per consultare Bulla o qualcuno degli altri. Inspirando a fondo, si trascin sul ponte inclinato verso il cassone. Dopo averlo aperto di scatto, afferr un'ascia e richiuse il portello prima che tutte le armi potessero fuoriuscire e ruzzolare oltre la sponda.
La burrasca aument, il ponte si inclin ancora di pi, e per un terribile istante Telemaco temette di perdere la presa e scivolare nel tumulto furioso. Poi il momento pass e lui avanz pian piano lungo la balaustra laterale, mentre l'ennesima onda si schiantava contro il fianco della Tridente in un'esplosione di schizzi gelati. Finalmente raggiunse le scotte fissate alle caviglie. Sollev l'ascia e diede un colpo alle funi, e il vento si impadron subito delle cime tagliate. La vela allascata sbatacchi nella tempesta come uno stormo di uccelli selvatici e il ponte vibr mentre la Tridente cominciava a raddrizzarsi, tra le urla di giubilo e il sollievo dei pirati. L'acqua usc a fiotti dagli ombrinali quando la nave torn a adagiarsi pesantemente.
Non ci fu tempo per festeggiare. Con la tempesta che continuava a imperversare, Bulla grid ai pirati di sostituire le scotte danneggiate con cime nuove. Parecchi uomini rimasero stretti intorno all'albero, sconvolti dall'essere scampati per un soffio alle grinfie di Nettuno. Bulla diede un calcio al pi vicino.
Muoviti! tuon. La nave non si riparer da sola!
I pirati si rialzarono in piedi e si misero subito all'opera. Un gruppetto and a recuperare delle funi di riserva da un cassone e le trasport sul ponte verso il sartiame. Le cime tagliate guizzavano nel vento come tentacoli mozzati e colpirono alla mascella un uomo che cercava di unirne i capi sdruciti. Altri si affrettarono a spiegare la piccola vela di trinchetto fissata al bompresso, in modo da stabilizzare la prua. Nel frattempo, i pirati restanti presero un paio di remi stivati a mezzanave e li legarono insieme per sostituire il timone e la pala distrutti dall'onda gigantesca.
Mentre terminava di fissare una delle scotte, Telemaco vide Lastene barcollare verso il capitano dalla stiva, aggrappandosi alla balaustra dato che il vascello continuava a rollare pesantemente.
Che c', Lastene? chiese Bulla, la voce arrochita a forza di urlare sopra il vento.
 la stiva, capitano, rispose lui. Stiamo imbarcando troppa acqua.
Possiamo aggottarla?
Lastene scosse la testa. Siamo troppo appesantiti. Dobbiamo gettare in mare una parte del carico.  la nostra unica speranza.
Bulla rimase un attimo in silenzio, afferrando tutte le implicazioni di quanto stava dicendo il siriano. Tese le labbra, deciso a non lasciar trapelare il suo tormento interiore. Dev'esserci un altro modo....
No, capitano. Alcune commessure sono molto sotto pressione. Possiamo tentare di ripararle, ma con questo tempo non sar facile. Se non alleggeriamo la stiva, la nave affonder.
Il capitano esit prima di annuire con rabbia. D'accordo, allora. Di' agli uomini di gettare il carico fuoribordo.
Signors, capitano.
Lastene diede l'ordine e tutti gli uomini disponibili si misero in azione. Lavorarono al buio, issando i sacchi fradici di grano e riso stivati sottocoperta insieme ad alcuni oggetti che i sopravvissuti di Peiratispolis erano riusciti a recuperare dalle case distrutte. Dopo essersi liberati di buona parte del carico, e con la Tridente di Poseidone che finalmente navigava un po' pi alta sul mare, l'equipaggio concentr gli sforzi sull'aggottare l'acqua che mulinava nello scafo. Intanto, una squadra di marinai di coperta effettu qualche riparazione temporanea alle costole danneggiate, incastrando pezzi di vecchie cime incatramate nelle commessure che imbarcavano acqua. Quando i suoi uomini ebbero riparato alla meglio la nave, Bulla url ai suoi di bordare la vela e i pirati sul ponte tesero le cime nuove, legandole alle caviglie. Sistemata la vela terzarolata, il vascello malconcio riprese ad avanzare nella tempesta.
Un varco si apr nelle nuvole lontane, il vento si attenu e la burrasca si calm lentamente. Poco dopo anche la pioggia cess e, mentre i primi bagliori del sole comparivano all'orizzonte, Telemaco fin il suo turno nella stiva e si accasci sul ponte di poppa, bagnato fradicio ed esausto dallo sforzo di sgottare acqua per ore e ore.
Per tutti gli inferi. Quella tempesta ci ha quasi distrutti, disse Geras, sedendosi a riposare al suo fianco. C' stato un momento in cui ho pensato che saremmo finiti tutti in una bella tomba d'acqua.
Telemaco si limit ad annuire, troppo stanco anche solo per rispondere. Il corpo gli doleva per il freddo e la spossatezza. L'uomo gli rivolse un debole sorriso.
Su col morale. Sei stato bravo. Se non fosse stato per te questa bagnarola sarebbe colata a picco, e noi tutti con lei.
Lui fiss la costa lontana. Non siamo ancora fuori pericolo.
Come? Geras si accigli. Di cosa stai parlando?
Il ragazzo indic con il mento la stiva svuotata. Abbiamo appena dovuto gettare via le sole cose di valore ancora in possesso della ciurma. Riport lo sguardo sull'amico e deglut. Gli uomini erano gi di pessimo umore. Come pensi che saranno quando toccheremo terra?
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Capitolo 14.
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Il sole bruniva le vette dei monti lontani quando l'indomani mattina la Tridente di Poseidone arranc verso la costa. Nel frattempo, i pirati crollarono sul ponte, sopraffatti dalla stanchezza. Avevano passato la notte a sgottare lo scafo della nave, ma nonostante i loro sforzi il vascello aveva continuato a imbarcare acqua, rallentandolo fin quasi a passo d'uomo mentre rollava verso Nord sul mare calmo. Trattenendo la frustrazione, Bulla aveva infine deciso di cercare rifugio per poter effettuare le riparazioni. All'alba ordin di ammainare la vela e di usare i remi, e la nave prosegu indolente tra le onde per raggiungere una cala isolata lontana dalle principali rotte commerciali.
Bulla si volt verso Ettore e indic una striscia di ciottoli dove la scogliera si curvava. Oltre la spiaggia c'era una sottile fascia di pini, poi la terra si alzava bruscamente in una cresta di montagne sterili e ostili.
Dirigiti laggi, disse. Ordina agli uomini di effettuare le riparazioni necessarie appena sbarchiamo. Se li facciamo lavorare duro, dovremmo riuscire a riprendere il largo in un paio di giorni.
E a quel punto cosa faremo, capitano?
Proseguiremo verso Flanona, ovvio.
Flanona? farfugli Ettore, con espressione allarmata. Ma sono giorni che perlustriamo queste acque senza trovare un ancoraggio decente. Forse dovremmo provare a cercare fortuna altrove. So che il Ponto Eusino offre un ottimo territorio di caccia.
Bulla gli si rivolt contro bruscamente. Stai mettendo in dubbio la mia autorit, Ettore?
No, capitano. Certo che no. L'uomo fece spallucce. Era solo per dire. Potrebbe essere il momento giusto per un cambio di programmi, tutto qui.  da un po' che gli uomini non mettono le mani su qualche bottino.
Peggio per loro, sbott Bulla. Se devono affrontare qualche difficolt temporanea, ben venga questo sacrificio. Il futuro della ciurma dipende dalla nostra capacit di trovare un posto sicuro dove fondare una nuova base. Un posto dove nasconderci dai romani. Continueremo le ricerche fino a scovare un luogo adatto. Sono stato chiaro?
Signors, capitano, rispose Ettore a denti stretti.
Bene. Ne sono lieto. Bulla raddrizz la schiena. E adesso tiriamo a secco questa cazzo di nave!
Ettore si volt e fulmin con lo sguardo i pirati fermi a oziare accanto all'albero. Avete sentito il capitano! Datevi una mossa!
L'equipaggio si mise all'opera in un silenzio cupo ed esausto mentre la Tridente doppiava lentamente l'angolo della baia e avanzava verso l'ampia spiaggia. Ettore berci un ordine e gli uomini rientrarono i remi e si raggrupparono vicino alla poppa per il tratto finale. La chiglia roll di colpo, incagliandosi, poi i pirati saltarono gi nel bassofondo e si trascinarono a riva, smuovendo i ciottoli poco compatti del fondale. Appena arrivati sulla spiaggia si accasciarono a riposare, indeboliti dalle lunghe ore trascorse a sgobbare per salvare la nave. Ma non c'era tempo da perdere e Bulla ordin subito a un gruppetto di cominciare a tagliare la legna per i fuochi. Ettore e gli altri furono incaricati di rimuovere il carico rimasto nella stiva ed effettuare un'ispezione rigorosa della nave.
Castore! url Bulla, marciando verso il quartiermastro. In netto contrasto con il resto della ciurma, il capo dei pirati non mostrava alcun segno di stanchezza.
Capitano?
Abbiamo bisogno di viveri, disse Bulla. Prendi la lancia e vai a catturare qualche pesce. Indic Telemaco con il mento. Porta con te anche qualcuno dei nuovi. Si volt e si allontan lungo la spiaggia per consultarsi con il carpentiere della nave.
Castore grid alle reclute di recuperare reti da pesca, coltelli per sventare i pesci e cesti intrecciati dalle dotazioni di bordo.
Fantastico, borbott Geras sottovoce. Proprio quando pensavo di rilassarmi un po', dobbiamo partire per una battuta di pesca. Perch toccano sempre a noi i lavori di merda?
Telemaco scroll le spalle, ma non offr una risposta. Dentro di s, tuttavia, era grato per la distrazione. Un viaggetto nella baia significava che almeno avrebbe potuto evitare un po' pi a lungo Ettore e le sue incessanti prepotenze.
Magari ci dar l'occasione di scappare, sussurr Nearco. Una volta lontani, potremmo darcela a gambe.
Leito fece una risata secca. Ne dubito, ragazzo. Finch non saranno sicuri della nostra lealt, ci terranno sotto stretta sorveglianza. E poi, se anche riuscissimo a fuggire, dove andremmo?
Dovr pur esserci qualche insediamento non lontano da qui, delle colonie....
E cosa dirai quando qualcuno noter quello? ribatt Leito, inclinando la testa verso il marchio sull'avambraccio di Nearco. Siamo marchiati, ragazzo. Tutti quanti. Appena qualcuno ti vede il braccio, sei un uomo morto.
Potremmo spiegare, disse l'altro, incerto. Raccontare che ci hanno rapiti.
Ti sfido a trovare qualcuno disposto a crederci. Guardiamo in faccia la realt: che ci piaccia o no, siamo incastrati con Bulla e i suoi. Possiamo solo fare buon viso a cattivo gioco e svolgere il nostro lavoro al meglio. L'alternativa  passare il resto della vita nell'ombra, nascosti in qualche angolo desolato dell'Impero.
Fanculo. Geras si mise in piedi. Diamoci una mossa. Se partiamo subito, magari torneremo prima che questa marmaglia si scoli quel che resta del vino.
La lancia fu calata lungo il fianco della Tridente tirata in secca, e Telemaco e le altre reclute, insieme a Castore e a un paio di pirati tarchiati, la fecero scivolare sulle onde leggere. Con il sole che continuava a splendere sopra le vette frastagliate dei monti, gli uomini salirono e imbracciarono i remi, spingendola fuori dalla baia. Leito si mise al timone, facendola girare intorno al promontorio.
Laggi dovremmo trovare qualche zona di pesca decente. Castore indic un basso promontorio roccioso due miglia pi avanti lungo la costa. Getteremo le reti e prenderemo quel che riusciamo, poi torneremo indietro. Ma dobbiamo sbrigarci.
Come mai? chiese Telemaco.
Ci sono un po' di villaggi sparsi in questa zona. Meglio evitare gli abitanti del posto, se possibile, in caso informino della nostra presenza la marina imperiale.
Perch dovrebbero farlo? Pensavo che i romani fossero odiati da queste parti.
Lo sono. Ma la paura dei pirati  pi forte. Soprattutto da quando Nestore e i suoi hanno cominciato a depredare i mercantili.
Nestore? chiese Telemaco.  nei paraggi?
Castore annu, inquieto. Ha una base qui da qualche parte. O cos ho sentito. In ogni caso, preferisco non incontrarlo. Quell'uomo  un assassino spietato. Affronterei pi volentieri un mostro marino che la sua marmaglia.
Telemaco avvert un brivido familiare lungo la schiena al ricordo delle storie che aveva sentito sul conto di quella ciurma e del terrore che incuteva negli altri pirati. Preg con fervore di non dover mai incrociare la strada del capitano Nestore e dei suoi uomini.
Geras sospir. Prima il capitano ci trova un posto sicuro, meglio . Personalmente, non vedo l'ora di non dovermi pi preoccupare del prefetto Cane.
Telemaco storse le labbra. Io non mi farei troppe illusioni. Non credo che una nuova casa risolver i nostri problemi.
Cosa te lo fa pensare?
Possiamo andare dove vogliamo, i romani ci cercheranno lo stesso. Magari saremo al sicuro per un po', ecco. Ma presto o tardi dovremo fare i conti con Cane.
Stronzate. I suoi uomini hanno appena raso al suolo la nostra vecchia casa. Adesso che ci ha dato una bella batosta, se ne torner alla sua cazzo di Ravenna.

Forse, rispose dubbioso Telemaco. Ma ho l'impressione che non si fermer finch non avr finito il lavoro. Avr interrogato i prigionieri a Peiratispolis prima di ucciderli. Sapr che siamo ancora attivi nell'Adriatico. E questo significa che mander il suo squadrone a cercarci.
Che lo mandi pure, disse Geras. Quell'idiota aristocratico avr il suo bel daffare a localizzare la nostra nuova base, dovunque la fonderemo.
E se ci trovasse prima? Se ci imbattessimo nella sua flotta prima di esserci stabiliti in un posto nuovo?
Geras lo fiss con gli occhi granati. Per gli di, ragazzo, certo che sei proprio bravo a rovinare il buon umore. Siamo qui, appena scampati a quell'orrida tempesta, e tu riesci a pensare soltanto a quanto tempo abbiamo prima che Cane ci trovi e ci massacri tutti. Direi che, per una volta, hai pi bisogno di bere tu di me.
Un'ora dopo la lancia doppi il promontorio, raggiungendo una cala protetta da un banco di scogli sul lato opposto. Leito guid l'imbarcazione verso il bassofondo e i pirati mollarono i remi e si misero al lavoro. Le reti furono gettate oltre la sponda, chiuse intorno al pescato e quindi ritirate dai marinai pi esperti della ciurma. I pesci argentei e guizzanti vennero buttati nelle ceste e portati a riva per essere puliti dalle reclute prima che si guastassero.
Il sole splendeva sulla cala mentre Telemaco apriva il ventre dei pesci con l'apposito coltello, buttava via le interiora e rimetteva il pesce nel cestino. Sotto la calura, l'odore rancido gli riemp ben presto le narici e si trov a desiderare di essere di nuovo sulla Tridente a svuotare le sentine.
Una dannata battuta di pesca, borbott Geras. Meno male che dovevamo fare la vita da pirati. Da quando ci siamo uniti alla ciurma non abbiamo fatto altro che cucinare, pulire e sgobbare come schiavi.
Lui annu, concorde. Speriamo di poter prendere presto il nostro posto accanto agli altri.
Non succeder finch la fortuna non gira e Bulla non ci trova una base. Di questo passo, andremo avanti a pulire il ponte e a pescare per il resto della stagione di navigazione.
Forse  meglio cos, intervenne Leito.
Telemaco gli lanci uno sguardo interrogativo. Che cosa intendi?
Il marinaio brizzolato scroll le spalle. Non  una pessima idea lasciar perdere per un po' i saccheggi delle rotte marittime. Con Cane e il suo squadrone alle calcagna, forse faremmo meglio a tenere un profilo basso finch le acque non si calmano.
Magari! disse Geras. In tutta sincerit, sarei felice di non tornare in mare per qualche mese.
Perch hai fatto il giuramento, allora? chiese Telemaco.
Per arricchirmi e sbronzarmi, ovvio. C' forse un'altra ragione? E poi, non avevamo scelta. Se ci fossimo rifiutati, Bulla ci avrebbe uccisi o venduti come schiavi. E preferisco essere morto che in schiavit. Esit e lanci uno sguardo a Telemaco. Merda. Scusa. Ho parlato senza riflettere.
Lui si zitt per un momento mentre i suoi pensieri correvano al fratello. Ricordava l'ultima volta che l'aveva visto, il giorno in cui l'esattore dei crediti era venuto con le guardie del corpo a sequestrare i beni del loro defunto padre e venderne i figli come schiavi. Se non fosse riuscito a trovare presto i soldi per comprare la libert del fratello, temeva che Nereo sarebbe morto per mano del suo padrone nella fucina di Torico.
Non temere, ragazzo, aggiunse Geras. Sono sicuro che ricominceremo presto a dare la caccia ai bottini. In men che non si dica risparmierai quanto basta per pagare quel romano bastardo di Burro.
Telemaco lo fiss. Credevo che non morissi dalla voglia di tornare in mare.
Non  il mare a preoccuparmi.  il pensiero di quei maledetti romani. Ma qualche moneta in pi farebbe comodo anche a me. Quando le cose si saranno calmate intendo prendermi una sbronza colossale, e tutto quel vino non si pagher da solo.
Telemaco fece un sorriso forzato. Pensi mai ad altro? A parte il vino, le donne e te stesso?
Il compagno scroll le spalle. Che altro c'?
Proprio in quel momento uno dei pirati lanci un grido. Telemaco guard verso l'entrata della cala, schermandosi gli occhi dal sole. Un piccolo peschereccio si stava avvicinando, con a bordo diversi uomini che remavano e allungavano il collo per scrutare il gruppo sulla spiaggia. Altri stringevano fiocine e reti da pesca. Telemaco si un al resto dei pirati sulla battigia e rimasero a osservare la barca.
Pare che non siamo soli, borbott Geras.
Pescatori? si domand Telemaco ad alta voce.
E chi altri potrebbero essere, in queste acque? Da dovunque arrivino, non pu essere lontano.
Uno degli uomini url qualcosa ai pirati, e il suo grido risuon nella cala. Smettendo di remare, i suoi compagni fissarono la riva.
Cosa dovremmo fare? chiese Telemaco.
Mantenete la calma, ragazzi, rispose torvo Castore. Diremo che siamo i marinai di un'oneraria attraccata nella baia qui accanto. Fate un sorriso amichevole. Scoprite chi sono.
E se fossero ostili?
In quel caso dovremo occuparci di loro. Tese la mascella mentre si voltava verso gli altri. Tenete le armi a portata di mano. Restate in guardia. Se qualcuno diventa ostile, uccidetelo. Non date loro la possibilit di attaccare per primi.
Gli uomini osservarono in un silenzio nervoso l'altra barca remare verso la riva. In piedi accanto alla lancia tirata in secca, Telemaco guard intensamente i nuovi venuti. Da vicino non sembravano affatto dei pescatori. Avevano i fisici muscolosi e scottati dal sole dei marinai esperti, e le cicatrici sui volti e sulle braccia suggerivano che avessero esperienza di combattimento. Alcuni tenevano le mani sull'elsa dei coltelli, come se si aspettassero guai.
Salute, amici! url Castore, quando gli uomini tirarono a secco la barca a poca distanza dalla loro e saltarono gi nella battigia.
Il pi vicino alz una mano e fece segno ai compagni di restare indietro. Venne avanti e scrut i pirati, gli occhi scuri socchiusi con sospetto. Telemaco not che aveva una cicatrice rosa a forma di lacrima sulla guancia sinistra.
Chi siete? chiese con voce aspra, in greco.
Castore si schiar la gola. Non abbiamo cattive intenzioni, disse in tono leggero. Ieri notte la nostra nave  stata sorpresa da una tempesta.  in secca nelle vicinanze. Siamo qui solo per prendere qualche pesce, niente di pi.
Quale nave sarebbe? domand l'uomo, ma poi intravide il marchio sul braccio di Telemaco e sul suo volto pass un lampo di allarme. Un momento. Riconosco quel marchio. Siete della Tridente di Poseidone. La nave del capitano Bulla.
Telemaco lanci un'occhiata a Geras e torn a girarsi verso lo sfregiato. La nostra reputazione ci precede, a quanto pare.
Come fate a sapere della nostra nave? chiese Castore.
L'uomo ignor la domanda. Dov' il resto della vostra ciurma?
Non lontano da qui. Abbastanza vicino.
Davvero? L'uomo storse le labbra in un sorrisetto sottile. Strano. Non ricordo che il nostro capitano abbia dato a qualcun altro il permesso di pescare qui.
Permesso?
Lui indic con il mento la cala circostante. Queste acque appartengono a noi. Nessuno ha il permesso di entrarci all'insaputa del capitano Nestore.
Telemaco si gel. Nestore....
Lo sfregiato si avvicin di un passo, mentre i compagni serravano le file intorno a lui. Alz il coltello da pesca e mostr i denti.
State sconfinando. Adesso andatevene, e dite al vostro capitano di levarsi dal cazzo, se sa cosa  meglio per lui.
Castore si acquatt a terra, come preparandosi all'attacco. Intorno a lui, gli altri tesero le mani verso i coltelli. Il pirata sfregiato guard di sbieco i compagni. Pass un istante e poi url: Alla carica!
I due schieramenti si avventarono l'uno contro l'altro in un groviglio frenetico di affondi e pugnalate. Telemaco barcoll all'indietro non appena lo sfregiato gli si scagli addosso. Evit l'attacco per un pelo, poi si spost di lato e spinse il coltello verso l'avversario, mirando alla gola. Quando il pirata si mosse per parare il colpo, Telemaco caric un pugno con il braccio libero e lo colp appena sotto le costole. Non riusc a togliergli il fiato, per, e il pirata ringhi rabbioso, lanciandoglisi contro prima che lui potesse attaccare di nuovo e costringendolo a indietreggiare di diversi passi. Tutt'intorno a s il ragazzo sentiva lo stridere e il cozzare metallico delle lame mentre la ciurma della Tridente difendeva la sua posizione, e l'aria si riemp presto dei grugniti disperati di uomini impegnati in un combattimento all'ultimo sangue.
Bastardo! ringhi il pirata. Sei morto!
Con un ruggito rabbioso si gett addosso a Telemaco, menando colpi in modo selvaggio. Era pi agile di quanto sembrasse, a dispetto del fisico possente, e riusc quasi a ferirlo con una stilettata brutale. Veloce come un fulmine, Telemaco spost il peso sul piede sinistro, poi avanz verso di lui e gli tir un pugno con la mano libera. Ci fu uno scrocchio sinistro quando gli spezz il setto nasale, stordendolo momentaneamente. L'avversario barcoll all'indietro e lui scatt in avanti prima che potesse reagire, conficcandogli la lama nella pelle morbida del sottomento. Il pirata grugn, contorcendosi mentre la lama penetrava a fondo nel cranio. Telemaco tir via il coltello e, con un gorgoglio sibilante, il corpo floscio dell'uomo ruzzol sulla battigia, il sangue che si mischiava alla spuma.
Nell'udire un grido, il ragazzo si volt verso sinistra giusto in tempo per vedere un pirata barbuto e tarchiato che cercava di arpionarlo con una fiocina, spingendogli la punta contro il petto. Lui scart di lato, evitando il colpo per un pelo, e si guard intorno. Lungo la riva parecchi corpi si contorcevano sulla sabbia e nella battigia, quasi tutti appartenenti all'altra barca. La determinazione della ciurma della Tridente aveva colto gli avversari di sorpresa e i pochi uomini di Nestore rimasti si trovavano adesso in inferiorit numerica: le sorti della battaglia volgevano contro di loro. Telemaco riport gli occhi sull'uomo armato di fiocina, che nel frattempo stava tentando un nuovo affondo. Questa volta lo schiv abbassandosi e poi spinse in avanti il coltello in modo da colpirlo agli organi vitali. Ma la maggiore distanza concessa dall'arma del nemico rendeva impossibile avvicinarsi abbastanza da mettere a segno un affondo, e un attimo dopo il pirata fece ruotare la fiocina, colpendolo alla vita con il manico di legno. Il giovane greco ansim e, prima che potesse riprendersi, l'uomo lo attacc di nuovo con una randellata sulla mascella. Il colpo lo stord e lo fece crollare sulla sabbia. Sent sapore di sangue in bocca e, quando alz lo sguardo, vide il pirata piombare su di lui, gli occhi splendenti di trionfo mentre si preparava a ucciderlo.
Adesso sei mio, feccia! L'uomo di Nestore spinse la punta uncinata della fiocina verso l'avversario inginocchiato. Telemaco si contorse di lato, tir un calcio e gli sbatt il collo duro del piede contro il tallone. Il pirata lanci un grido, sorpreso, e cadde goffamente in avanti, battendo la faccia contro la sabbia e perdendo la presa sulla fiocina. Telemaco scatt su e gli assest un calcio nelle costole prima che potesse recuperarla, poi gli premette il ginocchio sulla schiena, bloccandolo a terra. Il pirata si dimen in un vano tentativo di liberarsi. Lui gli afferr una manciata di capelli e alz il braccio armato di coltello, pronto ad affondargli la lama nella nuca.
No! url Castore. Lascialo!
Telemaco si immobilizz. D'un tratto si accorse che i rumori dello scontro erano cessati e, sollevando lo sguardo, vide che gli ultimi nemici erano stati abbattuti e che il sangue scorreva copioso dalle loro ferite. La rabbia divamp nel suo spirito quando not i corpi di due suoi compagni accasciati sulla spiaggia. La loro vittoria aveva avuto un prezzo, dunque. Lanci un'occhiata a Castore mentre quest'ultimo faceva un passo avanti, la testa rasata imperlata di sudore.
Questo ci serve vivo, disse il quartiermastro tra i respiri affannati.
Per cosa? chiese Telemaco.
Pu darci informazioni sul covo di Nestore. Dev'essere qui vicino.
Per un momento Telemaco tenne la lama immobile, il sangue che gli ribolliva nelle vene. Non desiderava nient'altro che affondare la punta nel collo scoperto dell'uomo e vendicare i compagni massacrati. Ma poi la ragione ebbe il sopravvento e si alz, allontanandosi dal pirata ferito. Due dei sopravvissuti della Tridente corsero a tirarlo in piedi.
Lo interroghiamo adesso? domand Telemaco.
Castore scosse la testa. Mettetelo sulla lancia insieme ai pesci. Il capitano Bulla vorr torchiarlo subito.
...
.
...
Capitolo 15.
...
.
...
Credo che adesso sia pronto, capitano, disse Castore, allontanandosi di un passo dal prigioniero malmenato.
Da un angolo della stiva, Telemaco osserv Bulla abbassare lo sguardo sul pirata catturato e sorridere. Dopo averlo fatto prigioniero, lui e gli altri erano tornati alla baia con il sollievo di essere sopravvissuti alla brutale scaramuccia. Non appena la piccola imbarcazione era giunta a riva, gli uomini avevano scaricato le ceste di pesce argenteo e Bulla aveva ordinato a Castore e Telemaco di portare il prigioniero a bordo della Tridente per interrogarlo. Uno spazio era stato sgombrato in una sezione della stiva. L'ostaggio aveva i polsi legati con un pezzo di fune ruvida, la cui estremit era annodata a un anello di ferro fissato in cima a una delle costole della nave. All'inizio l'uomo aveva opposto resistenza, ma un paio di colpi decisi al petto e al volto l'avevano soggiogato in fretta. A quel punto, Bulla era arrivato insieme a Ettore e a un altro pirata dall'aspetto rude per cominciare l'interrogatorio. Un lume a olio acceso in un angolo della stiva inondava i tratti contusi del prigioniero di una fioca luce aranciata.
Lavoro eccellente, Castore, disse Bulla. Sei stato bravo. Un ottimo bottino. Penso che da qui in avanti me ne occuper io.
Il quartiermastro annu. Posso strapazzarlo un altro po', capitano? Gli scioglierebbe la lingua.
Non sar necessario. Direi di saltare i convenevoli e andare dritto alla tortura.
Sul volto del prigioniero pass un lampo di allarme. Bulla gli diede le spalle e fece un cenno al pirata in piedi accanto a Ettore. L'uomo basso e muscoloso mosse un passo in avanti, scrocchiando le nocche sfregiate.
Lui  Scirone, spieg Bulla.  una sorta di esperto del dolore. Va molto orgoglioso del suo lavoro.  famoso per aver tenuto un uomo vivo per giorni in uno stato di sofferenza inimmaginabile. Quando avr finito con te, piangerai come un bambino.
Il prigioniero lo fulmin con lo sguardo. Se tieni alla pelle, mi lascerai andare finch ne hai ancora la possibilit. Prima che i miei compagni vengano a cercarmi. Non otterrai nulla da me. Non dir una parola.
Chi ha detto che devi dirci qualcosa? Bulla fece un sorriso sottile. Non ti abbiamo ancora fatto neppure una domanda.
Negli occhi dell'altro comparve un breve guizzo di paura. Poi tese i muscoli e indur l'espressione. Sei un uomo morto. Tu e il resto della tua ciurma.
Bulla curv le labbra in un sorriso leggero. Spavalderia. Una qualit che fa sempre comodo, in un pirata. Sar divertente. Comincia pure, Scirone.
L'interrogatore si avvicin al prigioniero con un sogghigno. Senza dire una parola, tir indietro il braccio, chiuse la manona a pugno e lo colp con forza nello stomaco. L'uomo gemette e si pieg in avanti, ansimando di dolore. Scirone lo colp di nuovo prima che potesse riprendere fiato, sbattendogli le nocche sul naso con tanta forza da fargli scattare la testa all'indietro e urtare la costola di legno con un rumore sordo.
Con un misto di orrore e incanto, Telemaco rimase a guardare mentre Scirone passava ad assestargli una serie di pugni brutali. L'ostaggio sopport il pestaggio feroce senza fiatare. Non chiese piet, n supplic i suoi aguzzini di fermarsi. Si limit a stringere i denti per trattenere i gemiti di dolore.
Alla fine Bulla si schiar la voce e ordin all'interrogatore di arretrare. Il prigioniero aveva il respiro accelerato mentre alzava il volto pesto verso il capitano. L'occhio sinistro era gonfio e una goccia di sangue mista a muco gli gorgogliava sopra il labbro superiore spaccato. Sput sangue e scrut torvo Bulla, i lineamenti pesti contorti dalla rabbia.
Forse ti conviene cominciare a parlare, sugger il capitano. O vuoi che Scirone tiri fuori la sua bella collezione di attrezzi?
Pagherai per questo, sibil il prigioniero. Quando il capitano Nestore scoprir quello che hai fatto, sarai finito. Vi scover... e uccider tutti.
Bulla lanci una risata secca. Ne dubito fortemente. Considera la posizione in cui ti trovi. I tuoi compagni sono tutti morti e passer un bel po' prima che il tuo capitano si accorga della vostra assenza. A quel punto noi saremo lontani, e per te sar troppo tardi. Di molto. Puoi continuare a soffrire, se preferisci. O puoi risparmiarti ulteriori sofferenze. Non devi fare altro che dirci quello che vogliamo sapere.
Tipo cosa? Il pirata fece un verso di scherno. Non posso dirvi niente di utile.
S che puoi. A quanto avete detto ai miei uomini, la base del capitano Nestore si trova da queste parti. In qualche posto ben nascosto, presumo, dato che non ricordo di aver mai avvistato una base pirata durante le mie molte traversate in queste acque. Caso vuole che di recente la nostra casa sia stata attaccata dai romani e ci serve un nuovo ancoraggio sicuro. Il vostro andr benissimo. E tu mi dirai con esattezza dove trovarlo.
Il prigioniero sorrise, rivelando una fila di denti rotti e macchiati di sangue. Sei uno sciocco. Nestore non accetter mai di condividere la nostra base con te. Gi cos, i vascelli da saccheggiare sulle rotte commerciali bastano a stento per noi.
Oh, ma io non pensavo di condividere la base. No, ho un'idea migliore. Ci prenderemo il vostro covo, quando mi avrai detto dove si trova. Voglio sapere quante navi ha Nestore sotto il suo comando. Quanti uomini, se la sua base  ben difesa. Tutte le informazioni di cui avr bisogno per schiacciarlo quando lo attaccher con la mia ciurma. Rispondi alle mie domande e prometto di risparmiarti la vita. Forse ti conceder persino di unirti al mio equipaggio. Gli uomini validi fanno sempre comodo. Rifiutati e non ci sar fine al tormento che Scirone ti far piovere addosso. A te la scelta.
Fottiti! Il prigioniero sput a terra, gli occhi feroci brucianti di sfida.
Bulla ridacchi. Poco originale, ma apprezzo il sentimento. Peccato. Saresti stato un'utile aggiunta al mio equipaggio. Rivolse un cenno del mento al pirata tarchiato alla sua destra.  tutto tuo, Scirone. Fa' del tuo peggio. Trattenersi non ha senso. Questo qui ha le palle. Per adesso, almeno....
Durante l'ora successiva, la stiva della nave echeggi delle urla tormentate del prigioniero mentre Scirone proseguiva il suo lavoro. Dopo avergli somministrato un pestaggio minuzioso con i pugni, srotol una striscia di pelle contenente i suoi attrezzi e cominci a sottoporre l'uomo a una serie di orribili torture, colpendolo con mazze chiodate e strappandogli brandelli di carne con un piccolo uncino. Quando questo si rivel inefficace, pass a mozzargli una delle dita dei piedi con un coltello. Telemaco si scopr a provare un riluttante senso di rispetto per il prigioniero, a dispetto della sua lealt. Era evidente che gli uomini di Nestore erano pronti a morire gli uni per gli altri. Se anche Bulla fosse riuscito a scoprire l'ubicazione del loro covo, conquistarlo avrebbe rappresentato una bella sfida.
Alla fine, il prigioniero scoppi in singhiozzi mentre Scirone si preparava a segargli le dita. Ti prego... basta, ansim. Ti supplico....
Bulla alz una mano e si fece avanti. Dammi quello che voglio, amico. Dimmi ci che sai, e la tua tortura avr fine. Ti rendi conto, no, che questo rifiuto di aiutarci  inutile? Otterremo le informazioni che vogliamo, in un modo o nell'altro. Parlerai.  solo questione di quanto dolore intendi sopportare prima di quel momento.
Il prigioniero emise un verso basso e lamentoso, combattuto tra l'orrore di tradire i compagni e il terrore di soffrire altri tormenti per mano del suo interrogatore.
Perch dovrei dirti qualcosa? Mi ucciderai comunque.
Niente affatto, rispose Bulla con voce distaccata. Se mi riveli dove trovare il covo di Nestore, ti risparmier la vita. Hai la mia parola. Ora, dimmi quello che voglio sapere. O dico a Scirone di rimettersi al lavoro, se preferisci....
La vista dell'interrogatore che brandiva il coltello insanguinato spezz infine la risolutezza del prigioniero. L'uomo alz su Bulla uno sguardo implorante, le guance rigate di lacrime. No! No! Parlo....
Bene. Finalmente facciamo qualche progresso. Il capitano sorrise e fece cenno a Scirone di ritirarsi. Quest'ultimo non cerc neppure di mascherare il disappunto mentre si allontanava. Prendi la mappa dalla mia cabina, ordin Bulla al suo mozzo.
Il ragazzo, molto pi giovane di Telemaco, si precipit verso la cabina di poppa. Bulla riport gli occhi sul prigioniero.
Ora, dimmi dove si trova la base di Nestore. Ma sia chiaro. Se scopro che stai mentendo, o che non mi hai detto tutto, ordiner ai miei uomini di farti a pezzi. Ti taglieranno il resto delle dita delle mani e dei piedi, e poi le palle. Quando avranno finito sarai tu a implorarci di ucciderti. Ma impiegherai giorni a morire. Capito?
Il prigioniero sostenne il suo sguardo, poi deglut e annu.
Petrapylae, gracchi. La nostra base  a Petrapylae.
Le Porte di Pietra? Bulla corrug la fronte. Non pu essere. Sapevo che l c'era una stazione commerciale ben difesa.
Un tempo era cos, rispose il prigioniero. I miliziani della guarnigione, insieme a buona parte degli abitanti, se ne sono andati anni fa, dopo una carestia di raccolti. Abbiamo preso possesso del porto da diversi mesi. Uno degli ostaggi di una nave che avevamo catturato era un mercante del posto. Ha accettato di aprirci le porte se avessimo risparmiato la sua famiglia. Abbiamo conquistato il porto, preso possesso della cittadella e reclutato ogni uomo capace di usare una spada.
Immagino che gli abitanti non siano stati troppo felici.
Non importa, disse il prigioniero. Nestore li comanda con il pugno di ferro. Ha cominciato a tassare i commercianti, requisendo una parte dei loro profitti, e a lasciare che i ragazzi si servissero da mangiare e da bere nelle botteghe vinarie.
Bulla si accigli. E gli abitanti accettano e basta, senza lamentarsi?
Alcuni ci hanno sfidati, all'inizio, ma Nestore li ha fatti mettere a morte. E anche le loro famiglie. Li ha portati sulle scogliere e li ha fatti gettare gi, uno dopo l'altro, alla presenza del resto degli abitanti. Da quel momento, hanno avuto tutti troppa paura per sfidarlo. Il prigioniero gemette e abbass la testa, sopraffatto dalla stanchezza.
Qualche momento dopo, il mozzo torn con una mappa di pelle di capra. Bulla gliela tolse di mano e and verso la serie di bauli sul lato della stiva per srotolarvi sopra la pergamena. Ettore e gli altri pirati si avvicinarono per guardare meglio, strizzando gli occhi nella penombra.
Ecco. Petrapylae. Bulla picchiett un dito su un punto non lontano dal loro attuale ancoraggio. Be', Nestore ha scelto davvero un buon posto per il suo covo.  abbastanza vicino alle principali rotte commerciali ma ben nascosto. Montagne su tutti i lati e un'entrata stretta. I romani non avrebbero mai potuto sorprenderci, l. Scosse la testa incredulo. Saremo passati davanti all'ingresso di quella baia decine di volte senza mai vederla. La base perfetta, proprio sotto il nostro naso.
Ettore corrug la fronte. Sempre che sia davvero l, capitano. E se il prigioniero ci stesse mentendo per proteggere i suoi compagni?
Bulla ci riflett un momento. No. Questo  l'unico luogo adatto in quel tratto di costa. Qualunque altro sarebbe troppo lontano dalle rotte commerciali. Dev'essere l. La domanda : come facciamo a conquistarlo?
Torn dal prigioniero. Il sangue gli colava dal mento, formando una pozza appiccicosa sul tavolato. Bulla si chin e gli afferr una manciata di capelli, sollevandogli la testa.
Questo vostro covo. Quanto  difeso?
Il pirata catturato fece una smorfia. C' una cittadella, rispose debolmente.  l che Nestore alloggia. Ha alcune baliste. Le sue vedette vi vedranno arrivare... Daranno l'allarme. Affonderanno la vostra nave prima che possiate raggiungere la baia.
E le navi e gli uomini? Quanti ne ha?
Due... Volevo dire, tre. Nestore ha tre navi... La sua ammiraglia, pi altre due ciurme che hanno accettato di salpare con lui. Tutti equipaggi al completo. In tutto siamo in trecento.
Trecento? Ettore sgran gli occhi allarmato. I nostri ragazzi sono tosti, ma non riusciremo mai a battere questi numeri.
Bulla lo ignor e fiss il prigioniero con calma. Perch prima hai detto due navi? Rispondi sinceramente, adesso, o scordati pure la promessa che ti ho fatto di lasciarti in vita.
L'uomo esit e chiuse gli occhi un istante. Una delle navi  via, rispose. La Acheloo. Quella del capitano Peleo. Ha passato l'ultimo mese a saccheggiare la costa gi nei pressi di Acruvium.
Quando dovrebbe tornare?
Tra pochi giorni. L'uomo abbass il capo, troppo stanco e malconcio per proseguire.
Bulla disse al mozzo di portargli pane e acqua, e ordin a un altro pirata di andare a prendere la cassetta dei medicinali. Il prigioniero sarebbe rimasto sotto sorveglianza finch non si fosse ripreso  se si fosse ripreso  e poi l'avrebbero costretto a unirsi alla Tridente. Mentre i pirati lo staccavano dalle costole della nave, Castore si schiar la voce e si volt verso il capitano, sfregandosi la mascella.
Come faremo a sconfiggere Nestore? Siamo in netta inferiorit numerica, capitano.
Bulla si alz e lanci un'occhiata alla ciurma. Potrebbe esserci un modo. La Acheloo al momento  in mare. Questo riequilibra un minimo le forze. Se troviamo un modo per sorprendere i due equipaggi rimasti, potremo sopraffarli e conquistare Petrapylae.
Resterebbe comunque il problema degli abitanti del posto, capitano. Potrebbero non accoglierci bene come nuovi governanti.
Forse. Ma se sono tanto scontenti come dice il nostro prigioniero, ci saranno grati per averli liberati da Nestore.
Ettore studi la mappa risucchiando l'aria tra i denti. Anche cos, conquistare quella posizione sar un gran casino. A meno che non cerchiamo di valicare le montagne e di introdurci nella cittadella di nascosto.
Impossibile, rispose Bulla. Sono gi passato per quelle montagne. Sono decisamente troppo ripide per i nostri uomini. No. Dovremo arrivare dal mare.
Ma come? chiese Castore. Le vedette di Nestore ci vedranno appena doppieremo il promontorio. Avranno tutto il tempo di affondarci con le baliste. Non riusciremo mai a raggiungere la riva.
E se entrassimo con il favore delle tenebre? propose Ettore.
Bulla scosse la testa. Troppo rischioso. Quel tratto di costa  pieno di affioramenti rocciosi. Ci incaglieremmo nei bassifondi prima di poter lanciare l'attacco, e resterebbe comunque il problema di come entrare nella cittadella. No, dev'esserci un altro modo.
Telemaco fiss pensieroso la mappa. Nel frattempo, il germe di un piano cominci a prendere forma nella sua mente. Non era privo di rischi, ma forse avrebbe permesso ai pirati di introdursi nella cittadella senza dare l'allarme. Si schiar la voce.
Capitano?
S? sbott Bulla con irritazione. Che c'?
Lui esit a rispondere. Sapeva di parlare a sproposito. Una giovane recluta non aveva motivo di offrire consigli al capitano, ed era probabile che qualunque sua proposta sarebbe stata accantonata all'istante. Ma poi ricord che aveva cercato di convincere Clemeste a non fare vela nell'Adriatico, durante il suo periodo sulla Selene. Il capitano del mercantile l'aveva ignorato e alla fine aveva pagato l'errore con la propria vita. Inspir a fondo e si decise a parlare.
Potrebbe esserci un altro modo per entrare nella cittadella, capitano.
Nessuno ha chiesto la tua opinione, ragazzo, ringhi Ettore. Chiudi la bocca e lascia a noi le strategie.
Bulla alz una mano e fiss incuriosito il giovane. No, penso che dovremmo ascoltarlo.
Ascoltare lui? ribatt Ettore con un ghigno.  solo una recluta del cazzo. Che cosa pu saperne di incursioni o di assalti alle fortificazioni?
Non ne ho idea. Ma una cosa la so. Il ragazzo si  dimostrato piuttosto scaltro. O hai gi dimenticato come ci ha salvati durante quella tempesta?
Le narici del secondo di bordo si dilatarono per la rabbia. Bulla gli diede le spalle e fece un cenno a Telemaco. Forza, dunque. Sentiamo il tuo piano. Meglio per te che sia buono, per.
Lui annu con entusiasmo. Riguarda la terza nave, capitano. Quella che al momento si trova in mare.
La Acheloo. Cosa c'entra, adesso?
Il prigioniero ha detto che Nestore aspetta il suo ritorno tra pochi giorni. Ma se tornasse prima?
Bulla si gratt una guancia. Possibile... Se l'equipaggio trovasse un buon bottino, potrebbe rientrare prima del previsto. Questo potrebbe causare problemi.
Telemaco fece un sorriso astuto. Allora speriamo che non torni prima, signore.
Che cosa intendi?
Potrei aver trovato un modo per entrare nella base senza allertare il nemico. Ma prima, ci servir una descrizione molto precisa della Acheloo....
...
.
...
Capitolo 16.
...
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...
Presto dovremmo avvistare la base di Nestore, disse Castore, lo sguardo fisso oltre la prua della nave.
Telemaco stava al suo fianco sul ponte, la brezza leggera che gli accarezzava le guance mentre la Tridente di Poseidone avanzava lenta verso la costa. Di fronte a loro si apriva un'insenatura lunga e stretta, davanti a cui si ergeva un'impervia montagna. Secondo le informazioni ottenute dal prigioniero, il covo dei nemici si trovava ai piedi del monte, sull'altro lato del promontorio.
Sar meglio che il tuo piano funzioni, ragazzo, prosegu Castore. Per il bene di tutti.
Funzioner, insistette lui. Vedrai.
Speriamo che tu abbia ragione. Perch se gli uomini di Nestore ci smascherano, siamo davvero nella merda.
Il ragazzo annu, laconico, lanciando un'occhiata al ponte della nave. Negli ultimi due giorni la ciurma aveva lavorato sodo sulla Tridente di Poseidone, apportando le modifiche necessarie a farla passare per la Acheloo. Bulla aveva visto il vascello in passato, durante un viaggio a Lissus, e incorporando i suoi ricordi alle informazioni fornite dal prigioniero avevano effettuato svariati cambiamenti al sartiame e alle vele della Tridente. Un'ispezione ravvicinata non avrebbe ingannato nessuno, ma Bulla riteneva che la somiglianza sarebbe stata sufficiente a convincere le sentinelle della cittadella, almeno da lontano. Conclusi gli ultimi preparativi, l'equipaggio aveva lasciato l'ancoraggio all'alba. Avevano trascorso le molte ore successive a strisciare lungo la costa illirica, fino a doppiare l'entrata dell'insenatura poco prima di mezzogiorno. Adesso si avvicinavano al covo di Petrapylae.
Solo un manipolo di pirati si trovava sul ponte principale. Il resto dell'equipaggio era nascosto nella stiva angusta, a interpretare il ruolo di prigionieri. Insieme a loro c'erano alcuni sopravvissuti di Peiratispolis che si erano ripresi dalle ferite ed erano in grado di maneggiare una lama. Abbassando lo sguardo sulla mastra di boccaporto, Telemaco vide Geras e Leito sottocoperta in mezzo a un mare di volti tesi, vestiti di stracci e legati gli uni agli altri in corrispondenza di polsi e caviglie. Le catene erano fissate con incavigliature sottili che avrebbero potuto essere infrante in un batter d'occhio. Sorrise soddisfatto del loro aspetto scarmigliato e riflett sul proprio piano.
Una volta superata la postazione d'avvistamento, la Tridente avrebbe alzato i colori dell'Acheloo e sarebbe entrata nella baia, per poi attraccare a riva il pi vicino possibile alla base dei pirati. A quel punto, Telemaco e gli altri sul ponte avrebbero fatto uscire i prigionieri dalla stiva e risalito insieme a loro la spiaggia verso la cittadella nemica. Petrapylae ospitava l'attivit di svariati mercanti di schiavi, secondo il prigioniero, e vedere l'equipaggio della Acheloo che scortava nella cittadella una nuova serie di marinai catturati non avrebbe destato sospetti. Una volta dentro, Bulla avrebbe dato l'ordine e i prigionieri avrebbero infranto le catene, afferrato i pugnali nascosti sotto le tuniche e puntato agli alloggi di Nestore. Qualunque pirata avesse opposto resistenza sarebbe stato ucciso. Gli altri sarebbero stati fatti prigionieri e avrebbero potuto scegliere tra la morte e un giuramento di fedelt a Bulla e alla sua nave. Dopo aver conquistato Petrapylae, Bulla e i suoi uomini avrebbero potuto riprendere a dare la caccia alle navi. Con un po' di bottini considerevoli, Telemaco sarebbe stato forse in grado di acquistare la libert del fratello prima del previsto.
Ma il piano non era privo di rischi, si ricord. Se l'inganno fosse fallito prima che la Tridente raggiungesse la riva, il nemico avrebbe avuto tutto il tempo di preparare le sue difese. Se anche l'equipaggio fosse riuscito a sbarcare e a passare inosservato davanti alle sentinelle, avrebbe dovuto ancora entrare nella cittadella e uccidere quanti pi nemici possibile prima che dessero l'allarme. E se qualcuno al corpo di guardia non si fosse lasciato ingannare e avesse allertato i compagni? Al pensiero, Telemaco fece una smorfia. Senza l'elemento sorpresa, gli uomini della Tridente sarebbero stati abbattuti in fretta. Era improbabile che Nestore mostrasse piet verso gli avversari sconfitti. Gli sventurati che fossero stati catturati vivi sarebbero stati venduti come schiavi, oppure sottoposti a torture orribili prima di ricevere una morte misericordiosa.
Un membro della ciurma lanci un grido e tutti gli occhi sul ponte guardarono verso il fortino in cima alla scogliera. Un lampo di colore apparve sopra la postazione di guardia, mentre una bandiera di segnalazione veniva issata sull'albero.
La vedetta star mandando segnali alla cittadella, ringhi Ettore.
Bulla strizz gli occhi verso il guidone lontano. Giallo.  il segnale di un vascello in avvicinamento, giusto?
Telemaco annu. Cos ha detto il prigioniero, capitano.
Sempre che il bastardo non menta, disse Ettore. In quel caso staremmo navigando dritti verso una trappola.
Il sole continuava a splendere nel cielo sereno del pomeriggio mentre la Tridente si avvicinava al promontorio, la vela inclinata per approfittare del vento a favore. Bulla aveva deciso di non usare i vogatori sotto vela per non rischiare di stancarli prima di raggiungere la baia, e fu con un ritardo snervante che il vascello doppi il capo. Alla fine superarono la punta, e Telemaco e gli altri marinai sul ponte si schierarono lungo la balaustra laterale per guardare il covo dei pirati ora visibile. Un ammasso di rocce spuntava ai piedi del monte, collegato alla spiaggia da una strada rialzata di ghiaietto. Al termine del promontorio roccioso c'era un insediamento fortificato, fiancheggiato da ripide scogliere e circondato da mura sul punto di sgretolarsi. Un fossato difensivo e un corpo di guardia in legno proteggevano la via d'accesso da terra. Dietro le mura, Telemaco intravide un gruppetto di tetti che, disposti lungo il lieve pendio, si alzavano verso un torrione di pietra affacciato sulla baia.
Sembra che il prigioniero avesse ragione, disse Castore, con una nota di ansia nella voce. Questo posto  davvero ben difeso.
Telemaco annu nel notare le catapulte montate su piattaforme sopra le mura. Nestore non vuole correre rischi. Una cosa  certa, per. Per noi sar una base perfetta.
Castore grugn. Se riusciamo a prenderla.
Telemaco abbass lo sguardo e vide un'elegante galea ferma all'ancora nelle acque calme sotto la cittadella, e dalle informazioni fornite dal prigioniero comprese che si trattava della nave ammiraglia di Nestore, la Proteo. Sulla spiaggia c'era un vascello molto pi piccolo girato sul fianco e sostenuto da pesanti pali di legno. Diverse figure minuscole vi si muovevano intorno, applicando una nuova mano di pece allo scafo. Pi in alto sulla spiaggia, Telemaco scorse una serie di capanne e numerose barchette da pesca. La scena aveva un aspetto piuttosto sereno, e il pugno di pirati sulla spiaggia non si accorse della Tridente che scivolava sull'acqua.
Capitano! url Castore. Guardate laggi!
Telemaco segu la direzione del suo sguardo e lanci un'occhiata alla cittadella. Una macchia scura e oleosa si alzava sopra il torrione, seguita da un filo di fumo che si arricciava nel cielo limpido.
Proiettili incendiari! ringhi Ettore. Lo sapevo, cazzo. Ci hanno scoperti! Dobbiamo invertire la rotta, capitano!
Mantieni i nervi saldi, dannazione! sbott Bulla. Non tireranno. Non ancora. Non ci hanno sfidati.
Diversi minuti dopo un membro dell'equipaggio lanci un grido tendendo un braccio in avanti, e gli uomini sul ponte si girarono nella direzione indicata, verso il fortino in cima al promontorio. Telemaco vide il guidone abbassarsi, e al suo posto fu issata in fretta una seconda bandiera scura. Bulla tese la mascella e si irrigid.
D'accordo. Ci stanno chiedendo di identificarci. Si volt verso Telemaco. Tira su il guidone.
Telemaco corse con Castore al cassone di poppa e recuper il mucchio di tela verde. Lo portarono sul sartiame e lavorarono in fretta, fissando i cavicchi del guidone alle scotte appena riparate per poi issarlo sull'albero. Il guidone si alz nella brezza, sventolando sul pennone come una lingua verde. Se le informazioni del prigioniero erano corrette, avrebbe identificato il vascello come la Acheloo di ritorno da un'incursione di successo, e i pirati pronti a scagliare i proiettili incendiari avrebbero ricevuto l'ordine di smontare di guardia.
Preghiamo gli di che funzioni, capitano, borbott Ettore.
Lo scopriremo presto, rispose freddo Bulla. Mise le mani a coppa. Timoniere! Mantieni la rotta! Marinai di coperta! Ammainate le vele! Fuori i remi!
Telemaco si un ai compagni che eseguivano i compiti con quanta pi disinvoltura possibile, raccogliendo la vela e fissando i nodi. Gli altri pirati si chinarono sui remi, mantenendo un ritmo lento per non insospettire le figure sulla spiaggia. Quest'ultima ormai distava solo qualche centinaio di piedi e a ogni istante che passava il ragazzo si convinceva sempre pi che il nemico non si sarebbe lasciato ingannare e avrebbe scaricato sul vascello una tempesta di proiettili incendiari, trasformandolo in un inferno di fuoco. Nel frattempo, Bulla camminava tranquillo avanti e indietro sul ponte, fermandosi di tanto in tanto a guardare le colonne di fumo scuro che si perdevano nel cielo sopra le fortificazioni. Il suo atteggiamento freddo e controllato aiut a rassicurare l'equipaggio, e per la prima volta Telemaco intravide alcune delle qualit necessarie a comandare una nave pirata.
Il capitano grid al timoniere di dirigersi verso una striscia di ciottoli lontana dalla nave tirata in secca. Telemaco and a unirsi ai marinai liberi raccolti intorno alla poppa, con il cuore che gli martellava per l'ansia. Gli altri pirati guardarono nervosamente il fumo alzarsi sopra la cittadella, come se si aspettassero da un momento all'altro una pioggia di proiettili infuocati. Ma non arriv nulla, e poi il tavolato della nave vibr mentre la prua si alzava sui ciottoli prima di posarsi. I remi furono rientrati con un rombo sommesso e il vascello cess infine di muoversi.
Calate la passerella! ordin Bulla ai suoi uomini. Preparatevi allo sbarco.
La ciurma scatt in azione. Un paio di marinai spinsero la rampa di sbarco nell'apertura sul lato di prua, facendola cadere nell'acqua bassa con un sonoro schizzo. Ettore grid all'equipaggio ridotto all'osso di portare su i prigionieri e, pochi momenti dopo, Leito, Geras e gli altri emersero dal buio della stiva, sbattendo le palpebre all'intenso bagliore del sole. Intanto, un terzetto di pirati era uscito dalla cittadella per accogliere i nuovi venuti. Bulla ordin agli uomini di sbarcare. Ettore fece scendere i prigionieri dalla nave, con le catene che sferragliavano mentre si trascinavano lungo la passerella per ritrovarsi immersi nell'acqua fino alla vita. Telemaco si costrinse a mantenere un passo costante dietro di loro, avanzando sui ciottoli fino a raggiungere la terraferma.
Lanci un'occhiata guardinga agli uomini vicini al piccolo vascello tirato in secca sull'altro lato della baia, per controllare se qualcuno di loro si stava avvicinando alla Tridente per salutare gli amici appena tornati. Sapeva che, se l'avessero fatto, il loro piano era destinato a fallire. Bulla e i suoi non avrebbero avuto altra scelta che cercare di fuggire dalla baia prima che i proiettili della cittadella trovassero la giusta gittata e li affondassero. Ma con suo immenso sollievo nessuno dei nemici venne verso di loro, un paio si fermarono giusto un attimo per fare un cenno di saluto prima di riprendere il lavoro.
Quando anche l'ultimo pirata fu arrivato a riva, Bulla si volt e guid sfacciatamente i suoi uomini attraverso la spiaggia, diretto alla sottile striscia di terra che portava alla cittadella. I tre che erano emersi dalla porta rimasero in fondo alla stradina, osservando con interesse i nuovi venuti. Bulla marciava a passo spedito, con i pirati camuffati da prigionieri che arrancavano a causa delle catene pesanti. Con un urlo, Geras inciamp sulla ghiaia smossa e cadde a terra. D'istinto Telemaco tese una mano per aiutarlo a rialzarsi, attirandosi uno sguardo furioso del capitano.
Tu! sibil Bulla a bassa voce. Cosa credi di fare, dannazione? Non sono tuoi amici, cazzo. Devono passare per prigionieri. Comincia a trattarli come tali, prima che quelli alla porta si insospettiscano!
Il ragazzo ritir in fretta il braccio. Dopo un attimo indur l'espressione e diede a Geras un rapido calcio nelle costole, strappandogli un gemito.
Alzati, feccia! url, abbastanza forte per farsi sentire dalle sentinelle in cima al posto di guardia.
Geras si rimise in piedi dolorante, con una smorfia. Gli lanci un'occhiataccia. Grazie tante.
Scusa.
Lascia perdere. Scosse la testa, rabbioso. Catene e legnate.  il caso di dire che non immaginavo proprio cos la mia carriera da pirata.
Telemaco deglut. Speriamo solo che il nemico se la beva. O presto porteremo tutti le catene.
Chiudete la bocca! Continuate a muovervi! sbott Bulla. Punt un dito contro Geras. Tu! Rimettiti in fila!
Geras rientr nella colonna di prigionieri, borbottando imprecazioni sottovoce mentre proseguivano verso la cittadella. Oltre la porta aperta, Telemaco vide un'ampia strada lastricata fiancheggiata da tuguri fatiscenti che sboccava in un'affollata piazza del mercato. Lungo il perimetro c'erano diverse botteghe vinarie impegnate in un vivace commercio con gli uomini di Nestore. Sull'altro lato della strada, alcuni abitanti della citt fissavano guardinghi i pirati. Altri abbassavano gli occhi e affrettavano il passo, evitandone gli sguardi. Un paio li squadravano con aperta ostilit, e Telemaco percep parte del risentimento che esisteva tra la gente del posto e gli invasori. In lontananza si intravedeva la punta della torre di pietra che Nestore aveva eletto a quartier generale.
Ci siamo quasi, sussurr Bulla. Restate calmi, ragazzi. Seguite il mio esempio.
Una delle figure davanti alla porta, un pirata di et piuttosto avanzata con l'aspetto da duro, venne loro incontro. Alz un braccio per indicare a Bulla e ai suoi di fermarsi. Un paio di sentinelle lo fiancheggiavano, le mani sui pomi delle falcate. Il pirata si fece avanti e inclin la testa verso Bulla.
Siete gli uomini della Acheloo? Si accigli. Non vi riconosco.
Bulla sorrise. Siamo appena entrati nella ciurma del capitano Peleo.
Capisco. Il pirata grugn, facendo scorrere gli occhi sul gruppo. A giudicare dai capelli grigi e dai lineamenti incartapecoriti, Telemaco immagin che fosse uno degli uomini pi anziani di Nestore.
Dov' il vostro capitano? domand.
Bulla indic la Tridente con il pollice. Ancora a bordo della nave, a radunare il resto del bottino. Arriver tra poco. Ci ha detto di portare prima i prigionieri. Dovrebbero spuntare un buon prezzo con i mercanti di schiavi.
Davvero?
Il pirata socchiuse le labbra in un ghigno, scoprendo una serie di denti gialli e macchiati. Telemaco sapeva che il ricavato della vendita di due dozzine di prigionieri avrebbe portato un bel profitto ai collaboratori pi stretti di Nestore. Cosa che venne in mente di certo anche all'uomo che li scrutava.
Vediamo che cosa abbiamo qui, allora. Si ferm di fronte a Geras e gonfi le guance. Cazzo, questo sembra un po' scemo. Non ci frutter molto, poco ma sicuro. Ormai, quei taccagni degli ateniesi pagano un prezzo decente solo per quelli che sanno leggere e scrivere. Questo non sembra capace di pronunciare il suo nome, figurarsi di compitarlo.
Telemaco guard l'amico con la coda dell'occhio e not l'indignazione sul suo volto. Mentre le sentinelle erano distratte, fece scivolare piano piano la mano verso l'elsa della spada. Chiuse le dita intorno all'impugnatura, pronto a colpire al primo segno di problemi.
 piuttosto in carne, per, osserv una delle sentinelle, punzecchiando Geras nello stomaco. Potremmo venderlo a una scuola di gladiatori. Pagano una misera, ma sempre meglio che niente.
Immagino di s, grugn il vecchio.  il massimo che possiamo sperare, con questo sacco di merda umano. Meglio controllare che abbia tutti i denti....
Gli afferr la faccia con una mano e gli infil in bocca un dito lercio per frugare intorno alla mascella. Geras si tir indietro di scatto, cacciando un urlo rabbioso mentre si liberava di lui e lo spingeva indietro.
Via! Lontano da me!
Nella piazza echeggi un rumore di ferraglia quando le catene intorno ai suoi polsi si spezzarono e caddero a terra. Per un attimo di silenzio incredulo, il pirata guard sorpreso i ceppi spezzati ai suoi piedi. Poi alz gli occhi su Geras e la sua espressione pass in fretta dalla confusione all'allarme. Abbass la mano lungo il fianco per sguainare la spada. Nello stesso istante, Bulla sfoder la sua e si volt verso i suoi uomini.
Adesso! rugg. Alla carica!
...
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...
Capitolo 17.
...
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...
La voce di Bulla echeggiava ancora contro i muri degli edifici circostanti quando la ciurma della Tridente scatt in azione. In un coro di suoni stridenti Telemaco e gli altri sguainarono le spade, accompagnati dallo sferragliare delle catene che cadevano a terra mentre gli uomini camuffati da prigionieri si liberavano e recuperavano in fretta le armi nascoste sotto le tuniche lacere, con orrore assoluto dei tre nemici in piedi di fronte a loro. Il pirata dai capelli grigi ebbe giusto il tempo di capire cosa stava accadendo prima che Telemaco gli affondasse la spada nello stomaco per poi spingerla verso le costole a perforargli un polmone. Le due sentinelle si voltarono per scappare, chiamando a gran voce i compagni radunati nella piazza. Gli uomini di Bulla le raggiunsero presto, abbattendole prima che potessero fuggire. Dall'altra parte della strada giunsero diverse grida spaventate mentre una turba di pirati lasciava le partite di dadi e le panche dove stavano bevendo per voltarsi verso gli aggressori, allungando le mani sulle spade inguainate.
Uccideteli! tuon Bulla. Uccideteli!
I suoi non ebbero bisogno di altri incoraggiamenti. Si precipitarono verso la piazza del mercato, tra grida di guerra. Tutt'intorno a loro gli abitanti della citt urlavano, le donne corsero a nascondersi con i bambini e i pirati si avventarono sugli avversari disorientati. Gli uomini di Nestore non ebbero tempo di reagire e molti furono crudelmente massacrati senza riuscire a sguainare le armi. Telemaco sent un grido sofferente alla sua destra e vide che uno dei difensori aveva estratto la spada per gettarsi sul pirata pi vicino, pugnalandolo all'inguine. La sua gioia ebbe vita breve, perch Telemaco prese il posto del compagno caduto e gli piant la lama a fondo nelle viscere. Poi la rigir con ferocia, strappando un ansimo di dolore all'uomo che croll in avanti, maldicendolo mentre si dissanguava.
Lui indietreggi dall'avversario e si guard intorno, il sangue che gli pulsava nelle vene. Ben pochi uomini di Nestore erano riusciti a scampare al massacro, ritirandosi nel dedalo di stradine e vicoli che si inoltravano nella cittadella. Diversi loro compagni rimasero in posizione, spavaldi, ma furono presto sopraffatti dalla brutalit degli aggressori. Con la coda dell'occhio Telemaco vide quattro degli uomini di Bulla assieparsi attorno a un pirata dall'aspetto giovane armato di spada corta. Il ragazzo gett via l'arma e alz le mani in segno di resa, ma la ciurma ignor le sue suppliche e l'aria fu lacerata dalle sue grida quando scomparve sotto una girandola di colpi selvaggi. Sulla piazza del mercato si contavano almeno una decina di cadaveri, sparsi in un caos di anfore di creta distrutte, panche di legno rovesciate e banchetti abbandonati, mentre gli uomini di Bulla approfittavano al massimo del vantaggio portato dalla sorpresa.
 una passeggiata, comment Geras, asciugandosi il sudore dalla fronte.
Ancora per poco, rispose lugubre Telemaco. Guarda!
Indic una delle stradine che si allontanavano dalla piazza principale. Un gruppo di uomini stava arrivando di corsa dal torrione, brandendo armi e scudi rotondi per prepararsi al contrattacco.
Merda..., borbott Geras.
Uno degli altri lanci un avvertimento, e i pirati della Tridente di Poseidone si voltarono all'unisono verso la nuova minaccia. Gli uomini di Nestore urlarono il nome del loro comandante mentre riempivano la piazza del mercato, scavalcando i compagni caduti e scagliandosi contro gli avversari. La piazza divenne presto una massa brulicante di pugnali, spade e mazze di legno in cui i due schieramenti si straziavano a vicenda. Un pirata robusto con un brocchiero e una corazza di lino decorato troppo piccola per la sua mole fiss gli occhi socchiusi su Telemaco e gli si gett addosso, menando colpi alla cieca. Lui li par e fece un affondo, ma il pirata lo devi facilmente con il brocchiero, por poi spostare il peso del corpo e contrattaccare, puntando al volto. Telemaco gett la testa di lato e avvert un dolore pungente quando la lama gli sfior la guancia. Barcoll all'indietro, sibilando.
Stai sanguinando, ragazzino, ringhi il pirata. Con il prossimo ti taglio la gola.
Lui tese i muscoli e si acquatt a terra, concentrando tutta l'attenzione sul suo avversario. Quest'ultimo scopr i denti accavallati e fece una finta in avanti, poi cerc di colpirlo allo stomaco. Telemaco abbass una spalla e convogli il peso in un attacco mirato alla testa del nemico. L'uomo alz il brocchiero appena in tempo, frenetico, e la lama rimbalz sulla borchia con un forte rumore metallico, costringendolo ad allentare la stretta intorpidita sullo scudo. Un attimo dopo Telemaco gli piant la spada nel fianco, nello spazio tra il davanti e il retro della corazza. Quando ritrasse la lama sgorg un fiotto di sangue scuro, poi il pirata si accasci a terra con un gemito disperato.
Svelto, Telemaco raccolse il brocchiero e si volt in cerca dell'avversario successivo. Un formicolio di paura gli scivol lungo la schiena quando si accorse che i nemici erano molto pi numerosi di loro. Svanito l'effetto sorpresa iniziale lo slancio dell'attacco si era arrestato, e comprese che era solo questione di tempo prima che Bulla e i suoi fossero sopraffatti. Sull'altro lato della piazza, not un gruppo di abitanti che sbirciava dalla penombra di un vicolo, osservando con ansia le sorti del combattimento.
Non restatevene l impalati! url. Dateci una mano, cazzo! Se volete liberarvi di Nestore e dei suoi sgherri, questa  la vostra occasione!
Gli uomini si scambiarono sguardi esitanti. Alcuni fissarono le armi sparse sulla piazza, combattuti tra la riluttanza a farsi coinvolgere e il desiderio di vedere Nestore sconfitto. D'un tratto, uno di loro scatt in avanti, un gigante con la barba folta. Agguant una spada splendente dal groviglio di corpi insanguinati e si lanci sul nemico pi vicino, un tizio tozzo con i capelli ricci che spuntavano da entrambi i lati di uno zucchetto di cuoio. Il pirata serr la mascella in una smorfia di odio e cerc di colpirlo con l'ascia. Il gigante schiv il colpo e poi spinse la spada in avanti, piantandogliela nel petto e strappandogli un gorgoglio. Con un grugnito, il gigante schiacci uno stivale sul nemico ferito ed estrasse la lama. Quindi si volt a gridare incoraggiamenti agli amici rifugiati nelle stradine.
Altri si gettarono nella mischia, ispirati dal suo esempio. Afferrarono la prima arma su cui poterono mettere le mani e si lanciarono contro gli oppressori, accanendosi su di loro con rabbia repressa e frustrazione. Uno agguant un forcone da un carro vicino e lo piant nel fianco di un pirata tarchiato armato di mazza. L'uomo url di dolore, trafitto dalle punte, con il bastone che spuntava dal fianco ferito. Un altro abitante sferr un calcio sulla schiena a uno degli uomini di Nestore, facendolo cadere. Mentre lo teneva bloccato a terra, un compagno alz un pezzo di muro e glielo gett addosso, fracassandogli il cranio. Alcuni attaccarono i difensori della cittadella con mazze o pietre, altri usarono semplicemente le mani.
Forza! url Telemaco, incitando con il pugno quelli che dovevano ancora unirsi al combattimento. Cos'avete da perdere? Fatevi sotto!
Gli ultimi spettatori esitarono ancora un istante prima di correre in avanti, brandendo armi di fortuna e scagliandosi sui nemici con intensit brutale. Malgrado non fossero assassini di professione, in poco tempo la loro superiorit numerica bast a travolgere gli uomini di Nestore e a costringergli alla ritirata. Intuendo che le sorti della battaglia volgevano a loro favore, Bulla e i suoi si avventarono sul nemico con rinnovata energia, facendolo indietreggiare passo passo fino in fondo alla piazza. Alcuni difensori riuscirono a sgattaiolare via dalla ressa lungo stradine secondarie. Un manipolo di uomini della Tridente lasci il gruppo principale per rincorrerli, massacrandoli prima che potessero mettersi in salvo. Furono raggiunti da un capannello di abitanti del posto che, trascinati dalla sete di sangue, uccisero qualunque uomo di Nestore respirasse ancora.
Ettore! grid Bulla. Prendi alcuni dei nostri e gira intorno a quegli edifici. Dovremmo riuscire a bloccare la loro ritirata e a intrappolarli.
Signors, capitano!
Ormai restava solo una manciata di nemici. Con Ettore e gli altri pronti a intercettarli da dietro, non avevano nessun posto dove andare, e Bulla url ai suoi uomini di farsi indietro. I combattimenti cessarono quando la ciurma della Tridente si ritir dalla mischia, e il clangore e il tonfo delle armi contro gli scudi furono sostituiti da un silenzio inquietante, punteggiato dalle grida disperate dei feriti. Telemaco rimase accanto ai compagni e l'aria si riemp del suono dei loro respiri accelerati mentre guardavano con attenzione il nemico. Gli uomini di Ettore tennero le armi alzate, come per prepararsi a un'ultima carica folle contro gli avversari. Aprendosi un varco tra le fila, Bulla avanz fino alla testa dello schieramento.
Chi di voi  il capitano Nestore?
Un uomo alto e scuro di carnagione con una corazza riccamente decorata fece un passo in avanti. Sono io. E tu chi saresti?
Il capitano Bulla, della Tridente di Poseidone. Sono qui per prendere possesso della cittadella. I tuoi sono circondati, Nestore. Ordina loro di arrendersi. Non c' bisogno di versare altro sangue, oggi.
Nestore sbuff, irridente. Andiamo, capitano. Sappiamo entrambi che non  vero. Non appena dir di abbassare le armi, ci metterai tutti a morte.
Bulla scosse la testa con forza. Non uccidiamo per piacere. Tu e il tuo equipaggio sarete risparmiati. Ora, di' ai tuoi di abbassare le armi, oppure ordiner ai miei ragazzi di farvi a pezzi e darvi in pasto ai cani.
Gli uomini ai lati di Nestore si guardarono incerti. Per un momento, nessuno si mosse. Poi un pirata, che sanguinava profusamente da una ferita alla gamba, lasci cadere la spada. Gli altri lo imitarono in fretta. Telemaco vide un ultimo lampo di sfida negli occhi di Nestore, poi anche lui emise un ringhio frustrato e a malincuore gett via l'arma, chinando la testa.
Ettore! url Bulla.
Capitano?
Porta via questo qua. Indic Nestore. Sbattilo in una delle celle. Pi tardi mi occuper di lui. Gli altri possono unirsi alla nostra ciurma e sostituire gli uomini che abbiamo perso.
Uno degli abitanti lo fiss, scioccato e incredulo. Avete intenzione di risparmiarli? Dopo tutto quello che ci hanno fatto?
Bulla annu. Oggi abbiamo perso molti compagni. Mi servono per il mio equipaggio.
Ma cosa impedir loro di sbudellarci appena gli daremo la schiena? Dovremmo ucciderli, non ricompensarli!
Parecchi suoi concittadini borbottarono concordi. Bulla si volt verso il primo che aveva parlato. Per oggi si  ucciso abbastanza. E poi, questi uomini adesso appartengono a me. La mia ciurma vi ha liberati.
Liberati? L'uomo sollev le braccia e fece una risata amara. Che mucchio di stronzate! Avete appena detto a Nestore che siete qui per prendere possesso della cittadella. Perch dovremmo lasciarci comandare da voi?
I compagni nella folla lo acclamarono, e parecchi altri urlarono ai pirati di lasciare la cittadella. Bulla li ignor e fiss l'uomo con calma. Scoprirete che sono molto pi giusto di Nestore. Non avete nulla da temere con noi, ve lo assicuro. Vi tratter equamente, e riceverete una parte dei nostri bottini.
Questa l'abbiamo gi sentita! L'uomo, che pareva godere di una certa autorit tra i suoi concittadini, si guard intorno appellandosi alla folla. Non abbiamo rischiato la vita per sbarazzarci di Nestore e della sua marmaglia solo per arrenderci a un altro despota pirata. Io dico di riprenderci il controllo della cittadella!
Basta! rugg Bulla, mettendo a tacere i dissidenti. Avanz verso quell'uomo, la mano stretta sull'elsa della spada. Ascoltami. Se non fosse per noi, tu e i tuoi amici vivreste ancora sotto il comando di Nestore. Fece una pausa perch le parole andassero a segno e poi riprese, minaccioso. Ora, potete accettare la nostra offerta e godervi una parte delle ricchezze che porteremo quando torneremo in mare. O potete unirvi a Nestore e ai suoi luogotenenti e marcire in una cella. A voi la scelta.
L'uomo lo fiss e per un momento sembr che intendesse ancora protestare. Ma poi si volt, borbottando sottovoce ai compagni. Gli altri abitanti furono disarmati e si dispersero lentamente, ed Ettore lanci un ordine all'equipaggio esausto. Due uomini trascinarono Nestore verso la prigione. Nel vedere il capo pirata sconfitto che si allontanava, Telemaco fu travolto da un'ondata di sollievo. Al suo fianco, Geras lanci una risata nervosa e gli diede una pacca sulla schiena.
Ce l'abbiamo fatta, disse. Ce l'abbiamo fatta, accidenti. Petrapylae  nostra!
Quel pomeriggio, i pirati si raccolsero nella piazza principale per festeggiare la vittoria. Dopo aver radunato i pochi sbandati rimasti, Bulla aveva ordinato di mettere degli uomini sulla torre di guardia per avvistare l'eventuale ritorno della Acheloo. Intanto, i pirati che si erano arresi e avevano accettato di unirsi alla ciurma furono marchiati e prestarono il giuramento. Alcuni ostinati rimasero leali a Nestore e rifiutarono di unirsi alla Tridente, ma cambiarono idea in fretta quando Bulla minacci di venderli a uno dei mercanti di schiavi.
Mentre le nuove reclute venivano iniziate, Bulla ordin agli altri pirati di aiutare a rimuovere le macerie e i cadaveri dalla piazza. Diversi abitanti erano ancora intimoriti dai liberatori. Alcuni degli uomini di Nestore caduti in battaglia avevano lasciato le famiglie nel villaggio, e le mogli e i figli li piangevano lanciando ai pirati sguardi pieni d'odio. Ma la maggior parte della gente cominci presto a ingraziarseli, regalando loro vino e cibo.
Quell'ansia di compiacere era comprensibile, pens Telemaco. Petrapylae era caduta in disgrazia dopo che la guarnigione di miliziani aveva abbandonato il porto e le misere entrate degli abitanti dipendevano dal commercio con i pirati. Sconfitto Nestore, la gente aveva un disperato bisogno che la ciurma della Tridente spendesse denaro nelle botteghe vinarie, nei banchetti del mercato e nei bordelli. I pirati accettarono di buon grado, servendosi anfore di vino scadente in una delle taverne fatiscenti del villaggio. La maggioranza dei pirati ebbri festeggi la grandiosa vittoria, altri bevvero in cupo silenzio, ricordando i compagni caduti e riflettendo su quanto fossero andati vicini a condividere il destino della ventina di uomini uccisi durante l'assalto alla base. Con il trascorrere delle ore, per, la conversazione pass inevitabilmente ad argomenti pi allegri, e i pirati presero a discutere con entusiasmo il loro prossimo viaggio e le potenziali ricchezze che li attendevano in mare.
Telemaco fece del suo meglio per ascoltarli, ma il pensiero del fratello continuava a distrarlo. Nereo restava alla merc del suo padrone romano, e la sola idea gli bruciava nel cuore come la punta infuocata di un giavellotto. Sapeva che non avrebbe avuto pace finch non l'avesse liberato dalle catene.
Ecco, cos va meglio, annunci Geras, rabboccandosi di nuovo la coppa fino all'orlo. Vino da poco, ottima compagnia e, per chiudere in bellezza, la prospettiva di finire la serata con una puttanella a buon mercato.
Goditela finch puoi, disse Telemaco. Presto usciremo di nuovo a caccia di prede.
L'amico gli lanci un'occhiataccia. Devi sempre rovinarmi tutto, vero? Non puoi lasciarmi divertire per una volta. Bevve un sorso di vino prima di proseguire. Comunque, cosa ti fa pensare che Bulla abbia tutta questa fretta di tornare in mare? Siamo appena riusciti a riprendere fiato.
Il ragazzo ha ragione, intervenne Leito. Alz il mento verso i pirati seduti agli altri tavoli a cavalletto. Se vuole mantenere felice questa marmaglia, il capitano dovr mettere presto le mani su qualche bottino di valore.
A me sembrano abbastanza contenti.
Per adesso, rispose Telemaco. Ma il buon umore non durer a lungo, se Bulla non arraffer qualcosa di grosso. Ricorda, prima che prendesse Petrapylae, met di loro era pronta a saltargli alla gola. Non ci metteranno molto a voltargli di nuovo le spalle. E in quel caso, saranno guai per tutti.
Geras sbuff. Di! I due pirati pi deprimenti dell'intera l'Illiria. Avremo tutto il tempo per preoccuparci di quello domani. Adesso ubriachiamoci e basta, eh?
In quel momento, una raffica di vento spalanc le porte della taverna sull'entrata di uno degli ufficiali della nave. L'uomo si guard intorno e pos gli occhi su Telemaco. Facendosi strada nella stanza affollata, gli rivolse un cenno con il mento.
Il capitano vuole vederti, disse atono.
Me? Telemaco sollev lo sguardo perplesso. E per cosa?
L'altro fece spallucce. E come faccio a saperlo? Adesso datti una mossa. Ti sta aspettando.
Con un gran sospiro, il ragazzo si alz e lo segu fuori. Nella cittadella il crepuscolo aveva cominciato a addensarsi e le strade erano deserte, con l'eccezione di alcuni abitanti che cercavano i propri cari tra i morti. Telemaco vide diversi volti affacciarsi dal fioco bagliore degli usci socchiusi mentre seguiva l'ufficiale attraverso il cortile, in direzione di una porta di legno borchiata che si apriva in un lato del torrione. L'uomo entr in fretta e sal una rampa di scale, poi prosegu lungo un corridoio buio fino a raggiungere una porta sulla sinistra. Si ferm e buss.
Avanti! url Bulla dall'interno.
Il pirata alz il pesante saliscendi e fece segno a Telemaco di entrare. Il giovane si ritrov in un ambiente squadrato, con le imposte sbarrate su due pareti e un braciere di ghisa che splendeva in un angolo. Bulla sedeva in fondo alla stanza, dietro un grande tavolo di legno su cui era allargata una pergamena con la mappa della costa. Si era trasferito nel vecchio quartier generale di Nestore poco dopo aver conquistato la cittadella, assegnando agli altri uomini alloggi pi vicini al posto di guardia. Aspett che l'ufficiale si fosse allontanato lungo il corridoio, poi indic con il mento uno sgabello davanti al tavolo.
Siediti, Telemaco.
Congiunse le mani, guardando la recluta accomodarsi con cautela di fronte a lui.
Come va la ferita?
Telemaco tocc i punti con cui il carpentiere della nave gli aveva ricucito il taglio superficiale sulla guancia. L'uomo gli aveva pulito la ferita dicendo che avrebbe dovuto guarire in poco tempo, anche se gli sarebbe rimasta una cicatrice. Non  niente, capitano. Pulsa un po', tutto qui.
Oggi te la sei cavata bene, disse Bulla. Il tuo piano ha funzionato anche meglio di quanto potessimo sperare. Se non avessimo preso questo posto, uno di quei bastardi ingrati della ciurma mi avrebbe ormai pugnalato alla schiena.
Telemaco annu lentamente, ancora confuso sul motivo di quella convocazione. Il capitano grugn e bevve un sorso di vino da un calice d'argento posato accanto alla mappa.
Be', per il momento li ho zittiti, almeno. Petrapylae  nostra. Nestore  nostro prigioniero. Fece un sorriso sottile. Quando avr finito con lui, lo far giustiziare davanti agli abitanti del villaggio. Lo apprezzeranno. C' ancora il problema della vera Acheloo, certo.
Lui annu di nuovo. Che cosa facciamo quando torna?
Ci ho gi pensato. Cancelleremo ogni traccia della battaglia e faremo credere alla sua ciurma che la cittadella sia ancora in mano a Nestore. Appena la nave attraccher, cattureremo l'equipaggio e faremo la stessa offerta che abbiamo fatto agli altri. Unirsi a noi, o morire. Presumo che si arrenderanno in fretta quando capiranno con chi hanno a che fare. Qualche uomo in pi ci far comodo, adesso che siamo di nuovo liberi di andare a caccia.
Torniamo in mare, capitano? chiese eccitato Telemaco.
Appena avremo consolidato la nostra posizione, rispose Bulla. Tra qualche giorno, direi. Se lasciassimo passare di pi, la ciurma diventerebbe irrequieta.
Ma la Tridente...  abbastanza malridotta. Non riusciremo mai a sistemarla in tempo.
Bulla pos il calice e si pass una mano tra i capelli unti prima di continuare. Non useremo la Tridente, ma le navi della flotta di Nestore. Il carpentiere mi ha detto che due sono pronte a salpare. L'ammiraglia, la Proteo, e uno dei vascelli pi piccoli, la Galatea. Ettore prender il comando della Proteo. Resta quindi da decidere chi comander l'altra nave.
Telemaco inarc un sopracciglio, sorpreso. Non verrete con noi, capitano?
Il capo pirata scosse la testa. Devo restare qui per tenere d'occhio gli abitanti e gli uomini di Nestore. E poi, bisogner apportare miglioramenti alle difese della cittadella, se non vogliamo essere mai pi sorpresi dai romani. Esit un attimo, poi prosegu. In ogni caso, ho gi in mente il capitano perfetto per la Galatea. Tu.
Per un lungo istante, Telemaco rimase seduto senza parole. Non riusciva a credere alle proprie orecchie. Pochi mesi prima stava chiedendo l'elemosina nelle strade del Pireo, adesso gli offrivano la possibilit di comandare una nave tutta sua.
Io, capitano? Ma perch?
Perch no? Hai gi dimostrato di essere un abile navigatore. Pi che abile, in effetti. E per capitanare la Galatea ho bisogno di qualcuno che abbia un buon istinto per la navigazione. Qualcuno capace di improvvisare.
Bulla si interruppe e si sporse sul tavolo. Con un luccichio negli occhi, gli rivolse un ampio sorriso.
Allora? chiese. Sei pronto a prendere il comando della tua prima nave?
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Capitolo 18.
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Io punto su quello grigio, annunci Geras parecchi giorni dopo. Vincer senz'altro.
Telemaco lanci un'occhiata all'amico e corrug la fronte. Come puoi esserne tanto sicuro?
 evidente, disse Geras. Quell'uccello  molto pi grosso dell'avversario. E poi, tutti sanno che i galletti grigi sono i combattenti migliori. Fidati, l'altro sar ridotto a fettine.
Telemaco riport l'attenzione sull'arena improvvisata in cui stavano entrando gli addestratori dei due galli, stringendo i rispettivi animali. Intorno, una ressa di pirati formava un cerchio approssimativo, e il cortile echeggiava delle loro grida ubriache mentre aspettavano impazienti il nuovo combattimento: l'ultimo intrattenimento della giornata. Si erano riuniti in un angolo buio della cittadella per ingannare il tempo con le scommesse sui galli in attesa dell'ordine di salpare. Gli uomini del capitano Bulla erano ormai fermamente insediati nella nuova base e l'aria vibrava di un'eccitazione palpabile per l'imminente ritorno in mare. Dopo settimane trascorse senza bottino, la ciurma non vedeva l'ora di ricominciare a battere la costa illirica in cerca di prede.
Telemaco guard con interesse gli addestratori dei galli attraversare l'arena macchiata di sangue e avvicinarsi all'arbitro. Un silenzio ovattato cal sulla folla quando l'uomo annunci i contendenti: un galletto dal piumaggio grigio contro uno bianco con il petto rosso acceso. Come per le gare precedenti si trattava di un combattimento senza esclusione di colpi, e l'ultimo uccello rimasto in piedi sarebbe stato decretato vincitore. Mentre l'arbitro parlava, gli addestratori preparavano i galli alla battaglia, accarezzandoli e controllando gli speroni di metallo ricurvo legati alle zampe. Le punte affilate scintillavano minacciose alla luce fioca del tardo pomeriggio. Il galletto pi piccolo si dibatt nella stretta del padrone, sbattendo le ali come un pazzo e strappando un'imprecazione all'uomo che cercava di tenerlo sotto controllo.
Per me il bianco qualche possibilit ce l'ha, dichiar Telemaco.
Lui? rispose Geras, alzando un sopracciglio. Stai scherzando, vero?
Perch? Cos'ha che non va?
Cos'ha che va, piuttosto! farfugli l'amico. Guardalo! Quel bastardo rachitico  grosso la met dell'altro. Avresti pi possibilit di vincere se scommettessi che io sar il prossimo imperatore romano.
 pi piccolo, ammise Telemaco. Ma ha un raggio d'azione pi ampio e sar pi veloce del grigio. Potrebbe sorprenderci.
Pensala come vuoi, ragazzo. Ma io non ci farei troppo affidamento. Soprattutto visto che oggi la fortuna non sembra proprio dalla tua....
Cosa vorrebbe dire?
Che finora il tuo giudizio non ha fruttato molto, no? Geras indic il borsellino di cuoio dell'amico. Sarai anche il capitano di una nave, adesso, ma hai ancora parecchio da imparare sull'arte complessa del combattimento tra galli.
Telemaco distolse lo sguardo, il petto scosso da emozioni contrastanti al pensiero della sua rapida promozione. La Galatea sarebbe stata la prima nave sotto il suo comando indipendente, e quella prospettiva avrebbe dovuto riempirlo di entusiasmo. Invece avvertiva un senso crescente di timore. La notizia della sua promozione lampo era stata accolta con ostilit da alcuni dei membri pi anziani della ciurma, risentiti nel vedersi scavalcare dalla giovane recluta. Se non fosse riuscito a stabilire in fretta la sua autorit, temeva che la sua prima esperienza di comando sarebbe stata anche l'ultima.
Tra l'altro, quando torneremo in mare? domand Geras. Sei in stretto contatto con Bulla. Avrai pur qualche idea.
Abbastanza presto, credo. Non vorr ritardare molto di pi. Soprattutto con questi che smaniano per mettere le mani su qualche bottino, aggiunse Telemaco, indicando gli altri pirati con il mento.
Speriamo che non manchi troppo. Il vino e le donne di questo villaggio non sono esattamente a buon mercato. E immagino che qualche moneta potrebbe fare comodo anche a te.
Lui sent un pungolo di rabbia al pensiero del fratello maggiore che, schiavizzato, faticava lontano in una fucina di Torico. Si consol con la consapevolezza che, in quanto comandante di una nave, avrebbe avuto diritto a una doppia quota di tutti i bottini catturati. Se avesse avuto successo in mare, forse sarebbe riuscito a liberare Nereo molto prima di quanto avesse sperato in un primo momento. Sempre che fosse ancora vivo, si ricord torvo. Erano passati mesi dall'ultima volta in cui aveva avuto sue notizie, e preg Giove, il pi grande e potente tra gli di, di proteggerlo dai terribili incidenti che accadevano spesso agli schiavi che lavoravano in condizioni tanto pericolose.
Sta per iniziare, disse Geras, strappandolo a quei pensieri oscuri. L'ultimo combattimento della giornata. Speriamo che sia buono.
Telemaco riport gli occhi sull'arena dove i due addestratori stavano avvicinando i loro galli. Gli uccelli si irrigidirono alla vista dell'avversario e allargarono le creste colorate starnazzando all'impazzata. Quando i combattenti furono eccitati a sufficienza, l'arbitro  un veterano raggrinzito di nome Calcante  fece segno agli addestratori di ritirarsi dietro le linee di gesso tracciate a svariati passi di distanza, mentre gli allibratori percorrevano il perimetro del cerchio accettando scommesse dalla folla. Geras punt quel che restava del suo denaro sul grande favorito, invece Telemaco scommise sul galletto bianco qualche sesterzio: tutto ci che avanzava della sua parte dei proventi dal grano requisito agli uomini del capitano Nestore. Il grano era stato venduto a uno scarno mercante in un porto vicino e il ricavato distribuito tra l'equipaggio della Tridente, con le parti assegnate in base all'anzianit. Avendo puntato sull'animale sfavorito, una grossa vincita in quell'ultimo combattimento avrebbe coperto le sue perdite precedenti, lasciandogli forse persino un piccolo profitto.
Una volta piazzate le scommesse, Calcante batt con forza il bastone sul lastricato per indicare agli addestratori di liberare gli uccelli.
Si comincia!
Ci siamo! rugg Geras. Forza! Dateci dentro!
Un coro di grida eccitate si lev dagli spettatori mentre i galletti scattavano in avanti, balzando l'uno addosso all'altro in una girandola frenetica di ali che sbattevano, artigli che laceravano e piume strappate. Telemaco allung il collo, nel tentativo di vedere meglio gli uccelli che si avventavano l'uno contro l'altro. Alle estremit opposte del cerchio, gli addestratori battevano le mani e urlavano incoraggiamenti ai rispettivi combattenti. Il gallo grigio tent una finta, dando una beccata al collo dell'altro, che per si contorse e riusc a scrollarselo di dosso. Poi l'animale pi grande gett la testa all'indietro e fece un balzo, scalciando in avanti con gli artigli e colpendo l'avversario sul fianco scoperto. Il galletto bianco barcoll all'indietro, starnazzando dal dolore, con il sangue che sgorgava da una ferita profonda sotto l'ala.
S! grid Geras. Si volt verso Telemaco con un sorriso smagliante. Che ti avevo detto? Quello grigio sta massacrando il piccoletto. Questo combattimento finir presto, sta a vedere.
Telemaco ignor le millanterie dell'amico e tenne lo sguardo fisso sull'arena e sul proseguire del combattimento. L'addestratore dell'uccello ferito gli stava urlando contro, implorandolo di attaccare. Ma le sorti della gara sembravano inevitabilmente favorevoli al gallo grigio, che scatt di nuovo in avanti, balz addosso all'avversario ferito e lo blocc con gli artigli contro la terra nuda. L'uccello bianco si dibatt impotente, cantando e muovendo la testa a scatti mentre l'altro lo colpiva pi volte con il becco. In breve la terra divenne striata di sangue e Telemaco si maledisse in silenzio al pensiero di aver perso quel poco che restava delle sue scarse monete.
Ci siamo! url Geras. Uccidilo! Finisci quel bastardo!
Raccogliendo ogni briciolo di forza, il gallo ferito diede un calcio all'avversario e zampett fuori dal suo raggio d'azione prima che potesse attaccarlo di nuovo. Ci fu una breve pausa in cui entrambi ripresero fiato, i petti ansanti. L'uccello bianco era in pessime condizioni, not afflitto Telemaco. Le piume brillavano di sangue, aveva un'ala danneggiata e un buco nero e sanguinante al posto di un occhio. Il prossimo colpo sarebbe stato di certo decisivo.
Tra i pirati si lev un grido di giubilo quando il gallo grigio balz in avanti per finirlo. All'ultimo istante, per, l'uccello bianco avvert il pericolo e abbass la testa, schivando l'attacco. Il grigio atterr e ruot su s stesso, tendendo i muscoli per prepararsi ad attaccare di nuovo, ma l'altro fu pi veloce e gli squarci il collo con un artiglio affilato. Il galletto grigio ondeggi per un momento sul posto, il sangue che sgorgava dalla gola squarciata. Poi, tra gli ansimi increduli dei pirati, croll a terra tremando per le convulsioni della morte. Un attimo dopo, il gallo bianco abbass il capo inzuppato di sangue e si accasci accanto al cadavere dell'avversario.
Entrambi gli addestratori corsero a occuparsi degli uccelli colpiti. Calcante si accucci accanto ai combattenti esanimi e li punzecchi con il bastone, alla ricerca di segnali di vita. La folla continu a guardare in silenzio, aspettando la sua decisione con ansia. Dopo diversi momenti di tensione, lui si rialz e indic il corpo insanguinato del gallo pi piccolo, che tremava in una pozza di sangue.
Il bianco  ancora vivo e vince!
S! grid Telemaco, alzando un pugno in aria. Lo sapevo!
Incredibile. Geras scosse mestamente la testa. Pensavo che fosse spacciato.
Il ragazzo sogghign. A quanto pare, ne so qualcosa anche io di combattimenti tra galli.
La fortuna del principiante, rispose l'amico con un ringhio profondo. Scosse ancora la testa. Forza. Riscuoti le tue vincite e andiamocene. Ho bisogno di bere.
La folla cominci a disperdersi mentre Telemaco si affrettava verso uno degli allibratori. Nello stesso momento, Ettore usc dalla ressa spingendo da parte un paio di uomini e attravers l'arena in direzione dell'arbitro. Fulmin Calcante con lo sguardo, il volto distorto e vibrante di rabbia.
Non ha vinto nessuno dei due! rugg, indicando i galletti che venivano portati via dagli addestratori. Sono morti entrambi. Non dovrebbe contare!
Quello grigio  morto prima, ribatt Calcante in tono puntiglioso. Pertanto ha perso.
Non me ne frega un cazzo, sbott Ettore. Nessuno dei due uccelli  vivo. Questo significa che il risultato non  valido.
Non so cosa dirti. Le regole sono chiare.
Fanculo le tue regole!
L'arbitro deglut quando Ettore si avvicin ancora di pi e gli punt un dito spesso contro il petto. Mi sei appena costato un sacco di soldi, vecchiaccio. Ora, ridammi il denaro che avevo scommesso, o io e te avremo un problema.
Telemaco diede un'occhiata al mare di volti nella folla. Nessuno sembrava intenzionato a intervenire. Era comprensibile. Ettore aveva la reputazione di essere un uomo molto violento, abile con i pugni e talentuoso con la spada, e la maggior parte della ciurma sapeva che era meglio non sfidarlo.
Ho detto, ridammi i miei soldi, ordin. Ti conviene farlo, se non vuoi ritrovarti senza denti.
Per favore, lo supplic Calcante. Sii ragionevole....
Lascialo in pace, Ettore, disse Telemaco in tono fermo, facendo un passo in avanti. Calcante ha ragione. Il tuo gallo ha perso.
Ettore si gir e diresse lo sguardo spietato su di lui, alzando gli angoli delle labbra carnose in un sogghigno cattivo.
Guarda chi c'! Il ragazzetto che si spaccia per pirata. La sua espressione si indur. Nessuno ha chiesto la tua opinione sul combattimento. Ora fuori dalla mia vista.
Lui si costrinse a non indietreggiare mentre il secondo di bordo veniva verso di lui. Intorno a loro gli altri pirati osservavano in silenzio, interessati a quell'inaspettato proseguimento dell'intrattenimento pomeridiano.
Ettore ringhi e sput a terra. Sei sordo, ragazzino? Ho detto di levarti dal cazzo.
Telemaco lo fiss senza battere ciglio. Non sono un ragazzino.
Davvero? Non l'avrei mai detto. Ettore ridacchi e si avvicin ancora di pi. Guardati. Ti credi tanto un duro, solo perch il capitano ti ha dato il comando di quella fetida bagnarola, eh? Aspetta che usciamo in mare aperto. Vedremo presto che sei soltanto un ragazzino che gioca a fare il pirata.
Strinse le mani enormi a pugno, e per un attimo Telemaco temette che potesse sferrargli un colpo. Poi il pirata pi anziano fece un passo indietro e osserv la folla, nella quale si apr un varco tra gli spettatori. Telemaco segu la direzione del suo sguardo giusto in tempo per vedere uno dei mozzi avvicinarsi dalla cittadella. Il ragazzino lentigginoso si ferm sul bordo dell'arena e indic a turno l'uno e l'altro.
Il capitano vi manda i suoi saluti e chiede di vedervi entrambi. Subito.
Ettore lanci un'ultima occhiataccia a Telemaco, poi annu al mozzo. D'accordo. Andiamo. Tanto la nostra chiacchierata era finita.
Le mie vincite? chiese Telemaco, guardandosi intorno in cerca dell'uomo che aveva accettato la sua scommessa.
Ci penso io a riscuoterle, disse Geras. Gli pos una mano sulla spalla e aspett che Ettore avesse cominciato a seguire il mozzo fuori dal cortile prima di chinarsi su di lui.
Un consiglio, sussurr. Guardati le spalle con Ettore.
Dimmi qualcosa che non so.
Parlo sul serio. L'hai appena sfidato davanti a tutti. Non se ne dimenticher tanto presto. Stai attento, d'accordo?
Ci prover. Telemaco sospir, poi si volt e usc in fretta dal cortile dietro al secondo di bordo e al mozzo. Nonostante i suoi sforzi, sembrava che non riuscisse proprio a tenersi lontano dai guai.
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Capitolo 19.
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Il sole stava gi calando dietro le montagne mentre Telemaco ed Ettore seguivano il mozzo lungo l'ampia strada che portava alla piazza principale. Percorsero spediti le vie lastricate della cittadella, superando un discreto numero di taverne fatiscenti, bettole da gioco e bordelli che si contendevano il favore dei nuovi occupanti dell'insediamento.
Questo posto  uno schifo, borbott Ettore, quando aggir un piccolo letamaio che ronzava di mosche. Sar felice di riprendere il largo.
Telemaco annu, anche se lui era ancora pi felice all'idea di allontanarsi dall'uomo. Il mozzo li condusse sotto un arco cadente e, attraversato un piccolo cortile, raggiunsero il torrione di pietra. Davanti all'entrata principale stava di guardia un pirata, che al loro arrivo alz il pesante saliscendi di ferro. La porta si apr stridendo sui cardini vetusti e il mozzo varc la soglia segnata dal tempo e scort Telemaco ed Ettore su per le scale. Si ferm di fronte alla porta in fondo al corridoio e vi buss con le nocche. Dopo un istante, una voce roca grid: Avanti!
Il ragazzo alz il saliscendi con un cigolio ed Ettore entr per primo. Dopo un attimo, Telemaco lo segu negli alloggi del capitano.
Da quando la ciurma della Tridente aveva preso possesso della cittadella, la stanza era stata arredata in modo sontuoso. Sottili fasci di luce crepuscolare filtravano dalle imposte sbarrate, illuminando un elegante divano addossato a una parete, con accanto un tappeto intrecciato. L vicino, un piatto d'argento colmo di fichi al miele, olive e formaggi poggiava ancora intatto su un tavolino. All'estremit opposta della stanza, con la fronte corrugata dalla concentrazione, il capitano Bulla stava chino sull'ampio tavolo a studiare una grande mappa in pelle di capra della costa. Al loro ingresso, sollev lo sguardo dalla pergamena e conged il mozzo con un cenno del mento.
Adesso lasciaci.
Il ragazzino abbass la testa obbediente, poi si affrett ad allontanarsi lungo il corridoio. Bulla si volt a salutare i due pirati in piedi di fronte a lui, rivolgendo a entrambi un freddo cenno.
Le vostre navi sono pronte a salpare, presumo.
Signors, capitano, rispose Ettore. I ragazzi della Proteo non vedono l'ora.
E tu, Telemaco? In che condizioni  la Galatea?
Lui si schiar la voce.  completamente approvvigionata, signore. Ho fatto controllare il sartiame e sostituire alcune funi sdrucite. Le vele sono state rammendate, ma presto bisogner sostituirle.
Bene. Bulla si pass una mano tra le ciocche scure prima di proseguire. Salperete domani. Adesso che il tempo si  rasserenato, dovrebbero cominciare a uscire un bel po' di onerarie stracolme.
E per quanto riguarda la Acheloo, capitano? Cosa facciamo se torna mentre siamo a caccia?
Bulla corrug di nuovo la fronte. Negli ultimi giorni aveva ordinato ai suoi di mantenere un'allerta costante, ma per il momento la nave rivale non era stata ancora avvistata.
Ho un numero di uomini pi che sufficiente a proteggere la cittadella, in caso tornasse, rispose. Ma  improbabile che lo faccia, ormai.  molto in ritardo. Sar andata dispersa.
O potrebbe aver incontrato una pattuglia navale, ipotizz Telemaco.
Possibile, rispose Bulla. Quel bastardo di Cane sembra determinato a spazzarci via tutti, questo  sicuro. Dovrete fare estrema attenzione in mare, adesso che i romani hanno cominciato a svolgere pattugliamenti aggiuntivi su questo lato dell'Adriatico. Sorrise debolmente. Immagino che possiamo ringraziare i nostri predecessori, per questo.  un peccato che Nestore e i suoi non siano stati meno abili ad attirare l'attenzione della flotta imperiale. Ci avrebbe semplificato di molto la vita.
Ettore alz le spalle. Non ci siamo mai fatti fermare da qualche bireme che vaga per la costa, capitano.
No. Ma evitare i romani potrebbe essere l'ultimo dei nostri problemi.
A cosa vi riferite, signore? chiese Telemaco.
Ho parlato con il nostro amico Nestore, poco prima della sua esecuzione. Bulla sfoder un sorriso crudele. Lo sciocco credeva che gli avrei risparmiato la vita, se avesse risposto alle mie domande. Ha confermato i nostri sospetti: negli ultimi tempi i suoi uomini hanno faticato a trovare vascelli commerciali da attaccare, e la maggior parte delle navi ha troppa paura di passare lungo la costa per il rischio di imbattersi in loro. Sar difficile arraffare bottini sufficienti a mantenere felici gli equipaggi. Sono gi vicini all'ammutinamento.
Telemaco inarc un sopracciglio. Ammutinamento, capitano? I ragazzi a me sembrano di buon umore.
Adesso, forse, ammise Bulla. Non ci metteranno molto a diventare irrequieti, per. Prendere Petrapylae mi ha fatto guadagnare un po' di tempo, niente di pi. Se gli uomini non avranno presto la loro parte di bottino, i miei rivali nella ciurma si rivolteranno contro di me. Ma trovare abbastanza prede in queste acque sar difficile.
E quindi cosa si pu fare, capitano? chiese Ettore.
C' un'unica soluzione. Dovremo cercare nuovi territori di caccia. Bulla mosse una mano verso la mappa distesa sul tavolo. Telemaco ed Ettore si chinarono a studiarla con pi attenzione mentre il capitano proseguiva. Perlustrerete le zone a nord e a sud di Petrapylae, catturando tutti i vascelli che incontrerete. Abbiamo bisogno di qualunque bottino su cui riusciate a mettere le mani; non possiamo permetterci di tralasciare niente. Cacciare separati dar a entrambi pi possibilit di trovare una preda. Tamburell con le dita sulla costa un po' a nord della cittadella. Telemaco, tu prenderai la Galatea e andrai verso settentrione, battendo le rotte della costa liburnica, tra Ortopla e Nesazio. Poich la Galatea ha una stiva piccola, dovrai tenere tutte le navi che catturi e metterci sopra un equipaggio ridotto.
Telemaco annu.
E io, signore? chiese Ettore.
Bulla si rivolse al secondo di bordo e spost il dito verso un altro punto della mappa. Tu prenderai la Proteo e andrai a sud, verso Tragurium.
L'uomo alz lo sguardo dalla mappa e si massaggi la fronte segnata dalle intemperie. Tragurium, capitano? Ma non  lontano da Salona.
E allora?
Ci siamo passati da poco senza vedere l'ombra di una nave.  parecchio tempo, ormai, che i capitani mercantili non si azzardano a navigare in quella zona.
 passato quasi un mese, da allora. La situazione potrebbe essere cambiata. Immagino che il prefetto Cane si sar vantato in lungo e in largo dell'attacco sferrato alla nostra vecchia base. I capitani mercantili avranno sentito la notizia, ormai. Alcuni potrebbero pensare che la zona sia di nuovo sicura.
Ettore non pareva convinto. Se anche fosse, dovrei competere con tutte le altre ciurme pirata attive da quelle parti. Darei la caccia alle briciole.
Forse. Ma non lo sapremo per certo finch non avrai perlustrato bene.
Il secondo di bordo scosse la testa. Lasciatemi andare a nord invece del ragazzo, capitano. Da quelle parti ci sono molti porti fiorenti, e la Proteo ha una stiva pi grande della Galatea. Potrei prendere molti pi bottini di lui.
Non se ne parla. Nesazio  pi vicina alla base imperiale di Ravenna, e questo comporta un maggiore rischio di imbattersi in uno squadrone romano. Dato che Telemaco ha l'imbarcazione pi veloce,  il pi adatto a perlustrare quella zona della costa ed evitare problemi.
Ma il ragazzo non ha esperienza, gracchi Ettore. Non ha neanche mai abbordato una nave, per Giove!
La mia decisione  presa, rispose fermo Bulla, osservandolo con aria di sfida. Certo, se non vuoi obbedire ai miei ordini, sono sicuro di poter convincere uno degli altri a prendere il tuo posto.
Ettore abbass il capo. No. Va bene, signore. Vada per Tragurium.
Mi fa piacere sentirlo.
Telemaco stava fissando intensamente la mappa, perso nei suoi pensieri. Alz lo sguardo per fare una domanda che cominciava a ronzargli nella testa. Quanto dobbiamo restare in mare, capitano?
Finch non troverete un buon bottino.  fondamentale che non facciate ritorno a mani vuote. Gli uomini devono avere delle spoglie da spartire.... Bulla li fiss per sottolineare le proprie parole, poi riport l'attenzione sulla mappa. C' un'altra cosa. Indic una delle numerose isolette non lontane dalla cittadella. Insula Pelagus. Qui c' una stazione commerciale abbandonata. Ormai nient'altro che rovine cadenti. Ogni dieci giorni vi incontrerete qui per scambiarvi qualunque informazione possiate aver ottenuto dai vostri viaggi. Questo dovrebbe darvi tutto il tempo di cacciare tra un appuntamento e l'altro.
Ettore si gratt una guancia. Sar difficile arrivare insieme, capitano. E se uno dei due fosse in ritardo? O si trovasse nei guai? Come lo comunicherebbe all'altro?
Semplice. Il primo che arriva aspetter un giorno intero. Se la mattina seguente non ci saranno ancora segni dell'altra nave, riprender a saccheggiare secondo i miei ordini. Domande?
E i marinai delle navi che catturiamo? chiese Ettore. Li uccidiamo o li facciamo prigionieri?
Uccidete chiunque opponga resistenza. Gli altri fateli prigionieri e portateli qui. Chi vuole unirsi a noi avr l'opportunit di farlo; gli altri dovrebbero fruttare un buon prezzo al mercato degli schiavi. Bulla esit. Un'ultima cosa. Avete l'ordine tassativo di non saccheggiare nessun villaggio.
Gli uomini non apprezzeranno la cosa, disse Ettore, un accenno di delusione nella voce. Meno opportunit di accaparrarsi un bottino.
Peggio per loro. Non possiamo permetterci di far infuriare ulteriormente i romani. Non finch Cane ci sta con il fiato sul collo. L'ultima cosa che vogliamo  dare a quei bastardi un motivo per rinforzare la flotta di Ravenna. Dovete astenervi dall'attaccare qualunque cosa non sia un'oneraria, almeno fin quando Cane non perder interesse a darci la caccia e rivolger altrove la sua attenzione. Capito?
Signors, capitano, rispose Ettore, di malumore.
Bulla annu e raddrizz la schiena. Dovrete informare i vostri ufficiali. Intanto, io vedr di assegnare dei sostituti alle vostre ciurme. Alcuni uomini di Nestore salperanno con voi. Dovrete sorvegliarli con attenzione, certo.
Telemaco annu lentamente. Anche tra le ciurme pirata dell'Illiria, l'equipaggio del capitano Nestore era noto per essere una spietata accozzaglia di tagliagole, tanto interessati a torturare e a massacrare quanto a mettere le mani sui bottini. Il pensiero di avere diversi di quegli uomini sulla Galatea si aggiunse alla sua crescente lista di preoccupazioni.
Hanno prestato il nostro stesso giuramento, prosegu Bulla. Ma alcuni potrebbero essere ancora leali al loro vecchio capitano. Metterli in riga potrebbe risultare difficile.
Telemaco corrug la fronte. Perch costringerli a unirsi a noi, quindi?
Non abbiamo scelta. Ci sono pochi marinai esperti, tra noi, e senza le nuove aggiunte dall'equipaggio di Nestore non avremmo i numeri per salpare con entrambe le navi e difendere la base. Questi uomini ci servono, che ci piaccia o no. Non  certo una situazione ideale, ma dovrete fare del vostro meglio. Capito?
Telemaco ed Ettore annuirono di nuovo. Bulla li fiss per un momento.
Non aspettate troppo prima di tornare con il bottino. Qualunque ritardo potrebbe incoraggiare i miei nemici a muoversi contro di me. Il mio... Il nostro futuro dipende dal fatto che catturiate quanti pi bottini possibile. Altrimenti, al vostro ritorno rischiate di non trovare pi una base sicura. Ora, se non avete altre domande....
No, signore, disse Telemaco.
Allora vi consiglio di darvi una mossa. Salperete all'alba.
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Capitolo 20.
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Meno male che questo era buon territorio di caccia, si lament Geras sull'affollato ponte di coperta della Galatea. Avanti cos e avremo pi possibilit di imbatterci in una ninfa marina.
Sfiorandosi con le dita la recente cicatrice sul volto, Telemaco fiss gli occhi sulla distesa azzurra. Una brezza di terra soffiava a tribordo, frusciando nel sartiame, mentre la Galatea avanzava lungo la costa liburnica. Di fronte a s non vedeva che la linea dell'orizzonte e la cresta bianca delle onde che splendevano sotto il sole intenso di mezzogiorno. Cerc invano qualche traccia di vela e poi distolse lo sguardo, frustrato, battendo un pugno sul parapetto scolpito.
Non capisco. Ormai avremmo dovuto incontrare qualcosa. Bulla ne era convinto.
Forse si  sbagliato, disse Geras. O magari i capitani mercantili ci temono pi di quanto pensassimo.
Ma non c' nessun altro attivo cos a nord. Non per quanto ne sappiamo, almeno. I capitani di qui non hanno nulla da temere.
Geras alz le spalle. Be', qualcosa deve averli spaventati e messi in fuga. Siamo ormai al sesto giorno e non abbiamo ancora incrociato praticamente nessuno. Il capitano Bulla non ne sar felice.
Telemaco fece una smorfia al pensiero della sua responsabilit come comandante della Galatea. Una responsabilit che gli gravava sulle spalle fin da quando avevano lasciato Petrapylae. Non appena la Galatea aveva doppiato il promontorio per dirigersi verso settentrione, con la stiva piena di provviste, aveva sentito l'inquietudine iniziale lasciare spazio a uno slancio di eccitazione. Con il vento in poppa aveva sperimentato parte dell'esaltante potere di essere al comando di una nave pirata e aveva dimenticato in fretta i suoi problemi con Ettore. Persino i consueti attacchi di nausea che l'avevano tormentato durante quei primi giorni in mare non erano riusciti a stemperare il suo entusiasmo.
Ma le sue speranze di catturare subito un bottino si erano infrante presto. La ciurma aveva avvistato giusto un pugno di vascelli da quando aveva lasciato la base. Le poche navi in cui si erano imbattuti avevano invertito la rotta alla vista di un'altra vela, senza aspettare di scoprire se erano amici o nemici. Giorno dopo giorno la noia e la frustrazione dei pirati erano aumentate, scandite da una routine incessante di turni di guardia, svuotamento delle sentine e rammendo delle vele.
A peggiorare le cose, il vino nelle anfore conservate nella stiva si era rivelato in gran parte irrancidito. Telemaco era stato costretto a gettarlo fuoribordo e non aveva avuto altra scelta che imporre alla ciurma razioni ridotte, peggiorandone ulteriormente l'umore. Il fatto che la Acheloo non fosse riuscita a tornare a Petrapylae tormentava gli uomini, e alcuni cominciavano a chiedersi apertamente se la Galatea sarebbe andata incontro allo stesso destino del vascello scomparso, disperso in mare o catturato dalla marina imperiale.
Quantomeno navigava con un volto amichevole. Bulla aveva concesso a entrambi i comandanti di scegliere i propri ufficiali, e Telemaco era stato segretamente sollevato quando Geras aveva accettato di unirsi a lui come secondo di bordo della Galatea. La sua natura spensierata e il suo coraggio lo rendevano ben voluto tra gli uomini. Nominarlo secondo era stata una scelta facile. Era tra i pochi amici che Telemaco sentiva di avere, e contava sulla sua lealt e sul suo cameratismo.
Forse Ettore avr avuto pi fortuna di noi, borbott.
Gi a sud? Non ci spererei troppo. Ogni marinaio da qui a Dyrrachium sa che  meglio evitare quel tratto di costa. Sarebbe pi facile cercare un ago in un pagliaio.
Quindi dipende tutto da noi, immagino.
Geras scroll le spalle. In un modo o nell'altro, qualcuno dovr trovare presto un bottino. Oppure dovremo fare altri tagli alle razioni, e in tutta franchezza non muoio dalla voglia di comunicare agli uomini che abbiamo finito il vino.
No, rispose sottovoce Telemaco. Neppure io.
Furono interrotti da un accalorato scambio di grida. Telemaco guard verso poppa giusto in tempo per vedere Leito che sbraitava ordini a un pirata sfregiato con lunghe ciocche scure. Nel giro di un attimo quest'ultimo gli si rivolt contro e lo assal con una raffica di colpi. In breve, una folla di marinai di coperta si raccolse intorno a loro mentre l'uomo sferrava un pugno sulla mascella a Leito, che fin a terra sul ponte.
Merda, borbott Geras. E adesso che succede?
Telemaco sospir. Forza. Meglio andare a risolverla.
Si scost dalla balaustra e marci verso poppa lungo il ponte stretto, seguito in fretta da Geras. Spinse da parte uno degli spettatori e avanz in testa alla folla, riempiendosi i polmoni.
Adesso basta! rugg. Smettetela!
Il pirata bruno fece ancora in tempo a tirare un rapido calcio alle costole di Leito, poi Telemaco diede l'ordine e un paio di marinai scattarono in azione, afferrandolo e trascinandolo via. Lo tennero fermo mentre Leito si rimetteva in piedi intontito, cercando di fermare il sangue che gli usciva dal naso.
Cosa succede? chiese Telemaco.
Quel bastardo mi ha colpito, ringhi Leito.
Se lo meritava, rispose l'altro in tono aspro. Mi ha dato del pigro cane tracio.
Perch  vero. Leito sput un grumo di sangue. Quella canaglia non sta facendo la sua parte. Gli ho detto che era il suo turno di pulire il ponte e si  rifiutato. Ho minacciato di tagliargli le razioni, se non mi avesse obbedito, e il bastardo mi ha preso a pugni.
Stronzate! Tremando di rabbia, il tracio lo fulmin con lo sguardo. Non spetta a me sfregare il ponte. Non sono diventato pirata per questo!
Telemaco gli lanci un'occhiata e riconobbe in lui una delle reclute provenienti dalla ciurma sconfitta di Nestore. Aveva un fisico imponente, braccia muscolose e vene spesse come funi. Come tutti coloro che si erano uniti all'equipaggio pirata, portava il marchio di un tridente sull'avambraccio sinistro.
Basso, giusto?
Il tracio annu. Signors.  il mio nome.
Hai problemi a seguire gli ordini?
Basso sbuff. Ho problemi quando mi dicono di pulire i ponti e svuotare le sentine, questo s. Sono un pirata. Mi sono unito a questa nave per fare razzie, non per pulire in ginocchio come uno schiavo del cazzo.
Telemaco mosse un passo verso il tracio sfregiato e lo fiss dritto negli occhi. Tu farai il tuo lavoro come qualunque altro membro della ciurma.
E il lavoro quale sarebbe? Perdere tempo in mare invece di dare la caccia a una preda?
Metteremo presto le mani su qualche bottino. Molto presto.
Davvero? Basso guard i volti che lo circondavano. E perch dovremmo credere a una sola delle vostre parole? Sono passati sei giorni e non abbiamo ancora sentito nemmeno l'odore di un bottino. Se non riusciamo a trovare navi, dovremmo saccheggiare qualcuno dei porti pi ricchi, non battere la fiacca.
Si sentirono diversi mormorii di approvazione. Con la coda dell'occhio, Telemaco not che alcuni dei pirati pi anziani lo fissavano con interesse, curiosi di vedere come il giovane comandante avrebbe reagito a quella sfida alla sua autorit. Lui tese i muscoli e fece un altro passo verso Basso.
I nostri ordini sono di attaccare solo le navi mercantili, rispose in tono fermo. Non di inimicarci ulteriormente i romani.
Fanculo gli ordini! Il capitano Nestore non avrebbe mai tollerato una cosa simile. Se fosse stato lui il nostro comandante, a quest'ora saremmo ricoperti di vino e ricchezze.
Silenzio! url Telemaco con tutto il fiato che aveva in gola.
Il borbottio sul ponte si zitt. Per un attimo non si sent alcun rumore a parte il flebile lamento del vento nel sartiame e il sibilo del mare che sciabordava contro il fianco, mentre il capitano cercava un viso familiare nella folla.
Castore!
S, signore?
Frusta quest'uomo, ordin Telemaco, inclinando la testa verso Basso.
Il tracio rimase a bocca aperta. Come?
Hai colpito un superiore. Venti frustate. Sono le regole della nave.
Basso si oscur in volto. Non potete farlo.
S che posso, rispose lui, la voce pi baldanzosa. Hai accettato le regole quando ti sei unito alla nostra ciurma. E adesso le rispetterai, o le frustate diventeranno quaranta. A te la scelta.
L'uomo apr la bocca d'istinto, ma la richiuse in fretta.
Legatelo! ordin Telemaco ai marinai pi vicini, due uomini della ciurma originaria di Bulla sulla cui lealt poteva fare affidamento. Questi spintonarono il pirata bruno verso il sartiame permanente per prepararlo alle frustate. Castore, intanto, corse a uno dei cassoni situati a mezzanave e torn poco dopo con una frusta di cuoio corta, il volto avvizzito increspato da un sorriso. I marinai di coperta spogliarono Basso fino alla vita e gli legarono le mani alle sartie, presentandone la schiena nuda, poi Telemaco fece cenno di cominciare.
Si costrinse a guardare mentre Castore fustigava il pirata, strappandogli un ululato di dolore a ogni colpo. A punizione conclusa, Basso fu trascinato via per farsi curare con l'aceto la schiena lacerata. Geras grid al resto della ciurma di tornare al lavoro e gli uomini si dispersero in fretta sul ponte, borbottando tra loro.
L'hai gestita bene, disse poi, fermandosi accanto al comandante della Galatea. Duro ma efficace. Una buona frustata lo  sempre. Dovrebbe tenerli buoni.
Per il momento, forse, disse Telemaco.
Capitano?
Odio doverlo dire, ma Basso ha ragione. Questi uomini si sono uniti a noi per combattere e arricchirsi. La disciplina va bene, ma non li terr in riga per sempre. Per fare quello dobbiamo catturare qualche preda.
E se non troviamo niente? Cosa succeder?
Telemaco scroll le spalle. Sempre pi uomini della ciurma si rivolteranno contro di noi. E la prossima volta non baster una frustata a fermarli.
Geras scosse la testa. Alla faccia della vita da pirata. Poco vino, niente bottini e una ciurma prossima all'ammutinamento. Basta quasi a far rimpiangere i giorni a bordo della vecchia Selene.
Telemaco gli rivolse un sorriso fiacco. Erano trascorsi meno di due mesi da quando la Selene era stata attaccata dalla Tridente di Poseidone, ma sembrava gi passata una vita.
Stai avendo dei ripensamenti, Geras?
Certo che no, capitano. Dico solo che a quel tempo la vita era pi semplice. Essere un marinaio non era facile, ma almeno non dovevamo preoccuparci di impedire a met ciurma di saltarci alla gola.
Telemaco distolse lo sguardo, assalito da un improvviso senso di impotenza. Forse, se fosse stato un capitano pi esperto, gli uomini non sarebbero stati cos pronti a mettere in dubbio le sue decisioni. Ma, in quanto novizio alla sua prima esperienza di comando indipendente, sapeva di avere tutto da dimostrare. Ed era per quel motivo che aveva punito tanto severamente Basso, ricord a s stesso. La sua limitata esperienza in fatto di ciurme pirata gli aveva insegnato che i capitani migliori ricorrevano di rado alla frusta, ma non aveva avuto altra scelta. Alcuni uomini dell'equipaggio erano gi scettici nei confronti del giovane capo e gli sarebbero saltati addosso al primo segno di debolezza. Non poteva permettere che lo ritenessero un bonaccione.
Un urlo si lev dalla vedetta seduta a cavalcioni dell'albero.
Ponte! Vela in vista!
Telemaco e Geras alzarono la testa verso il ragazzo di guardia. Sedeva sul pennone, un braccio stretto intorno all'albero e l'altro puntato alla prua di babordo, sul mare lontano. Telemaco guard nella direzione indicata, scrutando l'orizzonte, ma non vide nulla. Gli lanci un grido.
In che direzione, Longaro?
Il ragazzo attese un momento prima di rispondere. Una vela, signore. Scafo sotto. A sei, forse sette miglia da qui.
Dove si dirige?
A nord, capitano.
Potrebbe essere un mercantile, ipotizz Geras.
Telemaco annu distratto, ricordando la mappa della costa che aveva studiato la notte prima di prendere il largo. In ogni caso, dev'essere diretta a Tarsatica.  l'unico porto nel raggio di miglia.
Geras corrug la fronte. Perch non ha ancora invertito la rotta? Ormai ci avr avvistati.
Non necessariamente. Telemaco indic il sole di mezzogiorno.  a nord rispetto a noi, il che significa che la sua vedetta avr il sole negli occhi.
Gera guard l'orizzonte, socchiudendo le palpebre, e grugn concorde.
Adesso vedo lo scafo! url ancora Longaro.  un mercantile. Bello grosso, pare!
Finalmente! Geras si batt il pugno nel palmo della mano. Con un po' di fortuna, avr a bordo anche del vino decente.
Lo scopriremo presto, disse Telemaco. Chiama tutti i marinai a raccolta e facciamo rotta per intercettarlo. Ci avvicineremo di traverso e gli bloccheremo la fuga verso la costa. Non avr scampo, a quel punto.
...
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Capitolo 21.
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...
Il mercantile non fece alcun tentativo di fuggire e ammain le vele appena ebbe una chiara visuale dei pirati e del loro guidone nero. Mentre la Galatea solcava le onde, Telemaco ordin di avvicinare l'oneraria dall'anca di poppa e sent le assi robuste muoversi sotto i suoi piedi quando il timoniere aggiust la rotta. Gli uomini della squadra d'abbordaggio iniziarono a prendere le armi; lui guard il mare e osserv l'altra nave con attenzione. Navigava alta, senza la tipica lentezza di un grosso vascello appesantito dal carico. Poi not un altro dettaglio e si volt verso Geras, accigliato.
Dov' il resto dell'equipaggio? Sul ponte non c' quasi nessuno. Dovrebbe avere pi marinai, no?
L'amico fece spallucce. Saranno sottocoperta, a farsela addosso. Chi se ne frega? Non ci capiter mai pi una nave cos facile! Sorrideva eccitato. Fino a quel momento era stato un pirata riluttante, pi interessato a saziare i propri desideri epicurei che a dare la caccia alle prede. Adesso condivideva il senso di aspettativa con cui i compagni si avvicinavano al bottino.
Telemaco riport lo sguardo sul mercantile, strizzando gli occhi sotto il sole di mezzogiorno. Sul ponte si vedeva solo un pugno di uomini. Nessuno sembrava avere armi n aver fatto alcun tentativo di prenderle o di preparare la nave all'abbordaggio. Quell'assenza di combattivit lo lasciava perplesso. Bulla gli aveva insegnato che anche gli equipaggi pi remissivi offrivano una resistenza d'ufficio prima di arrendersi. Ma quei marinai l'avevano fatto senza combattere. Scosse la testa e torn a chiedersi perch la nave non avesse tentato di evitare la cattura. Se il suo capitano fosse fuggito al primo segno dei pirati, avrebbe potuto avere una possibilit di scamparla, o quantomeno di prolungare l'inseguimento nella speranza di scomparire furtiva nel buio. Ma quell'eventualit era ormai fuori discussione.
Al suo fianco, Geras tenne d'occhio l'orizzonte per scongiurare il rischio di bruschi cambiamenti meteorologici, ma il cielo rimase idillicamente sereno. Quando arrivarono a meno di cento passi dal mercantile, Telemaco gli fece un cenno con il mento.
Prepara gli uomini, Geras. La abborderemo tra poco.
Signors, capitano!
Il secondo di bordo lanci un grido alla ciurma. Con le armi e gli scudi in alto, i pirati si ammassarono intorno all'albero e diverse coppie di marinai di coperta corsero verso i grappini d'abbordaggio legati alle gallocce sui lati della nave, pronti all'ordine di gettarli sul mercantile. Telemaco url al timoniere di accostare la Galatea al lato di tribordo dell'altro vascello. Dopodich afferr una falcata e un piccolo brocchiero e prese posto in prima fila con il resto della squadra d'abbordaggio. Anche se l'oneraria aveva ammainato le vele, non avrebbe corso rischi e voleva gli uomini pronti all'attacco in caso i marinai stessero tendendo una trappola.
Poco dopo, le due navi cominciarono lentamente ad allinearsi e Telemaco url dal ponte: Preparate i grappini!
Diversi pirati puntarono i piedi sul tavolato e presero a roteare gli uncini di ferro legati alle cime. Telemaco calcol con attenzione lo spazio tra i due vascelli mentre la Galatea cominciava a superare il mercantile. Poi grid: Timoniere, vira a babordo!
Calcante fece forza contro la pala e la prua della Galatea si orient verso la preda. Il pirata veterano era un timoniere esperto e rientrava tra i molti uomini che si erano offerti di seguire Telemaco, dato che buona parte dell'equipaggio della Tridente voleva evitare di navigare con Ettore.
Grappini... via! url Telemaco.
Gli uncini tracciarono un arco nel cielo e si agganciarono alla sponda del mercantile. Tirando le funi, gli uomini accostarono i vascelli. Appena furono affiancati, Telemaco lanci un ordine e i marinai di coperta si affrettarono ad ammainare la randa. A quel punto, lui scavalc la balaustra e salt sulla nave oneraria. Gli altri lo imitarono, atterrando sul tavolato liscio e sparpagliandosi sul ponte.
Davanti a quell'assalto impetuoso, i pochi marinai alzarono subito le braccia.
No! grid uno. Ci arrendiamo! Vi prego!
Telemaco sentiva il sangue pompargli nelle vene e dovette fare un certo sforzo per abbassare l'arma. Tu! url a un pirata pi anziano e ossuto. Sirra! Radunali un po'!
Signors, capitano. Il pirata curv le labbra in un sorriso crudele, e Telemaco ricord solo in quel momento che quasi la met dei suoi uomini proveniva dalla ciurma di Nestore ed era abituata a trattare con spietatezza i prigionieri.
Li voglio vivi, Sirra... per adesso. Potrebbero rivelarsi utili.
Il pirata annu controvoglia e fece segno a diversi compagni, i quali spinsero i marinai terrorizzati verso la base dell'albero maestro, urlando e brandendo le armi. Telemaco distolse lo sguardo e chiam Castore con un cenno.
Capitano?
Prendi un po' di uomini e perquisisci la stiva. Verifica che non ci siano marinai nascosti sottocoperta e scopri cosa trasporta la nave. Controlla che nessuno rubi nulla. Chiunque venga sorpreso a tenere qualcosa per s verr frustato.
Il veterano calvo annu e insieme ad altri membri dell'equipaggio si avvi verso il boccaporto di poppa che conduceva alla stiva. Mentre loro scomparivano sottocoperta, Telemaco si guard piano intorno. Il ponte mostrava chiari segni di combattimento. I boccaporti erano stati forzati, si vedevano casse e cassoni vuoti sparsi in giro e il tavolato era macchiato di sangue in svariati punti.
Qualche attimo dopo, Castore riemerse con espressione lugubre. La stiva  vuota.
Vuota? ripet Telemaco.
L'altro fece un gesto impotente. Hanno portato via quasi tutto. L sotto non rimane molto, a parte i ratti e qualche vecchia tela olona. Qualunque cosa stesse trasportando la nave, non c' pi.
Telemaco aggrott la fronte e si sforz di nascondere il disappunto e la frustrazione, quindi spost lo sguardo sui marinai stretti accanto all'albero. Tra loro c'erano anche alcuni passeggeri, che spiccavano tra l'equipaggio segnato dalle intemperie per la carnagione pi chiara e i fisici meno definiti.
Questi smidollati avranno gettato il carico fuoribordo quando ci hanno visti arrivare, ringhi Scirone, indicando il gruppo con la punta della spada. Io dico di sbudellarne qualcuno.
No! protest uno dei marinai. Non abbiamo gettato niente! Lo giuro sugli di! Siamo stati attaccati!
Telemaco si concentr su chi aveva parlato, un uomo scuro di pelle e dall'aria orientale con indosso un copricapo frigio. Era lo stesso che li aveva supplicati quando avevano invaso il ponte, not. Lo guard con gli occhi socchiusi. E tu chi saresti?
Aminta, signore, rispose lui, nervoso. Secondo di bordo della Artemide.
Dov' il tuo capitano, Aminta?
Morto, signore. Insieme a quasi tutti gli altri. Li hanno uccisi.
Chi?
Quelli che ci hanno attaccato. I pirati.
Telemaco lanci un'occhiata stupita a Geras. Poi riport lo sguardo gelido sul marinaio. I pirati vi hanno attaccato?
Sissignore, lo giuro.
Raccontami che cosa  successo, Aminta. La verit, adesso, o sbudello subito te e i tuoi amici.
Il marinaio sostenne ansioso il suo sguardo e si ricompose in fretta. Stavamo facendo il nostro solito viaggio da Efeso a Pula in compagnia di un'altra nave, la Scamandro. Di questi tempi la maggior parte dei capitani non rischia di navigare in solitaria, per via di tutte le attivit dei pirati.
Telemaco annu. Sapeva per esperienza personale a bordo della Selene che la paura di imbattersi in bande pirata rendeva i capitani mercantili restii a navigare nel basso Adriatico, e non lo stupiva sentire che i vascelli commerciali avevano preso a fare il viaggio a coppie.
Continua.
 stato allora che li abbiamo visti. Gli altri pirati. Una nave bella grossa.  sbucata dal nulla e ci  piombata addosso. La Scamandro  riuscita a fuggire, ma noi non abbiamo avuto la stessa fortuna, aggiunse con rabbia. Il nostro capitano sapeva di non avere scampo, cos ha accettato di arrendersi, ma i pirati l'hanno ammazzato lo stesso. Si sono presi tutto il nostro carico e anche buona parte delle provviste. Nel frattempo il loro capitano ci ha interrogati. Voleva che gli dicessimo tutto quello che sapevamo sulle altre spedizioni nella zona. Poi ha cominciato a uccidere anche il resto di noi. L'abbiamo implorato di risparmiare le donne e bambini tra i passeggeri, ma era un bastardo insensibile. Ci avrebbe ammazzati tutti, se proprio in quel momento non fosse arrivata una pattuglia dei romani.
Telemaco sent un brivido sul collo. Romani?
Sissignore. L'uomo tir su con il naso. Sono settimane che pattugliano in lungo e in largo questo tratto di costa.
Capisco. E a quel punto che cosa  successo?
I pirati hanno abbandonato la nostra nave e sono fuggiti prima che la marina potesse inseguirli. Uno degli ufficiali romani  salito a bordo per controllare la situazione. Ci ha consigliato di fare rotta verso il porto pi vicino e di non riprendere il largo finch la minaccia non fosse stata debellata. Questa notte ci siamo rifugiati in una baia e speravamo di arrivare a Tarsatica prima di sera. Ma poi abbiamo visto la nostra vela. Sapevamo di non potervi seminare, signore, cos abbiamo deciso di arrenderci. Non era rimasto nulla da saccheggiare, in ogni caso.
Il marinaio abbass la testa, le spalle accasciate per la disperazione.
Telemaco lo lasci al suo dolore e si gir verso Geras. Che ne pensi?
L'amico riflett, stringendo le labbra. I conti tornano. Almeno sappiamo perch sono giorni che non incrociamo una vela.
Sono d'accordo. Ma non ha senso. Dovremmo essere l'unica ciurma attiva cos a nord. A meno che nella zona non ci siano dei pirati di cui Bulla non sa niente.
Dev'essere cos. Altrimenti, chi potrebbe essere?
Mentre Telemaco fissava il ponte insanguinato, un pensiero inquietante cominci a formarsi nella sua mente. Si rivolse ad Aminta.
Questi altri pirati, disse. Che aspetto avevano?
Il marinaio alz lo sguardo, grattandosi un gomito. Erano pirati, come voi. Con una nave pi grande, per.
Qualcos'altro? Pensaci bene, Aminta.
L'uomo riflett un momento, il volto corrugato per la concentrazione. Un'altra cosa c', in effetti.
Cosa? Di che si tratta?
Il loro capo. Un tipo grande e grosso. Aveva un marchio sull'avambraccio. Non l'ho visto bene, ma sembrava una specie di lancia.
Un tridente? Come questo? Telemaco si alz la manica e allung il braccio sinistro verso il marinaio, per mostrargli il marchio che gli avevano impresso sulla carne diverse settimane prima.
Aminta lo studi per un attimo. S, disse.  quello.  lo stesso marchio, signore.
Ettore..., sibil Telemaco a denti stretti.
Cosa ci fa da queste parti? si domand Geras, accigliato. La Proteo dovrebbe essere gi a sud.
Lui scosse la testa con rabbia. Quel bastardo bugiardo non ha mai avuto intenzione di seguire gli ordini. Non capisci? Sapeva che non avrebbero trovato molto da quelle parti. Deve averci girato intorno quando avevamo appena lasciato Petrapylae.
Ettore avr avuto le sue ragioni, intervenne Castore. Forse  stato spinto qui da una pattuglia della marina.
Ma, in quel caso, perch massacrare gli equipaggi dei vascelli che cattura? Pensateci. Lo sta facendo solo per non lasciare testimoni delle sue razzie e impedirci di scoprirlo.
Telemaco distolse lo sguardo, nel tentativo di dissimulare la rabbia feroce che gli infiammava il petto. Il suo odiato rivale l'aveva avuta vinta. Era stato uno sciocco a pensare che Ettore potesse seguire gli ordini di Bulla, e gli uomini l'avrebbero considerato un incompetente per la facilit con cui si era lasciato ingannare.
Ma poi ricord che era il comandante di un vascello pirata. Aveva una ciurma insoddisfatta da tenere a bada, una nave a corto di provviste e uno squadrone della marina romana che perlustrava quel lato dell'Adriatico. Un'esistenza di stenti e vissuta alla giornata l'aveva abituato a non soffermarsi troppo sulle sventure, cos, costringendosi ad accantonare la frustrazione, torn a rivolgersi al marinaio.
Quando si  verificato l'attacco? chiese.
Ieri pomeriggio. Poco prima del tramonto, signore.
E dove, di preciso?
Non lontano da Senia. Avevamo superato la colonia qualche ora prima.
Geras si sfreg la mascella, assorto. Questo significa che Ettore ha mezza giornata di vantaggio su di noi. La Proteo non  velocissima. Con questo vento a favore potremmo ancora superarla e precederla nelle razzie.
Sempre che ci siano ancora delle prede, fece notare Castore.
Che cosa intendi? Certo che ce ne saranno.
Il quartiermastro scosse la testa. Sono giorno che cacciamo in queste acque. Dobbiamo partire dal presupposto che Ettore non abbia catturato solo questa nave. Se cos fosse, gli altri vascelli potrebbero essere ormai al corrente della nostra presenza. E, a quanto pare, la marina sta dicendo a tutti i capitani di non prendere il largo. Ci saranno meno navi che tenteranno il viaggio, e le poche che lo faranno probabilmente invertiranno la rotta appena ci avvisteranno.
Merda! Geras scosse la testa con rabbia. Dev'esserci qualcosa che possiamo fare. Non possiamo permettere a quel bastardo di farla franca.
Telemaco riflett un momento. Sapeva di non poter tornare a Petrapylae a mani vuote. Sarebbe incorso nella furia di Bulla e avrebbe segnato la fine della sua breve carriera da capitano pirata. Aveva bisogno di una vittoria. Una vittoria che dimostrasse al resto della ciurma che meritava di essere il loro comandante. Inclin la testa verso il marinaio.
Quest'altra nave... La Scamandro. Dov' diretta?
Il marinaio scroll le spalle. Non lo so. Lo sapeva il capitano, ma  morto. Distolse lo sguardo e si mosse, a disagio.
Telemaco vide il guizzo di sfida nei suoi occhi. Stai mentendo, Aminta.
 la verit, signore, rispose umilmente l'uomo.
Lui si guard alle spalle. Scirone! Taglia la lingua a questo bugiardo.
Con un ghigno crudele, il pirata tarchiato fece un passo in avanti e sfoder il pugnale dalla cintura. Altri due tennero Aminta fermo per le braccia, mentre Scirone gli accostava il coltello alla faccia. Alla vista della lama lucente, il marinaio cedette.
Flanona! Era diretta a Flanona! Adesso sar l.
Sei sicuro? domand Telemaco.
Tra i nostri capitani c'era un accordo, rispose in fretta Aminta. Se uno dei due avesse avuto problemi, l'altro si sarebbe diretto verso Flanona e avrebbe aspettato l, finch tornare in mare non fosse stato sicuro.
Ha senso, intervenne Castore. Non  troppo lontano da qui. Un posto perfetto per cercare rifugio.
Che cosa trasporta? chiese Telemaco, fissando i penetranti occhi azzurri sul marinaio.
Soprattutto spezie. Un po' di canfora e sandalo. E anche avorio.
Spezie! Geras fece un fischio. Per il cazzo di Nettuno! Quel lotto varrebbe una piccola fortuna, se riuscissimo a impossessarcene.
Sempre che la nave sia ancora in porto, osserv Castore. Flanona  a una giornata di navigazione da qui. Ormai potrebbe essere ripartita.
Il marinaio scosse la testa. Rester l per almeno un paio di giorni. Il suo capitano  un lupo di mare vecchio e prudente. Se lo conosco come credo, non riprender il largo finch non sar certo di non correre rischi.
 deciso, allora. Torniamo subito sulla Galatea. Leito, raduna i prigionieri e mettili nella stiva. Trasferisci tutte le provviste rimase sulla nostra nave.
Il sole era gi basso all'orizzonte quando i civili attraversarono sconsolati il ponte per trascinarsi verso la stiva.
 saggio, capitano? chiese Geras sottovoce. Le provviste scarseggiano anche senza prendere a bordo altre bocche da sfamare.
Sono gli ordini di Bulla. E poi, spunteranno un buon prezzo al mercato degli schiavi.
Telemaco rimase un po' sorpreso da quanto poco lo toccasse condannare quella gente alla stessa vita di miseria e servit che stava soffrendo suo fratello. Ma aveva avuto un'esistenza difficile e aveva fatto il callo da tempo alle ingiustizie oltraggiose e alle crudelt del mondo. Se non poteva cambiarle, tanto valeva trarne profitto.
Riporta gli altri sulla nave, disse a Geras, determinato. Faremo vela verso Flanona e cattureremo la Scamandro all'ancoraggio. Se partiamo subito, riusciremo a raggiungerla prima che possa ripartire.
A quella dichiarazione, Castore risucchi l'aria salmastra tra i denti.
Telemaco lo fiss. C' qualche problema?
Assalirla al porto non sar facile, rispose il quartiermastro. Sono stato pi volte a Flanona, quando lavoravo sui mercantili. Ha ottime difese. Scogliere scoscese su entrambi i lati della baia, ed  anche dotata di un presidio militare.
Milizie?
Ausiliarie. Le autorit hanno rinforzato il presidio dopo le ultime incursioni pirata di qualche anno fa. Hanno una torre di guardia e anche delle catapulte. Non riusciremo mai ad avvicinarci abbastanza. Non con quella sorveglianza sul porto.
Potremmo muoverci di notte, sugger Geras. Cos non ci vedrebbero.
Castore riflett, poi scosse la testa. Non funzionerebbe. Resterebbe comunque il problema di prendere la nave senza dare l'allarme.  impossibile.
Forse no, medit Telemaco.
Geras lo fiss con aria interrogativa. Capitano?
Il comandante fece un gran sorriso mentre l'abbozzo di un piano cominciava a formarsi nella sua mente. Se non possiamo entrare nel porto a catturare la Scamandro, dovremo attirare la nave verso di noi....
...
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Capitolo 22.
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...
Sicuro che sia una buona idea? chiese Geras, con gli occhi fissi sulla massa scura delle montagne che si ergevano sopra Flanona.
Appena la notte era calata sulla costa, Telemaco aveva ordinato di mettersi in panna vicino all'imboccatura della baia. Le vele della Galatea erano state ammainate e il pennone rimosso per ridurre le possibilit di avvistare la nave da terra. Oltre la prua, si sentiva lo sciabordare leggero delle onde contro lo scafo.
Il capitano sorrise lugubre. Richiedimelo tra un'ora.
Forse faremmo meglio a cercare altrove, disse Geras. Tornare in mare. Presto o tardi prenderemo qualcosa.
Ormai ho deciso, rispose lui con fermezza. Non possiamo lasciarci sfuggire questa opportunit. Adesso, ricorda. Se non torno entro un'ora, devi prendere il comando della nave e lasciare subito la baia. Dirigiti al punto di ritrovo e non fermarti per nessuna ragione.
Tu vedi di tornare.
Lo far. Tent di sorridere. Sotto il baluginare delle stelle, l'espressione inquieta dell'amico era a stento visibile. Alle sue spalle, gli uomini della squadra d'abbordaggio si stavano radunando nei pressi dell'albero. Sussurravano sommessi mentre sbrigavano gli ultimi preparativi in vista dell'attacco a sorpresa che avrebbero sferrato quella notte contro la Scamandro.
I pirati avevano raggiunto Flanona diverse ore prima, dopo aver sfrecciato a vele spiegate lungo la costa. Arrivati alla baia, nel buio sempre pi fitto, Telemaco aveva ordinato alla ciurma di portare la Galatea il pi vicino possibile al porto. Con un po' di fortuna, le vedette li avrebbero visti scomparire all'orizzonte e si sarebbero illusi che fossero andati altrove in cerca di prede pi semplici. Il piano di Telemaco dipendeva dal fatto che il capitano del mercantile pensasse che nessun comandante pirata sarebbe stato cos avventato da tentare di rubare la nave sotto il naso della guarnigione ausiliaria.
Il suo accurato studio del porto aveva confermato che, come sospettava all'inizio, un attacco diretto non era possibile. L'entrata era sorvegliata da una torre di guardia, pronta ad allertare la guarnigione al primo segno di pericolo. Sulle mura della citt erano state montate delle baliste per proteggere le navi onerarie e i pescherecci del posto, e qualunque gruppo d'assalto sarebbe stato affondato molto prima di raggiungere la banchina. Se anche fossero riusciti ad aggirare le difese, impossessarsi del mercantile non sarebbe stato semplice. Aminta aveva identificato senza difficolt la Scamandro ormeggiata, avvisandoli che l'equipaggio era molto leale al suo capitano e che avrebbe opposto una strenua resistenza a chiunque avesse cercato di prendere la nave con la forza.
Venti uomini avrebbero accompagnato Telemaco nell'incursione: quasi met della sua ciurma. Aveva scelto i marinai pi capaci per assaltare la Scamandro e farla uscire dal porto al buio. Lui sarebbe andato in avanscoperta insieme ad altri tre nella scialuppa che la Galatea portava sul ponte. Il resto della squadra, al comando di Castore, li avrebbe seguiti a distanza in una barchetta per la pesca allo sgombro che avevano catturato quel giorno stesso.
I ragazzi sono pronti, annunci il quartiermastro sottovoce, arrivando dalla balaustra laterale.
Telemaco annu. Falli salire sulle barche. Ricorda, non il minimo rumore. Concer per le feste chiunque sia sorpreso a parlare dopo la partenza.
Non preoccuparti. Non voler una mosca. Me ne occuper io.
Castore si volt e diede un ordine sommesso alla squadra d'abbordaggio. I suoi scesero per primi, calandosi nella barca da pesca che dondolava accanto alla Galatea. Poi numerosi marinai di coperta tirarono le funi delle pulegge per sollevare la scialuppa dalla sua piattaforma e altri la fecero scendere lungo il fianco. Telemaco fu l'ultimo a calarsi lungo la scaletta di corda e a lasciarsi cadere delicatamente dietro a Basso, Longaro e Leito. Quest'ultimo si era opposto con veemenza al coinvolgimento di Basso, ma Telemaco aveva respinto le sue proteste, ricordandogli che dopo la punizione il tracio scontroso e recalcitrante aveva eseguito i suoi compiti senza fiatare. Inoltre, riflett Telemaco, dato che Basso era un ex gladiatore, il suo talento con la spada avrebbe fatto comodo durante la spedizione.
Le due barche si allontanarono con una spinta, gli uomini curvi sui remi che avevano avvolto in dei panni per smorzare il rumore. Al segnale di Telemaco, la scialuppa si port lentamente davanti alla barca da pesca e si diresse verso la riva. Tutt'intorno la baia appariva immobile e silenziosa, ma lui sentiva il cuore battergli sempre pi forte nel petto. Il piano dipendeva dalla loro capacit di creare una diversione prima che il resto della squadra attaccasse la Scamandro. In caso contrario, i pirati non sarebbero mai riusciti a sopraffare l'equipaggio della nave prima dell'arrivo degli ausiliari. Tutti quelli che avessero avuto la sfortuna di essere catturati vivi sarebbero stati crocifissi, la punizione inflitta a chi osava sfidare l'autorit di Roma in mare aperto.
Con un grande sforzo di volont, Telemaco si liber dei dubbi mentre la scialuppa avanzava furtiva nella baia. Volt la testa per cercare qualche segno della barca di Castore, ma questa era molto indietro, ormai, persa nel buio in attesa di svolgere la sua parte nell'attacco. Lui riport lo sguardo in avanti e intravide le navi ormeggiate una dietro l'altra lungo la banchina di pietra, il profilo degli alberi che si stagliava contro il caldo bagliore delle luci della citt.
Sussurr un ordine e la scialuppa cambi direzione, scivolando verso la rampa di pietra in fondo alla banchina. Lasci scorrere gli occhi sul pontile. Su un lato si ergeva una fila di grandi magazzini di legno, con svariate stradine che si snodavano dalla banchina. Erano per lo pi deserte, ma dalla citt giungeva un vociare lontano di marinai che gozzovigliavano nelle taverne.
Qualche attimo dopo, la scialuppa si affianc alla banchina e Telemaco ordin ai suoi di allentare la presa sui remi. Mentre la piccola imbarcazione urtava con delicatezza la rampa, Basso prese la barbetta e la leg a uno dei bittoni di pietra, stabilizzando la scialuppa sull'acqua calma. Quando fu ormeggiata, Telemaco si alz lentamente in piedi e fece un cenno alla ciurma.
Seguitemi, disse a bassa voce. E ricordate, ragazzi, niente fretta, o attireremo l'attenzione. Se qualcuno si avvicina, lasciate parlare me.
Gli altri tre annuirono, poi lo seguirono su per i gradini della banchina. Indossavano tutti e quattro tuniche semplici e sandali a buon mercato, simili a quelli portati dagli uomini della Artemis. Se qualcuno li avesse fermati, avrebbero detto di essere i marinai di una delle onerarie ormeggiate lungo la banchina. Quello stratagemma avrebbe fatto guadagnare loro qualche istante per potersi dare alla fuga.
Con passo tranquillo, Telemaco avanz verso il gruppo di magazzini situati al lato del porto. Sentiva il fodero della falcata nascosta sotto il mantello battere contro la coscia mentre attraversava l'ampia strada che separava la banchina dai magazzini. Due marinai ubriachi li superarono, barcollando verso il loro veliero. Telemaco alz il mento in cenno di saluto e prosegu, il cuore che accelerava il battito. Si aspettava di essere fermato da un momento all'altro, ma le poche persone in giro erano sbronze e troppo impegnate a litigare o raccontarsi barzellette per prestargli attenzione.
Di colpo si blocc nell'ombra e scrut i magazzini. Aminta aveva detto che uno degli edifici conteneva carichi di lino. Dopo qualche istante, trov il posto che stava cercando.
Ecco, sussurr, indicando un magazzino sulla sinistra.  quello.
Gli altri tre guardarono nella direzione indicata. Un cartello dipinto all'ingresso del cortile annunciava che il magazzino apparteneva a Vibio Draco. Accanto al portone stava seduta una guardia tozza, i lineamenti illuminati dal debole bagliore di un lume a olio. Dalla cintura pendeva una mazza ferrata.
E adesso? chiese Leito.
Entriamo e incendiamo il magazzino.
E come? Se cerchiamo di entrare con la forza, il tizio dar l'allarme. Gli ausiliari ci saranno addosso prima che possiamo appiccare il fuoco.
Ho un'idea migliore, rispose Telemaco. Forza. Seguitemi.
Inspirando a fondo, si avvicin disinvolto al portone, fiancheggiato dai suoi uomini, e si guard intorno per controllare che nessuno li stesse osservando. Nel vederli, la guardia si alz dallo sgabello e sbarr loro il passaggio, incrociando le braccia muscolose al petto. Gli occhi piccoli e opachi studiarono i quattro che gli si erano parati di fronte.
Che cosa volete? ringhi.
Stiamo cercando Il delfino ubriaco, disse Telemaco, alzando le mani. Dovremmo vederci l con alcuni amici.
La guardia socchiuse gli occhi con sospetto. Il delfino?  dall'altra parte della citt.
Telemaco lanci una serie di improperi esagerati. Tipico di Galabro. Ci ha dato le indicazioni sbagliate, come al solito. Come possiamo arrivarci, amico?
La guardia si rilass leggermente, indicando la strada.  una bella camminata. Dovrete scendere da l, vedete, prendere la seconda sulla destra e arrivare fino in fondo....
Mentre l'uomo illustrava loro il percorso, Telemaco estrasse il pugnale da sotto il mantello e glielo avvicin al collo, premendo la punta contro la carne morbida.
Prova a fiatare, sibil sottovoce, e ti sbudello come un pesce. Capito?
La guardia abbass il braccio e annu in fretta. Telemaco lo spinse nel cortile, seguito a stretto giro dagli altri tre. Una volta dentro, si ferm e si volt verso i compagni.
Accendete le torce, ordin. Svelti.
Leito usc di corsa dal cortile e torn dopo un momento con il lume a olio staccato dal sostegno. Basso e Longaro, intanto, estrassero le torce nascoste sotto i mantelli. Leito ne afferr una e accost con cura la fiamma della lampada al panno imbevuto di sego in cui l'avevano avvolta. Prese fuoco in un attimo. Accese anche la seconda torcia, poi pos la lampada e torn di guardia all'ingresso. Prendendo la torcia dalla mano di Basso, Telemaco gli ordin di bendare e imbavagliare la guardia, e di tagliargli la gola se avesse causato problemi. Dopodich, insieme a Longaro, raggiunse a passo felpato il magazzino, illuminando con la fiamma guizzante delle torce le porte robuste affacciate sul cortile.
Not che erano tutte chiuse con spranghe di ferro. Raggiunse la pi vicina e prov ad aprirla. La sbarra cigol quando cerc di estrarla dalla guida. Sussurr a Longaro di aiutarlo e insieme riuscirono a spostarla, lavorando lentamente per fare il meno rumore possibile. Poi apr la porta ed entr con cautela, seguito da Longaro.
Si trovarono in un'ampia stanza con il pavimento di pietra. Le balle di lino erano accatastate lungo le pareti laterali, alcune in pile cos alte da sfiorare le travi di legno del soffitto. Telemaco and verso una di quelle alla sua destra, la apr con uno strattone e accost la torcia; Longaro fece lo stesso sul lato opposto della stanza. Appena la balla prendeva fuoco passavano oltre, percorrendo l'intero magazzino e incendiandone molte altre. Le fiamme si propagarono in fretta, crepitando furiose mentre le lingue giallo intenso e arancione correvano da una balla a quella successiva.
Forza, disse Telemaco. Andiamocene da qui.
Nel frattempo, pennacchi di fumo nero e acre si gonfiarono nell'aria notturna. Basso aveva legato e imbavagliato la guardia, per poi gettarla accanto al carretto su un lato del portone. Le sue grida d'aiuto smorzate furono soffocate presto dal boato dell'incendio che consumava in fretta il magazzino. Non c'era pi bisogno di discrezione, adesso, e i quattro si affrettarono a uscire dal cortile e a spostarsi lungo la banchina. Parecchi marinai sul ponte delle navi ormeggiate avevano gi cominciato a svegliare i compagni, indicando le fiamme con gesti frenetici.
Telemaco si acquatt con i suoi uomini accanto a una pila di ceste di grano ammassate nei pressi di uno dei vascelli onerari e si volt a guardare il magazzino, mentre un gruppetto di ausiliari arrivava di corsa dalla guarnigione per spegnere l'incendio. Il fuoco ormai infuriava in modo incontrollabile e, quando si propag all'edificio vicino, uno dei soldati url ai marinai fermi a osservare la scena di dare loro una mano. In un primo momento nessuno si mosse, molti erano paralizzati dalla paura. Alla fine alcuni capitani ordinarono all'equipaggio di mettersi in azione, senz'altro perch avevano capito che l'incendio rischiava di distruggere anche le loro scorte e merci. Ben presto, sul ponte di ciascun vascello rimase solo un pugno di uomini.
Dove sono gli altri? borbott Leito. Dovrebbero aver visto il segnale, ormai.
Telemaco spost l'attenzione sulle acque placide del porto, indisturbate dal movimento ritmico dei remi, e per alcuni istanti ansiosi si chiese se la seconda barca fosse andata alla deriva. Poi vide la sua sagoma scura sbucare dal nero mentre l'equipaggio remava dritto verso la Scamandro. Come aveva previsto, i pochi marinai rimasti sul ponte dell'oneraria erano ipnotizzati dalle fiamme che stavano avvolgendo il magazzino e non si accorsero affatto della barchetta che puntava verso di loro per poi scomparire di colpo dalla vista. Ci fu una lunga pausa tesa, poi l'aria fu infranta da grida di panico mentre i pirati si arrampicavano sullo scafo e invadevano il ponte in un luccichio di armi.
Adesso! disse Telemaco, balzando fuori dal riparo dei sacchi di grano. Seguitemi, ragazzi!
Corse lungo la banchina insieme ai tre compagni, diretto alla passerella che saliva sul ponte della Scamandro. Pi avanti un coro di grida indicava che a bordo della nave era in corso una battaglia disperata, ma con l'incendio che infuriava sull'altro lato del porto nessuno vi prestava attenzione. Telemaco strinse la falcata e sal di corsa a bordo, i compagni sguainarono le spade dai foderi nascosti e si precipitarono dietro di lui.
In pochi passi raggiunse il ponte di prua e guard lo scuro groviglio di corpi che combattevano nei pressi dell'albero maestro. Al bagliore lontano delle fiamme not i pochi marinai che tenevano testa agli invasori, armati di caviglie e uncini e qualunque altra arma improvvisata fossero riusciti a trovare. Stavano opponendo una strenua resistenza agli avversari meglio armati, ma non si accorsero dei quattro in arrivo dal ponte di prua.
Alla carica! rugg Telemaco.
Si avvent sul marinaio pi vicino, una figura tozza che brandiva un arpione. Accorgendosi all'ultimo dello scalpiccio alle sue spalle, l'uomo si volt per affrontarlo e spinse l'arpione in avanti, mirando alla gola. Telemaco par l'attacco e rispose con una finta, ma il marinaio indietreggi prima che potesse colpirlo con la falcata. Ringhiando, l'avversario tent un altro affondo. Questa volta Telemaco lo schiv scartando di lato per evitare la punta a forma di foglia che fendeva la notte con un sibilo feroce. Agguant l'asta con la mano libera e tir con forza, strattonando a s il marinaio. L'uomo ansim, sorpreso, quando Telemaco gli squarci il torso con il filo della falcata, appena sotto la cassa toracica. Con le mani tremanti si tocc gli intestini luccicanti che fuoriuscivano dalla ferita e croll in ginocchio, scioccato, a bocca aperta.
Telemaco sent esultare e alz gli occhi per vedere i pochi marinai rimasti che si arrendevano, gettando via le armi improvvisate. Altri si tuffarono in acqua nel tentativo di sfuggire ai pirati. Ma non c'era tempo per festeggiare, perch i rumori dell'attacco avevano attirato l'attenzione degli equipaggi delle altre navi ormeggiate. Alcuni correvano sul pontile, chiamando in preda al panico gli ausiliari occupati a spegnere l'incendio al magazzino. Telemaco si volt verso i suoi uomini.
Mollate gli ormeggi! rugg. Prendiamo il largo! Subito!
Un gruppo corse ad allascare le cime di ormeggio e a gettarle di lato, altri imbracciarono i remi e li usarono per spingere la Scamandro via dalla banchina. Appena furono in acque aperte, Castore diede un ordine e il resto della ciurma si affrett a posare le armi e corse ad aiutare con i remi, spingendo la prua della nave verso l'imboccatura della baia.
Telemaco si volt a guardare con ansia la banchina. Ormai gli ausiliari e il resto della folla raccolta intorno al magazzino avevano capito cosa stava accadendo, e vide figure minuscole correre sui bastioni che circondavano la citt, stagliate contro il bagliore albicocca delle fiamme. L'incendio illuminava il porto, riflettendosi sull'acqua che sciabordava piano, e i pirati si strinsero sul ponte di poppa per osservare lo spettacolo.
Mentre l'oneraria catturata attraversava lentamente il porto, una delle torri di guardia lanci l'altol. Poi Telemaco not uno scintillio in cima alle mura, seguito dall'inconfondibile schiocco di una balista. Con un grande spruzzo, il proiettile manc il bersaglio e affond nell'acqua dietro la Scamandro. Telemaco si rivolse a Castore. Presto aggiusteranno la gittata. Possiamo andare pi in fretta?
Il quartiermastro scosse la testa. I ragazzi stanno gi remando il pi veloce possibile.
Telemaco borbott un'imprecazione. Nella baia risuon una nuova serie di scoppi e altri dardi infuocati sfrecciarono nel cielo scuro. Il tiro successivo cadde nella scia della nave, ma il terzo riusc a colpire gli uomini raccolti sul ponte di poppa, infilzandone due. Le loro grida orribili fendettero l'aria notturna quando la punta dei dardi li trapass per conficcarsi nel tavolato in una violenta pioggia di schegge. Mentre l'assalto proseguiva, gli altri marinai si sparpagliarono sul ponte o si tuffarono al riparo nel disperato tentativo di evitare lo stesso destino.
Telemaco sent uno sbuffo d'aria sulla guancia.
Fa' alzare la randa! url a Leito. Useremo la brezza di terra per aumentare la velocit. Svelto!
Leito rifer l'ordine e gli uomini che non stavano chini sui remi si affrettarono a salire sulle griselle e a posizionarsi lungo la varea, cercando di sciogliere il pi in fretta possibile i nodi di cuoio intorno alla vela. Dabbasso, sul ponte, gli altri lavoravano freneticamente per ammainare le scotte e legarle alla balaustra laterale. La brezza gonfi la randa con un rumore sordo e, sotto quella tensione, la Scamandro aument subito la velocit, con la prua che prendeva l'abbrivio verso l'entrata della baia.
Telemaco e Castore si voltarono a guardare il porto: una nuova serie di schiocchi indicava che altri dardi si alzavano verso di loro, in un ultimo, disperato tentativo di colpire la Scamandro prima che potesse fuggire. La nave era sempre pi lontana, per, e i proiettili mancarono il bersaglio, precipitando in acqua a poppavia proprio nel momento in cui raggiungeva la salvezza del mare aperto.
I vogatori esultarono eccitati quando Telemaco ordin loro di fermarsi e di rientrare i remi. Castore scese nella stiva e riapparve pochi istanti dopo con un gran sorriso.
Il carico c' tutto, disse. Una fortuna in spezie e avorio. Proprio come aveva detto il marinaio dell'Artemide.
E le provviste?
Hanno appena fatto approvvigionamento, a quanto pare. Pane, acqua, formaggio e barili di maiale sotto sale. C' anche un bel po' di vino.
Telemaco annu, colto da un enorme senso di sollievo. Il suo piano avventato era stato un successo. Con la sua doppia parte del bottino appena conquistato, sarebbe stato pi vicino a comprare la libert del fratello. Molto pi vicino. Ma lo stratagemma era costato la vita ad alcuni suoi uomini, ricord con rabbia. E non erano ancora del tutto al sicuro. Non finch restavano in zona, dato che la guarnigione avrebbe subito allertato il resto della costa della loro presenza. Si volt verso Scirone.
Forma un equipaggio per questa nave. Metter te al comando. Una volta arrivati in mare aperto ci fermeremo e, appena far abbastanza chiaro, salperemo per Insula Pelagus.
Sissignore, rispose Scirone.
Guardando in avanti mentre veleggiavano verso la Galatea in attesa, Telemaco sorrise tra s. Per la prima volta da quando aveva preso il comando, sent il brivido di aver guidato una ciurma di pirati coriacei in un'incursione di successo. Era un senso di orgoglio e soddisfazione che andava oltre qualunque cosa avesse mai conosciuto. Al suo fianco not che Castore gli sorrideva, sfregandosi le mani impaziente.
Questo  quello che chiamo un buon abbordaggio, disse il quartiermastro. Gli uomini brinderanno in tuo onore, stasera.
Telemaco annu e torn a guardare verso Flanona. Sono stati bravi, disse. Adesso dobbiamo solo occuparci di quel bastardo di Ettore.
...
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...
Capitolo 23.
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...
A quanto pare siamo arrivati per primi. Leito indic la riva lontana e Telemaco segu la direzione del suo sguardo, schermandosi gli occhi in cerca di qualche segno della Proteo e della sua ciurma.
Il sole picchiava nel cielo limpido e una brezza tiepida soffiava mentre la Galatea si dirigeva verso il punto di ritrovo. Dietro, governate da un paio di equipaggi minimi, seguivano le due navi catturate da Telemaco: la Scamandro e un'oneraria pi piccola che avevano intercettato tornando da Flanona. Quest'ultima era stata presa mentre sfuggiva a una burrasca lungo la costa e non aveva avuto alcuna possibilit di scampare alla loro imbarcazione pi rapida. Il suo carico di stoffe, vetro e oggetti di terra sigillata sarebbe stato acquistato a buon prezzo dai mercanti di Petrapylae. Poich ciascun pirata avrebbe ricevuto una parte dei profitti, l'equipaggio era di buon umore e svolgeva i propri compiti chiacchierando e ridendo.
Geras scrut la linea continua della costa e corrug la fronte. Dov' la Proteo? Ettore e i suoi dovrebbero essere arrivati, ormai.
Chi pu dirlo? Telemaco scroll le spalle. Potrebbero aver incontrato un'altra pattuglia navale. O essere stati spinti fuori rotta da quell'ultima burrasca.
O forse il bastardo vuole solo farci aspettare. Non mi stupirebbe.
Telemaco tir un sospiro stanco. In ogni caso, non possiamo fare altro che fermarci e aspettare il suo arrivo. Sono gli ordini di Bulla.
Da quando in qua a Ettore frega qualcosa degli ordini? Comunque, ride bene chi ride ultimo. Aspetta che il bastardo veda tutto il bottino che abbiamo accumulato. Scommetto che i suoi non hanno preso niente di prezioso come un carico di spezie. Questo lo rimetter al suo posto.
Castore strinse le labbra. Non ne sarei cos sicuro.
Cosa significa? chiese Telemaco, voltandosi verso di lui.
Ettore  nella ciurma da un pezzo. Quasi dall'inizio. Non sar un abile marinaio, ma  tenace e sa come fare a sopravvivere. Nel corso degli anni ha neutralizzato parecchie sfide alla sua autorit. Quando scoprir il nostro successo, ti vedr come una minaccia. Ricordalo.
Il giovane capitano scosse la testa. Sto solo eseguendo gli ordini. Almeno Bulla sar felice.
Prova a dirlo a Ettore.
Geras sbuff con forza. Pirati. Pi fissati con la politica di un gruppo di dibattito ateniese. Sinceramente, io non vedo l'ora di tornare alla base con tutto questo bottino. Ce n' abbastanza per tenerci ubriachi e sazi di sesso per mesi.
Gli altri, forse, osserv Telemaco. Per qualche motivo, dubito che la tua parte durer tanto a lungo.
L'amico lo fiss sorridendo. Forse hai ragione. Ma che senso ha mettere le mani su tutta questa roba se non puoi godertela?
Lui distolse lo sguardo, ascoltando in silenzio Geras e gli altri perdersi in un'eccitata discussione su come avrebbero speso le loro fortune una volta tornati a Petrapylae. I suoi pensieri corsero al fratello. Nonostante la sua doppia quota di profitti, forse non avrebbe avuto abbastanza denaro per comprare la libert di Nereo. Secondo un mercante con cui aveva parlato a Petrapylae, Decimo Rufio Burro era famoso per essere un osso duro nelle contrattazioni e Telemaco doveva aspettarsi di pagare una somma considerevole se voleva liberare il fratello. Fu assalito da una frustrazione amara. Nonostante i suoi sforzi, Nereo era ancora uno schiavo, in balia del suo padrone romano. Se non fosse riuscito a mettere le mani su qualcosa di ancora pi prezioso della Scamandro, rischiava di non rivederlo mai pi.
Due ore dopo, un grido si lev dalla testa d'albero. Ponte! Vela in vista, capitano!
Telemaco alz lo sguardo verso la vedetta. Cosa vedi, Longaro?
 troppo piccola per essere un mercantile, signore.
Potrebbe essere una pattuglia romana, comment Geras.
Lui scosse la testa. Ne dubito. Siamo lontani dalla principale rotta commerciale.
Adesso la vedo meglio, url la vedetta. Ha un guidone nero. Sembra proprio la Proteo, capitano.
Geras grugn. Alla buon'ora.
Telemaco annu e riport lo sguardo all'orizzonte. Aveva fatto ammainare la randa della Galatea e issare una piccola vela di trinchetto per stabilizzarne la prua mentre cavalcava le onde tranquille. Un'ora dopo, scorse il guidone nero e il lento avvicinarsi del vascello pirata pi grande. Procedeva a rilento, trasportato dal mare calmo, e alla sua ultima virata Telemaco not che aveva un pennone legato al moncone dell'albero maestro. Una vela di ricambio sporca e macchiata era stata issata in modo irregolare.
Sembra danneggiata, disse Leito. Non c' da stupirsi che ci abbia messo tanto ad arrivare.
Quando la Proteo fu a un miglio di distanza, un gruppetto di figure abbass con cautela la vela e il pennone. Poi tirarono fuori i remi per coprire il tratto che ancora li separava dalla Galatea e si fermarono a una cinquantina di passi di distanza. Qualche istante dopo, un membro dell'equipaggio apparve sul ponte di prua e lanci un grido.
Il capitano Ettore vuole parlare con Telemaco!
Lui url una risposta e si volt verso i suoi ufficiali. D'accordo. Vado a sentire cosa succede. Calate la scialuppa. Geras, vieni con me. Leito, sei al comando fino al nostro ritorno.
La scialuppa copr dondolando la distanza tra le due navi. Telemaco sedeva a poppa, con Geras di fronte, e altri due pirati facevano forza sui remi per spingere la barca verso la Proteo. Quando affiancarono la galea, Telemaco ordin loro di riposarsi. Geras fiss il gancio d'accosto alla balaustra laterale della Proteo e poi qualcuno dall'alto gett una cima. Telemaco si alz in piedi goffamente, aspett che un'onda sollevasse la barca, quindi afferr la fune e si arrampic su per il fianco del vascello. Geras lo segu in fretta, raggiungendolo sul ponte di coperta qualche attimo dopo.
Guardandosi intorno, Telemaco si accorse subito dell'entit del danno. Le sartie e le scotte della Proteo erano state riparate alla meglio con numerose giunte, e alcune costole intorno alla mastra del boccaporto erano frantumate. Sul lato opposto della nave, una catena di uomini stava svuotando in mare secchiate d'acqua. Lavoravano con espressione abbattuta, borbottando tra loro.
Che cosa  successo? chiese Geras al marinaio che aveva gettato loro la cima.
A te che cazzo sembra? rispose lui sottovoce. Ieri notte siamo finiti in una tempesta. Ci ha spezzato l'albero in due.
Telemaco fece una smorfia. Ci siamo passati in mezzo anche noi. Non era cos pericolosa. Non tanto da portare via un albero, in ogni caso.
 stata colpa del capitano, rispose il marinaio con rabbia. Si  rifiutato di ammainare le vele prima che scoppiasse. Il vento ci ha praticamente girati. Non ci siamo ribaltati per miracolo. Abbiamo perso tre uomini, e gli altri hanno passato buona parte della notte a sgottare acqua.
E il vostro carico? chiese Telemaco.
Il marinaio scroll le spalle, scoraggiato. Abbiamo dovuto gettarlo quasi tutto fuoribordo.
Ettore non ne sar molto felice.
Chiedeteglielo voi stessi.
Indic con il mento la passerella che scendeva nella cabina di poppa. Il capitano della Proteo era emerso insieme a un pirata pi alto e muscoloso, con una zazzera aggrovigliata screziata di grigio. Telemaco riconobbe vagamente Virbio, il secondo di bordo.
Ettore fulmin con un'occhiataccia il marinaio, che se la diede a gambe e li lasci a conferire nel massimo dell'intimit concessa dal ponte affollato. Dopo un rapido sguardo ai due mercantili che galleggiavano accanto alla Galatea, il capitano della Proteo fiss Telemaco.
Sar breve, sbott. La Proteo non  in condizioni di continuare la caccia. Resta a galla a malapena.
Cosa pensi di fare? domand Geras.
Che scelta ho? Mi tocca riportarla a Petrapylae per farla riparare. Con questo albero improvvisato dovremmo riuscire ad arrivare tutti interi.
Virbio pieg la testa verso la Scamandro e l'oneraria pi piccola. Voi almeno avete avuto fortuna.
Ce la siamo cavata, rispose Telemaco, voltandosi verso Ettore. Non certo grazie a te.
Cosa stai insinuando, ragazzino?
Ho capito il tuo gioco. Il giovane lo fiss con freddezza. Abbiamo trovato una delle navi che tu e i tuoi uomini avete saccheggiato qualche giorno fa. I sopravvissuti ci hanno raccontato tutto. Non siete mai andati a sud. Stavate cacciando nella nostra zona operativa, disobbedendo agli ordini.
Il comandante della Proteo fece un sorriso arrogante e allarg le braccia. E se anche fosse? Persino un idiota avrebbe capito che andare a sud era inutile.
Hai disatteso gli ordini di Bulla.
Non ho avuto scelta. Io e i ragazzi avremmo passato settimane laggi senza trovare un cazzo.
Vallo a dire a Bulla, quando torneremo.
Ettore ridacchi. E a chi pensi che dar ragione il capitano? Io sono il suo vice. Il mio giudizio avr sempre pi peso del tuo. Incroci le braccia al petto con un sogghigno.
Telemaco serr la mascella, furioso, ma sapeva che l'altro aveva ragione. Il secondo di bordo aveva parecchi alleati nella ciurma e Bulla non avrebbe corso il rischio di provocarli. Soprattutto quando anche lui si trovava in una posizione precaria.
E poi, prosegu Ettore, se non fossimo stati qua a nord, non avremmo mai saputo del convoglio rifugiato non lontano da qui.
Telemaco aggrott le sopracciglia. Quale convoglio?
Ci sono tre mercantili ancorati in una baia a circa mezza giornata di navigazione. Pronti da assaltare.
E dovrei crederti sulla parola, giusto?
Ettore scosse la testa. Non sono io a dirlo. Ieri abbiamo incontrato alcuni pescatori. Ce ne hanno parlato loro.
Geras lo guard con attenzione. Che cosa hanno detto?
Sembra che uno squadrone navale stia battendo la costa in lungo e in largo per dire a tutte le navi che incontra di gettare l'ancora in un posto sicuro finch non ci avranno affondati, o messi in fuga. I pescatori sostengono che la baia in cui si  rifugiato il convoglio sia sguarnita. Chiunque lo attacchi potrebbe prendersi quello che vuole.
Come sappiamo che questi pescatori dicono la verit?
Ettore fece spallucce. Vi sto solo riferendo quello che so.
Se quelle navi sono davvero un bersaglio cos facile, perch non le avete ancora attaccate? chiese Telemaco.
Ne avevamo tutta l'intenzione, rispose Virbio con voce stridente. Stavamo progettando una ricognizione della baia quando  scoppiata quella tempesta bastarda. Adesso non possiamo certo continuare, non con la Proteo in queste condizioni. Ma niente impedisce a voi di provarci.
Questa baia dove si trova, di preciso?
Lungo la costa, a non pi di trenta miglia verso nord, disse Ettore. Dovrebbe essere abbastanza facile da trovare. Potreste perlustrarla e vedere se vale la pena di sferrare un attacco. Esit un istante. Io potrei riportare i vascelli che avete catturato a Petrapylae.
Geras rise. Stronzate! Perch dovremmo accettare?
Ettore lo fiss con durezza.
Devi proprio crederci nati ieri, prosegu Geras. Moriremmo, prima di cederti le nostre spoglie.
L'altro scroll le spalle, noncurante. Come preferite. Certo, se non volete provare, potete benissimo tornare insieme a noi e spiegare a Bulla perch vi siete lasciati sfuggire quei bottini.
Telemaco si massaggi la mascella, riflettendo sulla propria risposta. Le motivazioni di Ettore lo insospettivano e sapeva che c'erano buone possibilit che il secondo di bordo lo stesse ingannando. Quell'informazione poteva non essere altro che uno stratagemma per convincerlo a cedere le spoglie conquistate a fatica. D'altro canto, era possibile che Ettore stesse dicendo la verit. Se i tre mercantili erano davvero rifugiati a nord, non potevano permettersi di ignorarne le ricchezze. Un'incursione lampo in una baia sguarnita avrebbe consolidato ancora di pi la sua reputazione tra la ciurma. E con gli ulteriori profitti derivanti dai mercantili depredati, forse sarebbe stato finalmente in grado di acquistare la libert del fratello.
Annuendo, prese la sua decisione. D'accordo. Lo faremo.
Ettore sogghign. Appena raggiungeremo la base far rapporto a Bulla. Gli dir che c' un altro bottino in arrivo.
Virbio corse nella cabina del capitano e torn con una mappa di papiro. Ettore la apr e indic l'ubicazione della baia. Poco dopo, Telemaco si cal con Geras nella scialuppa e fece ritorno alla Galatea, dove ordin di affiancarsi alla Proteo per trasferirvi parte del carico. Voleva tenere il vascello quanto pi leggero possibile in caso avessero dovuto inseguire i mercantili, e dato che gli uomini di Ettore aveva gettato in mare buona parte del carico, avevano un gran bisogno di provviste aggiuntive. Nella stiva della Galatea rimase una modesta quantit di cibo, insieme all'attrezzatura per la pesca allo sgombro impiegata durante l'incursione a Flanona. Sarebbe stata utile se avessero avuto l'occasione di integrare le loro razioni.
Mentre i marinai di coperta lavoravano, Geras raggiunse Telemaco accanto all'albero. Con espressione turbata, osserv gli uomini attraversare il ponte con i barili di maiale sotto sale da portare sulla Proteo.
 saggio? domand. Non mi fido di Ettore.
Nemmeno io, rispose Telemaco. Ma non abbiamo molta scelta. A parte la Scamandro, non abbiamo trovato altre navi degne di essere attaccate. Se c' la possibilit di prendere un altro bottino, non possiamo permetterci di ignorarla.
Forse no, ammise Geras. Ma non  da Ettore aiutarci. Quel bastardo traditore non alza un dito senza ricavarne qualcosa. E se provasse a prendersi il merito del nostro bottino?
In quel caso, metteremo in chiaro la situazione appena torneremo in porto.
E se Bulla prendesse le sue parti? Che cosa faremo?
Telemaco sospir con stanchezza. Senti, non possiamo preoccuparci di quello che Ettore potrebbe fare o non fare. Abbiamo l'ordine di prendere quanti pi bottini possibile. Questo significa andare a nord e perlustrare almeno quella baia. Se sembrer promettente, sar un'occasione unica.
E se sembrasse sospetta?
Allora invertiremo la rotta e torneremo subito alla base. In ogni caso, dare un'occhiata da vicino non pu far male.
Geras annu. Come preferisci.
Bene. Telemaco irrigid la schiena. Quando il carico sar trasferito, voglio che le ciurme che governano le navi catturate tornino sulla Galatea. Ettore ci metter i suoi uomini. Dopodich faremo vela verso la baia. Domani a quest'ora potremmo essere ricchi.
Prego solo che tu abbia ragione, capitano.
...
.
...
Capitolo 24.
...
.
...
Con questo vento in poppa dovremmo raggiungere l'ingresso della baia in un'ora, disse Castore, indicando il promontorio.
I primi bagliori dell'alba scintillavano sull'orizzonte orientale mentre la Galatea avanzava silenziosa verso la riva. Il pennone era stato abbassato per ridurre il rischio di allertare le sentinelle e gli uomini scelti per la squadra d'abbordaggio erano rannicchiati sottocoperta, in attesa del segnale d'attacco. Solo un pugno di pirati restava sul ponte, vestiti con semplici tuniche per sembrare marinai di un mercantile. In piedi tra loro, Telemaco scrutava la baia che si apriva oltre il promontorio alla ricerca di onerarie ancorate. Erano ancora troppo distanti per distinguere qualcosa che non fosse il profilo confuso delle montagne lontane.
La Galatea era arrivata in zona la sera prima e si era fermata a qualche miglio dalla costa. Nella luce morente, Telemaco aveva ordinato a Castore di portare con s un gruppetto di uomini sulla scialuppa e andare a perlustrare la baia. Il quartiermastro era tornato qualche ora dopo per riferire di aver visto tre navi ferme all'ancora, gli scafi scuri illuminati da numerosi fal sulla spiaggia. Il buio aveva reso impossibile mettere a fuoco i dettagli, ma a Telemaco era bastato sapere che i pescatori avevano fornito a Ettore informazioni accurate. Restava solo da stabilire un approccio che permettesse alla Galatea di sorprendere i tre mercantili.
Al calare delle tenebre, aveva illustrato il piano ai suoi uomini. Dopo una cena a base di pane, formaggio e maiale essiccato, si erano stesi sul ponte per concedersi qualche ora di sonno prezioso. Voleva che fossero sazi e ben riposati quando la mattina seguente avrebbero sferrato l'attacco ai mercantili ignari.
Da qui pare abbastanza tranquillo, comment Geras, allungando il collo verso la baia. Va a finire che Ettore aveva davvero ragione.
Telemaco annu. Prego che gli di sorridano al mio piano.
Non c' di che preoccuparsi, capitano, disse Castore. Sembreremo del tutto inoffensivi. Le ciurme dei mercantili non sospetteranno nulla. Finch non sar troppo tardi. E comunque, se dovessero insospettirsi, invertiremo la rotta e ce ne andremo. La Galatea  fatta per essere veloce. Sfuggiremo al pericolo molto prima che possano raggiungerci.
Spero che tu abbia ragione.
Telemaco sorrise, cupo, e riport l'attenzione sulla baia di fronte a loro. Il suo piano dipendeva dal fatto che riuscissero ad avvicinarsi alle tre navi onerarie senza che gli equipaggi dessero l'allarme. Da lontano, con un po' di fortuna, la nave pirata sarebbe stata scambiata per un'imbarcazione innocua. Con la Galatea a bloccare l'unica via d'uscita dalla baia, le loro prede non avrebbero avuto scampo. La cattura di altri tre mercantili avrebbe coronato una spedizione di successo, mettendo di certo fine a qualunque minaccia di ammutinamento contro il capitano Bulla.
Durante l'avanzata verso il promontorio, Telemaco sent alcuni uomini discutere su come avrebbero speso la loro parte dei profitti una volta tornati alla base, e riflett sulla differenza tra s e la sua ciurma. Mentre i suoi compagni pensavano solo all'immediato futuro, felici di sperperare il denaro in giare di vino scadente e scommesse sui dadi, lui era mosso da uno scopo pi grande: comprare la libert di Nereo. Ma c'era anche qualcos'altro a spronarlo, comprese in un raro momento di introspezione: il desiderio di dimostrarsi un capitano pirata degno di quel nome. Il successo della missione e il brivido di catturare una preda contavano per lui ancora pi delle potenziali ricchezze.
Il vento si alz di nuovo e la Galatea aument la velocit, doppiando la punta. Telemaco riusc infine a scorgere le tre navi ancorate a mezzo miglio di distanza, sotto la scogliera appena oltre il promontorio. Un vascello era pi piccolo degli altri, con un dritto di poppa molto elaborato e una vela latina. I due pi grandi erano ancorati ai suoi lati, gli scafi scuri che si riflettevano sulla superficie increspata dell'acqua. Entrambi avevano due serie di remi. Splendenti speroni di bronzo si protendevano dalle prue.
Leito sbianc in volto. Merda....
Quelli non sono mercantili, capitano, ringhi Geras. Sono navi da guerra romane!
Un gruppetto di figure grandi come formiche comparve sui ponti delle biremi, gli elmi e le armi che scintillavano sotto il sole chiaro del mattino. In un improvviso fervore di attivit i fanti di marina si misero in posizione, con un pugno di romani armati di archi che si assembravano sui ponti di coperta. Poi le navi tirarono fuori i remi e levarono le ancore, puntando dritto verso la Galatea.
Non capisco, disse Leito. Come abbiamo fatto a non vederle?
Castore scosse la testa con rabbia. Ieri sera quando abbiamo perlustrato il posto non c'erano. Lo giuro!
Basso, il tracio possente, distolse lo sguardo dalle biremi e si volt verso Telemaco, gli occhi strabuzzati per il terrore. Cosa facciamo, capitano?
Lui guard le navi ancora un attimo, i denti stretti dalla rabbia. Poi grid al timoniere: Inverti la rotta!
Signors, capitano!
L'uomo spinse il timone a tribordo, girando la prua nella direzione opposta alle biremi in avvicinamento. Mentre molti marinai di coperta salivano a sciogliere gli ultimi terzaroli, uno di loro lanci un grido.
Si avvicinano altre due navi, capitano! url, indicando l'entrata della baia.
Telemaco vide un altro paio di navi da guerra doppiare il promontorio opposto. Una terza bireme e un vascello molto pi grande che identific subito come una trireme. Un lungo guidone viola sventolava in cima all'albero maestro, e aveva delle catapulte montate a poppa e a prua. Gli uomini nascosti nella stiva avevano udito il trambusto, e Telemaco sent un'ondata di allarme diffondersi rapida tra l'equipaggio mentre i romani completavano la trappola. Al suo fianco, Geras scuoteva la testa incredulo.
Telemaco guard le due navi da guerra superare il promontorio e cap all'istante che non c'era speranza di fuggire. Con la Galatea circondata, era solo questione di tempo prima che i romani li abbordassero e invadessero il ponte. Sapeva che i suoi uomini avrebbero opposto una strenua resistenza, ma erano troppo pochi per tenere a bada il nemico a lungo. Non potevano fare altro che uccidere quanti pi romani possibile prima di essere sopraffatti.
Meglio ordinare agli uomini di schierarsi sul ponte, disse Geras in tono lugubre.
Lui annu. Stava per gridare l'ordine ai pirati nella stiva quando si blocc, colto da un'idea improvvisa. Un piano che sarebbe forse riuscito a evitare il disastro e a salvare la nave. Mise le mani a coppa e url sul ponte: Mettete in panna! Ammainate la vela.
Basso lo fiss inorridito. Che accidenti significa? Dobbiamo scappare finch possiamo.
Telemaco scosse la testa. Non usciremo mai dalla baia.
Ma non possiamo restare qui. Ci uccideranno!
No, se riusciamo a convincerli che non siamo pirati.
Diversi membri della ciurma lo guardarono perplessi. Telemaco indic il boccaporto della stiva.
Abbiamo ancora l'attrezzatura per la pesca allo sgombro, spieg. Nasconderemo le armi e il resto dei ragazzi sottocoperta, e ci fingeremo pescatori.
Non potete parlare sul serio, cazzo, farfugli Basso. E se ci scoprissero?
Non lo faranno. Sentite,  la nostra unica possibilit di uscirne vivi. Telemaco lo fiss con aria di sfida. O forse hai un'idea migliore?
Il tracio ricambi lo sguardo senza rispondere. Telemaco gli volt le spalle e cominci a fornire istruzioni ai suoi uomini. L'equipaggio lavor con rapidit, recuperando in fretta le reti da pesca, i cesti di vimini e le lenze stipate nella stiva. A un ordine di Geras, due uomini coprirono l'apertura del boccaporto con un pezzo di tela cerata legato alle gallocce, in modo da celare alla vista i pirati nella stiva, e nel frattempo gli uomini sul ponte nascosero i marchi sugli avambracci con bracciali di cuoio, mantelli e tuniche a maniche lunghe presi dal cassone degli indumenti. Alla fine dei preparativi, Telemaco decise soddisfatto che lui e la ciurma avrebbero potuto passare per pescatori. Messa in panna la Galatea, i pirati si disposero in attesa delle navi da guerra.
Le due biremi che avevano di fronte rientrarono i remi, mentre la trireme proseguiva verso di loro e il quarto vascello bloccava l'uscita in mare aperto. Quando la nave da guerra pi grande arriv a distanza di grido, i remi furono rientrati e alcuni uomini salirono ad ammainare la vela. Poco dopo, un uomo in un'armatura splendente comparve sul ponte di coperta con un megafono di ottone. Accanto a lui l'equipaggio stava caricando le catapulte di prua, pronto a ridurre la nave pirata in frantumi alla minima provocazione.
Altol! url l'uomo in latino. Identificatevi!
Sebbene fosse cresciuto nelle strade del Pireo, Telemaco aveva ricevuto un'infarinatura di latino dai marinai delle navi romane che di frequente ormeggiavano al porto e sentiva di padroneggiarlo abbastanza bene da rispondere nella lingua dell'Impero. Inspir a fondo e replic: Fermate le catapulte! Siamo pescatori! La ciurma della Galatea!
Ci fu una pausa mentre l'ufficiale armato di megafono conferiva con i subordinati. Poi torn a rivolgersi al vascello pirata. Aspettate l! Sto per mandare una barca. Niente scherzi o vi affondiamo.
Qualcuno grid un ordine e diversi membri dell'equipaggio tirarono la fune della puleggia attaccata alla scialuppa della nave da guerra, calandola in mare. Quattro marinai prepararono i remi e una coppia di ufficiali scese lungo la scala di corda e prese posto nelle sedute di poppa. Telemaco guard la lancia spingersi via dalla nave e avvicinarsi dondolando alla Galatea.
Il momento della verit, borbott Geras.
 stata una pessima idea, disse Basso, in tono sempre pi terrorizzato. Ci scopriranno, lo so.
Telemaco lo fulmin con lo sguardo. Taci! E questo vale anche per tutti gli altri. Lasciate parlare me.
Quando la barca li raggiunse, calarono una scala di corda lungo il fianco della nave. I due romani salirono a bordo, quindi si alzarono in piedi sul ponte instabile con quanta pi dignit possibile. Uno dei due irrigid la schiena e fece un passo in avanti. Era un uomo alto, magro e muscoloso, e il pennacchio sull'elmo indicava che si trattava di un ufficiale. Aveva l'inconfondibile aria arrogante di un nobile romano. Telemaco lo riconobbe subito.
Cane, sussurr.
Con una fitta di ansia, ricord di aver visto il prefetto della marina imperiale a bordo della Selene diverse settimane prima. Telemaco era un mozzo, a quel tempo, e Cane non gli aveva prestato alcuna attenzione. Ma se l'avesse riconosciuto, si sarebbe insospettito. La notizia della cattura della Selene doveva essere giunta al quartier generale della marina a Ravenna, insieme a dettagli sulle sorti del suo intero equipaggio. Sarebbe stato difficile spiegare perch il suo mozzo facesse ora parte della ciurma di un peschereccio.
Il prefetto si schiar la voce. Mi chiamo Caio Munnio Cane, prefetto della flotta di Ravenna. Chi di voi  il capitano di questa nave?
Sono io, rispose Telemaco, la testa protetta dal cappuccio del mantello. Il lungo periodo trascorso in mare aveva alterato sottilmente il suo aspetto, la pelle si era scurita e il fisico ossuto si era irrobustito. La peluria sul volto si era infoltita in una barba ispida, coprendo la cicatrice raggrinzita sul mento. Nonostante questo, temeva che Cane potesse riconoscerlo, e mentre chinava la testa davanti al romano rivolse una preghiera silenziosa agli di. Capitano Telemaco al vostro servizio, signore.
Cane lo guard incuriosito. Telemaco, dite? Avete un'aria familiare... Ci siamo gi incontrati?
Lui lo fiss con sguardo inespressivo. Non mi risulta.
Quanti anni avete?
Diciassette, signore.
Un po' giovane per essere gi capitano, no?
 la nave di mio padre, signore. Ho preso il suo posto dopo la sua morte.
Cane lo fiss ancora un istante. Vi andrebbe di spiegarmi cosa state facendo in queste acque?
Io e i ragazzi siamo venuti qui a pescare, signore. Abbiamo sentito che questo dovrebbe essere un buon posto per gli sgombri. Pensavamo di tentare la fortuna.
Capisco. Cane abbass lo sguardo sull'ammasso di attrezzatura da pesca accanto all'albero. Sapete che negli ultimi giorni lungo questo tratto di costa sono stati avvistati i pirati?
Pirati, signore? ripet Telemaco, fingendosi all'oscuro.
Sono mesi, ormai, che minacciano questa sponda dell'Adriatico. In effetti, qualche giorno fa abbiamo intercettato una loro nave in questa stessa baia. I miei uomini sono intervenuti in fretta per occuparsene. Cane tese un braccio verso la riva.
Strizzando gli occhi nella luce fioca del primo mattino, Telemaco distinse a fatica una lunga fila di pali di legno conficcati nel terreno, con diverse teste impalate sulle punte acuminate. Non riusc a trattenere un brivido.
Cane sorrise freddamente alla sua reazione. Stiamo aspettando di intrappolare gli altri, quando faranno ritorno.
Gli altri?
Il prefetto annu. Al momento dell'attacco, due delle loro navi erano in mare. Le mie sentinelle hanno avvistato la vostra vela e pensato che foste uno degli equipaggi di ritorno. Siete la prima nave amica che incontriamo da giorni, in effetti.
Da queste parti non passano molte navi, quindi?
Cane rise amaro. Per usare un eufemismo. I pirati stanno saccheggiando l'intero tratto di costa da qui a Ortopla, e sono settimane che i mercantili non si azzardano a salpare. Sinceramente mi stupisce che non l'abbiate saputo. Di dove avete detto che siete?
Non l'ho detto, signore. Siamo di... Colentum.
Colentum?  un lungo viaggio da fare solo per qualche pesce.
Telemaco pens in fretta. Pi vicino a casa non abbiamo avuto fortuna, signore.
Il prefetto mantenne ancora per qualche istante un'espressione sospettosa, poi si rasseren. Allora dovreste ringraziare gli di di non esservi imbattuti in nessun pirata. Diventano sempre pi audaci, soprattutto adesso che le rotte marittime si stanno svuotando di mercantili.
Davvero, signore?
Oh, s. Quei delinquenti devono correre pi rischi, alcuni sono arrivati persino ad attaccare navi ferme all'ancora. Solo qualche giorno fa, hanno rubato una preziosa oneraria dal porto di Flanona. In ogni caso,  solo questione di tempo prima che scopriamo il loro nascondiglio. E a quel punto li metteremo a morte dal primo all'ultimo. Non ci sar scampo... n piet. Quelle canaglie si pentiranno di aver osato sfidare Roma. Gli occhi del prefetto brillavano di una determinazione ferrea che spavent Telemaco.
Buon per voi, signore, disse Geras dopo un attimo di silenzio. Era ora che qualcuno desse una lezione a quei pirati. Meritano di essere crocifissi, tutti quanti.
Sono d'accordo. Cane gli lanci un'occhiata, poi rivolse a Telemaco un cenno rigido del mento. Siete liberi di andare per la vostra strada, capitano. Vi suggerisco di passare la notte in qualche ancoraggio sicuro e di tornare a Colentum il prima possibile. C' ancora il rischio di imbattersi in quei pirati. Vi conviene restare in porto finch non ci saremo occupati di loro.
Sissignore. Lo faremo di certo. Invertiremo la rotta appena avrete finito qui.
Cane raddrizz la schiena e si volt per andarsene. Giunto alla balaustra si ferm, come se avesse ricordato qualcosa. Un'ultima cosa, capitano.
S?
Riguardo ai pirati che hanno attaccato Flanona. Il proprietario dell'oneraria rubata  un mio buon amico, perci ho promesso una ricompensa in cambio di qualunque informazione possa portare alla loro cattura.
Di quale entit, signore? domand Geras.
Diecimila sesterzi. Quando li cattureremo, intendo riservare loro una sorte esemplare. La loro insolenza non rester impunita. Se scoprite qualcosa, informate subito la flotta.
Telemaco deglut a fatica. Certo, signore.
Ricordatevene.
Il prefetto annu ancora una volta prima di calarsi lungo il fianco della nave fino alla scialuppa in attesa. Telemaco guard la piccola imbarcazione ritornare sobbalzando verso la trireme. Al suo fianco, Geras tir un profondo sospiro di sollievo.
C' mancato un pelo. Per un attimo ci ho dati per spacciati.
Anch'io, rispose sottovoce Telemaco, distogliendo lo sguardo dalla trireme.  tutta colpa di Ettore. Sapeva che avremmo trovato la marina romana. Quel bastardo ci ha incastrati.
Lo sapevo che non dovevamo fidarci, sibil Geras. Scosse la testa rabbioso. E ha messo le mani sul nostro bottino. Scommetto che in questo preciso momento  alla base, a prendersi tutto il merito.
Ancora per poco. Telemaco si volt verso il compagno. Portaci fuori di qui, Geras. Faremo vela per Petrapylae appena saremo lontani dalla costa. Al nostro arrivo, regoleremo i conti....
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Capitolo 25.
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Il crepuscolo cominciava a scendere sulla baia e la Galatea scivolava lenta verso Petrapylae. Sul ponte la ciurma eseguiva i suoi compiti in un silenzio stanco. La fuga miracolosa dalle grinfie della marina imperiale aveva logorato i nervi di tutti, e molti erano semplicemente sollevati di tornare alla relativa sicurezza della cittadella. Solo quando ebbero doppiato il capo quell'umore cupo cominci infine a sollevarsi.
A quanto pare, hanno lavorato sodo, disse Geras, unendosi a Telemaco e a Castore sul ponte anteriore. Indic con il mento l'ammasso di rocce che, al di l della prua, sporgeva da un'estremit della spiaggia stretta.
Alla luce morente, Telemaco riusciva a vedere a stento i miglioramenti apportati alle difese della cittadella per proteggerla da eventuali attacchi via mare. Erano state riparate le mura che racchiudevano il piccolo villaggio e una grande balista era stata montata su una piattaforma di legno sopra la torre di guardia affacciata sulla baia. Inoltre, in tutta la cittadella si stavano costruendo piattaforme aggiuntive su cui montare altri pezzi di artiglieria, pronti ad affondare qualunque vascello ostile in avvicinamento.
Impressionante, ammise il capitano. Ma abbiamo questioni pi urgenti di cui preoccuparci rispetto a un imminente attacco dei romani, credo.
Geras gli lanci uno sguardo interrogativo. Intendi il piccolo problema di Ettore che ha cercato di farci uccidere tutti?
Non solo. Telemaco abbass la voce per non farsi udire dal resto dell'equipaggio. Hai sentito cos'ha detto Cane. Gli scambi commerciali su questo lato dell'Adriatico sono ormai pochissimi. E andr sempre peggio. Se i capitani mercantili non si azzardano a prendere il mare, per noi sar dura trovare altre prede.
Pazienza. Troveremo nuove acque da navigare.
Ma dove? Bulla ha gi detto che a sud c' troppa competizione.
Non lo so. Non  un nostro problema, per, giusto? Geras sospir. Cosa pensi di fare riguardo a Ettore?
Niente, rispose Telemaco. Quando Bulla scoprir che ha mentito e disobbedito agli ordini, sar finito.
Io non ne sarei cos sicuro, disse Castore.  gi riuscito a togliersi dai guai, in passato.
Questa volta no. Non la far franca, lo giuro.
Li interruppe un grido della vedetta. Segnali dalla torre di guardia!
Telemaco lanci un'occhiata alla torre sul promontorio. Una striscia di stoffa scura sventolava nella brezza mentre veniva issata sull'albero.
 l'altol, disse, rivolgendosi a Geras. Diamo il segnale di riconoscimento.
Signors, capitano.
Geras grid un ordine e, un attimo dopo, sull'albero maestro del vascello venne issato il guidone che avrebbe permesso alla cittadella di identificare la nave.
Nel buio sempre pi fitto, fuso alle montagne nere in lontananza, la Galatea prosegu la sua entrata nella baia. Sulla sottile striscia di ciottoli appena sopra la battigia Telemaco not le sagome scure di tre vascelli tirati in secca. La Proteo era stata girata sul fianco per le riparazioni e poggiava su supporti di legno. I due vascelli che lui e i suoi uomini avevano catturato si trovavano l accanto. Nel vedere il mercantile sent una rabbia fredda allargarsi nelle viscere, e giur agli di che si sarebbe vendicato di Ettore, a qualunque costo.
Quando arrivarono nei pressi della riva, Geras lanci una serie di ordini. Il resto della ciurma si strinse a poppa per alzare la prua e, nel frattempo, un gruppetto di uomini emerse dalla cittadella e scese lungo la stradina di ghiaia per accogliere i nuovi venuti. Telemaco cerc Ettore nella folla ma, tra il buio e la distanza, distinguere i volti risultava impossibile. Ci fu uno schianto e la chiglia si alz brevemente, poi la nave vibr e si ferm del tutto. Dopo aver messo in sicurezza il vascello, Telemaco guid l'equipaggio gi dalla passerella e si trascin verso il gruppo che li aspettava poco lontano sulla spiaggia. Bulla era in testa alla folla, con un'espressione confusa. Ettore stava al suo fianco, not Telemaco, e lo fissava con occhi freddi e penetranti, il volto del tutto inespressivo.
Mentre la ciurma esausta della Galatea terminava di sbarcare e avanzare verso la terraferma, il capo dei pirati fece un passo in avanti.
Telemaco! Devo ammettere che sono un po' sorpreso. Non mi aspettavo di rivederti. Ettore pensava che ti fossi imbattuto nei romani.
Lanciando una rapida occhiata al secondo di bordo della Tridente, il ragazzo tese la mascella. Si costrinse a controllare la rabbia prima di riportare lo sguardo su Bulla. Siete stato male informato, capitano.
Cos pare. Be', non importa. La tua ciurma e la tua nave sono al sicuro,  questo che conta. Siete arrivati giusto in tempo per i festeggiamenti, in realt.
Festeggiamenti? farfugli Telemaco.
Bulla indic i due mercantili tirati in secca accanto alla Proteo. Ettore  tornato con una piccola fortuna.
Lui represse la rabbia e scosse la testa. Ettore vi ha mentito, capitano. Quei bottini sono nostri. Siamo stati noi a catturarli.
Bulla fece un sorriso perplesso. Di cosa stai parlando?
Ettore ci ha traditi, capitano. Al punto di incontro a Insula Pelagus. Ci ha parlato di un convoglio mercantile nascosto in una baia, poi ha riportato qui i nostri bottini. Quando abbiamo raggiunto la baia, ci siamo imbattuti in uno squadrone della marina imperiale. Ci ha fatto quasi uccidere tutti.
Il ragazzo mente, signore! gracchi Ettore. Il carico  nostro. Chiedete a uno qualunque dei miei uomini, vi dir lo stesso.
Garantisco io per lui, capitano, intervenne Virbio, fermandosi al suo fianco. Ero l. Il ragazzo dice solo idiozie.
Bulla lanci un rapido sguardo al suo secondo di bordo, poi torn a voltarsi verso Telemaco con espressione perplessa. In nome di Nettuno, perch Ettore avrebbe dovuto tendervi una trappola?
Aveva perso buona parte del carico in una tempesta, spieg lui con calma. La stessa che gli ha danneggiato la nave, capitano. Ce l'ha detto uno dei suoi quando siamo arrivati al punto di incontro. Non voleva tornare a mani vuote, cos ha escogitato un piano per sbarazzarsi di noi e mettere le mani sui nostri mercantili.
Stronzate! esclam Virbio. Bastardo bugiardo!
Bulla lo ignor e inclin la testa verso Telemaco. Hai qualche prova a sostegno di queste accuse?
Uno dei miei uomini  stato con me tutto il tempo. Telemaco indic Geras con il mento. Confermer le mie parole.
 vero, capitano, disse Geras. Ettore ci ha spinti in una trappola. Se non fosse stato per la prontezza di riflessi di Telemaco, i romani ci avrebbero catturati.
Bulla lo fiss per un attimo, poi lanci uno sguardo a Ettore. Allora?  la verit?
Il secondo di bordo sbuff con disprezzo. Certo che no, capitano. Non sapevo dello squadrone romano, giuro. Li ho solo informati di quello che avevo sentito. Non  colpa mia se le informazioni si sono rivelate incorrette.
D'accordo, disse Bulla dopo un attimo. Riport il suo sguardo acuto su Telemaco. Non puoi ritenere Ettore responsabile per l'infondatezza di informazioni di seconda mano. Forse avresti dovuto perlustrare meglio la baia, prima di mettere avventatamente a rischio la tua nave e la tua ciurma.
So che cosa  successo, capitano, ribatt lui. Ettore mi ha mentito. Datemi la possibilit, e lo costringer ad ammetterlo davanti all'intero equipaggio.
Ettore strabuzz gli occhi per la rabbia. Mai! Non ammetter niente, piccolo stronzetto del cazzo!
Basta cos! rugg Bulla. Tutti e due.
I due comandanti si zittirono. Bulla si irrigid e si schiar la voce.
La tua accusa  grave, Telemaco. Sostieni di essere stato tradito da Ettore. Non c' niente di peggio di un uomo che trama per mandare a morte i compagni. Ma spetta a me decidere cosa fare al riguardo. In osservanza alle nostre regole, accusatore e accusato risolveranno la controversia con le armi. Un combattimento all'ultimo sangue.
Sulla spiaggia cal il silenzio. Per un istante Ettore assunse un'espressione sorpresa, poi storse le labbra carnose in un sorriso crudele. A me sta bene, capitano. Non vedo l'ora di sbudellare questo miserabile.
Telemaco? Bulla lo fiss. Vuoi ritirare le accuse? Ti dar un'ultima possibilit....
Il giovane comandante cerc di non lasciar trapelare il nervosismo. No, capitano. Mi assumo la responsabilit delle mie parole.
Bulla annu seccamente.  deciso, allora. Il combattimento avr luogo domattina, all'alba. Dir a uno degli ufficiali di mettere a punto i preparativi necessari. Nel frattempo, tornerete entrambi nei vostri alloggi. Mi aspetto che non causiate problemi fino al duello.
Gir sui tacchi e torn indietro a grandi passi lungo la stradina. Il resto della folla si disperse a poco a poco verso la cittadella, le conversazioni gi incentrate sul duello. Geras li osserv allontanarsi per un attimo, poi si volt verso Telemaco e lo guard con un'espressione molto preoccupata.
Spero che tu sappia cosa stai facendo.
Che scelta ho?  l'unico modo di risolvere la situazione.
Forse, intervenne Castore. Ma Ettore non sar un avversario facile. Come marinaio non  granch, vero, ma in combattimento sa cavarsela bene. Non mi piacerebbe doverlo affrontare.
Proprio in quel momento, Telemaco alz lo sguardo e vide l'uomo avvicinarsi con un sogghigno crudele sulle labbra socchiuse. Domani sarai un uomo morto. Vedrai. Questa volta non potrai sfuggirmi, ragazzino.
Lui tenne duro e sostenne il suo sguardo minaccioso. Non ho paura di te, Ettore.
Il secondo di bordo ridacchi. I suoi muscoli grossi e possenti guizzarono. Allora sei uno stupido. Mi battevo con il coltello quando tu non sapevi ancora neppure camminare. Domani ti strapper il cuore.
Lo vedremo.
S. Lo vedremo. Ettore sogghign e fece un altro passo in avanti. Ti dar una morte molto lenta. Ricordati le mie parole, ragazzo. Rimpiangerai di avermi messo i bastoni tra le ruote.
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Capitolo 26.
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Alle prime luci dell'alba, i pirati si raccolsero nella piazza principale. Telemaco si avvicin alla moltitudine indistinta dalla spiaggia, le viscere corrose da una paura nauseante. Geras era stato mandato a chiamarlo e adesso camminava al suo fianco. In rispetto alle regole stabilite da Bulla la sera prima, i due litiganti erano stati confinati nei loro alloggi fino al duello e dovevano recarsi separatamente al luogo concordato. Telemaco aveva trascorso buona parte della notte sveglio, steso sul pagliericcio, incapace di rilassarsi mentre contava i minuti che mancavano al duello con Ettore. Era stato quasi un sollievo quando Geras era venuto a prenderlo poco prima dell'alba.
Come ti senti? chiese l'amico in tono sommesso.
Il capitano della Galatea fece un sorriso forzato. Mai stato meglio.
Questo  lo spirito giusto. Geras inclin il capo verso la folla. Tieni solo a mente che la maggior parte di loro odia Ettore quasi quanto te. Saranno dalla tua parte.
Davvero? A me non sembra.
Indic con il mento la grande folla che stava formando un cerchio intorno al perimetro della piazza. I pirati nelle prime file si spintonavano per vedere meglio, quelli indietro allungavano il collo o salivano su panche di legno nell'attesa impaziente dell'inizio del combattimento. Al centro dell'arena improvvisata c'era Bulla, insieme a Ettore e Calcante, il timoniere canuto che il capitano aveva scelto per arbitrare il duello. Diversi uomini nelle prime file scandivano il nome di Ettore, inframmezzando il canto con oscenit rivolte al suo avversario.
Ettore ha i suoi sostenitori, ammise Geras. Bastardi chiassosi. Non farci caso.
La fai facile. Non sei tu quello che sta per combattere.
No. Geras si interruppe. Comunque, almeno c' una bella folla. Tutti nella cittadella sembrano scalpitare dalla voglia di assistere.
Questo dovrebbe farmi stare meglio? ringhi Telemaco.
Dico solo che sei il principale intrattenimento, da queste parti.
Telemaco deglut nervosamente. Aveva affrontato il pericolo molte volte, in passato, e non aveva paura di morire, ma il pensiero di essere battuto da Ettore di fronte all'intera ciurma lo riempiva di vergogna. Il secondo di bordo sarebbe stato un osso duro. Pi di chiunque altro avesse mai affrontato in battaglia. Avrebbe dovuto attingere a tutte le sue risorse e ai suoi naturali istinti di combattimento per avere qualche possibilit di sconfiggerlo. Chiuse gli occhi un istante e promise un'offerta votiva a Nettuno se avesse vinto. Poi gli venne in mente una cosa e si volt verso Geras.
Se Ettore vince, promettimi che farai in modo che la mia parte di bottino vada a mio fratello.
L'amico annu. Certo.
Non sar sufficiente a comprarne la libert, ma potrebbe riuscire a nascondere il denaro e risparmiare il resto da solo.  meglio che niente. Ti sarei grato se potessi farglielo avere.
Non c' neanche da chiederlo. Rintraccer Nereo, se sar necessario. Ma tu promettimi una cosa in cambio.
Che cosa?
Fai un favore a tutti e taglia la testa a quel bastardo intrigante.
Telemaco gli rivolse un mezzo sorriso. Ci prover.
Giunti alla piazza acciottolata, Telemaco si ricompose in volto mentre si faceva largo tra la folla fino a raggiungere il punto in cui avrebbe avuto luogo il combattimento. Ettore era in piedi di fronte a lui. Non mostrava alcun segno di paura, lo scrutava torvo con scintillanti occhi crudeli. Con un grido, Bulla impose il silenzio alla folla. Ogni conversazione cess mentre gli spettatori si voltavano verso il capo pirata.
Quando dar l'ordine, combatterete. Bulla fiss Telemaco. Sempre che tu non voglia ritirare l'accusa.  la tua ultima possibilit.
Il ragazzo scosse la testa. Ho detto il vero. Giuro su Giove, il migliore e il pi grande, che prima di finire il bastardo lo costringer a confessare. Ma gli conceder un'ultima occasione per salvare l'onore e la vita dicendo la verit lui stesso.
A quelle parole, Ettore gli lanci uno sguardo raggelante. Sput a terra. Piscio sul tuo onore, nanerottolo presuntuoso.
Bulla annu. Come volete. Calcante!
L'arbitro si mise sull'attenti. Capitano?
Sei pronto?
Signors, capitano.
Bulla si ritir al margine del cerchio e Calcante fece cenno a un paio di uomini in piedi l accanto. I due arrivarono con le armi scelte dai contendenti per il duello. Ettore aveva optato per una spada pesante lunga quasi tre piedi, mentre Telemaco aveva scelto la falcata corta e leggera che prediligeva in battaglia. Dopodich, altri due pirati si avvicinarono per porgere a entrambi un brocchiero.
A un segno dell'arbitro, i due presero le armi e indietreggiarono fino a essere a qualche spada di distanza. Telemaco serr le dita sull'impugnatura della falcata e la sollev, pronto al combattimento. Ettore strinse la spada lunga e gli fece un sogghigno. Poi Calcante si rivolse a entrambi.
Conoscete le regole. Questo  un combattimento all'ultimo sangue, pertanto ogni cosa  concessa. Siete pronti?
Ettore rispose con un grugnito. Telemaco annu e tese i muscoli, ricordando tutte le crudelt meschine e le umiliazioni sofferte a causa del secondo di bordo da quando si era unito alla ciurma. Sent il cuore accelerare alla prospettiva di ottenere vendetta e abbattere il suo aguzzino.
Cominciate! url Calcante.
L'incitamento aveva appena lasciato la sua bocca quando Ettore si lanci all'attacco, ruggendo e brandendo la lunga spada. Preso alla sprovvista, Telemaco ebbe a malapena il tempo di nascondersi dietro allo scudo prima che la lama fendesse l'aria con un sibilo. Tent un affondo con la falcata, ma Ettore non ebbe problemi a schivarlo, la maggiore lunghezza dell'arma gli permetteva di colpire e ritirarsi in fretta prima che lui potesse assestare un colpo decisivo. L'uomo si ferm per riprendere fiato e si lecc le labbra.
Sei mio, adesso. Mi divertir a vederti morire dissanguato.
Hai gi provato a uccidermi una volta, Ettore, borbott Telemaco. Non ci sei riuscito. Adesso  il mio turno.
Ettore scopr i denti macchiati in un ghigno rabbioso e si scagli contro di lui. Fece una finta, poi alz la spada e gliela abbass con forza sulla testa. Telemaco alz il brocchiero per parare il colpo, e si sent uno schianto metallico non appena la lama cozz contro la borchia dello scudo. Ettore reag all'istante, colpendolo allo stomaco con il brocchiero. Telemaco rimase senza fiato e barcoll all'indietro, ansimando mentre perdeva la presa sull'impugnatura dello scudo. Ettore sorrise.
Sei mio, feccia.
Avanz e gli si lanci addosso in un turbine di fendenti e affondi, preparandosi al colpo di grazia. Telemaco par gli attacchi con la falcata, i muscoli del braccio doloranti per lo sforzo di deviarli. Ettore aveva il volto e le braccia lucidi di sudore, le spalle ansanti per la stanchezza. Telemaco continu a scostarsi a poco a poco, sfruttando la propria agilit per mantenersi fuori dalla portata dell'avversario. Quando si guard alle spalle, si accorse di avere quasi raggiunto il margine del cerchio. Diversi pirati stavano acclamando Ettore, spronati da Virbio, e lo incitavano a uccidere Telemaco. Altri reagivano con fischi rumorosi e gridando il loro sostegno al ragazzo.
Con la coda dell'occhio, Telemaco vide Bulla spostare il peso da un piede all'altro, irrequieto, mentre scrutava la folla. Poi riport lo sguardo su Ettore nel momento in cui l'uomo sferrava un altro attacco, e lo schianto delle lame echeggi contro i muri della piazza. I colpi del secondo di bordo diventavano sempre pi scomposti a mano a mano che lo sforzo di combattere con quella spada pesante si faceva sentire, e Telemaco intu che si stava stancando. Balz all'indietro, parando un colpo alla gola, e quel movimento lo port proprio sul limitare del cerchio. Ettore si ferm a distanza di spada, i lineamenti rudi illuminati da un lampo di trionfo.
Non puoi pi scappare da nessuna parte, ragazzo.  finita. Tempo di morire.
Telemaco ignor il martellare furioso nel petto e si acquatt a terra, scrutando il nemico con attenzione. Ettore alz il braccio con cui reggeva la spada e si gett in avanti. Lui scart di lato, la lama fendette l'aria mancandolo di pochi centimetri. Trascinato dallo slancio e dalla fatica, Ettore perse l'equilibrio. Tir indietro il braccio e si volt pesantemente verso l'avversario, con un istante di ritardo. Telemaco abbass la spada in un lampo e lo fer sulla coscia, tranciando carne e muscolo. Il pirata sibil a denti stretti, barcoll all'indietro e perse la presa sullo scudo.
Bastardo! disse con voce aspra.
Tent un altro affondo, il viso tremante di odio e rabbia, ma Telemaco lo schiv senza problemi, poi si lasci cadere in ginocchio e gli assest un colpo selvaggio di rovescio. Con uno schianto sonoro, l'impugnatura della falcata batt contro la mascella dell'avversario. La testa di Ettore scatt all'indietro, poi le sue gambe cedettero e l'uomo rovin a terra. Telemaco si precipit in avanti e gli calci via la spada prima che potesse riprenderla. Sent i fischi e le grida di giubilo levarsi intorno a s mentre sollevava la falcata sopra il capo e si preparava a finirlo.
Confessa, Ettore! ordin.
Fottiti, ragazzo.
Uccidi quel bastardo lardoso! strepit qualcuno.
Telemaco ignor le urla intorno a s e fiss il rivale sconfitto. Ettore alz lo sguardo, e nella sua espressione comparve un guizzo di paura.
Aspetta! grid Bulla.
Lui si blocc. L'arma sospesa a mezz'aria, si volt verso il capitano pirata che entrava nell'arena e scrutava ansioso la piazza prima di posare lo sguardo sui duellanti.
Basta cos, annunci Bulla, urlando per farsi sentire sopra il vociare della folla. Abbiamo assistito a un combattimento onorevole. Adesso abbassa la lama.
Le grida eccitate si spensero, sostituite da un mormorio di voci contrariate. Ettore sput un grumo di sangue e si alz in piedi con movimenti rigidi, tra grugniti di dolore. Telemaco fiss Bulla, incapace di nascondere la frustrazione.
Ma  un combattimento all'ultimo sangue. Siete stato voi a dirlo, capitano.
Vi siete battuti bene entrambi, rispose lui con fermezza. Oggi non morir nessuno.
A quella decisione si lev un coro di proteste. Telemaco reag con indignazione.
Ma capitano....
Ti sto facendo un favore, sciocco, sibil Bulla in tono aspro, avvicinandosi. Uccidi Ettore e ti inimicherai met della folla. Hai fatto valere le tue ragioni. Adesso abbassa la spada, o ne risponderai con la vita.
Ci fu un istante di esitazione, poi Telemaco abbass il braccio con riluttanza. Bulla sospir di sollievo e si gir verso la folla. Il combattimento  finito! L'onore  stato ristabilito.
Nella piazza, gli spettatori protestarono amareggiati. Alcuni gridarono di lasciar proseguire il combattimento, nelle ultime file invece un gruppetto cominci a chiedere con rabbia i soldi indietro da chi era stato incaricato di raccogliere le scommesse. Due uomini vennero alle mani, spintonandosi prima di passare a prendersi a calci e pugni. Bulla lanci un ordine ai pirati che avevano armato i duellanti, e i due pi vicini si precipitarono a separarli. Altri nella folla si erano voltati per assistere alla lite e nessuno guardava pi il centro dell'arena.
In mezzo al baccano e alla confusione, la voce di Geras risuon dal lato opposto della piazza. Telemaco! Attento!
A quell'avvertimento, il ragazzo not un movimento con la coda dell'occhio. Ruotando su s stesso, vide Ettore che gli si precipitava contro con la spada che aveva recuperato da terra approfittando della distrazione dei sorveglianti. Il pirata pi giovane alz il braccio di scatto e par l'affondo con la spada, poi balz all'indietro per schivare un colpo basso. Alcuni spettatori si erano accorti di cosa stava accadendo e avvertirono a gran voce i compagni, che si girarono in tempo per osservare Ettore precipitarsi a colpire di nuovo. Mentre lui sollevava l'arma, Telemaco vide un'opportunit e scatt in avanti, tentando un affondo con la falcata. La lama si piant nello stomaco di Ettore e lo fer di traverso, lacerandogli il petto. L'uomo lanci un grido esplosivo mentre Telemaco ruotava l'arma, infilzandogli gli organi vitali. Il giovane ritrasse la falcata, che si sfil con un sibilo, ed Ettore si accasci a terra, ansimando di dolore.
Ci fu una pausa incredula, poi un grido di giubilo risuon nella piazza. La maggior parte della folla inton il nome di Telemaco, mentre numerosi spettatori biasimavano Ettore per aver tentato di pugnalarlo alle spalle. Quelli che gli avevano manifestato a gran voce il loro sostegno lanciarono sguardi gelidi al suo rivale trionfante.
Serpente traditore! grid un uomo, indicando il secondo di bordo. Era ora, cazzo!
Bastardo assassino! url Virbio, puntando il dito contro Telemaco.
Bulla fiss Ettore per un attimo, gli occhi pieni di disprezzo. Poi fece un cenno a Calcante e l'arbitro accorse in fretta al suo fianco. Disperdi la folla, prima che le cose precipitino. Abbiamo avuto abbastanza problemi per questa mattina.
E che ne facciamo di questo qui, capitano? chiese Calcante, indicando Ettore, che si dissanguava gemendo e contorcendosi.
Portatelo via. Non m'importa dove lo gettate. Basta che vi liberiate di lui e lo lasciate l a morire.
Signors, capitano.
Calcante lanci un grido alla folla e gli uomini se ne andarono di malavoglia in piccoli gruppetti, diretti ai rispettivi impieghi o ai turni di guardia. Nel frattempo, le sentinelle si misero al lavoro. Due trascinarono il corpo di Ettore fuori dalla piazza, mentre gli altri raccoglievano le armi e gli scudi usati nel combattimento e li buttavano su una carretta.
Telemaco! grid Bulla, marciando verso di lui.
Capitano?
Il capo lo squadr dalla testa ai piedi. Vieni con me.
Non  il risultato che avevo sperato, disse poco dopo nei suoi alloggi a Telemaco, in piedi di fronte a lui. Ti sei battuto bene e con coraggio. Pochi uomini di questa ciurma avrebbero potuto dare tanto filo da torcere a Ettore. Nonostante questo, sarebbe stato meglio per te se lui fosse sopravvissuto.
Le lusinghe non ebbero alcun impatto sul ragazzo, che rispose con freddezza: Ha cercato di uccidermi. Non ho avuto scelta, capitano.
Lo so. C'ero anche io, sbott Bulla. Scosse la testa. Ettore  sempre stato troppo arrogante per il suo stesso bene. Quando ho interrotto il combattimento, sapevo che c'era la possibilit che facesse qualcosa di stupido. Ma dovevo tentare.
Telemaco storse le labbra. Dopo il duello, avrebbe voluto solo tornare ai suoi alloggi, cambiarsi la tunica insanguinata, chiudere gli occhi e riposare le membra stanche. Invece si trovava in piedi di fronte a Bulla, esausto e affamato, a farsi criticare dal capitano per aver ucciso un uomo che aveva cercato di mandare decine di altri pirati nelle fauci dei romani.
Quella serpe se l' cercata, disse con rabbia.
Potrebbe essere vero. Ma Ettore aveva molti amici in questa ciurma, compresi alcuni degli ufficiali pi anziani.
Parlate di Virbio? Lo stesso che mi ha dato del bugiardo?
Per dirne uno. Non reagiranno bene all'aver visto il loro amico che veniva ucciso dall'ultimo arrivato. Per sbarazzarti di un nemico, te ne sei fatti molti di pi.
Combatter anche loro, dunque, rispose Telemaco, ribelle. Ho ucciso Ettore. Sono pronto a tentare la sorte contro chiunque altro.
Invece non farai nulla di simile. Bulla gli lanci un'occhiataccia, sfidandolo a protestare. Poi sospir. Abbiamo avuto abbastanza liti, per il momento. Capito?
Signors, capitano, rispose imbronciato Telemaco.
Bene. Bulla si rilass contro lo schienale della sua sedia simile a un trono. In ogni caso, lo sconsiderato attentato di Ettore alla tua vita potrebbe aver giocato a nostro favore.
In che senso?
So da qualche tempo che aveva messo gli occhi sulla mia posizione. E non era l'unico a cospirare contro di me. Morto lui, ci sono meno possibilit che la ciurma insorga.
Ma sarebbe stato un ammutinamento. Perch non vi siete semplicemente sbarazzato di lui e degli altri cospiratori?
Non potevo. Bulla tir un sospiro pesante. Un bravo capitano comanda con il buon esempio, non con la paura. Non solo, almeno. A volte  meglio umiliare un uomo piuttosto che ucciderlo. Per questo ero pronto a risparmiargli la vita. La sua sconfitta sarebbe stata un'umiliazione sufficiente.
Non per me.
Non fare tanto l'offeso, disse il capitano con noncuranza. Hai ottenuto quello che volevi. Ettore  morto. La ciurma sapr che non ci si poteva fidare di lui, dopo che il codardo ha cercato di pugnalarti alle spalle. E gli altri in futuro ci penseranno due volte prima di mettersi contro di te. Il che sar utile, credo, nel tuo nuovo ruolo.
Telemaco aggrott le sopracciglia. A cosa vi riferite, capitano?
Pensavo fosse abbastanza chiaro. D'ora in avanti, sei il mio secondo di bordo.
Lui lo guard con la bocca aperta per la sorpresa. Bulla si sporse in avanti, congiungendo le mani sul tavolo.
Mi serve qualcuno che sostituisca Ettore, prosegu. Ci sono candidati pi esperti di te, certo, ma in questo momento ho bisogno di una persona fidata. E poi, hai fatto un ottimo lavoro nello sfuggire alla marina imperiale. Hai quello che ci vuole per aiutarmi a comandare una nave. Vorrei che diventassi il mio luogotenente.
Telemaco sorrise, suo malgrado. In effetti si stava chiedendo perch Bulla fosse tanto preoccupato al pensiero che lui si fosse fatto altri nemici. Adesso capiva. Nella sua nuova posizione, sarebbe stato secondo solo al capitano in termini di autorit. Bulla non poteva rischiare di offendere gli uomini promuovendo qualcuno impopolare tra la ciurma della Tridente.
Dovrai servirmi lealmente e controllare che l'equipaggio esegua i miei ordini, aggiunse. Sarai responsabile della gestione quotidiana della nave mentre siamo in mare, e inoltre dovrai prestare molta attenzione all'umore degli uomini. Al primo segno di disordine dovrai riferire a me, in privato.  chiaro?
Signors, capitano.
Bulla annu. Allora ti consiglio di tornare ai tuoi alloggi. Salperemo appena avremo venduto il bottino e diviso le spoglie. Prenderemo il largo sulla Tridente di Poseidone, ora che  stata riparata. E questa volta sar io a guidare la spedizione.
Dove andremo, capitano?
Lui sorrise, con un luccichio negli occhi. Ci sono molte prede, se sai dove cercarle.  tempo di dare la caccia a qualche ricca nave proprio sotto il naso di quel bastardo, il prefetto Cane....
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Capitolo 27.
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Venti giorni dopo.
In piedi sul ponte principale della Tridente di Poseidone, Telemaco guardava verso l'orizzonte scintillante. A meno di due miglia di distanza, la piccola oneraria a cui davano la caccia solcava le onde in una nuvola di spruzzi.
Erano passate poche ore da quando la vedetta aveva avvistato la vela del mercantile, vicino al porto di Vegium. L'inseguimento era stato lungo e difficile, e il capitano dell'altra nave aveva preso misure disperate nel tentativo di sfuggire ai pirati. L'ancora di riserva, le sartie e il carico di coperta erano stati gettati fuoribordo e dalla vela erano stati tolti anche gli ultimi terzaroli, esponendo ogni cucitura dell'olona alla brezza di terra che soffiava dalla costa illirica. Ma nonostante il carico alleggerito, il mercantile non poteva competere con la loro imbarcazione pi agile. Nel corso del pomeriggio, la Tridente si era avvicinata sempre di pi alla sua preda.
La raggiungeremo presto, disse Castore, fissando il mare e proteggendosi gli occhi dal sole accecante.
Telemaco si volt verso di lui. Tra quanto?
Un'ora, direi. Non molto di pi. In ogni caso,  nostra. Castore annu convinto. Siamo a miglia di distanza dall'ancoraggio sicuro pi vicino. Non ci sfuggir. Non se il tempo regge.
Geras fece un gran sorriso. Finalmente, un bottino. Era ora. Per come si stavano mettendo le cose, cominciavo a pensare che saremmo tornati a casa a mani vuote.
Telemaco gli lanci un'occhiata. I guadagni sono stati scarsi, ammise.
Scarsi? Il compagno inarc un sopracciglio. Per usare un eufemismo. Cazzo,  la prima vela che vediamo da settimane. Questa zona  pi sterile di una stanza piena di vecchie megere.
Telemaco annu con decisione. Erano passate tre settimane da quando la ciurma aveva preso il largo dalla base di Petrapylae, con la nave rifornita di provviste e pronta al saccheggio dell'Adriatico settentrionale. Avevano scoperto presto che la costa era priva di traffici marittimi, e le poche imbarcazioni incontrate si erano rivelate pescherecci: di certo non il pingue bottino promesso dal capitano. Bulla aveva messo gli uomini al lavoro per proteggerli dall'ozio, ordinando di pulire la stiva e di esercitarsi a salire sul sartiame per inseguire prede immaginarie. Ma la minaccia dell'ammutinamento non era mai troppo lontana e qualche sera prima, mentre gli uomini scendevano a riva per cena, Telemaco aveva cominciato a sentire i primi sussurri di malcontento. L'avvistamento del mercantile poco prima di mezzogiorno gli aveva fatto tirare un piccolo sospiro di sollievo.
Non capisco. Cosa  successo a tutte le altre navi? si chiese ad alta voce.
Restano in porto, presumo, rispose burbero Castore.
Ma perch?
Mi sembra evidente, disse il veterano. Ormai  da un po' che cacciamo in queste acque. Si sar sparsa la voce della nostra presenza.
Forse aspettano che i romani ripuliscano il mare, ipotizz Geras.
Forse, disse Telemaco. O magari qualcos'altro li ha convinti a non correre rischi.
Qualcos'altro tipo?
Non ne sono sicuro. So solo che i capitani non resterebbero a terra senza una buona ragione.
Che importa? Geras indic il vascello di fronte a loro. La nostra fortuna sta per cambiare. Basta che abbia un carico decente e sar contento. E dovresti esserlo anche tu, dato che sei il secondo di bordo.
Come braccio destro del capitano, Telemaco aveva diritto a una doppia quota di ogni bottino che avessero catturato in mare. Con qualche altra incursione di successo, si disse, presto avrebbe messo da parte abbastanza per fare un'offerta generosa al padrone romano di Nereo nella fucina di Torico.
L'importante  non imbatterci in altre navi da guerra, borbott Castore.
Geras annu, irrequieto, e distolse lo sguardo. Negli ultimi giorni i pirati avevano avvistato per ben due volte gli squadroni della marina imperiale. In entrambe le occasioni gli uomini della Tridente avevano cambiato rotta ed erano fuggiti a vele spiegate, cercando ancoraggio tra le isole remote e le insenature che costellavano quel lato del mare. Le biremi romane non avevano fatto alcun tentativo di inseguirli, ma gli incidenti avevano innervosito alcuni membri dell'equipaggio, che non smettevano di lanciare sguardi preoccupati all'orizzonte.
Cane sembra senz'altro deciso a darci la caccia, disse sommessamente Telemaco.
Prima o poi si arrender, rispose Castore con voce sicura.
Lui scosse la testa. Cane  diverso. C'eri anche tu, Castore. Hai sentito che cosa ha detto. Non avr pace finch non ci avr passati tutti a fil di spada.
Direi che hai preoccupazioni pi urgenti del rischio di imbatterti di nuovo nei romani, intervenne Geras.
Cosa vorrebbe dire?
Il pirata tarchiato indic con la testa un gruppo di uomini maturi vicini al ponte di coperta. Un paio di loro lanciavano occhiate a Telemaco in attesa che la Tridente si avvicinasse alla preda.
La banda di Ettore non  proprio entusiasta della tua promozione.
Lui annu seccamente. Malgrado avesse lavorato sodo dopo il duello per dimostrare la sua lealt e guadagnarsi il rispetto della ciurma, parecchi dei compagni di Ettore continuavano a portargli rancore. Non si davano certo pensiero di nascondere la cosa, fulminandolo con lo sguardo e borbottando alle sue spalle mentre svolgevano i loro compiti.
Non mi preoccupa qualche marinaio scontento, rispose severo. Ho affrontato nemici peggiori.
Senti, sto solo dicendo di guardarti le spalle da quella gentaglia. Soprattutto da Virbio.  un vero bastardo, quello. Non  il tipo che dimentica i rancori.
Non faranno niente. Non dopo quello che  successo a Ettore.
Io non ne sarei cos sicuro.
Telemaco not che il pirata lo fissava con un ghigno sprezzante. Scosse la testa, si volt e tir un sospiro. Si era illuso che i suoi problemi a bordo della nave fossero finiti con la morte di Ettore, ma adesso doveva diffidare di Virbio e degli altri che cercavano l'occasione di vendicare il compagno caduto. E poi c'era la minaccia costante dei romani. Con l'aumento delle pattuglie lungo la costa aumentava anche la possibilit di essere catturati dal nemico, e la lugubre eventualit della tortura prima di una morte tormentosa. La vita di un pirata era molto pi pericolosa di quanto avesse mai immaginato.
Riport lo sguardo sul mercantile in fuga. Il sole era gi basso nel cielo e il mare scintillava sotto i suoi raggi caldi mentre la Tridente di Poseidone navigava verso la preda. Ormai tra i due vascelli c'era meno di mezzo miglio. L'oneraria proseguiva ostinata sulla sua rotta, ma la Tridente era sempre pi vicina e Telemaco sapeva che il suo tentativo di fuga era destinato a fallire.
Pensi che la ciurma opporr resistenza? chiese Geras.
Il secondo di bordo esit, scrutando la preda. Persino a quella distanza vedeva che il numero dei marinai del mercantile era di almeno quattro volte inferiore al loro. Contro i combattenti ben armati della Tridente di Poseidone non avrebbero avuto alcuna possibilit.
Se il capitano ha un po' di sale in zucca, si arrender per salvare i suoi uomini, disse. Ma se opporranno resistenza, finir tutto in fretta.
In quel momento, uno degli uomini vicini al ponte di coperta lanci un grido e tutti guardarono nella direzione indicata. Telemaco segu il suo dito e vide un pugno di figure precipitarsi disordinatamente sul ponte del mercantile, con il sole che si rifletteva sulle armi. Castore socchiuse gli occhi e grugn.
Pare che vogliano combattere, dopotutto, ringhi.
Telemaco! url Bulla dall'altra parte del ponte. Da me!
Alla voce del capitano, Telemaco si volt e marci spedito verso poppa. Bulla era accanto al timoniere, vestito con calzoni di pelle e corazza di lino nero, una spada ricurva appesa alla cintura. Aveva un luccichio scaltro negli occhi mentre calcolava la distanza dalla preda.
Capitano? Il giovane secondo di bordo chin la testa.
La supereremo presto, disse Bulla, indicando il mercantile. Fa' schierare gli uomini. Se non abbassa le vele, dovremo prenderla con la forza.
Signors, capitano.
Telemaco si gir e fece un respiro profondo.
Equipaggio! Prepararsi al combattimento!
...
.
...
Capitolo 28.
...
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...
Non appena Telemaco ebbe urlato l'ordine, l'equipaggio corse in posizione. Gli uomini scelti per la squadra d'abbordaggio presero le armi e si schierarono accanto all'albero, con le armature e le punte delle spade che splendevano sotto i raggi cocenti del primo sole estivo. Altri afferrarono fionde, giavellotti e asce, mentre i restanti marinai di coperta prepararono le cime di abbordaggio, pronti a lanciarle verso l'altro vascello. Gli uomini eseguirono i compiti con rinnovato vigore, animati dalla speranza di azione e bottino dopo i lunghi giorni di noia in mare senza nient'altra occupazione che la routine tediosa dei turni di guardia, delle manovre con le vele e della pulizia dei ponti.
Telemaco cerc un volto tra i pirati che si precipitavano sul ponte. Basso!
Il tracio possente e sfregiato arriv di corsa. Era stato promosso da poco al rango di ufficiale, su raccomandazione di Telemaco. Nonostante lo scarso talento in fatto di navigazione, Basso si era dimostrato un fiero guerriero e lui non aveva rimpianto la decisione neanche per un attimo. Gli fece un cenno con il mento e indic il ponte di coperta.
Schiera gli arcieri e aspetta un mio segnale. Chiunque scocchi una freccia prima del mio ordine perder la sua parte di bottino. Capito?
Sissignore! Basso si volt verso gli uomini. Ai vostri posti! E voi, fate spazio!
Gli altri pirati si fecero da parte mentre gli arcieri agguantavano archi e faretre e si ammassavano sul ponte di coperta, pronti a scaricare una gragnuola di colpi. Telemaco attese che il resto della ciurma fosse in posizione. Poi afferr la falcata e il brocchiero, e raggiunse Castore e gli altri nei pressi dell'albero maestro. Il veterano indic con il mento la nave oneraria, il viso incartapecorito acceso dall'eccitazione.
Ormai non manca molto.
Telemaco riport lo sguardo sul mercantile. I marinai si stavano schierando sul ponte e alcuni brandivano un'ampia scelta di armi improvvisate: caviglie, coltelli da pesca e ganci d'accosto. Il loro capitano lanci un grido e i pirati udirono distintamente che li implorava di resistere all'attacco.
Pi coraggiosi di alcune ciurme che abbiamo affrontato, not Castore.
Geras sbuff. Vediamo quanto sono tosti quando quelli cominciano a darsi da fare. Mosse una mano in direzione degli arcieri. Non sanno cosa li aspetta.
Speriamo, disse Telemaco.
Il secondo di bordo, insieme al resto degli uomini, aveva trascorso le serate sulla riva a esercitarsi con arco e fionda sotto l'occhio vigile di Bulla.
La brezza di terra aument, vibrando nel sartiame, mentre la Tridente di Poseidone avanzava implacabile. Telemaco inspir, rilassando i muscoli tesi, alla vista della poppa del mercantile sempre pi vicina. Sent il familiare battito accelerato e la bocca secca alla prospettiva di un'imminente battaglia. Intorno a lui gli uomini schernivano i marinai urlando loro insulti, altri agitavano le spade minacciosi. Con i capelli scarmigliati, le grida selvagge e le armi sfavillanti, i pirati erano uno spettacolo terrificante. Solo uno sciocco avrebbe osato resistere, pens Telemaco. Avvert un improvviso disprezzo per il capitano del mercantile, pronto a rischiare la vita dei suoi per un vano gesto di sfida.
Mentre proseguivano lungo il lato di tribordo della nave, Bulla si gir verso il timoniere. Portaci pi vicini, Calcante.
L'uomo fece forza con le gambe e tir la gigantesca pala, inclinando la Tridente di Poseidone verso il mercantile. Erano cos vicini, ormai, che Telemaco poteva distinguere i singoli volti dei marinai riuniti intorno all'albero. Alcuni fissavano i pirati sul ponte della Tridente in avvicinamento, altri invece lanciavano sguardi nervosi all'orizzonte, quasi sperassero nell'intervento di qualche squadrone romano nei paraggi. Telemaco non aveva problemi a immaginare il terrore che stavano provando: l'aveva vissuto in prima persona, quando era stato un mozzo a bordo della Selene. Ma adesso era un pirata e non provava alcuna piet per la loro situazione. Solo il desiderio bruciante di costringerli a sottomettersi e di saccheggiare il loro carico, prima di proseguire in cerca di un'altra preda...
Preparate le frecce! rugg agli uomini sul ponte di coperta.
Gli arcieri incoccarono le frecce sugli archi e presero la mira. Meno di cento piedi separavano ormai i due equipaggi. Alcuni marinai avevano notato gli arcieri e gridarono avvertimenti terrorizzati ai compagni, ma la maggior parte di loro era priva di scudi e terribilmente esposta. Quando li giudic abbastanza vicini, Telemaco rugg: Scoccate! Abbatteli!
Con un sibilo letale, le frecce tracciarono un arco nel cielo e finirono sul ponte del mercantile. Alcune lo mancarono e caddero nelle acque turbolente tra le due navi, ma gran parte raggiunse il bersaglio e l'aria fu lacerata dalle grida tormentose dei marinai straziati dai proiettili appuntiti. Il timoniere fu colpito al collo e barcoll all'indietro, toccandosi l'asta che gli spuntava dalla gola. Un compagno ud l'urlo gutturale con cui cadde oltre la balaustra e si precipit a poppa, ma una freccia lo colp alla spalla sinistra, abbattendolo prima che potesse prendere il controllo del timone.
Continuate! tuon Telemaco. Fategliela vedere!
Altre frecce piovvero sul ponte, tempestando il tavolato e trafiggendo le carni in un coro di colpi sordi e tonfi, mentre le grida terrorizzate della ciurma raggiungevano le orecchie degli uomini della Tridente di Poseidone. Pi a poppa, tre marinai corsero verso il boccaporto della stiva per cercare rifugio sottocoperta. Alcuni arcieri se ne accorsero e scagliarono le frecce, uccidendone due prima che potessero scomparire. All'ordine di Telemaco, altri uomini della squadra d'abbordaggio misero mano alle fionde e lasciarono partire una scarica di proiettili di piombo sul mercantile, abbattendo altri due uomini. Sotto il fuoco di tiro incessante, i pochi marinai rimasti gettarono le armi e urlarono la loro resa. La ciurma della Tridente rispose con forti acclamazioni di giubilo.
Telemaco lanci uno sguardo a Bulla. Do l'ordine, capitano?
Bulla fiss la nave, poi annu. Direi che ne hanno avuto abbastanza.
Cessate il fuoco! url Telemaco. Cessate il fuoco!
Gli arcieri abbassarono le armi, ma tennero un occhio vigile sul mercantile mentre i due vascelli si facevano sempre pi vicini. L'oneraria roll pesantemente sull'onda, lo sciabordare dell'acqua contro lo scafo soffocato di tanto in tanto dalle grida dei feriti.
Ecco sistemati gli stupidi, ridacchi Geras.
Non avrebbero dovuto opporre resistenza, ribatt Telemaco a bassa voce.
A differenza di alcuni compagni, lui non traeva alcun piacere dal massacro impietoso di marinai malarmati, e maldiceva il loro capitano arrogante per averli costretti a difendere la nave. Se si fosse arreso appena aveva avvistato il guidone nero della Tridente, avrebbe potuto risparmiare i suoi uomini. Sarebbero stati venduti come schiavi a qualche mercante di Petrapylae: un destino migliore della morte, senz'altro. Alcuni forse si sarebbero lasciati persino convincere a unirsi ai pirati. Invece, erano morti per nulla.
Affianchiamoci! url Bulla al timoniere prima di voltarsi verso Telemaco. Appena saliamo a bordo, fa' radunare i sopravvissuti. Controlla anche la stiva. Nessuna piet per chi prova a resistere. Una volta messa in sicurezza la nave, prenderemo il suo carico.
Le scotte della randa furono lasciate libere di sventolare nella brezza mentre l'oneraria galleggiava legata alla Tridente di Poseidone. Poich la gragnuola di colpi aveva sgombrato il ponte del mercantile, i pirati poterono salire a bordo senza combattere. Gli uomini di Bulla si occuparono in fretta del resto della ciurma, spingendolo a poppa; altri correvano gi dal boccaporto per recuperare quelli che si nascondevano sottocoperta.
Telemaco rimase accanto al capitano Bulla nei pressi della poppa, a sorvegliare i prigionieri terrorizzati. Tutt'intorno si vedeva la devastazione causata dai proiettili. Il ponte era disseminato di cadaveri e in certi punti il tavolato luccicava di sangue. Alcuni uomini di Bulla si accucciarono accanto ai corpi senza vita, perquisendoli in cerca di anelli, gioielli e altri oggetti di valore. I preziosi sarebbero stati aggiunti al bottino e venduti una volta tornati alla base. Chiunque fosse stato sorpreso a rubare o intascare oggetti di valore, in violazione al giuramento dei pirati, sarebbe stato legato con corde e pesi e gettato fuoribordo.
Castore emerse dalla passerella che scendeva nella stiva e si affrett verso i superiori.
Allora? chiese Bulla.
Il quartiermastro cambi piede d'appoggio. Il carico consiste di grano e olio d'oliva, capitano. Neanche in grandi quantit. Solo un po' di sacchi e qualche anfora.
Bulla si accigli. Tutto qui? Non c' nient'altro?
Ci sono anche un po' di rotoli di stoffa, ma questo  quanto. Nulla che possa fruttarci granch.
E il resto dov'? intervenne Telemaco. La nave non pu trasportare solo questo.
Castore allarg le braccia.  tutto quello che hanno trovato. Non c' altro, l sotto.
La frustrazione nella sua voce era evidente. Senza un carico redditizio, dopo la vendita delle merci a qualche mercante di Petrapylae gli uomini della Tridente sarebbero rimasti con solo una piccola parte del ricavato. Quel misero bottino di grano e olio non avrebbe coperto quasi i costi della nave, figurarsi tacitare i dissidenti.
Bulla cerc di nascondere la delusione. Porta su le provviste, Castore. Prenderemo tutto quello che c'.
Signors, capitano.
Il veterano ripart subito verso il boccaporto. Bulla si volt e fece scorrere lo sguardo sui prigionieri: i pochi marinai sopravvissuti e un pugno di passeggeri terrorizzati. Molti di loro erano feriti, alcuni sanguinavano copiosamente. Fissavano i pirati con un misto di paura e apprensione.
Io sono Bulla, disse lui con voce aspra. Capitano della Tridente di Poseidone. Chi di voi  il capitano di questa nave?
Ci fu un attimo di silenzio durante il quale i prigionieri si scambiarono sguardi ansiosi, il suono dei respiri accelerati punteggiato dai gemiti dei compagni che agonizzavano a pochi passi di distanza. Bulla ferm lo sguardo sul marinaio pi vicino  un uomo di carnagione scura avanti negli anni, brizzolato e muscoloso per la vita trascorsa a sgobbare in mare  e fece un cenno verso Basso.
Tu! Parla subito, o dir a Basso di tagliarti la gola.
Nel vedere il tracio che portava la mano alla spada, un altro prigioniero alz il braccio e fece un passo in avanti. Vi prego, signore. Non ce n' bisogno.
Bulla lo scrut con occhi socchiusi. L'uomo era pi vecchio degli altri prigionieri, con capelli radi e una barba screziata di grigio. Sollev la testa e fiss Bulla, circospetto, sostenendo il suo sguardo con penetranti occhi scuri.
E tu chi saresti?
Il vecchio si sforz di controllare la voce tremante. Tito Lucullo, signore. Capitano della Delphinus. Di Arausa.
Davvero? Bulla fece un passo verso di lui. Dimmi, Lucullo. Dov' il resto del tuo carico?
Lucullo esit, gli occhi sbarrati per la paura.  tutto qui. Abbiamo portato merci all'andata e passeggeri nel viaggio di ritorno.
Capisco. E a bordo non c' nient'altro... nulla di valore di cui vorresti parlarci? Pensaci bene, Lucullo. Se scopro che mi stai mentendo, ti far trascinare sotto la chiglia. Impiegherai ore a morire dissanguato.
Il capitano del mercantile allarg le braccia in un gesto di supplica.
Portavamo solo questo, disse. Grano e olio d'oliva. Erano altre le navi che caricavano merci ad Arausa. Aspettavano l'ordine del convoglio per salpare.
Convoglio? chiese Telemaco. Quale convoglio?
Lucullo parve sorpreso. Non avete sentito? La marina adesso offre un servizio di convoglio, signore. Per scortare le spedizioni mercantili lungo la costa.
Telemaco e Bulla si scambiarono un'occhiata perplessa. Incupendosi, il capitano riport lo sguardo sull'uomo. Quando  successo?
Alcune settimane fa, signore. Hanno fatto un annuncio nel foro di Arausa. Pare che sia successo lo stesso in tutti i porti della costa.
E questo annuncio cosa diceva, di preciso?
Lucullo scroll le spalle. Solo che il prefetto Cane aveva ordinato alla flotta di Ravenna di incrementare i pattugliamenti tra Ruginium e Salona. Tutti i mercantili decisi a intraprendere un viaggio avrebbero dovuto aspettare uno squadrone romano che li accompagnasse prima di lasciare il porto.
Ma ci sono decine di porti lungo questo lato della costa, disse Telemaco. La flotta di Ravenna non  abbastanza grande per fornire una scorta a tutti. Non nello stesso tempo, almeno.
 quello che hanno detto alcuni mercanti. Lo sanno tutti che la marina  andata a rotoli fin dai giorni di Azio. Non  adatta allo scopo. Ma i notabili hanno sollevato un polverone e preteso che si facesse qualcosa. Cos adesso met della flotta mercantile  ferma in porto in attesa di una scorta romana.
Telemaco annu, cogliendo in fretta le conseguenze del servizio di convoglio che Cane stava offrendo. Navigare sotto la protezione di una scorta della marina era di certo pi sicuro, ma avrebbe avuto profonde ripercussioni sui commerci di tutta la costa illirica. Il costante flusso di navi su cui i mercanti facevano affidamento per trasportare le merci da un angolo all'altro dell'Impero si sarebbe ridotta a un rigagnolo. Con quella scarsit di offerta, i prezzi sarebbero schizzati alle stelle. Le merci nei magazzini e nei mercati di tutto l'Adriatico sarebbero marcite in attesa di un nuovo convoglio. Il prefetto stava correndo un grosso rischio nell'implementare una politica cos drastica.
Bulla punt un dito contro Lucullo. Se gli altri capitani mercantili sono rimasti a terra, tu cosa ci fai qui?
Alcuni di noi non erano soddisfatti dell'accordo, signore. Per i capitani pi ricchi non c' problema, ma noi vascelli pi piccoli non possiamo permetterci di restare fermi per chiss quante settimane, o mesi. Io e i ragazzi ne abbiamo parlato e abbiamo deciso di correre il rischio di salpare per Parentium. Lucullo lasci crollare le spalle, sopraffatto dalla disperazione per la sua sventura.
A Telemaco sorse una domanda e alz il mento verso il capitano distrutto. L'annuncio diceva per quanto tempo la marina ha intenzione di portare avanti questa iniziativa?
Finch il mare non sar ripulito di tutti quelli come voi. Abbiamo sentito questo, nel foro.
Per un bel po', quindi, riflett Bulla, voltandogli le spalle. Guard Telemaco. Tu che ne pensi?
Mi sembra abbastanza veritiero, capitano, rispose lui dopo un attimo di riflessione. Spiegherebbe perch continuiamo a imbatterci in quelle navi da guerra romane.
Bulla annu. Cane dev'essere ancora pi ansioso di spazzarci via di quanto pensassi.
A quelle parole, Virbio sbuff con scherno. E allora? Non abbiamo niente da temere da quei romani bastardi, capitano. Quando mai ci siamo fatti fermare da qualche bireme in pattuglia?
Bulla scosse la testa. Non possiamo continuare a cacciare in queste acque. Se anche riuscissimo a evitare i romani, ben pochi vascelli correranno il rischio di salpare da soli. Non se possono evitarlo.
Virbio alz le braccia in segno di protesta. E cosa dovremmo fare, quindi? I ragazzi non saranno felici di tornare senza bottino.
Potremmo provare a spingerci pi a sud, propose Telemaco. Tra Epidaurum e Dyrrachium, magari. Il servizio di convoglio arriva solo fino a Salona.
Stando a quanto dice questo inutile pezzo di merda, precis Virbio, indicando Lucullo con un pollice. E poi, non sar molto pi facile trovare prede laggi. Si dice che Agrio abbia scelto quella zona come base.
Agrio? Telemaco inarc un sopracciglio.
Uno degli altri capitani pirata. Comanda la Pegaso.
 un pazzo scatenato, aggiunse Leito. Peggio di quel bastardo di Nestore. Le taverne del Pireo erano piene di storie sul suo conto. Ha guidato l'ammutinamento del mercantile su cui stava prestando servizio. Scuoiato vivo il capitano e fatto a pezzi gli ufficiali per darli in pasto ai pesci. Dopodich, ha preso a battere tutta la costa illirica. I suoi uomini hanno massacrato villaggi, crocifisso ogni romano che incontravano. Dicono che strappi il cuore a tutti quelli che rifiutano di unirsi alla sua ciurma.
Voci, liquid la cosa Bulla. Circolano storie su ogni singola ciurma pirata. Agrio non  diverso dagli altri.
Come sappiamo che ha base a sud? chiese Telemaco.
Ce l'ha detto uno dei vecchi ufficiali di Nestore, rispose Virbio. Uno dei ragazzi che ha prestato servizio con me ed Ettore sulla Proteo.
Che cosa ha detto?
Non molto. Solo che aveva sentito che Agrio era sfuggito ai romani e aveva trasferito le sue attivit vicino a Dyrrachium.
Potrebbe sbagliarsi, disse Bulla.
E se cos non fosse? ribatt Virbio.
Anche in quel caso, si tratterebbe di un solo equipaggio. Resterebbero comunque un bel po' di prede per noi.
Leito scosse la testa. Agrio non  un capitano normale. Se  attivo nei pressi di Dyrrachium, i mercantili ci penseranno due volte prima di prendere il mare. Anch'io lo farei, signore.
Forse, disse Bulla dopo un attimo. Ma non possiamo esserne sicuri senza perlustrare noi stessi la zona. Sempre che qualcuno non abbia un'idea migliore.
Si guard intorno, scrutando i volti degli altri pirati. Ma nessuno os mettere in dubbio il suo giudizio, e dopo un momento il capitano annu.
Allora  deciso. Faremo rotta verso Dyrrachium. Telemaco!
S, capitano?
Raduna i marinai disponibili e aiuta Castore a caricare le provviste nella nostra stiva. Fate in fretta. Dobbiamo salpare prima che il vento cambi.
E di questi che ne facciamo? chiese Leito, indicando con una mano i prigionieri stretti vicino alla prua.
Prima che il capitano potesse rispondere, Virbio avanz e si schiar la voce. Forse dovremmo lasciarli andare, capitano.
Bulla si accigli. Perch?
Non ce ne facciamo nulla. Guardateli. Per la maggior parte sono semplici passeggeri. Manco un marinaio decente, tra loro. Ed  meglio non prendere a bordo altre bocche da sfamare, considerata la quantit delle provviste.
Faremmo prima a ucciderli, riflett Bulla.
S, capitano.  vero, prosegu Virbio. Ma perch correre il rischio di far incazzare ancora di pi i romani?
Lui riflett un momento, poi annu. D'accordo. Seleziona i marinai, chiunque abbia qualche destrezza. Lasceremo andare il resto. Senza aggiungere altro, gir sui tacchi e and verso la Tridente di Poseidone.
Virbio lo guard per un attimo, poi si volt verso un ufficiale e gli ordin di radunare i marinai del mercantile. Dopodich, agguant Lucullo e lo trascin verso la cabina di poppa. Forza, amico mio. Vediamo se hai qualche carta utile.
Geras arriv accanto a Telemaco. Mi chiedo che cosa abbia in mente.
Telemaco gli lanci un'occhiata. Virbio? A cosa ti riferisci?
 uno dei vecchi compari di Ettore. Non  da loro mostrare clemenza verso i prigionieri.
Pensi che stia architettando qualcosa?
Non ne ho idea. Ma uno scorpione mi ispirerebbe pi fiducia.
Adesso non possiamo preoccuparci di lui. Telemaco espir irritato. Abbiamo problemi pi grossi a cui pensare.
Tipo il rischio di imbatterci in Agrio? Sembra un gran pezzo di stronzo.
Mi riferivo pi alle nostre probabilit di trovare un bottino.
Geras scrut l'amico con aria interrogativa, aspettando che elaborasse. Telemaco si guard intorno e controll che non ci fosse nessuno in ascolto prima di proseguire.
Hai sentito il capitano. Cane ci sta chiudendo l'accesso a ogni territorio di caccia. Se continua cos, i giorni in cui potevamo catturare bottini semplici saranno solo un ricordo.
Troveremo qualcosa, ragazzo. Lo facciamo sempre.
E in caso contrario? Che cosa faremo?
Non lo so. Geras sospir. Ma hai ragione. Stiamo esaurendo le alternative. Preghiamo la Fortuna che Bulla sappia cosa sta facendo. Altrimenti siamo tutti nella merda.
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Capitolo 29.
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Il sole di inizio estate era gi alto sull'orizzonte e splendeva forte e intenso sulla rotta per Dyrrachium, diradando la nebbia fino a svelare una serie di imponenti scogliere grigie in lontananza. Telemaco si appoggi alla balaustra e lasci vagare lo sguardo sulla costa frastagliata. La Tridente di Poseidone aveva lasciato l'ancoraggio all'alba per proseguire il suo viaggio verso sud, senza mai allontanarsi troppo dalla terraferma. In questo modo, l'equipaggio aveva pi possibilit di avvistare un mercantile che rasentasse la costa, o che uscisse da qualche ancoraggio remoto.
Presto arriveremo a Dyrrachium, annunci Leito, socchiudendo gli occhi verso le colline rocciose a oriente. Ancora un giorno o poco pi, direi.
Pensi che l avremo pi fortuna? chiese Telemaco, rivolto a Geras. Il compagno era in piedi al suo fianco e scrutava l'orizzonte con la fronte segnata da rughe profonde.
Chi lo sa? rispose a voce bassa. Non potr andare molto peggio di cos.
Telemaco annu. Erano passati dieci giorni da quando avevano fatto vela verso Dyrrachium. La lunghezza delle giornate estive permetteva ai pirati di trascorrere pi tempo in mare, ed erano avanzati spediti lungo la costa fino a raggiungere il porto di Agruvium il terzo pomeriggio. Ma avevano incrociato ben poche vele, da allora. Il pomeriggio precedente erano stati avvistati due vascelli, ma entrambi si erano dati alla fuga prima che loro potessero lanciarsi all'inseguimento.
Gli uomini si tenevano occupati con il rammendo delle vele e la sostituzione delle cime logore, c'era chi puliva il ponte e lavava le tuniche in acqua di mare. Ma nonostante gli sforzi di Bulla, l'equipaggio era irrequieto e il malumore risultava aggravato dalla scarsit d'acqua. C'erano state poche piogge, di recente, e con la maggior parte dei fiumi e dei torrenti prosciugata, la ciurma non riusciva a rifornire le riserve d'acqua dolce quando scendeva a terra la sera. Il livello delle botti era pericolosamente basso e, dopo essersi consultato con Castore, il quartiermastro della nave, Bulla era stato costretto a imporre un severo razionamento.
Perch quelle navi hanno invertito la rotta senza neppure disturbarsi a scoprire chi eravamo? si domand Telemaco.
Geras fece spallucce. I capitani dei mercantili sono gente sospettosa. Rischi del mestiere, soprattutto quando sanno che ci sono pirati attivi lungo la costa.
No. Dev'esserci qualcosa di pi. Di solito non tagliano la corda senza almeno verificare che si tratti di una nave nemica. Qualcosa li ha mandati nel panico.
E cosa pensi che possa essere?
Forse qualche altra ciurma pirata ha avuto la nostra stessa idea. Quelle che operano a settentrione avranno ormai saputo dei convogli. Alcune potrebbero averci battuti sul tempo. Abbastanza da spaventare i mercantili, almeno.
C' una spiegazione pi semplice, certo.
Telemaco gli lanci uno sguardo ponderato. Agrio?
Geras annu. Odio doverlo dire, ma Virbio potrebbe avere ragione. Se Agrio  temuto come dicono, avr svuotato il mare di ogni preda decente.
Lo pensi davvero?
Ho servito su un buon numero di navi commerciali, ai miei tempi. So come ragionano i capitani. Non rischiano di intraprendere un viaggio se c' il pericolo di imbattersi in qualche capo pirata assassino.
Troveremo qualcosa. Per forza.
Speriamo, borbott Castore. Abbiamo gi dovuto dimezzare le razioni di acqua dei ragazzi. Un altro po' di giorni senza prede e dovremo arrenderci e tornare alla cittadella con la coda tra le gambe.
E Bulla non ne sar per niente contento.
Castore apr la bocca per rispondere, poi la richiuse di scatto: ormai conosceva a sufficienza il temperamento del secondo di bordo da sapere quando era meglio lasciarlo in pace. L'impossibilit di procurarsi un bottino cominciava a turbare Telemaco, ben cosciente di essere stato lui a suggerire di fare vela verso Dyrrachium.
Non era l'unico a sentire la tensione. Anche Bulla negli ultimi giorni era stato di umore nero. Quella mattina Telemaco era andato a fargli il solito rapporto e nella penombra della sua cabina privata era rimasto colpito da quanto il capitano apparisse stanco. Con una fitta di ansia lancinante, si era reso conto che, se le sorti della nave non fossero migliorate, il capo pirata rischiava di perdere il comando. In quel caso, ci sarebbe stata un'aspra contesta per decidere il suo sostituto. L'idea spaventosa che uno dei suoi nemici potesse diventare il nuovo capitano aveva rabbuiato i suoi pensieri per tutta la giornata.
Con l'arrivo della sera, la ciurma gett l'ancora in una baia stretta a sud delle ripide montagne che circondavano Olcinium. Si accesero fal sulla spiaggia e gli uomini rosicchiarono cupi le loro scarne razioni di montone sotto sale e pane raffermo, mentre Virbio impartiva ai marinai catturati sulla Delphinus qualche rudimento di scherma. Non ci si fidava ancora abbastanza di loro da fargli maneggiare spade vere, cos avevano ricevuto in dotazione armi di legno per esercitarsi finch Bulla non fosse stato sicuro della loro lealt.
Geras e Leito bevvero assetati dai loro boccali di cuoio, ma Telemaco era d'umore meditativo e, seduto accanto a loro, fissava assorto le fiamme.
Geras scol le ultime gocce di vino e fece schioccare le labbra. Almeno quella bagnarola aveva a bordo del vino decente. Non c' niente di meglio che un'anfora di vino di Mende.
Se lo dici tu, comment Telemaco.
L'amico lo guard, inclinando la testa di lato. C' qualche problema? Non hai quasi bevuto un goccio.
Tieni. Bevilo tu.
Sicuro?
Telemaco annu.
Io mi servo, allora. Cin cin. Geras prese il boccale e trangugi un lungo sorso. Poi studi con attenzione l'amico. Cosa pensi che succeder se nei prossimi giorni non troviamo nulla?
Telemaco riflett un momento prima di rispondere. C' una sola possibilit. Dovremo trovare altre acque in cui cacciare.
Ma dove? Abbiamo gi stabilito che restano ben poche prede da queste parti, con il servizio di convoglio gestito da Cane. Dove potremmo andare?
Lui alz le spalle. Non lo so, Geras.
Leito abbass lo sguardo sulla propria coppa. Forse  tempo di cercare una nuova base. Lontano da quel bastardo di Cane.
Lasciare Petrapylae? Geras parve allarmato. Vorrai scherzare.
Abbiamo scelta? L'hai detto anche tu che stiamo esaurendo le opzioni lungo questo tratto di costa.
Telemaco sospir e scosse la testa. Non  cos semplice. Ci sono voluti secoli per trovare Petrapylae. Se la lasciamo, quanto pensi che ci metteremo a trovare un altro posto decente? Potrebbero passare mesi. Persino di pi.
Sempre meglio che restare da queste parti, disse Leito.
Geras gonfi le guance. Quindi siamo fottuti in ogni caso?
Pi o meno, s, rispose Leito.
Di,  in questi momenti che vorrei essere ancora sulla Selene. Si mangiava da schifo e la paga era una merda, ma almeno arrivava regolare. Ci credo che gli uomini mugugnano.
Quello  un problema del capitano, non nostro, ribatt Leito. Per questo si prende la quota pi grande del bottino. Le decisioni difficili spettano a lui.
Per adesso, mormor Telemaco.
Geras lo guard. Pensi che il capitano sia in pericolo?
Il giovane secondo di bordo riflett prima di rispondere. Penso che ci sia qualcuno nella ciurma che non vede l'ora di sfidare la sua autorit. Al momento stanno prendendo tempo, ma l'unico modo di tenerli buoni  mettere le mani su un grosso bottino. Se non riesce a farlo....
Esit. Geras fiss lo sguardo sulla coppa di vino e annu solenne. Speriamo che la sua fortuna cambi presto, allora. Per il bene di tutti.
Proprio in quel momento Telemaco sent un torrente di imprecazioni provenire da poco lontano. Lanci uno sguardo oltre la spiaggia di ciottoli e vide Virbio inveire contro uno dei marinai che si esercitavano a coppie.
E quella la chiami una pugnalata? Il pirata nerboruto indic la spada di legno che l'uomo reggeva in mano. Ho visto schiavi depilatori di ascelle combattere meglio di te, inutile pezzo di merda!
Poi Virbio allung un braccio e diede uno spintone al marinaio, che perse l'equilibrio e atterr grugnendo con la schiena sui ciottoli. Prima che il giovane corpulento potesse rialzarsi, Virbio scatt in avanti e lo prese a calci nelle costole e sul viso.
Feccia! disse in tono aspro. Non sei degno di fare il pirata!
Telemaco serr la mascella. Fin dall'inizio Virbio aveva fatto il prepotente con le nuove reclute, picchiandole mentre pulivano i ponti o ammainavano le scotte. Ma era stato attento a non trattarli con troppa durezza davanti a Bulla. Guardandosi intorno, Telemaco si accorse che il capitano si era gi ritirato nella cabina per dormire. Si alz stancamente e si incammin verso i due con i ciottoli che scricchiolavano sotto i piedi, mentre Virbio sferrava al marinaio un'altra serie di colpi.
Adesso basta, gli disse, indicando con il mento la recluta. Piantala.
Non sono affari tuoi, ringhi l'altro.
Hai l'incarico di addestrare questi uomini, non di massacrarli di botte.
Virbio sbuff disgustato. Questo inutile coglione ha bisogno di un bel calcio nel culo.  troppo molle. Avremmo dovuto gettarlo fuoribordo quando ne avevamo la possibilit.
Telemaco guard il marinaio che si stava rimettendo in piedi a fatica. Aveva numerosi lividi sulle braccia e sul volto in aggiunta ai colpi appena incassati.
Proculo, vero?
Signors... signore, rispose lui debolmente.
Come ti sei fatto quei lividi, Proculo?
Ci fu un attimo di pausa nel quale il marinaio lanci un'occhiata a Virbio. Si gratt un gomito e cambi piede d'appoggio, inquieto. Sono scivolato, signore. Mentre eseguivo i compiti di pulizia.
Capisco, disse Telemaco. Riport lo sguardo su Virbio e lo studi con attenzione. D'ora in avanti lo addestrerai come si deve. E questo vale anche per il resto delle reclute. Questi uomini non ci servono a niente se sono troppo feriti per combattere.
Adesso stai esagerando, ragazzo, ribatt l'altro. L'addestramento di questi uomini  compito mio. Li tratto come ritengo opportuno.
Fai come ti dico, o vedremo che cos'ha da dire Bulla al riguardo.
Virbio ridacchi. Mi stai minacciando?
No, rispose atono Telemaco. Ti sto dando un ordine.
Stronzate. Non prendo ordini dai ragazzini.
Sono l'ufficiale superiore. Fai come dico, o ti getter in catene per insubordinazione.
Non penso proprio, ringhi Virbio.
Telemaco non cedette e tese i muscoli. Vuoi provare? Hai visto com' andata a finire con Ettore. O forse vuoi andare incontro al suo stesso destino?
Virbio esit, per un momento. Poi vide la determinazione nei suoi occhi e fece un passo indietro. D'accordo. Facciamo come vuoi tu. Ma non mi abituerei troppo a essere il favorito di Bulla, se fossi in te. Sono in molti nella ciurma a non aver dimenticato quello che hai fatto a Ettore.
Dovrei essere spaventato?
Dico solo come stanno le cose. Ti conviene stare attento, ragazzo. Uno di questi giorni qualcuno te la far pagare.
Tu credi? Telemaco sorrise freddamente.
Vedremo, no? Virbio gli lanci un'ultima occhiataccia, poi torn a voltarsi verso le nuove reclute. Cosa state guardando, donnicciole? Tornate alle spade, tutti quanti!
Le reclute si affrettarono a riprendere i singoli combattimenti e Proculo si chin a recuperare la spada caduta, reggendosi le costole ammaccate con la mano libera. Telemaco li guard ancora un istante prima di tornare verso i fuochi. La spiaggia echeggiava del cozzare sordo delle spade di legno mentre si sedeva accanto ai compagni.
Geras lo fiss preoccupato. Stai di nuovo facendo amicizia?
Lui scroll le spalle, impotente. Siamo gi a corto di uomini. Non ha senso lasciargli peggiorare la situazione.
Sar anche cos, ma  meglio se non fai incazzare Virbio. Non pi di quanto hai gi fatto, almeno.
Se temi per la mia sicurezza, risparmiati il disturbo. So badare a me stesso.
La mattina seguente, la Tridente di Poseidone usc dalla baia e prosegu il suo viaggio verso Dyrrachium. Una calda brezza settentrionale le gonfiava la vela e la guidava su e gi sulle onde. Gli uomini avevano ricevuto una colazione leggera a base di pane e una tazza d'acqua, e ogni marinaio libero era ora schierato lungo la balaustra, impaziente di reclamare la mezza quota aggiuntiva che Bulla aveva promesso in premio al primo che avesse avvistato una vela.
A mano a mano che il sole proseguiva la sua scalata, il vento aument e nuvole nere addensarono il cielo, e Bulla ordin di prendere una mano di terzaroli. In piedi accanto a Telemaco, Leito scrutava con occhio cauto il sartiame.
Dobbiamo pregare che il tempo non peggiori ulteriormente. A breve supereremo Capo Timoris.
Telemaco guard il vecchio pirata, ricordando il nome dai suoi giorni da mozzo.  terribile come dicono?
Terribile? Leito rise.  il posto con pi naufragi di tutta la costa illirica. Qualunque capitano degno di questo nome sa quanto  rischioso passargli troppo vicino.
Che cosa faremo?
Quello che fanno tutte le navi che superano il Capo. Lo prenderemo alla lontana, sperando di non finire in una burrasca.
Vela! url la vedetta. Ne vedo una, capitano! Laggi!
All'unisono, tutti gli uomini sul ponte alzarono lo sguardo verso il giovane pirata appollaiato in cima all'albero. Lui indic con entusiasmo l'orizzonte, contenendo a stento l'eccitazione. Bulla inclin la testa all'indietro e gli url: Cosa vedi, Longaro? Fai rapporto con calma, ragazzo.
Ci fu una pausa prima che Longaro tornasse a gridare, questa volta in tono pi pacato. Sta a babordo, capitano. Sar a tre miglia di distanza, e punta dritto verso di noi.
Bulla and verso la balaustra, seguito da Telemaco. Pochi istanti dopo anche Basso e gli altri li raggiunsero, alzandosi in punta di piedi con lo sguardo fisso sul mare. In un primo momento Telemaco non vide nulla. Poi Basso tese un braccio.
Eccola! url.
Lui strizz gli occhi nella direzione indicata. Scorse in lontananza sulla distesa di mare una sagoma piccola e scura, a malapena visibile.
Una nave da guerra romana? ipotizz Geras.
Telemaco scosse la testa. Non qui. Le pattuglie saranno impegnate a nord.
Vedi qualcos'altro? url Bulla alla vedetta.
Longaro osserv l'orizzonte per svariati momenti prima di rispondere: Adesso  tutta visibile. Troppo grande per un peschereccio. Sembrerebbe un mercantile, capitano.
Il ponte della Tridente risuon di voci eccitate. Castore fece un sorriso smagliante. Sembra che gli di ci siano favorevoli, dopotutto.
Fortunato bastardo, borbott Geras, guardando con invidia la vedetta. Si  guadagnato una mezza quota aggiuntiva.
Un attimo dopo Longaro lanci un grido, indicando nella stessa direzione del mercantile invisibile. Capitano, un'altra vela!
Il brusio sul ponte cess mentre Bulla fissava lo sguardo sull'orizzonte. Poco dopo si arrese e alz di nuovo la testa verso la vedetta. Che cosa vedi?
Sar un miglio dietro la prima nave, capitano. Stessa rotta.
Geras si illumin in volto. Un'altra oneraria?
Prima che qualcuno potesse rispondere, Longaro grid di nuovo. Questa volta nella sua voce c'era una chiara nota di ansia. Adesso la vedo meglio.  pi piccola del mercantile, capitano. Ha un guidone nero.
Nero? Bulla aggrott le sopracciglia. Sei sicuro?
Signors.  proprio nero.
Pirati. Geras lanci un'occhiata a Telemaco. Pare che avessi ragione. Non siamo i soli a cacciare da queste parti.
Telemaco annu, con mille pensieri che gli sfrecciavano nella mente. Dovevano essere pi in basso lungo la costa illirica. Avranno visto il mercantile prendere il largo per superare il Capo e sono partiti all'inseguimento.
Chiunque siano, i bastardi la stanno spingendo dritto verso di noi, disse Bulla. Irrigid la schiena. Raduna gli uomini, Telemaco. La intercetteremo prima che l'altro equipaggio possa raggiungerla.
Telemaco si volt e grid ai pirati riuniti sul ponte di mettersi in posizione. Poi Bulla lanci un ordine a Calcante e il timoniere fece forza sulla pala, girando la prua della Tridente verso il mercantile. Nel frattempo, i marinai di coperta slegarono le scotte e bracciarono il pennone finch il vento non fu direttamente in poppa. Telemaco url di bordare a segno le scotte e subito il vascello prese l'abbrivio, partendo all'inseguimento della preda.
Il mercantile ha cambiato rotta, capitano! url la vedetta.
D'istinto Bulla lanci un'occhiata all'orizzonte e Telemaco segu il suo sguardo. In lontananza, l'oneraria roll all'improvviso, girando la prua nella direzione opposta alla loro.
Naviga con il vento in poppa, capitano, osserv.
Non andr molto lontano, disse Bulla, con un'espressione determinata sul volto. Siamo troppo veloci per loro.
Telemaco annu, cogliendo in fretta la situazione in cui si trovava il mercantile. Con l'altro vascello pirata che gli impediva di mettersi in salvo lungo la costa, la cosa migliore sarebbe stata fuggire verso la riva pugliese e cercare rifugio a Brundisium. Ma dato che la Tridente di Poseidone si avvicinava dal mare aperto, era circondato.
Anche l'altra nave ha cambiato rotta! url la vedetta. Cerca di intercettarla da terra, capitano.
Benissimo. Cos non pu scappare da nessuna parte. Bulla si gir verso Telemaco. Dovremo abbordarla appena arriviamo sottobordo. Voglio l'equipaggio neutralizzato e il carico al sicuro sulla Tridente prima che l'altra nave pirata possa intervenire. Fa' preparare gli uomini.
Signors, capitano.
Telemaco diede gli ordini e la squadra d'abbordaggio si radun in fretta sul ponte di coperta. I pirati armati di proiettili si raccolsero vicino a lui, gli altri si misero in posizione accanto ai grappini. Bulla raggiunse il suo posto accanto al timoniere, dove poteva tenere d'occhio il corso della Tridente e la sua distanza dalla preda. Quando l'equipaggio fu in posizione, Telemaco si un al resto dei pirati schierati lungo la balaustra nel tentativo di scorgere l'altra imbarcazione pirata.
Poco dopo uno degli ufficiali lanci un grido e Telemaco intravide una vela triangolare navigare lontana dal lato di terraferma. Guard Leito. Secondo te riusciremo a raggiungerla per primi?
Il veterano si gratt la barba screziata di grigio. Sar una bella gara. Ma siamo pi vicini, e non credo proprio che l'altra nave boliner bene come la nostra. Sono pronto a scommettere la mia parte che arriviamo prima noi.
L'inseguimento prosegu. In breve la Tridente di Poseidone fu a meno di mezzo miglio dal mercantile, e le due navi cominciarono lentamente a convergere. Dopo settimane trascorse a cacciare senza successo, Telemaco sent un caldo formicolio di eccitazione alla prospettiva di mettere le mani su un bottino. Gett un'occhiata verso terra e fu sorpreso di scoprire l'altra nave molto pi vicina alla preda, la vela scura tesa come la pelle di un tamburo nella brezza calante mentre continuava l'avanzata. L'equipaggio aveva tirato fuori i remi nel tentativo di coprire pi in fretta la distanza ma, nonostante gli sforzi del suo capitano, a Telemaco parve chiaro che la Tridente avrebbe raggiunto il mercantile per prima.
Geras si strofin le mani, impaziente. Ormai la teniamo per le palle. E a giudicare dall'aspetto, deve avere proprio un bel bottino!
Indic con il mento oltre la prua. Telemaco guard in avanti verso la loro preda e, vedendo quanto navigava bassa, si rese conto che la stiva doveva essere appesantita dal carico.
Secondo te che cosa trasporta? chiese.
Qualunque cosa sia, l'avremo catturata prima che l'altro equipaggio ci raggiunga.
Il sole si apr un varco tra le nuvole sparse e ci fu un coro di grida frenetiche oltre l'albero. Studiando il mercantile, Telemaco not il debole scintillio di numerosi elmi sul ponte e si volt verso Geras.
Guarda! Laggi!
Anche il compagno li vide, e il suo viso assunse un'espressione sconvolta. Cazzo....
Il ponte dell'oneraria brulicava di uomini con indosso tuniche semplici ma pesantemente armati e dotati di scudi e spade corte da legionari. Alcuni venivano riforniti di giavellotti, altri organizzavano la difesa della nave, lanciando ordini e grida di incoraggiamento ai marinai. Telemaco cont almeno venti uomini armati. Un numero pi che sufficiente a opporre una decisa resistenza alla loro ciurma.
Fanti di marina? ipotizz a voce alta.
Geras li scrut, poi scosse la testa. Qualche genere di soldati, direi.
Cosa ci fanno su una nave commerciale?
Guardie a pagamento, forse. Lo scopriremo presto.
Bulla lanci un grido al timoniere e Calcante si gett di peso contro il timone. Telemaco sent le costole stridere mentre tiravano fuori i remi e, pochi istanti dopo, le pale cominciarono a muoversi nel mare, avvicinando la Tridente al fianco destro del mercantile. Uno sguardo a levante gli disse che anche l'altro vascello pirata aveva cambiato rotta, deciso ad attaccare l'oneraria sul lato sinistro.
Il mercantile cambi direzione di colpo, puntando verso la Tridente di traverso. Ormai distava meno di cinquanta passi, calcol Telemaco.
Cosa  saltato in mente al suo capitano? chiese Geras. Perch vira verso di noi?
Dal mare, giunse un ordine gridato sul ponte del mercantile. Telemaco comprese l'intento dei difensori un istante prima che una pioggia di aste scure si levasse in cielo.
Con le mani a coppa intorno alla bocca, url: Al riparo!
...
.
...
Capitolo 30.
...
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...
Ci fu un istante terribile in cui la raffica di proiettili sembr restare sospesa nell'aria, poi si abbatt sul ponte, frantumando il rivestimento degli scudi dei pirati. Oltre il bordo dello scudo Telemaco vide un uomo crollare perch un giavellotto l'aveva colpito sotto il brocchiero, ferendolo alla coscia con la punta di ferro. Due compagni si affrettarono a trascinarlo via un attimo prima che un altro giavellotto si conficcasse nel punto in cui si era accasciato, vibrando nel legno. L'aria si riemp di grida quando altri pirati vennero colpiti dalle aste letali o azzoppati dalle fionde, ma buona parte di loro era riuscita a rifugiarsi dietro gli scudi prima dell'attacco.
La voce di Bulla risuon sul ponte, sopra le urla dei feriti. Metti all'opera gli arcieri!
Telemaco rifer l'ordine agli uomini armati di arco, gridando per farsi sentire. Gli arcieri incoccarono le frecce, presero la mira e le scagliarono contro gli avversari sull'altro ponte. Diverse mancarono il bersaglio, cadendo tra gli spruzzi nel tratto di mare sempre pi stretto tra i due vascelli. Ma la maggior parte and a segno e sbatt contro gli scudi che i difensori avevano alzato in fretta sopra le teste. Due marinai furono abbattuti, tra le acclamazioni scomposte della ciurma della Tridente.
I due schieramenti continuarono a scambiarsi raffiche mentre Bulla dava l'ordine di rientrare i remi e la Tridente proseguiva lungo il traverso a dritta del mercantile. Quando i due vascelli furono quasi affiancati, il capitano avanz dalla poppa e grid: Lanciate i grappini!
Gli uomini tornarono in fretta ai loro posti, agguantarono gli uncini e li gettarono nell'aria. Quando le punte si conficcarono nel legno presero ad alare le cime, in modo da avvicinare ancora di pi la Tridente all'altra nave. Dietro di loro la squadra d'abbordaggio si accalc intorno all'albero, in attesa di balzare sul mercantile e avventarsi sui difensori.
Tirate, inutili bastardi! rugg Telemaco. Tirate!
Un frullio fendette l'aria mentre un gruppo di frombolieri scagliava una grandinata mortale sui pirati che alavano i grappini. Gli uomini della Tridente non poterono difendersi e il compagno davanti a Telemaco ruzzol all'indietro, colpito in testa da un proiettile che gli frantum la mascella. Lanci un grido gutturale di dolore e la cima che stava tendendo si allent quando lasci cadere le braccia.
Telemaco si volt verso gli arcieri sul ponte di coperta. Laggi! sbrait, indicando i frombolieri con la spada. Abbattete quelli l!
Gli arcieri aggiustarono la mira e scagliarono un torrente di frecce contro i bersagli indicati, eliminando uno degli uomini e costringendo gli altri a tuffarsi al riparo. Sotto la gragnuola di colpi, i frombolieri furono a poco a poco costretti a ritirarsi tra le fila degli altri difensori. Nell'istante in cui la pioggia mortale si ridusse, Telemaco si volt verso il pirata alla sua destra.
Basso! grid, indicando la cima davanti all'uomo con la mascella fratturata. Prendi il suo posto. Svelto!
Il tracio possente esit un istante prima di scattare in avanti e afferrarla, mosso dalla prospettiva di assicurarsi una parte del bottino.
Gli arcieri mantennero costante la pioggia di proiettili mentre Basso e gli altri facevano forza sulle funi, tendendole. Quando le navi furono affiancate, i pirati legarono le cime alle gallocce di legno e afferrarono le armi per unirsi al resto della squadra d'abbordaggio, mentre i marinai di coperta lasciavano sventolare la randa. Gli arcieri ebbero il tempo di lanciare un'ultima raffica contro i difensori prima che Bulla alzasse la sua spada ricurva e urlasse: Forza! Forza! Muovetevi!
Gli assalitori sciamarono in avanti. Quando il primo pirata si arrampic sulla balaustra, uno dei marinai del mercantile lo colp con un giavellotto. L'uomo emise un rantolo di dolore, trafitto nelle viscere, e ruzzol gi nello stretto spazio tra i due vascelli. Proculo e le altre reclute si bloccarono sul bordo della battagliola e guardarono, terrorizzati, il suo corpo che veniva schiacciato tra i due scafi.
Stringendo i denti, Telemaco si arrampic sulla balaustra proprio nel momento in cui una freccia gli passava accanto con un sibilo. Forza! Cosa state aspettando, un invito dell'imperatore?
Super il vuoto con un balzo e atterr con un tonfo pesante sul ponte del mercantile. Ispirati dal suo coraggio, Proculo e gli altri cominciarono a saltare dietro di lui. Telemaco si raddrizz e subito si lanci contro i difensori. Non pi bloccati dal fuoco di fila, questi stavano correndo in avanti per incontrarli alla balaustra. In testa c'erano i soldati, seguiti dai marinai peggio armati. Non mostravano la paura e l'ansia tipiche degli uomini di mare al cospetto di un'orda di pirati, e Telemaco comprese che la ciurma della Tridente doveva aspettarsi un duro combattimento.
Non fermatevi! url agli altri. Siamo noi o loro, ragazzi!
Abbass una spalla e si fiond sul difensore pi vicino, un tizio con il torace largo e i capelli corti che brandiva una daga e uno scudo da legionario. Con la testa piegata, il romano avanz verso di lui e Telemaco sent l'impatto violento dello scudo che sbatteva contro il suo brocchiero pi piccolo, privandolo di slancio. Barcoll all'indietro e si riprese giusto in tempo per vedere la punta di acciaio scintillante del nemico che tentava di pugnalarlo alla gola.
Alz di scatto il braccio destro per parare il colpo con il taglio della falcata. Il romano ritrasse la spada, sorpreso dai suoi riflessi pronti, e tent un altro affondo, mirando al diaframma. Questa volta Telemaco previde la mossa e spinse avanti il brocchiero, deviandola, poi balz addosso al romano prima che questi avesse modo di ritirarsi e gli sbatt in faccia il bordo dello scudo, spaccandogli il setto nasale. L'uomo vacill all'indietro, stordito dall'impatto e dal dolore, e Telemaco colp di nuovo, affondandogli la lama nel collo. Il romano croll in ginocchio, con fiotti di sangue che schizzavano dalla ferita.
Lui si allontan di un passo e si guard intorno. L'aria risuonava di imprecazioni e grida e del cozzare secco delle lame contro gli scudi. In mezzo alla mischia scorse parecchi uomini della Tridente riversi sul ponte. Fino a quel momento la lotta era stata piuttosto equilibrata, con i difensori pi che capaci di tener loro testa. Un paio di marinai lanciavano occhiate al secondo vascello pirata che si avvicinava da babordo, ma la maggior parte non vi prestava attenzione poich impegnata a lottare per la propria vita.
Telemaco sent una sfida venire da destra. Gir su s stesso e si trov faccia a faccia con un basso nubiano in sovrappeso che correva verso di lui armato di ascia. Il sangue scintill sulla lama mentre l'uomo la faceva roteare, preparandosi ad abbatterla sul cranio dell'avversario. All'ultimo momento, lui si acquatt a terra e alz il brocchiero. Un dolore lancinante gli attravers il braccio quando l'ascia si conficc nel bordo dello scudo, penetrando a fondo nel legno. Stringendo i denti per sopportarlo, Telemaco men un colpo con la spada e, lacerando stoffa e carne, apr una leggera ferita nello stomaco dell'uomo. Ma il taglio sembr far infuriare ancora di pi il marinaio, che strapp via l'ascia dal brocchiero e indietreggi, i lineamenti contratti dalla rabbia.
Il nubiano si lanci di nuovo all'attacco, sfruttando tutto il proprio peso per abbattere l'ascia stretta in entrambe le mani. Telemaco si spost giusto in tempo e la lama cal verso il basso, sfiorando il bordo del brocchiero prima di piantarsi nel ponte. Il nubiano la tir via con la forza e si scagli con una spalla contro il petto di Telemaco per schiacciarlo contro la balaustra. Sulle sue labbra balen un sorriso trionfante.
Adesso non puoi sfuggirmi, feccia!
Proprio in quel momento un'ombra scura pass sul mercantile mentre l'altra nave arrivava al suo fianco, e le costole vibrarono quando si schiant contro il suo traverso, buttando gi alcuni uomini sul ponte. Colto di sorpresa, un marinaio vicino a loro perse l'equilibrio e rovin addosso al nubiano. Entrambi crollarono a terra in un groviglio di arti e armi, e l'ascia del nubiano slitt lungo il tavolato fuori dalla sua portata. Un paio di pirati gli piombarono addosso prima che potesse riprenderla, facendogli a pezzi il torso con fendenti selvaggi.
Un istante dopo dalla seconda nave pirata partirono i grappini, che sorvolarono lo stretto passaggio tra i due vascelli per conficcarsi nella balaustra laterale. Alcuni difensori gridarono avvertimenti ai compagni mentre la ciurma nemica si accostava al mercantile. Poi la prima ondata di pirati scavalc la battagliola ululando e si avvent in massa contro di loro. Parecchi romani si voltarono ad affrontare la nuova minaccia, ma molti altri furono lenti a rispondere e vennero abbattuti in un turbine di punte di spada guizzanti e affondi di giavellotto.
Ci siamo, uomini! rugg Bulla. Li abbiamo in pugno! Finiamo il lavoro!
Presi dal panico e dalla confusione, i difensori si ritirarono intorno all'albero maestro, mentre le due ciurme pirata facevano il possibile per sfruttare il proprio vantaggio. Dall'altra nave si riversarono ancora pi uomini armati, che massacrarono chiunque provasse a resistere. Presto rimase solo un pugno di difensori e la maggioranza gett le armi quando comprese di non avere possibilit di vittoria. Un paio furono uccisi dai nemici ancora in preda alla follia della battaglia, e solo un grido di Bulla convinse infine la ciurma della Tridente a risparmiare i sopravvissuti.
I suoi uomini indietreggiarono di malavoglia dall'albero maestro, lasciando uno spazio tra loro e l'orda del secondo vascello pirata. I due equipaggi si squadrarono con reciproco sospetto, senza che nessuno si azzardasse ad abbassare le armi. Poi un pirata della ciurma avversaria url ai compagni di aprire un varco. Le fila si separarono in fretta e un individuo magro e bruno fece un passo in avanti. Orecchini d'oro scintillavano a entrambi i lati del suo viso, sotto lo zucchetto nero. Scrut gli uomini di fronte a s per un attimo prima di parlare.
Chi  il vostro capitano?
Io, annunci Bulla facendosi largo tra i suoi. Sono Bulla, capitano della Tridente di Poseidone.
Bulla? L'altro pirata contrasse le labbra e annu. S, il nome non mi  nuovo. Sei il capitano che ha dato una batosta alla ciurma di Nestore.
Proprio cos. Siamo noi. E tu chi saresti?
L'altro gli rivolse un sorriso sottile. Forse anche tu hai sentito parlare di me. Mi chiamo Agrio. Comandante della Pegaso. Al tuo servizio.
A quel nome, sul volto di Bulla pass un lampo di sorpresa, e diversi uomini della Tridente si scambiarono sguardi ansiosi.
Telemaco, guardingo, tenne d'occhio l'equipaggio della Pegaso mentre il suo comandante avanzava di qualche passo. Agrio osserv il mucchio di cadaveri sul ponte, poi riport lo sguardo su Bulla. A quanto pare siamo arrivati giusto in tempo, capitano. Se avessimo tardato un altro po', tu e i tuoi uomini rischiavate di essere distrutti.
Stavamo per batterli, rispose Bulla. Ma ammetto che  stata una battaglia dura.
Non c' da stupirsi, adesso che dobbiamo affrontare mercenari.
Mercenari? Telemaco inarc un sopracciglio.
Agrio indic uno dei romani morti. Da queste parti le navi hanno preso a viaggiare con la scorta. Fanti di marina in pensione, legionari, gladiatori... Chiunque sappia tenere in mano una spada. Ho perso anche io un bel po' di uomini negli abbordaggi, ultimamente.
Sembra che d'ora in avanti dovremo scegliere le nostre prede con pi attenzione, comment Bulla.
Davvero, capitano. Ora, per cortesia, di' ai tuoi uomini di abbassare le armi e fare ritorno alla vostra nave. Noi ce ne andremo appena avremo trasferito il carico nella nostra stiva.
Bulla lo fiss. Questo bottino  nostro. Abbiamo abbordato la nave per primi. Il carico appartiene a noi.
Ti sbagli, capitano. Noi le stavamo dando la caccia molto prima del vostro arrivo. Non avete diritto alle spoglie solo perch ce l'avete rubata da sotto il naso.
Chi ha parlato di rubare? L'abbiamo catturata in modo pi che lecito.
Agrio socchiuse gli occhi in due fessure. Non lo chieder di nuovo, capitano. Ordina alla tua ciurma di lasciare questa nave all'istante.
No.
Un silenzio teso rimase sospeso sul mercantile, infranto solo dalle grida dei feriti e degli agonizzanti. I pirati a entrambi i lati di Agrio alzarono le armi, in attesa del segnale di attacco da parte del capitano. Davanti a loro, i sopravvissuti del mercantile si strinsero ancora pi vicini all'albero, facendo saettare ansiosamente lo sguardo da una ciurma all'altra. Con la coda dell'occhio, Telemaco vide alcuni dei suoi compagni sollevare gli scudi per prepararsi a combattere un nuovo nemico.
Agrio fece un ulteriore passo in avanti, lo sguardo fisso su Bulla. Ultima possibilit, capitano. Ritiratevi, o ve ne pentirete.
Un momento! url Telemaco, avanzando nello spazio tra le due ciurme. Tutti gli occhi sul ponte si fissarono su di lui.
E tu chi saresti? chiese Agrio.
Telemaco, signore. Secondo di bordo sulla Tridente di Poseidone.
Questo nanerottolo pelle e ossa  il tuo secondo in comando? Agrio rise. Devi essere proprio disperato, capitano.
Diversi uomini della Pegaso ridacchiarono. Telemaco lanci loro uno sguardo duro e poi prosegu, rivolgendosi ai due capitani. Perch non dividiamo il bottino, invece di contendercelo?
Agrio corrug la fronte. Perch dovremmo accettare?
Entrambi possiamo vantare un diritto sul carico. Forse nessuna delle due ciurme sarebbe riuscita a conquistarlo da sola. Mi sembra che una spartizione delle spoglie sia il modo migliore per risolvere la controversia.
Stronzate! ringhi l'uomo con la barba folta alla destra di Agrio. Non dovremmo fare patti con questa gentaglia! Non  giusto, capitano. Io dico di farli fuori! Prendiamo ci che ci spetta.
Silenzio! sibil Agrio al suo luogotenente. Poi torn a voltarsi verso Telemaco e lo soppes con lo sguardo. Quali termini proponi, ragazzo?
Cinquanta e cinquanta. Una divisione equa. Mi pare la cosa pi giusta, considerando che abbiamo giocato entrambi un ruolo nella conquista.
E se rifiutassimo? chiese Agrio.
In quel caso dovreste sfidarci per il bottino. Se avrete fortuna, la vostra ciurma potrebbe strappare una vittoria. Ma molti dei vostri uomini morirebbero. In questo modo invece otterremo tutti qualcosa, senza ulteriori spargimenti di sangue.
E i sopravvissuti?
Li dividiamo, come il resto del bottino.
A me pare ragionevole, annunci Bulla dopo una breve pausa. Allora, Agrio? Che ne dici?
Il capitano della Pegaso si massaggi il mento, meditabondo. Sono tentato. Evitare altre perdite non mi dispiacerebbe di certo... D'accordo. Ci sto, capitano. Per questa volta.
Bulla annu, sollevato. Dir ai miei di portare su il carico dalla stiva. Ripartiremo le spoglie sul ponte, insieme alle provviste della nave e ai sopravvissuti.
Demetrio accompagner i tuoi uomini. Agrio indic il pirata barbuto al suo fianco. In modo da assicurarci che sia tutto in regola, per cos dire.
Come preferisci.
Il mercantile brulic di attivit mentre le due ciurme pirata si dedicavano ai loro compiti. Gli uomini della Pegaso radunarono i sopravvissuti e diversi marinai della Tridente raggiunsero il boccaporto per portare su il carico della nave. I rotoli di stoffa, la lana pregiata e i pellami furono presi dalla stiva e disposti sul ponte, dove un'altra squadra guidata da Demetrio e Castore divise il bottino in due parti equali, una per ciascuna nave. La vista delle merci pregiate aveva messo entrambe le ciurme di buon umore e l'ostilit iniziale fu dimenticata in fretta.
Una volta portati gli ultimi rotoli sul ponte, Demetrio raggiunse i due capitani. Con questo abbiamo finito. Nella stiva ci sono ancora alcuni blocchi di marmo, ma pesano troppo per poterli spostare.
Peccato, comment Agrio. Di questi tempi il marmo vale una piccola fortuna. In ogni caso,  un bel bottino. Di' agli uomini di cominciare a trasferire la nostra parte, Demetrio.
Signors, capitano.
L'uomo barbuto gir sui tacchi e torn verso il boccaporto della stiva, lanciando un grido ai compagni. Agrio li osserv pensieroso mentre cominciavano a trasportare le merci sulla Pegaso.
Forse la nostra potrebbe diventare una collaborazione pi produttiva, medit.
Bulla lo guard incuriosito. Cosa intendi?
Abbiamo intrappolato una nave bloccandola tra i nostri vascelli. Perch non ripetiamo il trucchetto?
Stai proponendo di cacciare insieme?
Certo. Avremmo pi possibilit di catturare delle prede cos che navigando da soli.
Bulla scosse la testa. I miei uomini non accetterebbero mai di allearsi con voi.
Non sto proponendo un accordo permanente, disse Agrio. Ci limiteremmo a navigare insieme per il resto della stagione. Fino all'inverno, al massimo.
Il capitano della Tridente lo scrut. E chi comanderebbe questa alleanza?
Entrambi, ovvio. Dovremmo accordarci sulle navi da inseguire, i porti da saccheggiare, e stabilire un punto di ritrovo in caso le nostre navi venissero separate. Quello che prenderemo insieme, lo divideremo a met.
Potrebbe funzionare, disse Bulla, grattandosi la mascella. Ma avremmo comunque il problema di trovare le navi da attaccare. Tutte le acque a nord di Epidaurum sono fuori discussione.
Agrio ascolt con attenzione mentre l'altro illustrava il piano del convoglio orchestrato da Cane.
Hai ragione, capitano, disse, al termine. Non abbiamo alcuna possibilit di saccheggiare la costa settentrionale. E le prede scarseggiano anche da queste parti. Ma forse c' un altro posto in cui potremmo provare.
Dove?
In Italia.
Sul volto di Bulla balen un'espressione di allarme. Per quale ragione dovremmo spostarci ancora pi vicini al nemico?
Perch la costa italiana  pronta per il saccheggio. Adesso che Cane  impegnato a dare la caccia ai nostri colleghi sull'altra sponda dell'Adriatico, ci saranno di certo ricchi bottini.
I romani non lascerebbero mai la loro costa priva di difese, li interruppe Telemaco. Neppure Cane  cos stupido.
Agrio ghign, beffardo.  evidente che non capisci i romani, ragazzo. Sono una razza arrogante. Non immaginerebbero mai che qualcuno potrebbe azzardarsi a saccheggiare cos vicino a casa loro. Inoltre, so da fonti affidabili che Cane ha lasciato solo una piccola unit a sorvegliare il traffico marittimo di quella zona.
Chi te l'ha detto? chiese Bulla.
La settimana scorsa i miei uomini hanno catturato un vascello. Una nave postale. A bordo non c'era granch di valore, ma uno dei marinai si  rivelato molto utile. Dopo che gli abbiamo sgozzato gli amici davanti,  stato impaziente di cooperare.
Telemaco represse un brivido. Che cosa ha detto?
Ci ha parlato pure lui del piano di Cane di offrire un servizio di convoglio. Ha anche detto che la flotta di Ravenna  in condizioni molto peggiori di quanto pensassi. La penuria di vascelli idonei alla navigazione  cos grave che Cane ha potuto lasciare solo un pugno di navi a difesa di Ravenna. Mezzo squadrone, per essere precisi. Cinque biremi, oltre all'ammiraglia.
Sei? Per difendere l'intera costa?
 quel che ci ha detto il romano. Negli occhi di Agrio c'era un luccichio calcolatore. Quelle biremi hanno l'ordine tassativo di non allontanarsi mai di pi di una giornata da Ravenna. La costa meridionale non chiede altro che di essere saccheggiata.
Bulla corrug la fronte. Se l'Italia  cos redditizia, perch non sei gi laggi?
Stavamo cercando di raccogliere ulteriori informazioni. Volevamo la certezza che il romano ci avesse detto il vero e che non ci stesse attirando in una trappola. Quanto mi hai appena detto conferma la sua storia.
Ma se saccheggiassimo l'Italia, la marina verrebbe a saperlo, fece notare Telemaco. Prenderebbero provvedimenti contro di noi. Non permetterebbero certo che la loro costa sia attaccata.
E quindi? Quando riusciranno a darsi una svegliata, noi ce ne saremo andati da un pezzo. Agrio sorrise, poi si volt verso Bulla. Allora, capitano? Ci stai?
Lui lanci uno sguardo al carico, riflettendo con la fronte corrugata e gli occhi socchiusi. Dovremo mettere un equipaggio ridotto su questa nave per riportare alla base i morti e la nostra parte di bottino. La Tridente  lenta e non se la caver bene con una stiva piena.
Assolutamente. La nave  vostra.
Dopo una brevissima titubanza, Bulla prese la sua decisione. In questo caso... accetto. Seguiremo il tuo piano, Agrio.
Eccellente. Salperemo per l'Italia appena avremo finito di trasferire il resto delle merci sulle navi. Nel frattempo, informer i miei uomini. Ti consiglio di fare lo stesso.
Dovremo stabilire un punto di ritrovo, fece notare Bulla. In caso ci perdessimo di vista in mare.
Certo. Dir a Demetrio di prendere le mappe dalla mia cabina. Prima di separarci sceglieremo un posto adeguato, stabiliremo i segnali per comunicare tra noi e risolveremo ogni altro problema.
Agrio fece un cenno secco con la testa, poi marci verso i suoi luogotenenti.
Telemaco si gir verso Bulla, cercando di nascondere la sua inquietudine. Siete sicuro della vostra scelta, capitano?
Agrio ha ragione, rispose lui, controvoglia. Se quanto dice  vero, l'Italia  un'occasione troppo ghiotta per lasciarcela sfuggire.
Ma provocheremo la marina. Ci daranno la caccia.
E con cosa? Hai sentito Agrio. Non rimangono abbastanza navi da guerra per proteggere le rotte marittime. Potremo mettere le mani su una fortuna.
Adesso, forse. Ma ci faremo parecchi nemici a Roma. Pi di quelli che gi abbiamo.
Bulla espir, irritato. Non posso preoccuparmi di questo. Sono responsabile di questa nave e di questa ciurma e, per quanto mi riguarda,  la nostra migliore occasione di trovare un bottino.
Ma capitano....
Basta! sbott Bulla, per poi proseguire con voce chiaramente venata di impazienza: Ho preso la mia decisione. Ora, trova Castore e digli di selezionare un equipaggio per questa nave. I feriti torneranno alla base con lui. Gli altri devono risalire sulla Tridente. Poi faremo rotta per l'Italia.
...
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...
Capitolo 31.
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...
Un mese dopo.
Che bel comitato di accoglienza ad aspettarci, disse Geras, indicando l'estremit della baia.
Telemaco segu la direzione del suo sguardo e vide una folla assiepata sulla spiaggia, a poca distanza dalla stradina che saliva verso la cittadella. I fuochi dietro le mura di Petrapylae illuminavano le piattaforme con sopra le catapulte. Appena la Tridente di Poseidone aveva doppiato il promontorio, la ciurma aveva dato il segnale di riconoscimento alla postazione di vedetta per comunicare il proprio arrivo. Il segnale era stato riferito ai pirati nella cittadella e gli addetti alle catapulte avevano smontato la guardia. Adesso stavano scendendo a riva per attendere il ritorno della nave.
Siamo stati lontani per diverso tempo, comment Telemaco ritto sul ponte, schermandosi gli occhi dal sole al tramonto. Immagino che siano impazienti di scoprire come ce la siamo cavata.
Geras fece un gran sorriso. Stasera ci offriranno un paio di bevute, dopo aver visto tutto il bottino che portiamo.
Era passato un mese da quando gli uomini della Tridente avevano fatto vela per l'Italia, in collaborazione con l'equipaggio della nave di Agrio, la Pegaso. L'incursione era stata un successo, riflett Telemaco mentre la Tridente di Poseidone scivolava verso la spiaggia. Insieme, i due vascelli pirata avevano messo insieme un notevole bottino. Una volta raggiunta la costa pugliese si erano diretti a settentrione, arraffando un paio di mercantili vicino al porto di Sipontum. Un altro vascello era stato catturato diversi giorni dopo a Histonium. Tra le due, la Tridente e la Pegaso avevano saccheggiato una piccola fortuna sotto forma di sete, spezie e altre merci di lusso che sarebbero state vendute a caro prezzo in tutto l'Impero.
Dopo aver diviso le spoglie, Bulla aveva deciso di tornare a Petrapylae prima di riprendere la caccia. Agrio aveva insistito per cercare altre prede, ma con la Tridente appesantita dal bottino e a corto di provviste, Bulla aveva sostenuto di non avere altra scelta che tornare alla base. Una volta venduta la mercanzia e approvvigionato la nave, avrebbero raggiunto la Pegaso in un remoto ancoraggio lontano dalla principale rotta commerciale. Nel frattempo, Agrio avrebbe continuato a perlustrare la zona, raccogliendo informazioni o individuando possibili bersagli per le due navi.
L'unica nota negativa era stato il brutale trattamento che Agrio e i suoi avevano inflitto ai marinai fatti prigionieri. Su ogni vascello catturato, Agrio aveva ordinato agli uomini dell'equipaggio di farsi avanti uno per uno, pretendendo che si unissero ai pirati. Chiunque rifiutasse veniva messo a morte seduta stante, decapitato o gettato fuoribordo con mani e piedi legati. Telemaco aveva guardato, inorridito, un mozzo di non pi di dieci o undici anni supplicare in lacrime di aver salva la vita un attimo prima che Demetrio lo uccidesse. Simili crudelt avrebbero avuto il solo risultato di accendere ancora di pi la rabbia dei romani verso i pirati, ma Bulla sembrava restio a disturbare la neonata alleanza con Agrio, e non aveva fatto nulla in proposito.
Peccato non poterci fermare di pi, borbott Geras. Due notti non sono molte per festeggiare. Sarebbe bello starsene un po' in panciolle.
Telemaco fece spallucce. Bulla sa che non possiamo permetterci di perdere tempo sulla terraferma. Soprattutto visto che ci siamo lasciati sfuggire l'ultimo vascello.
Geras annu. Pochi giorni prima la Tridente e la Pegaso avevano inseguito un piccolo mercantile da cabotaggio qualche miglio a nord del porto di Merinum. Anche se la nave era stata danneggiata dal lancio dei proiettili, alla fine era riuscita a sganciarsi da loro e a fuggire nel calare della sera.
Chiss come reagiranno i romani, disse Geras.
Telemaco si sfreg il mento. Cane non tollerer attacchi all'Italia.
Ragione di pi per divertirci finch dura. Geras gli diede una pacca sulla schiena. Forza. Una volta tanto le cose stanno andando bene. Abbiamo un bottino sufficiente a mantenere felice la marmaglia, e dove l'abbiamo preso ce n' molto altro ancora. Non va poi cos male.
Immagino di no.
Ecco lo spirito giusto! Nel frattempo, intendo godermi un'anfora di vino dal prezzo ragionevole e la compagnia di una puttanella in carne. Laggi troveremo abbondanza di entrambi. Geras indic la cittadella. Che ne dici? Brindiamo al nostro successo?
Allettante. Telemaco sorrise. Ma c' un'altra cosa di cui devo occuparmi.
Nereo?
Lui annu in risposta, pensando alla doppia parte di spoglie che gli spettava. Una volta che i mercanti avessero acquistato la nave catturata, i proventi della vendita gli avrebbero fruttato una considerevole fortuna: quanto bastava per poter finalmente comprare la libert del fratello. Aveva scelto due dei suoi uomini pi affidabili per custodire il denaro, con l'ordine di recarsi a Torico e negoziare un prezzo equo con Burro, il fabbro che aveva comprato Nereo perch lavorasse nella sua fucina. Stava per liberare davvero il fratello e il cuore gli si gonfi nel petto all'idea di rivederlo.
La nave copr l'ultimo tratto che la separava dalla riva e pochi attimi dopo lo scafo si arrest con un sobbalzo contro il fondale di ciottoli. Seguendo il capitano lungo la passerella robusta che era stata abbassata, Telemaco vide Castore avvicinarsi dalla folla di pirati fermi sulla spiaggia. Il quartiermastro gli lanci uno sguardo preoccupato, poi si volt verso Bulla.
Capitano, esord. Grazie agli di siete tornati. Io e i ragazzi cominciavamo a preoccuparci.
Non ce n'era bisogno, rispose lui con disinvoltura. Non abbiamo avuto nessun problema. Siamo tornati per fare approvvigionamento, in realt. E svuotare la stiva della Tridente.
Il viaggio  stato produttivo, dunque?
Non immagini quanto. Parleremo di tutto pi tardi. Poi ripartiremo tra un paio di giorni.
Cos presto? Castore inarc un sopracciglio.
Agrio  impaziente di catturare altre navi, fintanto che i nostri amici romani restano impegnati su questo lato dell'Adriatico. Sono incline a concordare. Ora, hai qualcosa da riferire? Qualche problema con gli uomini?
Qui  stato tutto piuttosto tranquillo. Una delle guardie ha attaccato briga con uno strozzino. Ho dovuto dargli venti frustate. A parte questo, ci sono state soltanto le solite lamentele degli abitanti per i ragazzi che bevono e fanno risse.
E i feriti con cui avete fatto ritorno?
Quattro sono morti. Altri tre sono zoppi e non potranno riprendere il mare. I restanti sono pronti a partire.
Assicurati che le famiglie dei defunti ricevano un pieno compenso, rispose torvo Bulla. Una quota intera ciascuna. Dovrebbe bastare a far superare loro l'inverno. Quanto a quelli che non potranno tornare in mare, gli troveremo un lavoro sulla terraferma.
Signors, capitano. Castore si mosse, a disagio. C' un'altra cosa.... Contrasse le labbra, restio a proseguire.
Be'? sbott Bulla. Che c'? Sputa il rospo, forza.
Castore si guard intorno con circospezione. Forse  meglio parlarne in privato. Io, voi e Telemaco.
Il capitano fece un sospiro impaziente. D'accordo. Leito!
Il marinaio brizzolato arriv di corsa dalla Tridente di Poseidone. Capitano?
Ti affido il comando, annunci Bulla. Di' agli uomini di cominciare a scaricare. Che nessuno se la svigni finch non sar tutto contabilizzato. Gi che ci sei, stila una lista delle provviste che ci serviranno. Ci voglio pronti a salpare di nuovo entro due giorni. Capito?
Signors, capitano.
Leito si allontan in fretta verso lo scafo tirato in secca, gridando ordini alla ciurma. La folla sulla spiaggia se ne and alla spicciolata, mentre i marinai disponibili si fermavano per aiutare a scaricare la Tridente. Bulla risal la spiaggia a grandi passi fino a raggiungere il bordo della stradina rialzata che portava all'edificio in legno del corpo di guardia. Quando furono fuori portata d'orecchio degli uomini sulla spiaggia, si volt verso Castore.
Che sta succedendo? Parla.
Il quartiermastro si gratt un gomito. Le cose stanno cos, capitano. In vostra assenza, io e alcuni dei ragazzi abbiamo preso il mare con la nave catturata per acquistare alcune provviste a Ortopla. L'ultimo viaggio aveva quasi svuotato la cittadella e la gente del posto aveva grano e carne sufficienti a stento per non morire di fame, figurarsi per venderli a noi.
Telemaco annu debolmente. Ortopla era il pi vicino dei porti in rapporti amichevoli con loro, un covo di mercanti corrotti che avevano ben pochi scrupoli riguardo alle persone con cui facevano affari e che non si informavano mai sulla provenienza delle merci che acquistavano o sull'identit degli uomini a cui le vendevano. La ciurma della Tridente vi gettava spesso l'ancora quando doveva rifornirsi di materiali e provviste.
Capisco, disse Bulla. Continua.
Avevamo appena finito di negoziare un prezzo con quella serpe di Licinio quando uno dei nostri ha sentito l'annuncio che stavano facendo nel foro. Uno di quegli araldi che leggono i bollettini. Per la maggior parte si trattava dei soliti pettegolezzi. Si diceva che i romani avevano catturato una ciurma di pirati attiva a nord di qui e che li avevano messi tutti a morte.
Una ciurma in meno con cui competere, quindi, disse torvo Bulla. C' altro?
S. Un annuncio del prefetto della marina imperiale, Cane. Relativo al qui presente ragazzo.
Telemaco sent lo stomaco farsi di ghiaccio. Che cosa diceva?
Castore si rivolse direttamente a lui. Cane ha tuo fratello. Lo sta tenendo in ostaggio.
Nereo? No. Non pu essere.
Sto solo dicendo quello che abbiamo sentito, ragazzo.
Ma... come hanno fatto i romani a sapere di me e mio fratello?
Il quartiermastro si strinse nelle spalle. Non lo so. La gente parla, le voci corrono....
Telemaco lo fiss senza battere ciglio. Cos'altro hai sentito?
Che i romani ti hanno concesso fino alla fine del mese prossimo per consegnarti. Se non lo farai, Nereo sar crocifisso.
La rabbia si gonfi dentro di lui, ardendogli nelle vene. Telemaco strinse forte i pugni e chiuse gli occhi un istante, sopraffatto dalla furia e dal dolore. Aveva passato gli ultimi mesi a temere che Nereo morisse in qualche terribile incidente nella fucina. Non aveva mai immaginato che i suoi tentativi di liberarlo l'avrebbero messo ancora pi in pericolo. Inspir a fondo e si costrinse a pensare con lucidit. Quando  successo?
Cinque giorni fa, rispose Castore.
Sent un'ondata di speranza. Dunque c' ancora tempo per salvarlo. Capitano, dobbiamo liberarlo.
Non possiamo. Bulla scosse la testa. Non sappiamo dov' detenuto.
Allora mi consegner a Ravenna. La mia vita in cambio della sua.
Non essere sciocco! Pensi davvero che Cane manterrebbe la parola e risparmierebbe Nereo? Vi giustizierebbe entrambi.
Devo tentare. Se c' anche una sola possibilit di salvargli la vita, sono disposto a correre il rischio.
E io no, invece, rispose con fermezza il capitano. Cosa pensi che succeder se accetterai i termini di Cane? I romani cominceranno a torturarti appena ti consegnerai. I loro interrogatori hanno un vero talento per far parlare gli uomini... Alcuni sono persino pi bravi di noi. Finiresti per dirgli tutto quello che sai. Compresa l'ubicazione della nostra base. Non posso permetterlo.
Ma non possiamo abbandonarlo e basta! esclam Telemaco. Dev'esserci qualcosa che possiamo fare, capitano. Per forza.
Non c'. Nel vedere il turbamento sul volto del suo secondo, Bulla addolc il tono. Ascolta, mi dispiace. Ma non possiamo rischiare le vite della ciurma per girare alla cieca nella disperata ricerca di tuo fratello. Sono certo che lo capisci anche tu.
Telemaco si costrinse a prendere fiato. Nonostante la nebbia di rabbia e disperazione, comprendeva la logica del discorso del capitano. Avrebbe dovuto trovare un altro modo per convincerlo. Non vi sto chiedendo di mettere in pericolo la ciurma. Promettetemi solo una cosa.
Cosa?
Se si presenter un'occasione di salvare Nereo, mi consentirete di coglierla.
Bulla sospir. Non chieder ai miei uomini di rischiare la vita per tuo fratello. Ma se ci sar la possibilit di riaverlo indietro, e senza pericolo per i miei uomini, allora s. Faremo il possibile per salvarlo.
Telemaco annu. Non chiedo altro, capitano. Ma una domanda inquietante continuava a pungolarlo. C' una cosa che non capisco. Nessuno sapeva di mio fratello, a parte i ragazzi della ciurma con cui ne ho parlato. Soltanto loro.
Bulla lo stava guardando con interesse. Cosa stai insinuando?
Qualcuno deve averne parlato con i romani. Qualcuno che sapeva dove lavorava, chi era il suo padrone. Uno dei nostri mi ha tradito.
Il capitano inarc un sopracciglio. Ne dubito. I miei uomini saranno anche dei bastardi crudeli, quando vogliono, ma non farebbero questo a un compagno.
Qual  la spiegazione, allora?
Bulla lo fiss. Perch qualcuno avrebbe dovuto parlare ai nostri nemici di tuo fratello?
Per sbarazzarsi di me. Chiunque sia stato, sa che farei di tutto per salvare Nereo.
Ci fu una pausa prima che il capitano rispondesse. Se  cos, troveremo il responsabile. Hai la mia parola. Qualunque traditore sar estirpato dalla mia ciurma. Me ne occuper di persona.
Telemaco annu, grato.
Adesso che cosa facciamo, capitano? chiese Castore.
Portiamo avanti il nostro piano, disse Bulla. Assicurati che la Tridente sia rifornita e pronta a salpare. Andremo dritti all'appuntamento con Agrio al punto di ritrovo e decideremo le nostre prossime mosse. Si allontan lungo la stradina, chiudendo bruscamente la discussione. Un attimo dopo, Castore lo segu verso la cittadella per organizzare le provviste necessarie al prossimo viaggio della Tridente.
Quando Telemaco si volt per scendere di nuovo in spiaggia, si sent avvolgere da una nera disperazione. Geras gli venne incontro dalla nave, alzando il mento verso il capitano che si allontanava.
Cos'era successo? chiese.
Ascolt in silenzio mentre Telemaco lo informava della cattura di suo fratello.
Merda. Mi dispiace.... Si accigli. Cosa pensi di fare?
Al momento non posso fare niente. Ma trover un modo per salvarlo quando torneremo sulle coste italiane. Cacceremo lungo le principali rotte commerciali, il che significa mettere le mani su un bel po' di bottini. Potremmo imbatterci in qualcuno che sa dove si trova.
 un po' un azzardo.
Lo so. Ma  la mia unica speranza.
Geras corrug la fronte. Se anche scoprissi dov' detenuto, come pensi di salvarlo? Lo controlleranno a vista.
Senza dubbio. Ma di quello potremo preoccuparci pi tardi. Al momento, devo scoprire dove Cane lo tiene prigioniero.
Be', non hai bisogno di convincermi. Ti dar tutto l'aiuto possibile, se questo significa fregare quei romani bastardi.
Telemaco gli sorrise con calore. Grazie.
Geras lo fiss. Sai gi chi  stato a venderti?
Dev'essere qualcuno della ciurma, rispose Telemaco. Qualcuno che sapeva di Nereo e si  trovato nella posizione di poter passare un messaggio ai romani.
Sembra che tu abbia qualcuno in mente.
Un'idea ce l'ho. Ma non posso fare nulla. Non finch non sono sicuro. Guard i pirati che stavano scaricando le merci dalla Tridente, e l'odio si strinse come un pugno intorno al suo cuore. Chiunque mi abbia tradito pagher per quello che ha fatto. Lo giuro davanti a Giove, il migliore e il pi grande.
...
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...
Capitolo 32.
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...
Tre giorni dopo, Telemaco era insieme a Bulla e Agrio nell'angusta cabina costruita dentro la poppa della Pegaso. Un'approssimativa mappa di pelle di capra della costa italiana era aperta sulla scrivania al centro della cabina, i dettagli illuminati dalla luce che filtrava dalla griglia del ponte sovrastante. Intorno a loro le costole scricchiolavano mentre il vascello dondolava delicatamente sul mare.
La Tridente di Poseidone era giunta al punto di ritrovo nel primo pomeriggio, con le dispense completamente rifornite e la ciurma rimpolpata da Castore e dal resto dell'equipaggio messo sulla nave catturata. Arrivati a cento passi dall'altro vascello, avevano rientrato i remi e ammainato la vela, poi Bulla e Telemaco avevano raggiunto la Pegaso sulla scialuppa per consultarsi con Agrio nella sua cabina.
Dovremmo cacciare qui, disse Agrio, tamburellando con un dito su una sezione della mappa. Tra Ancona e Ariminum. Durante la vostra assenza ho perlustrato con cura la zona. Sembra promettente. Un gran numero di vascelli che approda lungo la principale rotta commerciale e non molte cale in cui nascondersi. Non dovremmo avere problemi a mettere le mani su qualche bottino. Chiss, con tutti i battelli da diporto e le navi passeggeri che fanno la spola tra le colonie, potremmo persino catturare qualche nobile romano. Ne otterremmo un bel riscatto. Dopo essercela spassata un po' con le loro donne, certo. Aveva un luccichio pericoloso negli occhi.
Bulla scrut la mappa per un momento, il volto accartocciato nella riflessione. Navigando qui, arriveremo nei pressi di Ravenna.
S. Agrio annu. E allora?
Ci sono molti porti sulla costa e pochi ancoraggi sicuri. Cosa succede se finiamo nei guai?
Non accadr, rispose l'altro in tono convinto. E poi, spostarci a nord  la cosa migliore. Non possiamo continuare a operare nel Sud. Non pi.
Perch no?
Mentre tornavamo abbiamo avvistato un paio di biremi. Sembravano dirette a sud.
Romani? Telemaco cerc di contenere l'allarme nella voce. Vi hanno visti?
Certo che no. Agrio sorrise. Ci eravamo rifugiati in una cala per sfuggire a una tempesta, quando uno dei miei le ha notate. Abbiamo abbassato il pennone centrale e la vela sul ponte. Quegli stupidi bastardi ci sono passati proprio accanto.
Ma se stanno mandando delle pattuglie, devono sapere della nostra presenza, fece notare Telemaco. Ci stanno addosso.
Rilassati, ragazzo. Parliamo di un paio di navi di pattuglia, non dell'intera flotta imperiale. Il resto dello squadrone  ancora a centinaia di miglia da qui, a svolgere il servizio di convoglio di Cane.
Ci sono le cinque biremi a Ravenna, precis Bulla.
Hanno l'ordine di non allontanarsi dal porto. E poi, Cane non si azzarderebbe mai a usarle. Non pu rischiare di lasciare Ravenna sguarnita.
Ma se i romani stanno tornando in Italia, manderanno presto altri rinforzi, disse Telemaco. Sempre che non l'abbiano gi fatto. Cosa succede se incontriamo un'altra nave da guerra?
La semineremo, come sempre. I nostri vascelli sono pi che in grado di battere quelle vecchie bagnarole.
Telemaco inspir e si sforz di controllare la rabbia. Per quanto desiderasse restare vicino al luogo dove suo fratello era tenuto prigioniero, doveva pensare anche alle vite degli uomini con cui aveva giurato di prestare servizio. Si gir e rivolse il suo appello direttamente a Bulla. Forse dovremmo invertire la rotta e tornare sull'altro lato dell'Adriatico, capitano. Tentare la sorte pi vicino a casa.  quasi autunno, e qualche nave sar costretta ad azzardare un altro viaggio prima della fine della stagione.
Perch scomodarsi, quando qui si possono trovare ancora tante ricchezze? ribatt Agrio.
Telemaco scosse la testa.  troppo rischioso.
Siamo pirati. Correre rischi  il nostro mestiere.
Non in questo modo, no. Ci sono troppe probabilit di essere catturati dalla marina.
Agrio fece un ghigno. Temi di fare la fine di tuo fratello, ragazzo?
Lui lo fiss. Come fate a sapere di Nereo?
Diamine, ogni porto della costa ha sentito la notizia. Persino i pescatori parlano di te. Agrio sogghign. Pare che tu sia il pirata pi famoso dell'Illiria, pi di Bulla o addirittura di me. Un bel successo, direbbe qualcuno. E tutto grazie a tuo fratello.
Nereo non  affare che vi riguardi.
Lo  se offusca il tuo giudizio. Se non hai le palle di attaccare le navi di questa zona, forse hai scelto la professione sbagliata. La pirateria non  adatta a quelli che se la fanno sotto al primo accenno ai romani.
Telemaco scosse ancora la testa. Se continuiamo a cacciare in queste acque, metteremo in pericolo le vite degli uomini.
Agrio scroll le spalle. Sono pronto a correre questo rischio.
Ho sentito abbastanza, annunci Bulla, alzando lo sguardo. Sono d'accordo con Agrio. Andremo a nord, e colpiremo prima che Cane abbia modo di rinforzare Ravenna.
Fiss Telemaco, sfidandolo a contraddire la sua autorit. Per un attimo lui fu tentato di insistere, ma poi cambi idea. Lo conosceva abbastanza da sapere che aveva preso una decisione. Signors, capitano.
Bulla riport gli occhi sulla mappa, accigliandosi ancora di pi. E il punto di ritrovo? Non ci sono molti porti sicuri su questo lato del mare.
Ci ho gi pensato, disse Agrio. C' una baia, qui, vicino a una colonia abbandonata. Tranquilla e abbastanza lontana dai porti principali. Se ci perdiamo di vista, ci dirigeremo l e aspetteremo l'arrivo dell'altro.
 sicura?
Per quanto ne so. Uno dei miei uomini lavorava sui pescherecci in questa zona. Mi ha detto che nessun vascello si azzarda a gettarvi l'ancora da anni. Fondali troppo bassi per una nave da cabotaggio.
Speriamo che il tuo uomo abbia ragione.
Oh, ce l'ha, capitano. Pagher con la vita, se sbaglia. Agrio salut con un cenno del mento il capitano della Tridente e il suo secondo di bordo. Ora, se non c' altro, farete meglio a tornare alla vostra nave. Partiremo subito.
La Pegaso e la Tridente salparono poco tempo dopo. Non incontrarono onerarie, quel pomeriggio, e trascorsero la notte ancorati in una piccola insenatura per poi proseguire verso nord alle prime luci dell'alba. Con l'avanzare del giorno, il cielo si fece grigio e coperto e il vento aument, costringendo l'equipaggio a orientare la vela. A met pomeriggio, Castore annunci che sarebbero arrivati presto in vista di Ancona e gli uomini parlarono delle ricchezze che li attendevano sulla costa umbra.
Telemaco rimase in silenzio, tormentato dal pensiero del fratello in prigionia. L'immagine di Nereo appeso a una croce lo riempiva di una disperazione che superava qualunque cosa avesse mai conosciuto, e si aggrapp alla debole speranza che, se avesse scoperto dov'era tenuto prigioniero, forse avrebbe fatto ancora in tempo a liberarlo prima della sua esecuzione. Era una possibilit remota, lo sapeva, ma rifiutava di arrendersi. Nereo era tutta la sua famiglia e non si sarebbe dato pace finch non avesse fatto tutto ci che era in suo potere per salvarlo, a costo di sacrificare la propria vita. Ma non avrebbe rischiato anche quella dei suoi compagni.
Mentre gli altri marinai di coperta eseguivano i loro compiti, Geras lo raggiunse davanti all'albero. Indic con il mento l'orizzonte. Ancora nessuna traccia?
Nessuna, disse Telemaco.
Ma per poco. Stiamo per attaccare la rotta commerciale pi trafficata di questo lato dell'Adriatico. Presto annegheremo nei bottini.
Sempre che non ci imbattiamo prima in una pattuglia.
Geras gli lanci un'occhiata. Ci credi davvero in pericolo?
Telemaco strinse le labbra. I romani sanno che siamo attivi in questa zona.  solo questione di tempo prima di incontrarli.
Non  l'unica cosa di cui dobbiamo preoccuparci.
Cosa intendi?
Geras inclin la testa verso le nuvole sempre pi scure. Sembra che stia arrivando il brutto tempo.
Telemaco lanci uno sguardo all'orizzonte. Sapeva per esperienza che le tempeste estive erano un pericolo comune nell'Adriatico: burrasche brevi ma violente che scoppiavano quasi senza preavviso. Pensi che ci colpir presto?
S. E sembra una tempesta di quelle brutte. Venti forti, pioggia. Resta solo da scoprire da che parte arriver.
La Pegaso ci sta facendo segnali, capitano! url la vedetta.
Bulla arriv a grandi passi dal ponte di poppa e socchiuse gli occhi a babordo verso l'altro vascello pirata, a un miglio di distanza nel mare mosso. Telemaco guard nella stessa direzione e not una striscia di stoffa colorata issata in cima all'albero maestro, che ondeggiava contro il cielo grigio acciaio.
Verde, rifer Virbio. Agrio ha avvistato una vela, capitano.
So cosa significa, dannazione, ringhi Bulla. Testa d'albero! Da lass cosa vedi?
Ancora niente, capitano. Dev'essere troppo lontana... Un momento. No, adesso la vedo. Scafo sotto e quasi dritta di fronte a noi.
Telemaco fiss lo sguardo sull'orizzonte mentre la Tridente si alzava sulla cresta dell'onda successiva. Oltre la distesa d'acqua, scorse la sagoma indefinita di una vela.
Un mercantile? chiese a Leito.
Molto probabile. Non ci sono altre ciurme pirata attive in questa zona.
Geras gli diede di gomito con un gran sorriso. Cosa ti dicevo? A quanto pare oggi acciufferemo qualche preda, dopotutto.
Bulla diede le spalle alla balaustra. Telemaco, raduna l'equipaggio. E fai segno alla Pegaso di partire all'inseguimento.
Lui inspir a fondo e lanci un grido sul ponte. Gli uomini prepararono la Tridente all'azione, e un paio di marinai giovani presero un involto di stoffa rossa da uno dei cassoni laterali e sfrecciarono sul sartiame. Lavorarono in fretta, fissando un'estremit del guidone alla sagola dell'albero per poi tirare la fune ruvida. Lo straccio fu issato sull'albero e si spieg con uno schiocco nel vento impetuoso. A conferma del segnale ricevuto, un identico guidone si alz sull'albero della Pegaso per poi abbassarsi di nuovo.
Calcante! grid Bulla. Cambia la rotta! Andiamo a intercettarla!
Il timoniere tir la pala, mentre un ordine di Telemaco fece schizzare i marinai di coperta sulle griselle per togliere un terzarolo. Le vele allascate garrirono selvaggiamente nel vento; intanto gli uomini sul ponte lottarono per alare a bordo le scotte, spronati dal giovane secondo di bordo. La Tridente si gir con uno scatto e, guardando la Pegaso, Telemaco not con soddisfazione professionale che l'altra nave stava impiegando pi tempo a modificare la rotta. Poco dopo, la sua prua punt dritta verso il mercantile ed entrambi i vascelli si avvicinarono alla preda, bloccandole il passaggio sia dal mare sia dalla costa.
Non appena la vela fu ben visibile, Longaro lanci un altro urlo. Ponte! La nave ha cambiato rotta, capitano!
Ci ha visti, borbott Bulla.
Virbio sbuff. Non le servir a nulla. Non pu scappare da nessuna parte. E noi abbiamo il vantaggio del vento.  praticamente nostra, se il tempo regge.
Preghiamo che lo faccia.
Il capitano guard il sartiame con gli occhi socchiusi, attingendo a tutto il suo bagaglio di esperienza per calcolare quanto poteva aspettare prima di prendere una mano di terzaroli. Telemaco riport l'attenzione sulla preda e vide che entrambe le navi pirata avevano guadagnato rapidamente terreno. La Tridente aveva un lieve vantaggio, ma considerato che era la pi leggera delle due, la Pegaso stava arrivando veloce. Davanti a loro l'oneraria continuava a volare sottovento, tuttavia era evidente che l'avrebbero raggiunta molto prima che potesse rifugiarsi ad Ancona. Poi not un banco di nuvole grigio scuro all'orizzonte.
C' una burrasca in arrivo, capitano.
Bulla si accigli. La bastarda viene dritta verso di noi. Meglio prendere qualche mano di terzaroli.
Signors.
A un grido del secondo di bordo, i marinai di coperta corsero ad ammainare la vela al primo mattafione. Mentre quelli tornavano in fretta e furia sul ponte, Telemaco gett uno sguardo al mare: la Pegaso e la nave che stavano inseguendo scomparvero dalla vista inglobate in un velo sudicio. Poi il vento si alz e, con un grido, Bulla li avvert che la nebbia grigia stava per abbattersi sulla Tridente di Poseidone con sconvolgente rapidit.
Eccola che arriva! rugg Castore.
Un momento dopo, la burrasca colp. Il vento ulul tra il sartiame, facendo sbatacchiare la sagola contro l'albero mentre la nave si inclinava pericolosamente a babordo. Ogni pirata sul ponte si aggrapp all'appiglio pi vicino per evitare di cadere fuoribordo, finch il vascello non si raddrizz piano piano. Quindi arriv la pioggia. Grandi gocce scintillanti e ghiacciate caddero di traverso sul ponte, inzuppando la tela olona e pungendo come aghi la pelle nuda dei pirati. Bulla si protesse il viso dal torrente ghiacciato, urlando al timoniere di mantenere la rotta.
Poi la burrasca si intensific e Telemaco sent un forte bisogno di vomitare dovuto alla nave che beccheggiava e sobbalzava sul moto ondoso. Roll di nuovo, e lui si sporse oltre la balaustra per svuotarsi lo stomaco sottovento. Si tenne forte alla superficie di legno, la testa che gli pulsava, senza poter fare altro che sopportare la furia di Nettuno e aspettare la fine del maltempo.
Con la stessa rapidit con cui era scoppiata, la burrasca si plac. Il vento si attenu in una brezza delicata, la pioggia cess e i primi raggi dorati del sole spuntarono tra le nuvole dense. Telemaco si pul gli occhi dagli spruzzi salati, guardandosi intorno con i capelli incollati al viso. A sud vide un velo grigio scuro che si allontanava dalla Tridente. Sul ponte regnava ora un silenzio inquietante, interrotto solo dal rumore degli uomini che sputacchiavano e tossivano, e dagli schizzi leggeri dell'acqua che sciabordava contro lo scafo. Poi Leito lanci un grido.
Guardate, capitano!
Telemaco e Bulla seguirono il suo indice puntato, fissando lo sguardo all'orizzonte. La Pegaso era scomparsa dalla vista, insieme al grande vascello onerario che stava inseguendo. Bulla fiss il mare ancora per un istante, poi si batt un pugno contro la coscia.
Merda! borbott.
Cosa gli sar successo, capitano? chiese Telemaco. Dove sono?
Dobbiamo averli persi nella burrasca. Saranno stati portati fuori rotta, come noi.
Non possiamo seguirli?
Bulla scosse la testa. Non c' modo di sapere dove sono finiti. Quella burrasca potrebbe averli spinti a miglia di distanza in ogni direzione. Solo gli di sapranno dove sono.
Cosa facciamo, quindi?
Il capitano scrut la linea della costa, soppesando le proprie opzioni. Abbiamo perso la preda. Potrebbero passare ore prima di ritrovare la Pegaso, e non manca molto al crepuscolo. Non vogliamo che il buio ci sorprenda in mare aperto. Non con tutte le secche che ci sono in questa zona. Dovremo dirigerci al punto di ritrovo. Anche Agrio andr l, quando noter che siamo stati separati.
Sempre che non cerchi di prendere prima la preda, fece notare Leito.
In quel caso aspetteremo il suo arrivo. Non possiamo fare altro. Il capitano guard Telemaco. Controlla che la nave non abbia riportato danni. Poi fa' invertire la rotta e puntiamo verso il punto di ritrovo.
Signors, capitano.
Mentre la Tridente ripartiva, Geras sorrise fiaccamente a Telemaco. Il viaggio non inizia nel migliore dei modi.
No, rispose lui, lugubre. Guard ancora verso la costa italiana. Il sole cominciava gi a calare all'orizzonte e, anche se entrambe le navi fossero arrivate al punto di incontro, non ci sarebbe stato tempo per salpare di nuovo prima che facesse buio. Il pensiero di passare la notte in acque ostili lo turbava, ma non avevano scelta.
Nel crepuscolo sempre pi fitto, la Tridente di Poseidone si avvicin all'entrata della piccola baia che Agrio aveva segnato sulla mappa. Il mare era calmo e il sole al tramonto inondava la terra di un bagliore caldo mentre i pirati doppiavano il capo e remavano lentamente verso la riva. Un paio di scogliere basse si ergeva su entrambi i lati di una striscia curva di sabbia fine, ampia mezzo miglio. A poca distanza dal mare crescevano casuarine, e da una parte si vedevano i ruderi di qualche villaggio abbandonato da tempo. Telemaco li scrut con attenzione, ma nulla suggeriva che le rovine fossero state abitate di recente. A parte l'ingresso principale, l'unica altra via d'accesso alla baia era uno stretto canale che scorreva tra il promontorio pi vicino e una grande scarpata di rocce franate. Dietro un banco di sabbia si intravedeva a stento una serie di bassifondi.
Pare che siamo i primi ad arrivare, disse Castore, guardandosi intorno nella baia deserta.
Telemaco annu. Agrio deve aver inseguito la nave a cui stavamo dando la caccia.
O quello, o la burrasca gli ha danneggiato il vascello ed  stato costretto a rifugiarsi altrove. In ogni caso, il suo uomo ha scelto un buon nascondiglio. I romani hanno poche possibilit di trovarci, qui.
Telemaco torn a guardare l'entrata della baia. I bassi promontori sui lati li avrebbero nascosti alla vista dei vascelli di passaggio, e qualunque nave in avvicinamento avrebbe dovuto farsi strada tra i banchi di sabbia in mare aperto, dando loro tutto il tempo di prepararsi in caso di attacco.
Sembra piuttosto tranquillo, disse. Speriamo solo di non dover aspettare a lungo.
Castore scacci le sue preoccupazioni con un cenno della mano. Agrio arriver il prima possibile. Neppure lui  tanto folle da cacciare da solo lungo la costa italiana.
Non ne sono cos sicuro.
Il quartiermastro sorrise. Posso dedurre che non sei un ammiratore del nostro nuovo socio?
Telemaco stava per rispondere in modo sincero quando ricord di essere il secondo di bordo, e che sarebbe stato sbagliato mettere in dubbio apertamente le decisioni di Bulla davanti agli altri. Toss. Agrio ha ottime qualit. Ma i suoi metodi non ci aiuteranno a farci nuovi amici. Agire cos vicini a Ravenna  gi abbastanza pericoloso, e massacrare l'equipaggio di tutte le navi che catturiamo avr il solo risultato di rendere i romani ancora pi determinati a darci la caccia.
 un punto di vista, certo.
Non sei d'accordo?
Agrio non sar simpatico a tutti, ma ottiene risultati. Il che non  poco, considerate le nostre recenti difficolt.
Lui scroll le spalle. Spero solo che Bulla sappia in cosa si sta cacciando.
Non preoccuparti per il capitano, ragazzo. Nella ciurma sono quello che lo conosce da pi tempo, e ti garantisco che non  uno stupido. Ci far cambiare rotta prima che le cose precipitino.
Mi auguro che tu abbia ragione, rispose Telemaco a voce bassa.
Castore si fece pi vicino e pass a un altro argomento. E che mi dici dell'uomo che ha tradito tuo fratello? Sei sul punto di smascherarlo?
Non ancora.
Telemaco aveva trascorso gli ultimi giorni a tenere d'occhio la ciurma, prestando attenzione a ogni atteggiamento sospetto o colpevole. Ma non aveva visto nulla che indicasse l'identit del traditore, e ci si era rivelato molto frustrante. N aveva fatto progressi nello scoprire dove si trovasse suo fratello. Il tempo stringeva e, in meno di un mese, Nereo sarebbe stato ucciso, condannato a una morte tormentosa per mano dei suoi carcerieri romani.
Accanton quei pensieri angosciosi e spost lo sguardo in avanti mentre la nave superava il canale. A fianco all'albero, Bulla raddrizz la schiena e url sul ponte: Dirigiti verso le secche, Calcante! Telemaco, preparati a gettare l'ancora!
Signors, capitano!
All'ordine del secondo di bordo, Basso e altri tre uomini muscolosi corsero verso il cassone, recuperarono la robusta ancora di legno appesantita da punte di ferro e funi e la trascinarono verso poppa. Poi Telemaco grid alla ciurma di rientrare i remi e le pale furono ritratte in fretta attraverso le aperture. L'ancora fu gettata con uno spruzzo e la cima scese raspando nella cubia, ormeggiando la Tridente a poca distanza dalla riva.
Dopo aver messo in sicurezza la nave e stabilito i turni di guardia, gli uomini poterono finalmente rilassarsi. Consumarono sul ponte una cena fredda, poich Bulla aveva proibito di accendere fuochi sulla spiaggia che avrebbero potuto segnalare la loro presenza a vascelli di passaggio o a viaggiatori sulla terraferma. La notte trascorse serena, e poco prima dell'alba la ciurma si svegli e cominci a dedicarsi ai compiti consueti in attesa dell'arrivo di Agrio. Un denso banco di nebbia aleggiava sulla superficie del mare, nascondendo l'entrata della baia dietro una foschia grigia. Non c'erano tracce della Pegaso, e alcuni uomini cominciarono a lamentarsi del ritardo nei loro piani.
Telemaco arriv sul ponte dopo la sua ispezione mattutina della stiva e trov Geras accanto alla ringhiera di coronamento, lo sguardo fisso oltre la poppa.
Perch Agrio ci sta mettendo tanto? borbott. Ormai dovrebbe essere qui.
Forse ha dovuto fermarsi da qualche parte e tirare la nave in secca per ripararla, ipotizz Telemaco.
Geras scosse la testa. In ogni caso, oggi non cacceremo comunque molto. Non se questa maledetta nebbia non si dirada.
Furono interrotti dal grido di uno dei marinai. Vela in avvicinamento!
Telemaco gir la testa verso la baia mentre Bulla e i marinai pi anziani interrompevano quello che stavano facendo e arrivavano di corsa. Riuniti tutti sulla poppa della Tridente, Telemaco aguzz la vista e scorse la sfocatissima sagoma di una nave che emergeva dalla nebbia a un quarto di miglio di distanza. Il guidone scuro sventolava sull'albero nella delicata brezza che soffiava sulla baia.
 proprio la Pegaso, disse Bulla.
Finalmente, cazzo, borbott Virbio. Abbiamo passato abbastanza tempo fermi con le mani in mano. Speriamo che porti anche qualche bottino.
Lo scopriremo presto.
Figure a stento visibili si distribuirono lungo il pennone della Pegaso e ammainarono la randa. I remi scivolarono fuori e, dopo aver impiegato qualche istante per trovare il ritmo, le pale cominciarono a fendere l'acqua con colpi ripetitivi, spingendo lentamente la nave in avanti. Alcuni uomini stavano recuperando l'ancora da sottocoperta, pronti a gettarla oltre la poppa, mentre i marinai disponibili si schieravano lungo la balaustra e rivolgevano cenni di saluto ai pirati sull'altra nave. La ciurma sembrava serena e non c'erano segni evidenti di danni all'albero o al sartiame.
Telemaco scrut il vascello, ma nella nebbia dell'alba non riusc a scorgere Agrio e cos si arrampic un po' sulla grisella per vedere meglio. Tra le figure sul ponte not un uomo, pi corpulento degli altri, lanciare un'occhiata ansiosa al boccaporto della stiva. Lui segu la direzione del suo sguardo e sent un tremito improvviso lungo la schiena. Url a Bulla: Capitano,  una trappola!
Bulla si accigli e alz gli occhi verso di lui. Di che stai parlando?
L! Telemaco indic l'altra nave. Il pennacchio dell'elmo di un ufficiale romano spuntava dalla mastra di boccaporto, dove splendevano anche decine di elmi di ausiliari e punte di spada. Ci sono romani nella stiva!
Prima che il capitano potesse rispondere, dal ponte della Pegaso si lev un grido. Riportando lo sguardo sul vascello, Telemaco vide l'uomo corpulento urlare in latino ed estrarre una spada da sotto il mantello. Anche le altre figure sul ponte sfoderarono le armi e, l'istante successivo, un profondo ruggito di gola echeggi sulla baia quando dalla stiva fuoriusc un'ondata di soldati in tuniche bianche che, armati di tutto punto, brandivano le spade da ausiliari e gli scudi. Bulla li guard inorridito, a bocca aperta, rendendosi conto di cosa stava accadendo.
Siamo fottuti.
...
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Capitolo 33.
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...
Appena quelle parole ebbero lasciato la bocca di Bulla, gli ufficiali romani sul ponte della Pegaso urlarono una serie di ordini e i vogatori aumentarono il ritmo con cui remavano verso la Tridente di Poseidone. Nello stesso istante i fanti di marina si riversarono sul ponte, alcuni con i grappini gi pronti. Per un momento sulla Tridente non si mosse nessuno e rimasero tutti a fissare increduli la nave da guerra in avvicinamento. Poi Bulla si riscosse dallo stupore e volt le spalle alla balaustra.
Equipaggio! In formazione! Subito!
Non c'era quasi tempo per organizzarsi e la ciurma sfrecci sul ponte impegnata in preparativi disperati per affrontare il nemico in arrivo. Sceso dal sartiame, Telemaco afferr una falcata e un piccolo pugnale ricurvo da uno dei cassoni laterali, si infil il pugnale nella cintura e poi corse a unirsi ai compagni che si assembravano ai piedi dell'albero. Sull'altra nave, decine di fanti di marina erano emersi dalla stiva e si stavano disponendo su tutta la lunghezza del ponte. Malgrado l'equivalenza numerica degli schieramenti, i romani avevano un addestramento e un'attrezzatura superiori, e Telemaco sapeva che i pirati dovevano aspettarsi una dura battaglia.
Ritto alla sua destra, Leito scuoteva la testa incredulo. Come ci hanno trovati, i bastardi?
Agrio dev'essersi imbattuto in una loro pattuglia quando ci siamo separati. Telemaco strinse i denti. E sai quanto sono bravi i torturatori romani a scucire informazioni.
In ogni caso, adesso siamo in trappola.
I nemici avevano eseguito il piano alla perfezione, comprese con rabbia Telemaco. Arrivando a bordo del vascello catturato e con i fanti nascosti sottocoperta, erano riusciti ad avvicinarsi alla Tridente senza destare sospetti. Lo stratagemma era divenuto evidente solo quando erano ormai quasi arrivati. A quel punto era troppo tardi perch i pirati potessero tentare la fuga in mare aperto. Per un attimo Telemaco si chiese cosa ne fosse stato di Agrio e dei suoi uomini, poi si scosse di dosso quel pensiero lugubre per concentrarsi sui romani in avvicinamento.
Alcuni uomini riemersero da sottocoperta con fasci di giavellotti presi dalle scorte della nave. Telemaco ne afferr uno, mir ai fanti sul ponte opposto e scagli l'asta oltre lo spazio sempre pi stretto tra i due vascelli. A quella distanza ravvicinata era impossibile sbagliare e uno dei romani lanci un grido acuto quando fu trafitto allo stomaco. Altri pirati seguirono l'esempio del secondo di bordo. I romani risposero con una gragnuola di colpi e l'aria si riemp del sibilo delle frecce e del frullare e schioccare delle fionde, mentre i due schieramenti si scambiavano raffiche disperate. Poi la Pegaso tocc la Tridente di Poseidone con un urto stridente che fece vibrare la nave, e i fanti di marina lanciarono i grappini oltre la balaustra, tendendo le cime per poi fissarle e afferrare le armi.
Prima che potessero saltare a bordo, Bulla si arrampic sulla balaustra laterale e url a pieni polmoni: Non restatevene l impalati, cazzo! Uccideteli! Uccidete i bastardi!
Con un ruggito assordante i pirati seguirono il capitano, fiondandosi sull'altra nave.
Telemaco atterr sul ponte della Pegaso, deciso ad abbattere il primo romano che avesse visto. Con il pugnale nella mano sinistra e la falcata sollevata in aria, si gett nella mischia. Un fante brizzolato gli url contro e Telemaco scatt in avanti per infilzarlo con la falcata. L'uomo rispose all'attacco con lo scudo, la lama ricurva rimbalz sulla borchia con un forte suono metallico. Nonostante questo, il fante rimase stordito dal colpo e, prima che potesse riprendersi, Telemaco gli affond il pugnale appena sotto l'ascella. L'uomo ondeggi, poi ruzzol a terra con il coltello ancora piantato nella carne. Telemaco raccolse in fretta il suo scudo, il cuore che gli batteva fortissimo.
Attento! grid qualcuno l vicino.
Lui ruot su s stesso e si trov davanti un fante tozzo e tarchiato che lo attaccava con la spada. Mesi di combattimento in mare avevano affinato i suoi riflessi e reag in un attimo, proteggendosi con lo scudo. La lama vi cozz contro con un rumore sordo e il romano ringhi. Avanzando, finse di volerlo colpire alla gola per poi tagliare invece verso il basso. La spada lacer la tunica di Telemaco, mancando di poco i muscoli contratti della coscia.
Lui spinse lo scudo in avanti appena prima che il fante gli si lanciasse di nuovo addosso. Il colpo sbalz l'uomo indietro di qualche passo, portandolo contro la massa di corpi che si contorcevano alle sue spalle. Telemaco scatt ancora in avanti, e questa volta cerc di fargli passare la falcata sotto lo scudo. Il romano intu la mossa ma, quando la schiv con un balzo, inciamp in un corpo riverso sul ponte. Perse l'equilibrio e cadde all'indietro, atterrando sul tavolato con un tonfo pesante. Mentre cercava di rimettersi in piedi, Telemaco alz la falcata e gliela abbatt sulla testa con tanta forza che la lama fendette l'elmo, spaccandogli il cranio in un'esplosione di sangue e ossa.
Il giovane secondo di bordo si ritir in fretta dietro lo scudo e riprese fiato guardandosi intorno. Buona parte della battaglia era concentrata intorno all'albero, i due schieramenti si accanivano l'uno contro l'altro in un guizzo luccicante di fendenti e pugnalate. Malgrado i pirati fossero molto meno armati, stavano tenendo testa ai romani in modo pi che dignitoso, e il ponte era cosparso di cadaveri di entrambi gli schieramenti.
Sopra le grida dei feriti e il cozzare delle lame, Telemaco sent che qualcuno lo chiamava. Si pul il sangue dagli occhi e vide Castore che tendeva un braccio verso l'imboccatura della baia.
Guarda! url. Laggi!
Lui lanci un'occhiata nella direzione indicata dal quartiermastro. Attraverso un banco di nebbia pi rada, vide tre navi da guerra romane arrivare dal mare. In testa c'erano due biremi, e una trireme pi grande le seguiva a una certa distanza. Telemaco la riconobbe dalla prua riccamente decorata e dal guidone viola che garriva in cima all'albero. La nave ammiraglia della flotta di Ravenna.
Cane... borbott.
Un fiume di disperazione gli sgorg nel petto quando comprese che le tre navi da guerra dovevano essere rimaste nascoste nella nebbia in attesa che la prima ondata di fanti di marina prendesse di sorpresa la Tridente. Adesso stavano accorrendo a completare la trappola. Sulle prue di entrambe le biremi si erano gi formate squadre d'abbordaggio, le armature e le spade riflettevano la luce che fendeva la nebbia striata mentre si avvicinavano al vascello. Buona parte della ciurma della Tridente di Poseidone combatteva con la schiena al mare e non si era ancora resa conto della minaccia in arrivo. Se non si fossero ritirati presto, previde Telemaco, sarebbero stati annientati.
Quando si volt per avvertire i compagni, vide che Bulla era stato spinto a poppa da una coppia di fanti ed era isolato dal resto dell'equipaggio. Altri due pirati accasciati si contorcevano sul ponte, mentre i nemici si avventavano sul capitano. Bulla par il primo affondo, ma il secondo lo colp sotto lo scudo e lui si pieg in avanti, la lama piantata nello stomaco.
Capitano! url Telemaco.
Con un ruggito folle, si lanci verso poppa. Un fante di marina fece per sbarrargli il passo, ma Telemaco abbass una spalla e gli si fiond addosso con lo scudo, gettandolo di lato. Uno dei due fanti in piedi sopra Bulla grid qualcosa al compagno, e questi ruot su s stesso per affrontare Telemaco che stava piombando su di loro. Non appena il romano alz la spada, Telemaco abbass la lama di scatto e gli tagli il braccio appena sopra il polso, mozzandogli quasi la mano. Gocce di sangue sprizzarono dalla ferita mentre lui calciava l'uomo di lato e si voltava verso il secondo.
Facendo baluginare la lama, il romano tent un affondo con la sua spada corta. Telemaco sollev lo scudo in un gesto disperato e l'arma rimbalz contro il bordo con uno schianto assordante, intorpidendogli i muscoli del braccio e della spalla. Cerc allora di colpire il fante sopra lo scudo con la punta ricurva della falcata, ma l'uomo si acquatt e approfitt della mossa per agganciare lo scudo al bordo del suo brocchiero e strapparglielo di mano. Ghign e si prepar ad attaccare il nemico indifeso.
Con la coda dell'occhio Telemaco intravide uno scintillio, poi la lama di un'ascia fendette l'aria e si abbatt sul collo dell'uomo, staccandogli la testa dalle spalle in un unico colpo. Il sangue caldo gli schizz addosso mentre il romano piegava le gambe e collassava sul ponte. Quando alz lo sguardo, Telemaco vide Basso in piedi dietro la figura accasciata, un'ascia macchiata di rosso stretta con entrambe le mani. Lo ringrazi con un cenno e si lasci cadere accanto al capitano. Bulla si stringeva una mano sullo stomaco e il sangue gli pulsava tra le dita mentre gemeva di dolore.
Tu! url Telemaco, afferrando il primo pirata che gli capit a tiro. Riporta il capitano sulla nave. Subito!
L'uomo esit un istante, scosso dalla vista del capo ferito. Poi si chin e lo aiut a rialzarsi, trascinandolo quasi di peso verso la Tridente di Poseidone. Sul ponte dell'altra nave tre giovani marinai li videro arrivare e abbassarono in fretta una passerella. Castore li guard per un attimo, poi torn a voltarsi verso Telemaco.
Che cosa facciamo?
Lui azzard un'occhiata alle sue spalle e, con un nodo di nausea allo stomaco, not che le due biremi si erano avvicinate molto alla Pegaso. La battaglia era finita. Non appena i fanti di marina delle biremi si fossero uniti al combattimento, i pirati sarebbero stati sopraffatti. Non c'era tempo da perdere se i pirati della Tridente volevano qualche possibilit di sopravvivere.
Telemaco lanci un grido sul ponte della Pegaso. Equipaggio! Ritirata!
Al suo comando, i primi uomini diedero le spalle alla mischia e tornarono di corsa verso la balaustra. Quelli pi vicini all'albero furono spinti indietro dai romani che attaccarono con rinnovato vigore, incoraggiati dall'imminente arrivo delle altre navi da guerra. La bireme pi vicina era sfrecciata in avanti ed entro pochi istanti avrebbe raggiunto la Pegaso, i suoi fanti gi pronti a saltare a bordo e unirsi alla battaglia. Alcuni pirati erano stati separati dai compagni mentre la battaglia si dissolveva in sacche di combattimento brutale. Un gruppetto della Tridente era stato bloccato verso prua, altri stavano venendo circondati nei pressi dell'albero. Corpi contorti e aggrovigliati erano sparsi sul tavolato chiazzato di sangue.
Indietro! tuon Telemaco rivolto agli uomini. Indietro, subito!
I pirati scavalcarono d'un balzo la balaustra, ma un romano grid qualcosa ai compagni, indicando furiosamente la Tridente di Poseidone. Un drappello di fanti, guidati da un ufficiale con l'elmo impennacchiato di rosso, si stacc dalla battaglia e corse sul ponte per bloccare la ritirata dei nemici. Telemaco si volt e si lanci oltre lo stretto spazio tra i vascelli, atterrando goffamente sul ponte della sua nave. Alle sue spalle, i fanti di marina si affrettarono a schierarsi lungo la balaustra laterale della Pegaso, tirando i giavellotti rimasti contro i pirati.
Abbassatevi! url Telemaco. Gi!
Al ruggito del centurione, i fanti di marina scagliarono le lance da una distanza ridottissima, uccidendo diversi uomini della Tridente. Un giavellotto trafisse un bulbo oculare al pirata accanto a Telemaco; la testa dell'uomo scatt all'indietro e l'ascia che brandiva gli sfugg di mano mentre si accasciava inerte sul ponte. Altri due pirati furono troppo lenti a reagire e l'aria si riemp delle loro urla di dolore quando vennero trapassati dalle aste scure. Ci fu un'altra raffica furiosa, poi il centurione romano lanci un grido e i fanti partirono alla carica sulla passerella prima che i pirati potessero rimuoverla.
Seguitemi! url Telemaco ai suoi, alzando la spada. Dopo un attimo di esitazione, i pirati intorno a lui si avventarono sui fanti di marina che balzavano gi dalla passerella. Stringendo i denti, Telemaco scavalc il corpo di un compagno trucidato e si scagli contro il fante pi vicino, menandogli un fendente alle gambe. La falcata gli fracass il menisco e il romano rugg. Telemaco scans la sua parata disperata e spinse in avanti lo scudo, colpendolo sulla mascella e sbattendolo gi dalla balaustra nell'acqua sottostante.
Tir indietro il braccio armato di scudo e lanci uno sguardo al ponte intriso di sangue. Alla sua destra, Geras stava urlando incoraggiamenti e incitava gli altri a non dar tregua ai nemici. Il manipolo di fanti che aveva invaso la Tridente si trov circondato e buona parte fu uccisa in fretta dai pirati che si avventarono su di loro, abbattendoli in scaramucce individuali. Tra i corpi massacrati, Telemaco scorse il cadavere insanguinato del centurione. Solo l'optio e alcuni dei suoi fanti restavano in piedi, gli scudi alzati mentre combattevano disperatamente sulla nave avvolta nella nebbia. L'optio incitava a gran voce i suoi uomini a resistere all'attacco furioso dei pirati. Dietro di loro, Telemaco vide altri fanti sul ponte della Pegaso staccarsi dalla battaglia principale per correre in soccorso dei compagni feriti. Nel frattempo, la bireme pi vicina si era affiancata all'altro lato della nave. Dopo aver lanciato i grappini, i primi fanti balzarono sul ponte con un grido di battaglia, travolgendo Leito e gli altri che ancora combattevano intorno all'albero.
Telemaco si volt e mise le mani a coppa. Tagliate le cime! rugg. Tagliatele!
Castore lo guard inorridito. E gli altri?
Non possiamo fare pi niente per loro. Tagliate le cime, subito!
Diversi pirati corsero ai grappini e cominciarono a fare a pezzi le funi con colpi di ascia e di spada. L'ultima si spezz con un rumore sordo e Telemaco url al timoniere: Andiamocene, Calcante! Svelto!
I pirati pi vicini ai remi li raccolsero e spinsero per scostarsi dal fianco della Pegaso. Poco alla volta cominciarono ad allontanarsi, il moto ondoso sollev la Tridente di Poseidone e gir la sua prua nella direzione opposta all'altra nave.
Cos, ragazzi! url Telemaco. Adesso portateci via da qui!
Mentre l'equipaggio tirava fuori i remi, la Tridente prese velocit, diretta verso l'entrata della baia. Un gruppetto di fanti sulla Pegaso le scagli contro giavellotti, armi abbandonate e qualunque cosa fosse a portata di mano. Non c'era tempo di prendere la mira e buona parte dei proiettili cadde inoffensiva nello spazio sempre pi ampio tra i due vascelli. Il movimento della Tridente si stabilizz a mano a mano che avanzava e gli ultimi romani, accorgendosi di essere stati fatalmente separati dai compagni rimasti sulla Pegaso, gettarono le armi nel tentativo di arrendersi. Uno dei pirati si prepar a uccidere l'optio, ma Telemaco lo ferm con un grido. No! Li voglio vivi!
Controvoglia, l'uomo abbass l'ascia. Parecchi degli altri fissarono i tre romani con sguardi assassini.
Portateli gi nella stiva, sbott Telemaco. Ci occuperemo di loro pi tardi.
Geras berci un ordine, e alcuni pirati agguantarono l'optio e i suoi compagni per cominciare a spintonarli verso la stiva. Mentre scendevano sottocoperta, Telemaco lanci un'occhiata alla Pegaso e vide Leito e gli altri della squadra d'abbordaggio scomparire sotto un incessante vortice di colpi, travolti dai fanti della bireme pi vicina. Un gruppo di pirati era stato spinto verso la prua, e in molti si gettarono fuoribordo, preferendo tentare la sorte nel mare piuttosto che farsi catturare dai nemici. Furono uccisi in fretta dai fanti della bireme pi lontana che si ammassarono a poppa per bersagliarli di proiettili. Un attimo dopo la nave scomparve, inghiottita da una matassa di nebbia pi fitta.
Quei bastardi hanno ucciso Leito, ringhi a bassa voce Geras. Non ha avuto la minima possibilit....
La perdita di tutti quegli uomini fu un duro colpo. Telemaco strinse con forza la balaustra e promise agli di che avrebbe fatto il possibile per vendicare i compagni caduti. Roma avrebbe pagato, in un modo o nell'altro. Se i pirati fossero riusciti a mettere in atto la loro fuga.
I fanti a bordo della Pegaso stavano gi lanciando grida ai trierarchi delle due biremi, indicando furiosamente la Tridente di Poseidone che si allontanava. All'istante, la bireme pi vicina tolse i grappini e si scost dalla Pegaso con un rollio pesante, aggirando la poppa della nave catturata per partire all'inseguimento. Anche la seconda bireme, pi lontana, cambi rotta, e dall'altra parte della baia la nave ammiraglia si avvicin di traverso, bloccando la fuga dei pirati.
Siamo in trappola, sibil Castore. Adesso  davvero finita.
Telemaco imprec a denti stretti. Poi ebbe un'idea improvvisa. Gir lo sguardo verso il promontorio opposto. Attraverso la nebbia che si diradava intravide lo stretto canale che scorreva tra il banco di sabbia e le rocce retrostanti. Lo indic al timoniere.
L! url. Calcante, vira verso le secche!
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Capitolo 34.
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All'ordine di Telemaco, il timoniere nerboruto fece forza con le gambe e si pieg sul timone, allineando la poppa della Tridente al tratto di bassifondi che si estendeva tra il promontorio e gli scogli pi al largo. Il cambio di rotta attir parecchie occhiate stupite dall'equipaggio, e un certo numero di uomini si guardarono ansiosi prima che Virbio facesse un passo in avanti, il volto contratto dall'incredulit. Cosa credi di fare?
Ci porto fuori di qui, rispose Telemaco in tono fermo. Fuggiremo attraverso le secche e semineremo i romani nella nebbia.
Ma non ce la faremo mai. Resteremo incagliati, cazzo.
La Tridente richiede una profondit minore di quelle navi da guerra. Il suo pescaggio dovrebbe essere abbastanza alto da permetterci di passare.
E se ti sbagli resteremo incagliati. I romani ci ammazzeranno a uno a uno come ratti in un barile.
Forse. Ma se non proviamo, siamo finiti. Almeno in questo modo abbiamo una possibilit.
Ci stai condannando a morte, cazzo.
Non c' tempo per questo, ringhi Telemaco. Con il capitano fuori uso spetta a me prendere il comando della nave. Ho dato l'ordine. Adesso torna ai tuoi doveri, o ti getto in catene.
Virbio fece per protestare, ma poi vide la sua espressione e si cuc le labbra sottili. Telemaco gli diede le spalle e chiam Castore con un cenno. Manda un uomo avanti. Qualcuno che abbia occhio. Dovremo stare attenti agli scogli.
Il quartiermastro corse via, lanciando grida alla ciurma. Tutti si precipitarono ai propri posti e Telemaco prese la sua posizione a poppa dell'albero. Geras stava al suo fianco, il volto greve di ansia mentre si allontanavano dal banco di sabbia e remavano verso le secche. Dietro di loro, l'ammiraglia aveva cambiato rotta e si avvicinava alla Tridente di Poseidone. Le due biremi la seguivano a una certa distanza, perch erano state rallentate dalla necessit di girare intorno alla Pegaso. Tutte e tre le navi remavano con foga, e Telemaco calcol che la Tridente avrebbe raggiunto i bassifondi appena prima della trireme.
Geras fiss dubbioso in avanti. Pensi davvero che funzioner?
Lui strinse le labbra.  possibile che l'acqua sia abbastanza profonda, ma non posso saperlo per certo finch non ci passeremo sopra. E ci conviene pregare che sia troppo bassa per i nostri inseguitori.
E se non lo fosse?
Allora avrebbe ragione Virbio. Siamo spacciati.
Be', una cosa  sicura. Quei romani bastardi non mi prenderanno vivo. Non so te, ma io non ho intenzione di lasciare questa vita inchiodato a una croce.
Neanche io. Telemaco fece un sorriso lugubre. Non temere. Se si arriver a tanto, ce ne andremo combattendo e portandoci dietro quanti pi nemici possibile.
Ma quando si avvicinarono al canale, il suo piano gli produsse un brivido di incertezza. Nella sua testa si deline l'immagine vivida della Tridente di Poseidone che urtava uno scoglio sommerso. Come sottolineato da Virbio, un vascello arenato avrebbe rappresentato una facile preda per l'ammiraglia romana. La trireme sarebbe stata libera di muoversi a distanza di sicurezza e di fare a pezzi la piccola nave dei pirati con l'artiglieria montata sul ponte di poppa. La Tridente e la sua ciurma non avrebbero avuto scampo, a quel punto. I sopravvissuti al naufragio sarebbero stati uccisi nelle secche dai nemici o, peggio, catturati e crocifissi.
D'un tratto, uno schianto sordo trafisse l'aria. Telemaco guard a poppa nel momento esatto in cui la catapulta sul ponte dell'ammiraglia lanciava una roccia, che si libr nell'aria e sembr restare sospesa per uno spaventoso momento prima di precipitare nella scia di spuma bianca a dieci o dodici piedi dalla poppa della Tridente.
Per gli di, c' mancato poco, borbott Geras.
Hanno avuto solo fortuna, ringhi lui. Non possono colpirci. Sono troppo lontani.
S, ma per quanto ancora?
La trireme era sempre pi vicina, not Telemaco. A quella velocit, li avrebbe raggiunti di certo prima che potessero fuggire nel canale. Grid a Castore: Fa' accelerare i vogatori!
Il quartiermastro scosse la testa. Stanno gi andando il pi veloce possibile, ma questa nave non  una galea. Non  pensata per i remi.
Telemaco serr la mascella, frustrato, e distolse lo sguardo. Sapeva che Castore aveva ragione. Nella navigazione a vela la Tridente era quasi imbattibile, ma senza un filo di vento era costretta a dipendere dalle sue dodici paia di remi, mentre l'ammiraglia romana poteva contare sulla forza di molti pi vogatori. La nave da guerra accorciava in fretta le distanze, fendendo l'acqua con i remi, e lui comprese con un senso di vuoto alle viscere che la Tridente sarebbe rientrata presto nella sua gittata. Anche le biremi pi leggere si facevano sempre pi vicine e avrebbero raggiunto il canale poco dopo la trireme. Cerc disperatamente di inventarsi un modo per aumentare la velocit della nave, ma non pot fare altro che supplicare gli di di mandargli un'improvvisa folata di vento. Solo a quel punto la Tridente avrebbe avuto qualche speranza di seminare il nemico.
Osserv di nuovo i bassifondi. Da quella prospettiva lo spazio tra gli scogli e il banco di sabbia sembrava strettissimo, ed ebbe la certezza che la nave si sarebbe incagliata da un momento all'altro. Oltre la sponda vedeva le forme scure degli scogli appena sotto la superficie. Pi avanti, uno dei marinai di coperta si sporgeva dalla prua, avvertendo il timoniere ogni volta che avvistava un fondale basso o qualche roccia che avrebbe potuto mettere a repentaglio il vascello. Mancavano solo poche centinaia di piedi per raggiungere la libert del mare aperto al di l del promontorio, e Telemaco incit i vogatori a remare pi in fretta.
Ci fu un nuovo boato e da una balista della trireme si alz in volo un'asta scura, seguita dal grido acuto del pirata trafitto al petto dalla sua punta di ferro. Un altro dardo si conficc nella balaustra, sollevando un'esplosione di schegge. Un uomo barcoll all'indietro, gemendo, con un pezzo di legno acuminato che gli spuntava dalla guancia. Quando Telemaco si volt di nuovo a guardare, l'ammiraglia li aveva quasi raggiunti.
Non ce la faremo mai! url Virbio. Quei bastardi ci affonderanno!
Di colpo, una lieve vibrazione si propag sull'acqua. Geras punt il dito verso prua. Guardate! Guardate l!
Telemaco lanci un'occhiata indietro e vide la trireme romana sobbalzare, incagliandosi. I suoi remi si incastrarono e urtarono contro le rocce, poi l'albero si inclin in avanti con uno schianto assordante. In un coro di grida e urla terrorizzate, il groviglio di legno, sartie e tela olona si abbatt sul ponte, soffocando l'artiglieria e facendo perdere l'equilibrio ai fanti di marina. La poppa danneggiata dell'ammiraglia si sollev un istante per poi fermarsi del tutto, e gli uomini della Tridente esultarono, fuori di s dalla gioia.
Bastardi! rugg Geras, alzando un pugno in aria. Beccatevi questa! Non ci acciufferete pi, adesso!
Telemaco vide diversi uomini precipitarsi sul ponte della trireme per fare a pezzi l'albero rotto e il sartiame. Le due biremi virarono bruscamente per evitare di scontrarsi con la nave incagliata e proseguirono verso l'entrata principale della baia. Per non rischiare il passaggio infido tra le secche, prima di riprendere l'inseguimento i trierarchi avrebbero dovuto costeggiare gli scogli e raggiungere il mare dalla via pi lunga. Telemaco li osserv ancora un momento, poi torn a guardare avanti mentre la Tridente tirava dritto attraverso il varco, allontanandosi sempre di pi.
Geras sospir di sollievo. Grazie agli di.
Non  ancora finita, lo avvert lui. Dobbiamo seminare le biremi. Quando usciranno dalla baia, potranno riprendere l'inseguimento e raggiungerci.
Speriamo che questa nebbia regga, allora.
Con un ultimo sforzo dei vogatori la Tridente prese l'abbrivio, finch d'un tratto non superarono le secche e si trovarono in acque pi profonde. Telemaco sollev la testa, sentendo una brezza leggera soffiare da terra. Sufficiente ad alzare la vela. Diede l'ordine a Geras, e gli esausti marinai di coperta salirono a spiegare la randa. Con il vento in poppa, la Tridente di Poseidone prese subito velocit e in poco tempo cominci ad allontanarsi dalla costa. Gli uomini che stavano facendo forza sui remi poterono infine riposarsi e si accasciarono sul ponte, i volti e le braccia imperlati di sudore.
Mentre la Tridente si inoltrava sempre pi in mare aperto, dalla poppa si lev un grido. Telemaco riport di scatto l'attenzione sull'entrata della baia, gi molto lontana. Tra i sottili fili di nebbia, si scorgevano a stento gli alberi e i pennoni delle biremi che doppiavano il promontorio. Per un attimo temette che la Fortuna gli avrebbe giocato un ultimo scherzo crudele e che la foschia si sarebbe dissolta giusto in tempo per permettere ai romani di inseguirli. Poi un altro fitto banco di nebbia giunse dal promontorio e le navi da guerra scomparvero in fretta dalla vista. La tensione nella ciurma della Tridente si attenu, sostituita infine dal sollievo nervoso della fuga.
Quando fu certo di aver seminato le biremi, Telemaco ordin a Castore di fare rotta verso Petrapylae. I feriti furono trasportati nella stiva, mentre Bulla fu portato nella sua cabina privata. L'optio e i fanti di marina catturati furono messi in catene, e Telemaco incaric due uomini di sorvegliarli.
Nel corso della mattina, la nebbia si dirad e il sole cominci a penetrarla. Telemaco continu a scrutare l'orizzonte in cerca delle navi da guerra romane, ma grazie agli di il mare rimase sgombro e per una volta fu grato che la sentinella non avvistasse nessuna vela. Gli uomini erano di umore cupo, il sollievo per la fuga mischiato alla disperazione per le ingenti perdite subite e, mentre la Tridente proseguiva verso nord, il secondo di bordo riflett sulla portata della loro sconfitta.
Una nave era stata catturata e un'altra aveva perso la met dei suoi uomini. La trappola di Cane aveva funzionato alla perfezione. La Tridente aveva riportato decine di morti, e ancora pi feriti. E il suo capitano si trovava in condizioni gravissime. Cosa ancora peggiore, il destino di Nereo era praticamente segnato. Dopo una simile sconfitta, l'equipaggio non avrebbe avuto altra scelta che trascorrere i mesi successivi a terra, nascosto, nella speranza che Cane si stancasse di dare la caccia ai pirati e cercasse un nuovo incarico. A quel punto, forse, sarebbero stati liberi di tornare in mare.
Accanton in fretta il pensiero. Cane era l'uomo pi ostinato che avesse mai conosciuto. Non avrebbe mai accettato nient'altro che il totale annientamento dei pirati. La cattura della Pegaso e le pesanti perdite inflitte alla Tridente di Poseidone non l'avrebbero dissuaso dal suo obiettivo. Se non altro, quella vittoria avrebbe potuto spingerlo a lanciare un'altra serie di offensive, per sfruttare al massimo il vantaggio sui nemici demoralizzati. Forse i suoi uomini stavano gi interrogando i sopravvissuti delle due navi pirata, cercando di scoprire l'ubicazione del loro nascondiglio.
Mentre navigavano nel pomeriggio, l'umore di Telemaco si incup. Sapeva che, se non avessero sconfitto Cane e la sua flotta, gli uomini della Tridente di Poseidone non avrebbero mai avuto pace.
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Capitolo 35.
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Come sta il capitano? domand Telemaco. Stava camminando avanti e indietro nel cortile davanti alla torre di guardia della cittadella, in attesa che Proculo terminasse di esaminare la ferita di Bulla. La recluta dal volto tondo si ferm fuori dalla porta e, asciugandosi le mani con uno straccio sporco, riflett sulla risposta. Pur essendo un pirata riluttante, il nuovo carpentiere della nave si era dimostrato utile nel prendersi cura dei feriti. Dopo una lunga pausa, scosse la testa.
Non promette bene, signore. La ferita sta marcendo. Manda una puzza terribile, cio. Non sono un esperto, ma una volta che il sangue si infetta  finita. Di questo sono sicuro. Mi dispiace, signore, ma a questo punto neppure Asclepio potrebbe salvarlo.
Capisco, rispose Telemaco sottovoce. Non si era aspettato niente di diverso, dopo averlo guardato ispezionare e bendare la ferita del capitano il giorno prima. La lama romana era penetrata in un punto debole della corazza di lino di Bulla e gli aveva dilaniato lo stomaco, perforando gli organi vitali. Il cambio regolare della fasciatura non era riuscito a bloccare l'emorragia e il taglio aveva preso a suppurare un pus giallo e nauseabondo.
Erano passati cinque giorni dall'imboscata. I sopravvissuti a bordo della Tridente erano tornati a Petrapylae, raggiungendo l'ancoraggio all'alba del terzo mattino. Dopo aver incagliato la prua della nave sui ciottoli, avevano scaricato i feriti. Quelli in grado di camminare erano risaliti lungo la breve stradina che conduceva alle porte della cittadella, gli altri erano stati distesi su barelle di fortuna e fatti scendere dalla passerella. Mentre venivano portati dentro al corpo di guardia, i compagni rimasti a terra avevano continuato a occupare ansiosi le postazioni di sorveglianza della baia, attenti a qualunque segnale di una flotta nemica in avvicinamento.
Il sollievo con cui le famiglie e gli amici dei pirati avevano accolto il ritorno della nave si era presto trasformato in disperazione quando avevano cominciato a scrutare freneticamente i feriti in cerca dei loro cari. I lamenti di mogli, amanti e bambini in lutto erano durati tutto il giorno, mentre il resto della ciurma annegava i dolori nell'alcol e giurava vendetta contro i romani. I prigionieri erano stati portati via per essere venduti ai mercanti di schiavi, tranne l'optio, che era stato rinchiuso in una delle celle della cittadella perch gli interrogatori potessero mettersi a lavorare su di lui.
Quanto tempo resta al capitano? chiese Telemaco.
Proculo scroll le spalle. Ancora un giorno o due, direi. Forse di pi. Dipende da quanto riesce a resistere alla febbre, signore.
Lui annu lentamente. E gli altri?
La recluta si torse le mani. Sto facendo del mio meglio, ma molti sono messi male. Posso ricucire una ferita senza problemi, ma non ho esperienza nell'aggiustare ossa e robe varie. Per alcuni di loro non posso fare nulla, signore.
Telemaco annu di nuovo. Cura chi pensi di poter salvare.  tutto quello che ti chiedo, Proculo.
E gli altri, signore?
Cerca di farli soffrire il meno possibile. Fai quanto  in tuo potere per alleviare le loro pene. Capito?
Sissignore. Far cos.
Proculo si allontan a grandi passi nel cortile, diretto verso il gruppo di edifici vicini al posto di guardia che ospitava il resto dei feriti. Telemaco si volt e, a testa china, entr dalla porta borchiata che si apriva in un lato della torre di guardia, per poi salire le scale fino alle stanze del piano superiore.
In fondo al corridoio buio, un uomo stava di guardia davanti agli alloggi del capitano. All'arrivo del secondo di bordo si fece da parte, e Telemaco alz il saliscendi con un forte stridore. L'aria era impregnata di un denso odore dolciastro di vomito e putrefazione, che viol le sue narici appena varc la soglia. La tunica e la spada di Bulla pendevano da un paio di ganci affissi alla parete, accanto a un grande tavolo su cui erano poggiati una caraffa d'acqua e un calice d'argento. Il capitano giaceva su un divano a un angolo della stanza, la fronte lucida di sudore e i capelli aggrovigliati. Una benda insanguinata gli avvolgeva lo stomaco, coprendo la ferita. Piano piano, gli occhi dalle palpebre pesanti misero a fuoco Telemaco mentre quest'ultimo si accucciava al suo fianco.
Capitano, disse a bassa voce.
Non ancora per molto, temo. Bulla fece un mezzo sorriso, poi una smorfia di dolore. Aveva la pelle cerea e pallida, e Telemaco rimase sconvolto nel vedere quanto in fretta fosse peggiorato da quando gli aveva fatto visita il pomeriggio precedente. Si schiar la voce.
Posso portarvi qualcosa, capitano?
Acqua.
Annuendo lentamente, Telemaco raggiunse il tavolo e gli riemp il calice. Mentre posava la caraffa, not una piccola fiala di creta chiusa con un tappo di cera vicino a un fascio di mappe e pergamene. La osserv per un istante, poi prese la coppa e si inginocchi accanto a Bulla per accostarne il bordo alle sue labbra screpolate. L'uomo si sporse in avanti, gemendo mentre tracannava l'acqua. Bevve qualche altro sorso prima di tossire e sputacchiare, e fece cenno a Telemaco di allontanare la coppa.
Grazie, disse con voce roca e aspra. Ne avevo bisogno. Almeno non morir di sete.
Lui apr la bocca per rispondere, ma Bulla lo ferm con una mano debole.
Va tutto bene, ragazzo. Ho sbudellato abbastanza uomini, nella mia vita, da sapere come va a finire. Sono arrivato al capolinea. Non rester a lungo in questo mondo.
La compassione lo invase e gli strinse la gola. Mi dispiace, capitano.
E perch? Non hai niente di cui dispiacerti. Non sei stato a tu a guidare gli uomini in una trappola.
Non potevate saperlo. I romani sono stati bravi a ingannarci.
Forse. Ma se avessi dato retta a te invece di seguire quello sciocco di Agrio, non saremmo proprio stati nei pressi di Ravenna... Oh cazzo, che male.
Bulla strinse forte gli occhi e serr i denti in una smorfia, trafitto da un'altra coltellata di dolore. Il suo corpo si tese per la sofferenza, poi il respiro assunse un ritmo accelerato e irregolare. Sorrise debolmente al giovane secondo.
Sei un bravo comandante, Telemaco. Migliore di quanto io sia mai stato. Non dimenticarlo.
Ho imparato dal migliore. Lui si costrinse a sorridere. Ora dovreste riposare, capitano. Conservate le forze.
Fanculo le forze. Avr tutto il tempo di riposare pi avanti. Adesso ho bisogno che tu mi faccia un favore.
S, capitano?
Convoca gli altri ufficiali. Portali qui. Ho una cosa da dire.
Quel pomeriggio, gli ufficiali della nave si raccolsero intorno al capitano nei suoi alloggi. Bulla era seduto sul suo divano lussuoso, una mano pallida premuta sulla benda impregnata di sangue. Malgrado avessero aperto le finestre in fondo alla stanza, l'aria restava gravida del puzzo terribile della ferita infetta. Il sudore gli gocciolava lungo la fronte mentre si rivolgeva ai suoi uomini.
Sapete tutti perch vi ho chiesto di venire, esord. Il tono roco della sua voce era pi evidente, adesso, e Telemaco vedeva la fatica sul suo volto per lo sforzo di parlare. Sar franco. Per me non c' speranza, ragazzi. I miei giorni come capitano di questa ciurma sono finiti.
Gli ufficiali lo ascoltarono in silenzio. Poi Basso si schiar la voce. Lasciateci chiamare un chirurgo, capitano. Io e i ragazzi possiamo andare a Ortopla e trovarvene uno. Lo rapiremo, se occorre.
 troppo tardi per quello... Troppo tardi per me. Dovete guardare al futuro.
Castore aggrott le sopracciglia. Cosa intendete, signore?
Prima che io muoia, bisogna scegliere il mio successore.
Gli ufficiali si scambiarono sguardi imbarazzati. Nessuno disse nulla per un po', elaborando l'annuncio. Poi Virbio prese la parola.
Avete qualcuno in mente?
Bulla annu con lentezza.  per questo che vi ho convocati. Perch mi facciate da testimoni mentre cedo formalmente il comando al vostro nuovo capitano.
E chi sarebbe?
Lui. Tutti gli occhi si voltarono verso la persona indicata. Telemaco. D'ora in avanti, sar lui il capitano della Tridente di Poseidone.
Io? Il ragazzo era incredulo. Ma capitano....
Non sono pi il tuo capitano. Adesso quella responsabilit  tua.
Intorno a lui gli altri ufficiali reagirono con un misto di sorpresa e invidia. Telemaco si rendeva conto che diversi compagni lo fissavano come se lo vedessero per la prima volta. Virbio scosse piano la testa, poi riport lo sguardo su Bulla.
 davvero saggio, signore?
Non sei d'accordo?
Con tutto il rispetto, il ragazzo non ha abbastanza esperienza.  con noi da appena pochi mesi. Perch non scegliere uno dei pirati pi anziani? Qualcuno che conosca meglio il mestiere.
Bulla riusc a sorridere. Qualcuno come te, intendi.
Virbio si strinse nelle spalle. Penso solo al bene della ciurma.
Non ne dubito. Ma Telemaco ha dato prova di meritare il comando. Si  impadronito di numerose navi,  sfuggito ai romani pi di una volta e si  dimostrato un abile navigatore. Ancora pi importante, ha sangue freddo. Penso che su questo possiamo essere tutti d'accordo.
Il capitano ha ragione, intervenne Basso. Se non fosse stato per Telemaco, non saremmo mai usciti da quella baia. I romani ci avrebbero fatto a pezzi dal primo all'ultimo.
Ha colpito tutti, certo, rispose con freddezza Virbio. Ma  davvero il momento di correre un simile rischio? I romani ci hanno appena dato una bella batosta. Forse ci converrebbe avere mani pi sagge al timone.
No, gemette Bulla, le vene del collo contratte mentre il suo corpo veniva scosso da un'altra ondata di dolore. Si accasci contro lo schienale, esausto per lo sforzo di stare seduto. Il suo respiro divenne ancora pi irregolare e riusc a proseguire solo con grande difficolt. La mia decisione  definitiva. Telemaco prender il comando di questa ciurma. Mi aspetto che tutti i presenti lo servano lealmente... nello stesso modo in cui avete servito me. Questo, certo, se sei disposto ad accettare, mio giovane amico.
Telemaco rimase per un attimo senza parole. Annu lentamente. Signors, capitano. Accetto.
Bene. Bulla chiuse gli occhi. Una sorta di calma discese su di lui e il suo respiro si ridusse a un sibilo fioco. In questo caso, forse potresti fermarti ancora un momento. Vorrei scambiare qualche parola in privato. Il resto di voi pu andare.
Gli altri ufficiali uscirono dalla stanza in un silenzio incredulo. Bulla li osserv andare via, poi riport lo sguardo su Telemaco. I suoi offuscati occhi grigi si sforzarono di mettere a fuoco il nuovo capitano pirata.
Sei sorpreso? chiese.
Sorpreso, signore, rispose lui, e onorato.
Sarai un ottimo capitano, Telemaco. Posso riposare sereno. La ciurma sar in mani sicure. Ora, c' un ultimo favore che devo chiederti.
S, signore?
Bulla indic il tavolo. La fiala. Ho chiesto a una delle guardie di acquistarla da un mercante del villaggio, in caso il dolore fosse diventato troppo forte. Poche gocce dovrebbero bastare. Poi potrai seppellirmi in mare, la mia casa.
Telemaco lo fiss, deglutendo a fatica. Se  quello che davvero volete, capitano.
Il mio tempo  scaduto. Non ha senso ritardare ancora il viaggio attraverso lo Stige. Ma promettimi una cosa.
Signore?
Facendo appello alle ultime forze, Bulla tese una mano per stringergli il braccio. Aveva la pelle fredda e la mano gli tremava mentre lo fissava con calma.
Quando verr il momento, costringerai Cane a pagare per quello che ci ha fatto. Lui e tutti gli altri romani bastardi. E salverai tuo fratello.
Lo far, signore, rispose Telemaco. Lo giuro sugli di. Dar ai romani una lezione che non dimenticheranno mai.
Poco dopo, Telemaco attravers il cortile diretto all'umida cella adiacente alle stalle. Aveva lasciato la fiala con il veleno a Bulla e ordinato alla guardia fuori dalle sue stanze di non disturbarlo, rispettando il desiderio del capitano di trascorrere gli ultimi momenti da solo.
Sulla piazza lastricata, sent il petto scosso da un vortice di emozioni contrastanti. Bulla era stato pi che un capitano, per lui. Molto di pi. Aveva riconosciuto subito il suo potenziale e si era interessato a lui, divenendo nel corso di quei pochi mesi una sorta di figura paterna. Ciononostante, quell'improvvisa promozione aveva rappresentato uno shock per Telemaco. Ci sarebbe stato tempo pi avanti per piangerlo in modo adeguato, decise. Era ben cosciente del fatto che i pirati pi anziani, come Virbio, avrebbero potuto ignorare la decisione del capitano o persino opporvisi, e lui non sarebbe riuscito a rimandare a lungo un confronto con gli eventuali piantagrane. Prima di tutto, per, doveva concentrarsi sulle sue responsabilit verso la ciurma. L'imboscata di Cane aveva arrecato gravi danni all'umore dei suoi uomini e sapeva cosa bisognava fare.
Un paio di sentinelle armate di lance stavano di guardia davanti alla cella decrepita. Al suo arrivo, raddrizzarono la schiena e si fecero da parte. Una delle due alz il saliscendi e la porta cigolante si apr verso l'interno. Telemaco accedette allo spazio angusto in cui aveva alloggiato un tempo il responsabile delle scuderie.
Il prigioniero romano, un ossuto optio veterano di nome Calido, era disteso su un pagliericcio a un lato dell'ingresso collo e una caviglia incatenati a un paio di anelli di ferro fissati alla parete opposta. Al suono della porta che si apriva sollev la testa, socchiudendo gli occhi nella penombra. Offriva uno spettacolo tristissimo. La tunica era striata di sporcizia, i capelli incrostati di sangue secco e le braccia viola di lividi. In un primo momento aveva mantenuto un atteggiamento di sfida nei confronti dei carcerieri. Persino quando Telemaco aveva minacciato di fargli tagliare i pollici si era rifiutato di collaborare. Ma poi l'interrogatore si era messo all'opera. Scirone non aveva avuto bisogno di molto tempo. Due giorni di pestaggi e torture erano bastati a spezzare la forza di volont di Calido. L'uomo di fronte a Telemaco rappresentava ormai solo una misera imitazione di un ufficiale romano. Sussult quando il pirata fece un altro passo verso di lui.
Scirone mi dice che sei pronto a parlare.
Calido lo fiss con sguardo determinato. Prima voglio delle garanzie.
Telemaco sorrise. Non sei nella posizione di negoziare, romano.
Non sono neanche uno stupido. Il prigioniero fece una smorfia e le catene tintinnarono mentre cambiava posizione. Quando vi avr detto quello che so, cosa vi impedir di uccidermi? Come ostaggio non servo a nulla. Cane non negozierebbe mai per il mio rilascio.
Quello era vero, pens lui. Dimmi ci che voglio sapere e sarai risparmiato. Hai la mia parola.
Mi lascerai libero?
Telemaco quasi sorrise, sorpreso dalla sua ingenuit. Ma un uomo spezzato avrebbe creduto a qualunque cosa gli desse una speranza di sopravvivere. Scosse la testa. Questo non posso concederlo. Hai visto la nostra base. Se ti lasciassi tornare dai tuoi, ci tradiresti. Ma ti permetteremo di vivere, se parlerai. Indic la porta con una mano. Altrimenti faccio richiamare Scirone. Forse sarai pi accomodante quando ti avr cavato gli occhi. Si volt per andarsene, e il romano lo fiss in preda al panico.
No! Aspetta. Tuo fratello! So dov'!
Telemaco gir su s stesso e lo fulmin con lo sguardo, pulsando di rabbia. Sai di Nereo?
Certo che s. Tutti nella flotta hanno saputo della sua cattura. Non  un gran segreto.
Dove si trova?
A Ravenna, rispose in fretta Calido. Lo tengono nella base navale della citt.
Telemaco sent un sobbalzo nel petto. Sei sicuro?
Il prigioniero annu. L'ho visto venire frustato pi volte nella piazza d'armi.  davvero l. Insieme a tutti i pirati che abbiamo fatto prigionieri. Cane li sta interrogando di persona. Vuole scucire loro fino all'ultima informazione mentre il resto della flotta  in disarmo per le riparazioni.
Telemaco inclin la testa di lato per guardarlo attentamente. Cane sta riparando le sue navi da guerra?
S, tutte quelle inadatte alla navigazione. Ovvero la maggior parte. Alcuni dei vascelli di Ravenna non escono dal porto da anni. Il prefetto tiene i cantieri aperti giorno e notte per farli tornare in condizioni accettabili, raschiando i cirripedi e riparando costole marcite.
Perch non chiede rinforzi a Misenum?
Non pu. Corre voce che la flotta di Misenum sia messa peggio della nostra, e hanno gi abbastanza problemi di cui occuparsi con la sorveglianza del Mediterraneo orientale. Perci tocca a Cane rimettere in piedi la flotta di Ravenna, e non ha certo perso tempo. Vuole che ogni nave sia pronta a prendere il largo prima che finisca la stagione della navigazione.
Come mai? Perch tanta fretta?
Smania per darvi la caccia. Specialmente con tutti i notabili in protesta a Ravenna. Le gilde dei mercanti e degli armatori stanno smuovendo le acque, pretendono che il prefetto faccia qualcosa per i danni arrecati ai loro commerci. Cane ha persino dovuto mandare a Senia una delle biremi del servizio di convoglio, per allentare le tensioni con il concilio cittadino.
Capisco. E cosa pensa di fare quando avr ricostruito la sua flotta?
Calido scroll le spalle. Batter a tappeto questo lato dell'Adriatico e rader al suolo ogni covo dei pirati. Nessuno di voi verr risparmiato, o cos dice. A Ravenna non si parla d'altro.
Tra quanto saranno completate le riparazioni?
A quanto ne so, saranno concluse prima della fine del mese.
Telemaco si zitt un momento. Un brivido gelido gli scivol lungo la nuca. Con tutto il potere della flotta di Ravenna a disposizione, la marina avrebbe avuto un vantaggio decisivo. Il prefetto sarebbe stato libero di mantenere attivo il servizio di convoglio e di lanciare intanto incursioni lungo tutta la costa illirica, distruggendo un nascondiglio dei pirati dopo l'altro. Sarebbe stata solo questione di tempo prima che scoprissero la base di Petrapylae.
Fulmin Calido con lo sguardo. Chi ha detto ai romani dove trovare mio fratello?
Il prigioniero scosse piano la testa. Di questo non so nulla.
Lui sent il cuore stretto in una morsa di fuoco. Tese un braccio e afferr il prigioniero per la tunica. Stai mentendo, Calido. Rispondimi sinceramente. Prima che richiami Scirone.
 la verit, giuro! disse l'optio in tono implorante, le labbra che tremavano. Davvero, l'unica cosa che so  che qualcuno ha portato a Ravenna una pergamena indirizzata al prefetto.
Chi?
Un capitano mercantile. Si  presentato alla porta pi o meno un mese fa e ha preteso di vedere Cane. Aveva con s una pergamena che gli avevano chiesto di consegnare ai pezzi grossi di Ravenna. Ha detto che Cane l'avrebbe trovata interessante.
Chi gliel'aveva data?
Calido si strinse nelle spalle. Non lo so. Anche Cane gliel'ha chiesto. Lui ha risposto solo che qualche giorno prima la sua nave era stata attaccata dai pirati. Uno di loro l'aveva preso da parte e gli aveva detto di far arrivare quella pergamena a Ravenna. Per questo gli avevano risparmiato la vita, o cos sosteneva. Non so altro, lo giuro su tutti gli di.
Telemaco lasci andare la tunica lercia e il prigioniero croll sul pagliericcio. Calido stava dicendo la verit, decise. Non avrebbe ottenuto altro da lui. Irrigid la schiena e, inclinando la testa, osserv la figura scompigliata ai suoi piedi.
Sei stato utile, Calido. Davvero molto utile. Come ricompensa, far in modo che la tua morte sia rapida.
L'altro alz gli occhi, terrorizzato. Ma... non puoi. Avevamo un accordo!
Ti fidi sul serio della parola di un pirata? Stupido. Non c' motivo di risparmiarti. Come hai sottolineato tu stesso, non vali nulla come ostaggio. Non sei pi di alcuna utilit.
Ti prego! implor il romano. Non puoi farlo. Non puoi uccidermi!
Perch no?
Un pensiero balen dietro agli occhi del prigioniero. Posso darti altre informazioni. La pianta della base, la cella in cui  detenuto tuo fratello... Posso aiutare!
Davvero? Telemaco fece una pausa, sorridendo. In questo caso potresti avere ancora una possibilit di salvarti, romano. Tra poco ti mander i miei interrogatori. Ma ti avverto. Se non dirai ai miei uomini tutto quello che sai, o se loro sospetteranno qualche inganno, ti dar in pasto ai lupi nella foresta pi vicina.
Si volt e usc dalla cella, lasciandosi alle spalle il prigioniero che piagnucolava. Il ragazzo che era stato un tempo avrebbe potuto risparmiarlo e magari trovargli qualche utilizzo nella cittadella. Ma non era in vena di mostrare clemenza. Non dopo quello che i romani avevano fatto ai suoi compagni e a suo fratello. Aveva gi deciso il destino di Calido. Non appena l'optio avesse ceduto l'ultimo brandello di informazione, l'avrebbe fatto mettere a morte.
Quando i suoi occhi si abituarono alla luce, not Geras che gli veniva incontro dalla torre di guardia.
Bulla  morto.
Telemaco lo fiss con un nodo alla gola.
L'ha trovato una delle guardie, aggiunse Geras. Pare che il nostro vecchio amico l'abbia fatta finita prima che le sue condizioni diventassero troppo dolorose. Non posso certo biasimarlo. Che brutto modo di andarsene, per. Sembra che adesso ci sia tu al comando... capitano.
S, rispose lui. Era strano sentire l'amico rivolgerglisi con quel nuovo titolo. Voglio che scegli quattro uomini validi per le funzioni funebri. Fai avvolgere Bulla nel lino, poi domattina portatelo al largo su una delle barche dei pescatori. Lo seppelliremo in mare, in conformit ai suoi desideri.
E il nostro amico l dentro? chiese Geras, inclinando la testa verso la cella.
Telemaco rifer quanto aveva appreso dal prigioniero romano. Quando ebbe finito, Geras si massaggi il mento con una smorfia pensierosa. Credi che dica la verit? Riguardo alle navi da guerra in riparazione?
Lo scopriremo presto.
Cosa intendi?
Telemaco eluse la domanda. Prima voglio che prepari le due navi pi piccole, la Proteo e la Galatea. Devono essere approvvigionate e pronte a salpare domattina presto. Equipaggio ridotto all'osso. Voglio due ufficiali di adeguata esperienza come capitani, ma tu devi restare qui. Sono stato chiaro?
Geras inarc le sopracciglia, sorpreso. Senza offesa, ma  davvero il momento migliore per andare a caccia?
Quelle navi non usciranno in cerca di prede, spieg Telemaco. Voglio che battano la costa in lungo e in largo, da un nascondiglio all'altro, spargendo la voce tra le ciurme pirata dell'Illiria. Inviteremo ogni banda e nave di questo lato dell'Adriatico per un incontro. Qui a Petrapylae. Tra dieci giorni.
Le sopracciglia di Geras si inarcarono ancora di pi. Per quale motivo vuoi invitarli tutti qui?
Per fare loro un'offerta. Telemaco si interruppe, un'ombra di malizia sul volto. Proporr di attaccare Ravenna.
L'amico lo fiss, come per decidere se parlava sul serio. Not il barlume di durezza nei suoi occhi e gonfi le guance. Hai le palle, questo te lo concedo. Ma avrai il tuo bel daffare per convincere gli altri a seguire il tuo piano. Soprattutto dopo la batosta che ci hanno dato i romani.
 per questo che dobbiamo agire subito. Cane sar troppo impegnato a congratularsi con s stesso per la sua ultima vittoria. Non si aspetter un attacco. Possiamo coglierlo di sorpresa.
Pensi davvero che funzioner? Attaccare Ravenna?
 la nostra sola possibilit di farla finita una volta per tutte. Se attacchiamo prima che abbiano riparato la flotta, possiamo distruggere la base e indebolire le loro operazioni navali. Ci vorr un bel po' prima che riprendano le attivit sul nostro lato del mare.
E se intanto si presentasse l'occasione di salvare tuo fratello....
In quel caso lo trover, disse Telemaco. Lo riporter qui. E Cane sar sistemato. Ricordati le mie parole. Quando avr finito con lui, non ci dar mai pi nessun problema.
...
.
...
Capitolo 36.
...
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...
Era pomeriggio inoltrato quando le prime navi pirata entrarono nella baia. A poca distanza dalla spiaggia, Telemaco guard gli agili vascelli doppiare il promontorio, i guidoni neri che svolazzavano come corvi nel vento. Un piccolo gruppo di pirati si era raccolto accanto a lui, ad aspettare con i mantelli stretti sul petto di salutare i nuovi venuti. Alcuni membri della ciurma borbottavano tra loro, altri mostravano espressioni ansiose alla prospettiva di accogliere degli sconosciuti nella base. Nonostante il calore oppressivo della tarda estate, il cielo era grigio e minaccioso.
Sicuro di aver fatto la cosa giusta a invitarli qui? chiese Geras, agitando una mano verso i vascelli in avvicinamento. Come sappiamo che possiamo fidarci di queste altre bande? Sai bene quanto me che alcuni di loro preferirebbero sgozzarsi a vicenda piuttosto che lavorare insieme.
Telemaco contrasse le labbra e riport lo sguardo sulla baia. Erano passati dieci giorni da quando aveva mandato le due navi a invitare gli altri pirati a Petrapylae. Ci sarebbe stato un banchetto sulla spiaggia, quindi lui avrebbe descritto nel dettaglio le ultime incursioni della marina romana e illustrato come pensava che avrebbero dovuto reagire. La decisione di invitare gli altri capitani era stata accolta con incredulit e rabbia da una parte dei suoi uomini, ma lui aveva ribattuto che non avevano altra scelta se non provare a reclutare altre navi per la loro causa. Tra tutti, se avessero accettato di collaborare, avrebbero avuto abbastanza vascelli per affrontare lo squadrone romano a Ravenna. Al primo avvistamento delle vele, Telemaco aveva lasciato i suoi alloggi nella torre di guardia per scendere in spiaggia a dare il benvenuto agli altri capitani.
Ora, mentre le navi si avvicinavano, si volt a lanciare uno sguardo ansioso alla cittadella in rovina. Fili di fumo si alzavano dalle baliste incendiarie montate sopra le mura, turbinando nel cielo del tardo pomeriggio. Malgrado i capitani pirata avessero fornito le giuste identificazioni alle vedette, Telemaco non voleva correre rischi e aveva ordinato agli artiglieri di tenersi pronti a far fuoco al primo segno di tradimento.
Cosa speri di ottenere esattamente, capitano? chiese Geras.
L'ho gi spiegato, rispose Telemaco, con una traccia di irritazione nella voce. Non possiamo affrontare i romani da soli. Ci serve il sostegno delle altre ciurme.
Sar anche cos, ma  molto difficile che questi bastardi egocentrici accettino la nostra proposta. Non senza qualche tornaconto personale. E poi, l'ultima volta che abbiamo collaborato con un'altra ciurma non  finita bene.
Grazie per avermelo ricordato, rispose lui, secco.
Si fa solo per dire, capitano.
Telemaco riport lo sguardo all'orizzonte e tir un sospiro profondo. Dobbiamo fare almeno un tentativo, disse alla fine. Costruire una flotta  la nostra sola speranza di strappare l'Adriatico a quel bastardo di Cane. Se gli permettiamo di impossessarsi delle rotte marittime, abbiamo i giorni contati.
Sicuro che sia l'unica ragione per cui stai cercando di reclutare quella gentaglia tra le nostre fila?
Lui gli gett uno sguardo indagatore. Cosa vorresti dire?
Geras si guard intorno, poi si avvicin per non farsi sentire dagli altri ufficiali. Tutti sanno che non manca molto perch i romani giustizino tuo fratello. So che non vedi l'ora di liberarlo, ma alcuni ragazzi cominciano a chiedersi se stai mettendo il suo salvataggio sopra i bisogni della ciurma. Ora come ora sono pochi a parlare, ma ho pensato che dovessi saperlo.
Che cosa dicono, di preciso?
L'altro scroll le spalle. Solo che magari stiamo correndo un po' troppo con questa idea di costruire una flotta. Alcuni pensano che faremmo meglio a volare basso per qualche tempo. Aspettare che le acque si calmino.
E tu cosa pensi, Geras?
Forse hanno ragione. Il secondo di bordo not la sua espressione cupa e alz le mani. Senti, anche io non vedo l'ora di dare una bella mazzata ai romani. Gli di sanno se lo meritano, dopo quello che ci hanno fatto. Ma ti sei chiesto cosa succeder se il tuo piano dovesse fallire? Tutto il sostegno di cui godi nella ciurma sparir pi in fretta di un posto vuoto al Circo Massimo.
Ho giurato di fare tutto ci che era in mio potere per salvare Nereo, rispose Telemaco in tono fermo. Se c' una possibilit di salvarlo, devo coglierla.
Sempre che sia ancora vivo.
 vivo. Lo so.
Se anche fosse vero, dovrai lottare con le unghie e con i denti per convincere quelli che non stai rischiando inutilmente le loro vite solo per lui. Geras mosse un pollice verso la ciurma della Tridente.
Agli uomini ci penso io. Lascia fare a me.
Con gioia. Geras gonfi le guance e scosse la testa. Comandante di una nave pirata. Troppi casini, se chiedi a me. Preferisco di gran lunga i piaceri semplici della vita.
Telemaco torn a osservare la baia nel momento in cui la ciurma del primo vascello ammainava la vela e tirava fuori i remi per il tratto finale. Qualche attimo dopo le pale cominciarono a muoversi a ritmo costante, avvicinando la nave alla spiaggia di ciottoli. All'orizzonte si scorgeva ormai un'altra mezza dozzina di vele, con le imbarcazioni pi lontane a stento visibili mentre doppiavano il capo.
Sotto lo sguardo attento di Telemaco, la nave pi vicina raggiunse le acque dell'ancoraggio e una serie di ordini risuon sul ponte. Un attimo dopo, i remi furono rientrati e l'ancora venne gettata oltre la poppa. Ci fu una breve pausa, poi la scialuppa fu calata fuoribordo e un paio di vogatori coprirono la breve distanza dalla riva. La barca si ferm, arenandosi, e i quattro uomini seduti nella parte posteriore scesero nelle acque basse. Telemaco li osserv sbarcare e poi raddrizz la schiena, indicandoli con il mento a Geras.
 tempo di salutare i nostri ospiti.
Fantastico, borbott lui. Non vedo l'ora.
Telemaco guid la squadra di benvenuto lungo la spiaggia, con i ciottoli che scricchiolavano sotto i morbidi stivali di cuoio. Davanti a loro, i nuovi arrivati avanzavano nella spuma, guardandosi intorno circospetti. Tre dei pirati corpulenti si fermarono a pochi passi dalla ciurma della Tridente e allargarono le fila, le mani strette sull'elsa di spade e pugnali infilati nella cintura. Un uomo maturo con giubba corta di pelle e calzoni si fece avanti. Anelli d'oro splendevano su ciascuna delle sue dita nodose.
Benvenuti, amici! dichiar Telemaco, tendendogli la mano. Benvenuti a Petrapylae.
Il pirata dai capelli grigi la squadr sospettoso senza stringerla. Dietro di lui, altre due navi si erano avvicinate alla riva e stavano ammainando le vele.
E tu chi saresti? chiese con voce roca.
Mi chiamo Telemaco. Capitano della Tridente di Poseidone e capo di questi pirati. Dalla morte di Bulla.
Bulla  morto? Sul volto dell'uomo pass un lampo di sorpresa. E tu sei il nuovo capitano?
S. Proprio io.
Il vecchio lo scrut dall'alto al basso, guardandolo nello stesso modo in cui un addestratore avrebbe potuto valutare un aspirante gladiatore. Non mi aspettavo qualcuno di cos giovane. Pensavo che Bulla avrebbe avuto il buonsenso di non nominare come successore un semplice bambino.
Telemaco lo fiss. Non sono un bambino. E tu mi tratterai come pari, capitano....
Critone, comandante della Lico. Ne avrai sentito parlare, ne sono sicuro.
Lui annu. Pur non avendo mai incontrato gli altri capitani pirata dell'Illiria, i suoi luogotenenti l'avevano ragguagliato a fondo sui potenziali alleati. Da quanto gli avevano detto, Critone era uno dei pirati pi anziani ancora in mare, e alcuni uomini della Tridente avevano persino navigato al suo fianco prima che diventasse un comandante indipendente. Il suo sostegno sarebbe stato fondamentale per convincere le altre ciurme.
Socchiudendo gli occhi scuri, Critone esamin le difese della cittadella. Certo che avete proprio una bella base operativa, disse. Vorrei averci pensato io stesso. Anche se devo ammetterlo, avevo l'impressione che questo fosse il covo del capitano Nestore.
Lo era. Adesso  nostro.
Capisco. Critone fiss il giovane ancora un momento prima di raddrizzare la schiena. Be',  stato un lungo viaggio. Io e i miei uomini abbiamo bisogno di rifocillarci.
Certo. Telemaco indic i fal accesi sulla spiaggia, vicino a un gruppo di capanne. Ci sono vino e carne in abbondanza, e il resto dei tuoi uomini  invitato a unirsi a noi pi tardi.
Non ce n' bisogno. Ho ordinato loro di restare sulla Lico. Staranno di guardia durante la notte, per sicurezza.
Non ti fidi di noi?
Critone fece una risata secca. Come credi che abbia fatto a sopravvivere cos a lungo? Un pirata cauto dura molto di pi di uno avventato. Lo imparerai anche tu con il tempo. In ogni caso, ripartiremo appena far luce.
Ma come. Non vi fermate? chiese sorpreso Telemaco.
E per cosa? Qualunque strampalato progetto tu voglia proporci, questi capitani non accetteranno mai.
Perch scomodarsi a venire, allora? chiese Geras.
Sono venuto nella convinzione che avremmo parlato con Bulla. Io e alcuni dei miei ragazzi abbiamo navigato accanto alla sua ciurma, in un paio di occasioni, cacciando insieme prima di andare ciascuno per la propria strada. Era un brav'uomo. Se hai qualcosa da dire, ti ascolter. Almeno questo glielo devo. Ma se pensi che qualcuno degli altri capitani sia disposto a prendere orditi da te, ti sbagli.
Qui non si tratta di dare ordini, disse Telemaco. Si tratta della sopravvivenza delle nostre ciurme.
Questo lo dici tu. Critone si fece pi vicino, socchiudendo le labbra in un sorriso, e Telemaco sent nel suo alito una zaffata di aglio. Un consiglio da amico. Potrai anche farti chiamare capitano, ma io sono vent'anni che caccio in queste acque. Conosco piuttosto bene la maggioranza degli altri, e far freddo nell'Ade prima che accettino di lavorare insieme.
Si volt per berciare un ordine ai suoi uomini, poi risal la spiaggia di ciottoli, passando accanto al resto della squadra di benvenuto e attirandosi numerosi sguardi ostili. Telemaco lo fiss guardingo finch non fu troppo lontano per sentire.
A quanto pare, convincerli sar pi difficile di quanto avessi pensato.
Geras annu lentamente. Forse gli altri capitani saranno pi ben disposti.
Speriamo. Perch se non facciamo fronte comune, Cane sar libero di formare la sua flotta e darci la caccia. E noi saremo finiti. Noi, e ogni altra ciurma pirata della costa illirica.
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Capitolo 37.
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Le ultime navi pirata gettarono l'ancora nella baia sul far della sera, gli scafi scuri stagliati contro il sole al tramonto. I capitani sbarcarono e si raccolsero con i fidati luogotenenti in un semicerchio intorno ai fal, mentre il resto delle ciurme restava a bordo, pronto a reagire al primo segnale di pericolo. Quelli che condividevano le stesse basi sedettero insieme, rosicchiando pezzi di carne e lanciando agli altri equipaggi occhiate di reciproco sospetto. Dalla cittadella furono portate giare di vino pregiato, accompagnate da piatti di formaggio, pane e fichi.
Telemaco sorseggi un calice di vino e studi i colleghi. Erano tutti molto pi anziani di lui, i volti avvizziti dai duri anni trascorsi in mare, e l'antipatia che provavano gli uni per gli altri fu evidente da subito. Sarebbe stato molto difficile unire uomini tanto indisciplinati. Quando ritenne che gli ospiti avessero consumato abbastanza vino da allentare la tensione, pos la coppa e fece un passo in avanti per rivolgersi ai convitati.
Fratelli, esord, e aspett che fossero tutti fermi e in silenzio per proseguire. Grazie di essere venuti. So che per alcuni di voi non  stata una decisione semplice. Il suo sguardo si sofferm per un momento su Critone. So anche che di recente c' stata molta ostilit tra le nostre ciurme, e spero che questo incontro sia il primo passo verso un riavvicinamento. Forse in futuro potremo goderci tante altre serate come capitani fraterni, al pari delle ciurme che dominarono un tempo l'Adriatico, celebrando grandi vittorie con vino e carne e canzoni. Ma questa sera c' un problema pi urgente da affrontare. Parlo, ovviamente, del nostro nemico comune: i romani.
Fece una pausa e si pass una mano tra i capelli, lanciando occhiate al suo pubblico. Capitani e luogotenenti ascoltavano in silenzio, i volti illuminati dal bagliore dei fuochi. Anche gli ufficiali pi anziani della Tridente di Poseidone erano stati invitati all'incontro e sedevano di lato in uno stretto capannello, stringendo i calici di pelle. Telemaco prese fiato e prosegu.
Da mesi, ormai, la marina romana ci ha reso la vita intollerabile. Abbiamo sofferto tutti. Roma e le sue navi da guerra hanno attaccato ogni nostra base che siano riusciti a trovare, intercettato i nostri vascelli e messo a morte i nostri compagni e le nostre famiglie. Di recente la flotta di Ravenna ha cominciato a fornire una scorta ai convogli mercantili della zona. Non devo ricordarvi il duro impatto che questo ha avuto sul nostro mestiere. Alcuni di noi sono finiti sull'orlo della rovina.
E allora? disse qualcuno. Tra noi e Roma  sempre stato cos. Lo sapresti anche tu, se fossi stato capitano per pi di un giorno.
Parecchi degli uomini riuniti intorno ai fuochi grugnirono concordi. Altri ridacchiarono di cuore. Lui spost lo sguardo su chi aveva parlato, un pirata nerboruto con indosso un'esuberante tunica di seta. Era stato uno degli ultimi a venire a riva, lamentandosi a gran voce della perdita di lavoro che aveva subto per partecipare al ritrovo.
Telemaco aspett che fosse tornato il silenzio prima di rispondere. Genzio dice il vero. Roma  sempre stata determinata a combattere la pirateria. In passato, avrebbero potuto mandare qualche pattuglia o scacciarci da uno dei nostri porti sicuri. Ma questa volta  diverso. Questa volta vogliono cancellarci dalla faccia della Terra.
Genzio fece un sorrisetto. E cosa ti rende tanto esperto delle intenzioni di Roma?
Perch ho conosciuto il loro comandante, il prefetto Cane. L'ho sentito giurare che avrebbe dato la caccia a ciascuno di noi, finch l'intera costa illirica non fosse stata ripulita dai pirati. In pi, ho visto con i miei occhi la devastazione che lui e il suo squadrone hanno inflitto alla nostra vecchia base di Peiratispolis. Cane non si fermer di fronte a nulla nel suo tentativo di sconfiggerci. Invero, tre giorni fa ho ricevuto l'inquietante notizia che anche il covo di Terra Cissa  stato raso al suolo.
Critone sgran gli occhi. Terra Cissa?  una base dei pirati da decenni.
Lo era. Adesso non ne rimane nulla.
Come l'hai saputo? chiese Genzio.
Una delle mie navi ne ha trovato le rovine mentre spargeva voce di questo raduno. Ha preso a bordo i pochi sopravvissuti, che ci hanno raccontato la loro storia. I pirati sono stati attaccati alla base e decapitati, le navi bruciate e le famiglie fatte prigioniere per essere vendute come schiave o messe a lavorare nelle miniere.
Ansimi scioccati risuonarono tra il pubblico. Alcuni uomini fissarono il giovane capitano, incapaci di nascondere le espressioni impietrite. Critone serr i pugni, tremando di rabbia.
 evidente che non possiamo permetterci di ignorare una minaccia cos seria, prosegu Telemaco. Se non agiamo subito, Cane e la sua flotta finiranno per stanarci tutti e distruggere i nostri covi. Nessuno di noi scamper alla sua ira.
Dovremo trasferirci altrove, quindi, sugger un altro pirata. 'Fanculo Cane e la sua gentaglia. Troveremo altri porti da cui cacciare.
Vorrei che fosse cos semplice, Scilla. Ma dove potremmo andare? Nel mar Ionio i bottini sono scarsi, e pi a sud mancano isole in cui nascondersi. No, amici miei. Abbiamo una sola opzione, e cio combattere i romani e scacciarli dalle nostre acque.
E rischiare l'osso del collo? Col cazzo!
Telemaco si guard intorno. Era stato Virbio a parlare. Le sue cicatrici profonde splendevano al bagliore delle fiamme mentre lanciava occhiate agli altri e indicava il capitano della Tridente. Il nostro grande comandante dice che non c' nessun posto dove andare, continu. Be', non  vero. Potremmo andare a oriente, fratelli. Nel Ponto Eusino.
L'Eusino? grid un pirata. Perch cazzo dovremmo andare l?  in culo all'Impero. Ci metteremmo mesi per raggiungerlo e ancora di pi per trovare un buon ancoraggio, e non ci sono molte spedizioni ricche cos lontano da Roma.
Ma non ci sarebbero neanche flotte romane a disturbarci. E da quelle parti non girano tante bande pirata, a quanto ne so. Avremmo la zona tutta per noi.
Stai proponendo di abbandonare l'Illiria? chiese Genzio.
Perch no? Virbio alz le spalle. Cosa ci trattiene qui, in fondo? Le rotte marittime sono sorvegliate a vista, non si trovano prede nemmeno per sbaglio e viviamo nel terrore costante della cattura o della morte. Qualunque cosa sarebbe meglio di questo. Almeno nell'Eusino potremmo riprendere a fare quello che ci riesce meglio: dare la caccia a ricche navi mercantili.
Sono d'accordo con Virbio! grid un pirata. Andiamo a oriente!
Fanculo l'Illiria! grid un altro.
Diversi capitani si unirono al coro, urlando il loro sostegno al piano di Virbio. Altri reagirono alla proposta con rabbia. Una cagnara di voci contrastanti si alz mentre i pirati litigavano e si scambiavano insulti. Telemaco serr la mascella nel percepire che rischiava di perdere il confronto, e con esso ogni possibilit di persuadere i pirati a formare un'alleanza. Si riemp i polmoni e grid: Basta!
La maggioranza dei capitani si zitt in fretta. Dopo un attimo, le poche voci rimaste si spensero e sulla spiaggia cal un silenzio di tomba.
Virbio ha ragione, continu Telemaco. In apparenza, fare vela a oriente sarebbe la scelta pi facile. Ci lasceremmo i problemi alle spalle e nessuno di noi dovrebbe vivere nel terrore di Roma.
Allora cosa stiamo aspettando? Partiamo!
Numerosi uomini mormorarono il loro sostegno. Un altro apr la bocca per parlare, ma Telemaco alz la mano, interrompendolo. Se lasciassimo l'Illiria, potremmo essere al sicuro per un anno o due. Finch i romani non ci attaccheranno di nuovo. A quel punto dove andremo? Chiedetevi questo: perch abbiamo scelto di cacciare in queste acque? Che cosa ci ha portati tutti qui?
Buoni ancoraggi! url un capitano.
Puttane a buon prezzo! scherz un altro, in un coro di risate.
S, quelle sono buone ragioni, rispose Telemaco. Ma l'Adriatico  anche il mare in cui si trovano i bottini pi pingui. Se facessimo vela a oriente, potremmo essere al sicuro. Per un po', almeno. Ma saremmo anche molto pi poveri. Siete davvero pronti a rinunciare ai migliori territori di caccia dell'Impero per ridurvi a vivere delle briciole che troveremmo nell'Eusino?
Fece una pausa e scrut i volti del pubblico. Nessuno rispose alla domanda, e lui prosegu, il tono sempre pi audace a mano a mano che si infervorava.
Non si tratta solo dei saccheggi, fratelli. Si tratta di riprenderci ci che ci spetta di diritto. Non sar capitano da molto, ma una cosa la so: la fratellanza dei pirati ha sempre battuto questo tratto di costa. Diamine, neppure Pompeo Magno  riuscito a schiacciarci, nonostante quel che millantava al popolo romano. Siamo sopravvissuti a lui, eppure siamo pronti ad arrenderci mansueti di fronte a Cane. E Cane non  Pompeo, qualunque cosa possa pensare. Guard i visi intorno ai fuochi e indic uno dei capitani. Dimentichi, Scilla, che tuo padre ha cacciato in questa zona, e suo padre prima di lui? E tu, Perimede? Sei pronto a rinunciare al tuo diritto di nascita con tanta disinvoltura, senza combattere?
I capitani interpellati si mossero a disagio, rifiutandosi di incontrare il suo sguardo. Ci furono altri scambi accalorati mentre i pirati riprendevano a discutere tra loro. Qualche momento dopo, si alz un uomo dalla carnagione scura, con barba incolta e selvaggi capelli bianchi. Si schiar la voce e aspett che i compagni si zittissero.
Silenzio! url qualcuno. Birria vuole parlare!
Gli altri smisero di discutere per girarsi verso il capitano in questione. Telemaco vide il rispetto e la paura sul volto dei presenti mentre Birria cominciava il suo discorso.
Mi conoscete tutti, fratelli. Come capitano dell'Olimpia, ho iniziato a cacciare in queste acque prima di chiunque altro di voi, e porto cicatrici che lo dimostrano. E dico che Telemaco ha ragione. Per troppo tempo abbiamo lasciato che i romani ci braccassero come cani, uccidendoci e scacciandoci dalle nostre case e dai nostri focolari. E cos'abbiamo fatto in risposta? Litigato tra noi mentre ci disputavamo le briciole! Dico che  ora di smetterla di scappare. Diamo ai romani un assaggio della loro medicina. Uccidiamo i bastardi!
Nella spiaggia risuonarono forti mormorii di approvazione. Numerosi pirati ruggirono il loro sostegno e l'aria si riemp in poco tempo di un coro di acclamazioni calorose. Telemaco not che Virbio lo guardava con odio, le braccia muscolose incrociate al petto.
Tutto questo parlare di fratellanza  molto bello, Birria, intervenne Genzio. Ma noi siamo innanzitutto ladri. Perch dovremmo rischiare ogni cosa lanciandoci in un avventato conflitto con Roma?
Siamo gi in conflitto, disse Telemaco. Pensavo che questo fosse chiaro, dopo le azioni di Cane a Terra Cissa e altrove.
In ogni caso, dovremmo riflettere bene prima di impegnarci ad agire. Le cose sono gi abbastanza gravi. Chi pu dire come reagir Cane se lo attaccheremo? Potremmo peggiorare ancora di pi la situazione.
Telemaco prese fiato. E se non facciamo nulla, ci attaccher lo stesso. O ci opponiamo ai romani e riprendiamo il controllo di questo lato del mare, o restiamo con le mani in mano e lasciamo che il nemico diventi ancora pi potente. Sono queste le alternative.
Supponiamo di seguirti in questa impresa, disse Critone con cautela. Che cosa proponi, esattamente?
Cane sa che ci guardiamo bene dall'attaccare la sua flotta, spieg Telemaco. Per ovvie ragioni. I nostri vascelli sono veloci e leggeri, ma non avrebbero alcuna possibilit contro le sue navi da guerra pesantemente armate. Ed  per questo che dobbiamo distruggere la flotta in pi tempi. Cominciando con un assalto a Ravenna.
La base navale? Genzio sgran gli occhi. Ma sar ben difesa.
Di solito, s. Ma Cane ha mandato il grosso della flotta su questo lato del mare, a scortare i convogli mercantili. A Ravenna  rimasta giusto qualche bagnarola idonea alla navigazione.
Quante?
Cinque biremi e la nave ammiraglia, pi un pugno di esploratori e navi trasporto.
Genzio lo guard, scettico. Sei navi da guerra? Tutto qui?
Sei vascelli idonei alla navigazione, s. Ci sono parecchie altre liburne e triremi tirate in secca nella darsena, ma molte risalgono alla battaglia di Azio e, con i tagli che gli imperatori hanno fatto al servizio, sono state lasciate a marcire. Alcune non escono dal porto da anni.
Dicci qualcosa di nuovo, ragazzo. Tutti i capitani pirata da qui al Pireo sanno che la flotta di Ravenna  in condizioni schifose.
Ma non lo rester ancora a lungo, avvert Telemaco. Difatti, ho da poco scoperto che Cane sta facendo riparare il resto della flotta, allo scopo di darci la caccia e distruggerci una volta per tutte.
Come fai a saperlo?
Quindici giorni fa, abbiamo catturato un fante di marina romano nel corso di un'imboscata. Un optio di base a Ravenna. Ci ha parlato delle intenzioni nemiche di perlustrare la costa in cerca delle nostre basi. Ci ha anche detto che Cane sta facendo lavorare sodo gli uomini per ristrutturare il resto della flotta prima che finisca la stagione di navigazione. Se riesce a ricostruire le sue forze, siamo spacciati. Ma se colpiamo adesso, possiamo bruciare le navi nella darsena, oltre ai magazzini di Ravenna. Potremo sfruttare la vittoria per convincere ancora pi pirati a unirsi alla nostra causa. A quel punto, affronteremo in battaglia Cane e ci che resta della sua flotta, e lo schiacceremo.
Il tuo prigioniero potrebbe aver mentito.
Telemaco si concesse un sorriso.  ovvio che non hai mai incontrato i miei interrogatori, Genzio.
La storia dell'optio torna, disse Critone. Spiegherebbe perch Cane non  ancora riuscito a lanciare una vera e propria campagna militare contro di noi. Pu fare qualche incursione di tanto in tanto, ma per tutto il resto ha bisogno di pi navi.
Genzio sembrava poco convinto. Ma un attacco a Ravenna scaccerebbe davvero i romani? Cosa impedirebbe loro di mandare rinforzi da Misenum?
Non lo faranno.
Perdonami, Telemaco, ma avr bisogno di una garanzia pi solida.
Lui strinse i denti, sforzandosi di controllare la rabbia crescente. Genzio era chiaramente uno di quei capitani pirata che se ne fregavano del cameratismo e valutavano con freddezza ogni decisione sulla base del proprio tornaconto personale. In un'altra vita avrebbe potuto fare carriera come strozzino a Pireo, riflett sardonico. Ma sapeva che doveva convincere quelli come lui, se voleva che prevalesse il suo punto di vista.
Secondo il nostro prigioniero, la flotta di Misenum risente della stessa mancanza di investimenti di Ravenna. Questo significa che i romani impiegherebbero molto tempo per ricostruire la flotta. Nel frattempo, le nostre navi sarebbero libere di saccheggiare questo lato del mare senza temere i loro attacchi. Questo ti soddisfa?
Negli occhi di Genzio si accese un lampo di avidit. Intorno a lui gli altri comandanti pirata si scambiarono sogghigni, leccandosi le labbra al pensiero dei lauti bottini.
C' un'altra cosa. Telemaco esit e scelse con cura le parole successive. Era giunto alla parte dell'incontro che pi temeva. Alcuni di voi avranno forse sentito che qualche settimana fa mio fratello, Nereo,  stato catturato dai romani. Cane ha minacciato di crocifiggerlo se non mi consegno alle autorit entro la fine del mese.
Critone lo fiss circospetto. L'abbiamo saputo, s. Cosa c'entra?
Da poco, ho scoperto dove lo tengono, disse Telemaco. L'optio che abbiamo fatto prigioniero sostiene che Nereo si trova in una cella a Ravenna, insieme ad altri pirati catturati in attesa dell'esecuzione.
Sulla fronte di Birria si form una ruga. Cane come ha saputo dove trovarlo?
Qualcuno gli ha fatto una soffiata. Un traditore tra le nostre fila. Il prigioniero ci ha detto che, circa un mese fa, un capitano mercantile  arrivato a Ravenna con una pergamena indirizzata al prefetto. Una pergamena che aveva ricevuto ordine di consegnare da un pirata su una nave che li aveva attaccati.  stato cos che Cane ha scoperto di Nereo.
E pensi che sia stato qualcuno della tua ciurma a venderti ai romani? chiese Birria. Ma chi?
Non lo so. Lo scoprir presto, ve lo assicuro. E a quel punto mi occuper di lui. In un modo o nell'altro, avr la testa di quel traditore....
Non c' niente di peggio di un pirata che tradisce i suoi compagni. Critone irrigid l'espressione. E immagino che tu intenda salvare tuo fratello, quando attaccheremo.
S. Ma non chieder a nessun uomo tra noi di rischiare la vita per salvare lui o gli altri prigionieri. Quella responsabilit e quel rischio saranno miei e miei soltanto. Voglio essere molto chiaro al riguardo.
Stronzate! grid Virbio. Fiss il suo capitano con sguardo torvo e volto di pietra. Qui non si tratta di avere la meglio sui romani, o di difendere la nostra fratellanza. Ci tieni tanto ad attaccare Ravenna solo per salvare tuo fratello.
Telemaco scosse la testa con fermezza. Il punto non siamo io o mio fratello. Amici miei, aggiunse, facendo scorrere gli occhi sul pubblico. Sarei a favore di un attacco a Ravenna anche se quei cani dei romani non tenessero Nereo prigioniero. Il mio discorso di prima  ancora valido. La flotta imperiale va distrutta, se vogliamo sopravvivere. Il fatto che mio fratello sia l non fa che rendermi ancora pi determinato a vincere.
Sempre che sia ancora vivo, sottoline Genzio. Come sai che i romani non l'hanno gi ucciso?
Perch Cane  un bastardo crudele. Se lo conosco come credo, vorr prolungare le sofferenze di mio fratello  e le mie  quanto pi possibile prima di metterlo a morte.
Sarebbe proprio da Cane, ringhi Birria.
Come pensi di salvarlo, per? chiese Critone. Di certo i romani uccideranno i prigionieri appena sferreremo l'attacco.
Lo spiegher pi tardi, rispose Telemaco. Vi sto dicendo tutto questo nel nuovo spirito di cooperazione tra le nostre ciurme. Fratelli, non possiamo combattere insieme se non ci fidiamo gli uni degli altri. Ma sappiate una cosa: se deciderete di andarvene, non abbiamo futuro nell'Adriatico. La grande fratellanza dei pirati sar spazzata via. Solo collaborando avremo qualche speranza di sopravvivere. Fece una pausa e raddrizz la schiena. Ora, chi combatter con me?
Ci fu un breve silenzio. Diversi capitani borbottarono tra loro prima che Birria prendesse la parola.
Era ora che decidessimo di affrontare i romani. Hanno fatto i loro comodi fin troppo a lungo. Ognuno di noi ha perso qualcuno che amava per mano di quei bastardi. Una moglie o un figlio, un amico... un fratello. Fiss Telemaco dritto negli occhi. Io salper con te.
Grazie, Birria. Le parole gli restarono incastrate in gola. Il ragazzo si guard intorno, cercando i capitani restanti. Chi altri si unir a noi?
Ci fu una lunga pausa, durante la quale i pirati si guardarono l'un l'altro. Poi Critone si schiar la voce.
Fratelli, prendere una decisione non  semplice. Come molti di voi, sono restio ad affrontare la marina romana. Ma se Telemaco dice il vero, mi pare che non abbiamo altra scelta se non mettere da parte le nostre divergenze e combattere insieme. Sono d'accordo con il piano.
Qualche momento dopo anche Scilla si dichiar a favore e gli altri lo imitarono rapidamente uno dopo l'altro, finch l'unico incerto non rimase Genzio. Telemaco lo guard fisso.
Allora, capitano? Cosa ne dici?
Genzio arricci le labbra. Ci stai chiedendo di impegnarci ad attuare un piano molto pericoloso, giovanotto. Se questo attacco fallisse, ci condanneresti a morte.
Se non faremo niente, saremo spacciati comunque. Telemaco allarg le braccia.  la nostra unica possibilit di successo. Lo vedi anche tu, no? O preferiresti abbandonare queste acque ricche e lasciare i profitti agli altri capitani?
Il robusto capo pirata esit un istante prima di annuire. Molto bene. Ci uniremo a voi in questa impresa.
Telemaco inspir a fondo e tir un sospiro di sollievo.
Cominceremo subito i preparativi. Castore  il nostro quartiermastro. Si occuper di tutte le esigenze di approvvigionamento delle vostre navi. Intanto, godetevi il resto del banchetto. Ci aspetta una lunga battaglia. Ora, se non avete altre domande....
Io ne ho una, disse Critone. Come pensi di farci entrare a Ravenna senza dare l'allarme?
Birria annu. Critone ha ragione. Anche se Cane ha impegnato il grosso della flotta nel servizio di convoglio, dovremo comunque affrontare quelle navi da guerra. Ho fatto vela da Ravenna in passato, nei miei giorni sulle navi commerciali, e i bastardi sono muniti di catapulte e baliste incendiarie. Appena saremo in vista del faro, ce le punteranno contro. Affonderanno la nostra flotta prima che possiamo avvicinarci al porto.
Allora dovremo attirarli lontano, disse Telemaco.
Critone sbuff. E come pensi di farlo, esattamente? Cane non si azzarderebbe a lasciare Ravenna sguarnita.
Potrebbe farlo, disse Telemaco, se gli dessimo una buona ragione.
Il silenzio cal sulla spiaggia mentre i pirati lo fissavano con espressioni perplesse. Lui fece un respiro profondo e sorrise. Ascoltate con attenzione, fratelli. Ecco che cosa faremo....
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Capitolo 38.
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Spero proprio che funzioni, borbott Geras guardando oltre la linea degli alberi.
Telemaco e il suo secondo erano accucciati accanto a un piccolo affioramento roccioso sul margine di un ampio uliveto nei pressi della costa liburnica. Le prime luci dell'alba si stavano addensando all'orizzonte, rivelando il tratto di terreno aperto al di l degli alberi. Di fronte a loro, a non pi di un quarto di miglio di distanza, c'era il piccolo porto romano di Senia. La citt era stata costruita su una piana all'entrata della baia, con un rudimentale fossato difensivo scavato intorno alle mura e una stazione di guardia che sorvegliava l'ingresso principale. Tre sentinelle dall'aria annoiata stavano di fronte alla porta, mentre pi in fondo Telemaco vedeva la torre di guardia che difendeva l'entrata del porticciolo. Un pugno di vascelli mercantili era ormeggiato lungo il molo, le linee oblique degli alberi simili a lance alzate contro l'alba imminente. Pi lontano ancora, tirata in secca per le riparazioni, c'era l'unica bireme romana a guardia del traffico marittimo.
Geras tir su con il naso, irritato. Ancora nessun segno della nostra flotta. Perch ci mettono tanto, cazzo?
 troppo presto, rispose Telemaco. Non mancher molto.
Lanci un'occhiata all'amico e not la sua espressione tesa. Dietro di lui, il resto della squadra di sbarco era appena fuori dal campo visivo, nascosto dietro la fitta schiera di alberi. Erano giunti a riva protetti dal buio, sbarcando in una piccola insenatura a qualche miglio da Senia. I pirati indossavano mantelli scuri per mimetizzarsi e portavano solo le armi; l'altra parte dell'equipaggiamento era rimasto sulle navi insieme a qualunque cosa potesse fare rumore. Erano stati selezionati duecento uomini: un numero pi che sufficiente per affrontare la piccola guarnigione di miliziani e i fanti di marina. Nonostante questo, Telemaco aveva ordinato alle lance e al loro ristretto equipaggio di rimanere nell'insenatura in caso ci fosse stato bisogno di effettuare una rapida ritirata.
La flotta pirata aveva raggiunto Senia il pomeriggio precedente, dopo essere salpata da Petrapylae tre giorni prima. Sul far della sera si erano impossessati di un piccolo peschereccio che rientrava nel porto, e gli interrogatori si erano messi al lavoro sul suo capitano. Lui aveva prontamente confermato quello che Telemaco aveva appreso dall'optio prigioniero, aggiungendo che Senia aveva mura mediocri e che gli abitanti avevano mancato di investire una somma adeguata nelle sue difese. La milizia locale era molto ridotta, con buona parte dell'equipaggiamento mancante o in pessime condizioni, e non avrebbe rappresentato una grande minaccia per i pirati. I fanti di marina erano un altro discorso, ma Telemaco aveva intenzione di stabilire un punto d'appoggio in citt prima che potessero organizzare una vera e propria difesa. Per essere certo che il capitano non tentasse di ingannarli, Telemaco aveva ordinato di tenere in ostaggio la sua ciurma a bordo della Tridente. Se le informazioni si fossero rivelate scorrette, aveva spiegato, i pescatori sarebbero stati messi a morte.
Ancora niente, disse Geras con un ringhio sommesso, mentre scrutava la costa nel tentativo di avvistare qualche vela.
Pazienta, rispose Telemaco. Arriveranno presto. A quel punto la citt sar nostra. E anche quella bireme romana.
Sempre che i difensori ci caschino.
Lo faranno. Fidati. Saranno troppo impegnati ad affrontare la nostra flotta per accorgersi di noi. Finch non sar troppo tardi, almeno. Telemaco sorrise crudele. Li faremo fuori prima che possano reagire.
E se ti sbagliassi?
Non mi sbaglio. Pensaci, Geras. Questa  una citt portuale. Le persone si preoccupano delle minacce via mare. Non si aspettano un attacco da terra.
Speriamo solo che i nostri nuovi amici facciano la loro parte, borbott lui.
Telemaco gli lanci uno sguardo indagatore. Che opinione ti sei fatto di loro?
Geras si prese un momento per riflettere. Critone  a posto. Un vecchio lupo di mare, ma abbastanza affidabile. Lo stesso vale per quasi tutti gli altri. Saranno anche scontrosi, per non si sottrarranno al combattimento. Genzio  un avaro bastardo, e rimarr con noi solo finch potr trarne profitto. Quanto a Birria,  un po' matto e il pi spietato del gruppo, ma sar utile in battaglia. Abbass la voce. Ma non sono i pirati nuovi a preoccuparmi, capitano. Sono pi turbato da alcuni dei nostri.
Ti riferisci a Virbio?
S. Sappiamo entrambi che non ti accetter mai come comandante. Quella serpe far il suo dovere, ma intanto tramer alle tue spalle per sbarazzarsi di te.
Telemaco sogghign. Vorrei che ci provasse.
Parlo sul serio. Questa storia del salvataggio di tuo fratello ha istigato lui e parte dei pirati pi anziani. Non sono felici di rischiare la vita per una riunione di famiglia.
La liberazione di Nereo non c'entra nulla con il salvataggio della fratellanza pirata.
Lo so, capitano. Ma quelli non si lasciano convincere cos facilmente, e stai pur certo che Virbio cercher di approfittarne.
Potresti avere ragione. Telemaco sospir. Senti, non possiamo muoverci contro Virbio adesso. Dobbiamo avere ogni singolo uomo dalla nostra parte per distruggere Ravenna. E poi, adesso non far nulla. Distruggere Cane  anche nel suo interesse.
Per ora, forse, ammise Geras. Ma non puoi rimandare all'infinito il momento di occupartene.
Lo so.
Telemaco riport lo sguardo sulla citt mentre il fascio di luce all'orizzonte si ispessiva a poco a poco. Tutto dipendeva dal fatto che le navi pirata svolgessero il loro ruolo nell'attacco. Da qualche parte oltre l'orizzonte, invisibili da terra, stavano in agguato la Lico e il resto della flotta. Poco prima dell'alba si sarebbero dirette verso il porto a vele spiegate. Dopo averle avvistate, la squadra di sbarco, guidata da Telemaco e Birria, sarebbe uscita dall'uliveto per assaltare le difese della citt. Con le sentinelle concentrate sulla minaccia via mare, sarebbero entrati nel porto prima che il nemico potesse accorgersi del pericolo. Le forze della milizia sarebbero state presto sopraffatte, insieme a tutti i fanti di marina che avessero provato a resistere.
La notizia dell'attacco a Senia sarebbe giunta subito a Cane e l'avrebbe spinto a prendere quel che restava della flotta per dare la caccia ai pirati, lasciando Ravenna sguarnita. Nel frattempo, Telemaco e gli altri capitani avrebbero atteso il momento opportuno in una piccola insenatura a sud della base navale. Quando la flotta romana fosse partita, i pirati illirici avrebbero lanciato un attacco a sorpresa su Ravenna, usando la bireme che intendevano catturare a Senia per camuffare il loro approccio. Se tutto fosse andato secondo i piani, la flotta sarebbe stata distrutta fino all'ultima nave e Telemaco avrebbe potuto finalmente liberare il fratello dalla prigionia.
D'un tratto Geras si agit e strizz gli occhi verso l'orizzonte. Diede di gomito al capitano, afferrandogli il braccio. Laggi! bisbigli. Guarda!
Telemaco punt lo sguardo in avanti, sforzando la vista verso il mare aperto a circa un miglio dalla costa. In un primo momento non not nient'altro che i brandelli di nebbia aggrappati alla superficie dell'acqua. Poi l'ultimo velo si dissip e intravide qualcosa all'orizzonte: le sagome di svariate navi che sfrecciavano verso il porto. Aveva detto a ciascun vascello di arrivare con il guidone scuro in cima al pennone e la ciurma ammassata sul ponte di prua, facendo quanto pi rumore possibile per seminare paura e panico tra gli abitanti.
Per un istante, il silenzio prima dell'alba rimase intatto. Poi una tromba suon l'allarme e le grida fioche di marinai e civili terrorizzati giunsero trasportate dall'aria mentre la spaventosa flotta piombava sul porto. Alla porta cittadina, le sentinelle voltarono la schiena alla strada e si guardarono ansiose. Qualche attimo dopo, da dentro la citt provenne una serie di urla e le guardie sulle mura si precipitarono ad aiutare i compagni a preparare le difese. Telemaco rimase ancora un momento a osservare la scena e poi si volt verso Geras.
Forza. Andiamo.
Strisciando sulla pancia, i due tornarono nell'uliveto. Il resto della squadra di sbarco attendeva a venti passi di distanza, nascosta dietro la linea degli alberi ad aspettare l'inizio dell'attacco via mare. Molti pirati avevano espressioni tese al pensiero dell'azione, senza alcuna traccia dell'eccitazione che provavano di solito prima di attaccare una preda. E con buona ragione, si disse Telemaco. Quel giorno avrebbero affrontato un nemico ben pi pericoloso di qualche marinaio disarmato. Per quanto i pirati disprezzassero Roma, molti di loro temevano e ammiravano l'abilit e il coraggio dei suoi soldati, e la prospettiva di affrontarli in una battaglia di terra non entusiasmava nessuno.
Birria si avvicin lentamente dalla squadra principale, allertato dalle grida provenienti dal porto. Strisci fino a Telemaco, inclinando la testa in direzione del mare.
 la nostra flotta? chiese.
Lui annu. Dobbiamo muoverci. Di' ai tuoi uomini di mettersi in formazione.
Finalmente.  ora di uccidere qualche romano. Birria sorrise torvo.
Telemaco lo fiss con calma. Ricorda. Uccidi i miliziani, ma lascia stare gli abitanti. Dobbiamo concentrare tutto sui soldati.
Birria annu e torn indietro a spargere la voce. Qualche istante dopo, in un movimento a catena, i suoi uomini si alzarono in piedi. Nel contempo, Telemaco schier i suoi sulla destra. I pirati erano armati di un assortimento di spade corte, asce da abbordaggio e giavellotti, e alcuni stringevano rampini presi dai cassoni della Tridente. Quando ebbero terminato di disporsi in formazione, Telemaco guard il mare di volti che lo circondava. L'alba stava arrivando in fretta, adesso, e vide le loro espressioni di cupa determinazione mentre inspirava a fondo.
Pronti, ragazzi! Seguitemi!
Al suo comando la squadra di sbarco part e a passo costante percorse l'uliveto, facendo frusciare l'erba. In testa, Telemaco sentiva il cuore battergli fortissimo. Attraverso un varco tra gli alberi, spi le sentinelle alla porta cittadina. Erano ancora concentrate sul caos che infuriava gi al porto e non avevano visto lui e i suoi uomini. Un pugno di mercanti e viaggiatori in attesa di essere ammessi in citt aveva saggiamente rinunciato ai propri piani e stava tornando indietro in fretta lungo la strada, con carri e muli carichi di bagagli. Telemaco alz gli occhi sulle mura ma non vide traccia di arcieri, mentre i difensori concentravano le scarse risorse sulla minaccia via mare, e con il cuore sollevato comprese che il suo piano stava funzionando.
Un attimo dopo i pirati emersero dagli alberi e una sentinella lanci loro un'occhiata, allertata dallo scalpiccio dei passi. Ci fu una pausa in cui fiss le ombre che si riversavano fuori dall'uliveto. Poi gir su s stesso, chiamando i compagni e tendendo il braccio in direzione dei pirati. Gli altri si voltarono, e anche i mercanti lanciarono grida di allarme nel vedere quella massa di uomini armati correre verso di loro. Telemaco sguain la falcata e tracciando un ampio cerchio con la lama la punt verso il cancello.
Adesso! url dietro di s. Carica!
A quelle parole i pirati si precipitarono all'attacco lungo la distesa di alberi rachitici, cespugli e rocce che si apriva tra l'uliveto e le mura cittadine. A non pi di cento passi di distanza, le guardie si riscossero in fretta e rientrarono in citt di corsa. Un attimo dopo, la porta borchiata si chiuse con uno schianto e diverse figure comparvero sulle mura, allertate dalle grida di allarme. I mercanti e i commercianti rimasti fuori fuggirono in ogni direzione, abbandonando carri e carretti nella foga di scappare. Altri si gettarono a terra, con la speranza di essere risparmiati dalla furia dei pirati.
Lasciateli stare! rugg Telemaco. Seguitemi!
Scatt in avanti, guidando i suoi uomini verso la sezione di mura a sinistra del corpo di guardia. Intorno a lui, i pirati respiravano affannosamente e correvano il pi veloce possibile. Birria intanto conduceva il suo gruppo, armato di asce d'abbordaggio, fino alla porta per le sortite ai piedi della torre di guardia, a un'estremit delle mura. Un attimo dopo, i difensori sul parapetto fecero partire una pioggia di frecce nel tentativo di fermare la loro avanzata e Telemaco sent l'ululato di dolore di un uomo alla sua destra, trafitto al petto da un paio di dardi scuri, mentre un altro pirata cadeva, tastandosi la freccia che gli spuntava dalla coscia. Lui ignor le loro grida disperate e, con il fiato mozzo, raggiunse infine il fossato.
Verso le mura! url, facendo cenno ai suoi uomini di proseguire. Svelti!
I primi pirati si riversarono oltre la sponda, scivolando gi per la china e precipitandosi poi in avanti sul terreno irregolare. Telemaco li segu a ruota, rischiando di inciampare in un cumulo di rocce e radici scoperte prima di raggiungere il fondo della scarpata e issarsi sulla sponda opposta, ricongiungendosi gli altri alla base delle mura. Dall'alto si sentivano le grida frenetiche delle sentinelle che chiamavano i compagni sul lato opposto della citt, avvisandoli del nuovo pericolo.
Tirate su quelle cazzo di cime! url Telemaco.
Reattivi, i pirati presero i grappini. L'uomo alla destra del capitano lanci il proprio ed esult quando le punte di ferro si conficcarono nel parapetto. Diede uno strattone alla fune, controllando che fosse ben fissata prima di cominciare a scalare il muro. Ormai i difensori erano al corrente della minaccia e, mentre lui si arrampicava, uno di loro apparve sul parapetto e scagli un giavellotto. La punta pesante trafisse il pirata nel petto per spuntargli dalla schiena, e l'uomo rovin con un gemito in fondo al fossato. Gli altri che brandivano le cime esitarono alla vista del compagno impalato. Telemaco rinfoder la falcata e afferr la fune allentata, voltandosi verso i suoi uomini.
Cosa state aspettando? Salite!
Stringendo i denti, appoggi un piede contro il muro e cominci ad arrampicarsi. Dalla parte opposta del fossato Geras grid un ordine e i pirati puntarono le fionde contro le guardie sulle mura, facendole indietreggiare. Altri seguirono l'esempio di Telemaco, lanciando i grappini e affrettandosi a salire. Lui si inerpic verso il parapetto, il cuore che gli martellava furioso. Dopo un attimo arriv e si assicur di avere una buona presa, quando sent il muro cadente muoversi sotto le mani callose. Si gett con le gambe sul lato opposto per poi lasciarsi cadere sulla passerella di legno.
Quando si rialz vide una guardia magra come un chiodo che gli scagliava contro una lancia. Non c'era tempo di parare il colpo, cos torse il busto ed evit per un soffio la punta che, sfrecciandogli accanto, and a piantarsi nello stomaco del pirata che si stava arrampicando dietro di lui. L'uomo lanci un grido. Il romano recuper l'arma, strappandola con un grugnito, ma prima che potesse scagliarla di nuovo Telemaco sguain la spada e lo fer alle gambe con un fendente orizzontale. La guardia sibil tra i denti mentre la falcata gli incideva gli stinchi e barcoll all'indietro. Con un ruggito, Telemaco part di nuovo all'attacco e gli assest una spallata. L'uomo vacill e cadde urlando nel vicolo sottostante.
Dopodich, il capitano vide che la passerella era ormai gremita di pirati che scalavano i bastioni e che i cadaveri insanguinati di altre due guardie giacevano sul parapetto. Decine di altri pirati erano riusciti a raggiungere le mura sull'altro lato del posto di guardia, e stavano pugnalando e facendo a pezzi le poche sentinelle che sbarravano loro la strada, liquidandole in fretta. Telemaco ruot su s stesso e fece un cenno con il mento ai suoi uomini, indicando il posto di guardia.
Da questa parte! Non fermatevi!
I pirati continuarono a correre, i piedi che percuotevano la passerella segnata dal tempo. Telemaco guard verso il basso e vide gli ultimi miliziani fuggire per le strade secondarie. In lontananza, un reparto di fanti stava accorrendo dalla banchina, battendo gli stivali sul selciato per precipitarsi ad affrontare l'attacco da terra. Telemaco rialz lo sguardo nell'istante in cui la porta del posto di guardia si spalancava e un paio di guardie balzavano fuori, brandendo spade corte. I due si fermarono, temporaneamente sorpresi, e prima che potessero puntare le armi lui si schiant contro il pi vicino, scaraventandolo indietro contro la parete. Il romano grugn mentre i polmoni gli si svuotavano e Telemaco lo fin con una pugnalata veloce, affondandogli la lama nello stomaco.
Liber l'arma con uno strattone, agguant lo scudo ovale del nemico e ruot su s stesso per affrontare il secondo, ma altri due pirati si erano gi precipitati ad abbatterlo in un turbine di affondi selvaggi. Telemaco sfrecci accanto a loro e infil in fretta la porticina, il sangue che gli pulsava nelle orecchie mentre scendeva a rotta di collo le scale strette che portavano in citt. Qualche istante dopo sbuc in una strada ampia e gir a destra, diretto alla porta principale. Dietro di lui altri tre pirati si precipitarono fuori dal posto di guardia ansimando pesantemente, alla ricerca di altri nemici da uccidere. Telemaco li chiam a gran voce.
Uomini! Quaggi! Aprite questa porta!
Loro posarono le armi, attraversarono la strada e si misero subito al lavoro, rimuovendo la pesante spranga per poi afferrare gli anelli di ferro e tirare. La porta si apr verso l'interno con un cigolio di protesta, sfregando contro il selciato. Appena fu aperta del tutto, i pirati che non avevano ancora scalato le mura balzarono su dal fossato ed entrarono in citt con grida di giubilo. Telemaco recuper l'arma e lo scudo, e poi indic con la spada un reparto isolato di fanti che avanzava verso di loro dalla via principale.
Uccideteli! ordin. Uccidete quei bastardi!
...
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Capitolo 39.
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Il cozzare sordo delle spade contro gli scudi e il tintinnio delle lame riecheggiarono tra le mura quando i due schieramenti si incontrarono nella via principale. Telemaco si fece largo verso la prima linea, lo scudo ovale tenuto all'altezza del petto e gli occhi che guizzavano da sinistra a destra lungo la schiera di combattenti. A differenza dei miliziani inesperti, i fanti di marina avevano ricevuto un addestramento di gran lunga superiore e avrebbero rappresentato una difficile sfida per i pirati. Telemaco guard in avanti e vide un fante con una corazza di cuoio venire verso di lui. Alla vista del giovane capitano, il romano sfoder un ghigno maligno e tir indietro il braccio per prepararsi a colpirlo alla gola.
Non lo farai! ringhi Telemaco.
Il romano era lento e lui ne intu facilmente la mossa, che devi con uno scatto dello scudo. Il braccio gli trem mentre la lama si schiantava sulla superficie curva e rimbalzava di lato. Poi lui si lanci in avanti e pugnal il nemico con la tecnica appresa durante i suoi primi giorni a bordo della Tridente. La lama trov uno spiraglio sotto la corazza e affond nello stomaco di qualche centimetro, perforando gli organi vitali. L'uomo emise un verso acuto di gola e Telemaco lo calci via, lasciandolo a contorcersi per terra.
I pirati ai suoi lati stavano avanzando e i fanti furono costretti a indietreggiare. Una decina di corpi erano gi riversi in strada, e Telemaco vide un romano gridare di dolore mentre un'ascia gli mozzava il braccio con un colpo solo. Un altro si allontan dalla battaglia barcollando, la mano stretta su un pugnale che gli spuntava dalla gola. I fanti e i miliziani erano stati colti di sorpresa e molti non indossavano elmi o armature, perch erano usciti di corsa dalla caserma per combattere l'orda di pirati che aveva riempito il porto. Furono uccisi in fretta.
Nel corso del combattimento, un clamore eruppe da una delle vie laterali e Telemaco lanci uno sguardo per scorgere un'ondata di pirati esultanti arrivare di corsa. Tra loro not Birria, affiancato dalla squadra armata di asce che era stata mandata a sfondare la porta per le sortite. Si gettarono subito nella mischia, attraversando la strada e attaccando i fanti, che furono momentaneamente storditi da quel nuovo afflusso di nemici.
Con quell'attacco laterale, le ultime braci di resistenza si spensero. Alcuni nelle retrovie batterono in ritirata, ma Telemaco ordin a un manipolo di pirati di inseguirli lungo le stradine. Presto a combattere rest solo un gruppetto, spronato da un centurione tarchiato.
Continuate a combattere, vigliacchi! sbraitava furioso. Non arrendetevi a questa feccia!
Nonostante i suoi appelli, i fanti rimasti compresero che non c'era speranza di vittoria e si arresero in uno sferragliare di spade lasciate cadere sul lastricato. Alla fine il centurione rimase l'unico con l'arma in mano. Un ufficiale della Tridente alz la spada e avanz verso di lui, pronto a ucciderlo. Telemaco gli ordin di fermarsi, poi si volt per rivolgersi al nemico.
 finita, romano. Getta via l'arma.
Il centurione tenne duro ancora un momento, fissandoli con aria di sfida. Sulle prime Telemaco pens che avrebbe rifiutato di arrendersi, preferendo la morte all'indegnit della sconfitta. Poi le sue spalle cedettero e butt via la lama con un sospiro rabbioso.
Telemaco lasci un gruppo di guardia ai prigionieri e and in cerca di Birria. Il capitano pirata si asciug il sudore dagli occhi e scrut la strada macchiata di sangue.
Una bella vittoria, fratello, disse. D'ora in avanti, i romani ci temeranno.
Non  ancora finita. Telemaco chiam con un cenno Geras e indic la torre che sorvegliava il piccolo porto. Prendi alcuni dei nostri e distruggi la balista prima che la flotta arrivi in gittata. Una dozzina di uomini dovrebbe bastare. Se ci fossero difensori asserragliati dentro, di' loro che il comandante dei fanti si  arreso.
E se resistono?
Uccidili.
Geras lanci un ordine a diversi uomini della Tridente e il gruppo si avvi di buon passo lungo la via principale. La maggioranza degli abitanti si era barricata in casa per sfuggire al bagno di sangue, e Telemaco vedeva i loro volti ansiosi spiare dietro le sbarre delle finestre o dai vicoli bui pieni di immondizia. Mand un'altra squadra alla banchina per svuotare i magazzini e cercare eventuali fanti rimasti. I pirati che non erano di guardia non persero tempo nel saccheggiare le case pi benestanti, oltre alle bancarelle dei mercanti e alle botteghe vinarie che fiancheggiavano la strada principale, spaccando i forzieri e servendosi giare di vino.
Mentre l'alba si spandeva nel cielo, una sottile colonna di fumo si alz dal fuoco sopra la torre di guardia, segnalando alla flotta pirata che la citt era stata presa e che poteva entrare nel porto senza correre rischi. Poco dopo, le prime navi superarono lentamente i frangiflutti e riversarono gli equipaggi sul molo. Gli uomini corsero a riva per abbandonarsi a un'orgia di razzie e violenza e nel frattempo i capitani risalirono la via principale per conferire con Telemaco. Erano guidati da Genzio che aggirando con cura i cadaveri sparsi sul selciato si avvicin al capitano della Tridente.
Ci hai messo poco a neutralizzare questa marmaglia, fratello, disse. Sono colpito.
Non era nulla di ingestibile. Ci sono stati problemi al porto?
Genzio scosse la testa. Il governatore e alcuni dei notabili hanno cercato di fuggire su un panfilo, con qualche fante di marina. Li abbiamo intercettati prima che potessero sgusciare fuori dal porto. Dovrebbero fruttarci una bella somma quando chiederemo il riscatto ai parenti.
E la bireme?
Catturata. Insieme ai marinai. Si sono arresi piuttosto in fretta. I nostri ragazzi hanno preso anche i mercantili. Alcuni capitani hanno tentato di chiamare a raccolta le ciurme, ma non hanno potuto fare niente contro le nostre navi. I miei uomini stanno trasferendo proprio adesso le loro provviste.
Telemaco annu. Prendete quello che ci serve, ma lasciate andare i marinai.
Genzio sbuff, irridente. E perch mai? Spunterebbero un buon prezzo al mercato degli schiavi. Significherebbe rinunciare a una piccola fortuna.
Non ci servono a nulla. Non possiamo fare prigionieri e abbiamo gi le navi stracolme. E poi siamo in guerra con Roma, non con gli abitanti di questa citt.
Critone si schiar rumorosamente la voce. Con tutto il rispetto, Genzio ha ragione. I nostri uomini hanno corso un bel rischio attaccando questo posto. Vorranno quello che gli spetta.
E lo avranno, rispose con fermezza Telemaco. Quando ci saremo tolti Cane dai piedi, avremo l'imbarazzo della scelta riguardo alle navi da attaccare. Ma fino ad allora, lasciamo in pace gli abitanti.
E di quelli che ne facciamo? chiese Geras, indicando i prigionieri.
Lui si volt verso di loro. I fanti sostennero il suo sguardo con un misto di paura e odio, e accorgersi che poteva suscitare una tale reazione in quei soldati induriti dalla battaglia gli produsse uno strano fremito. Solo il centurione mantenne un atteggiamento di sfida. Telemaco gli si avvicin e lo guard da capo a piedi. Quattro medaglioni d'argento splendevano sui finimenti che indossava sopra l'armatura a piastre. Riconoscimenti di qualche tipo, comprese.
Posso dedurre che sei tu l'ufficiale in comando? chiese in latino.
Esatto! L'uomo drizz la schiena. Centurione Ligario, comandante dei fanti di marina della Osiride.
Telemaco inclin la testa in direzione della bireme spiaggiata. La tua nave  quella, giusto? Sei a una notevole distanza da Ravenna, centurione.
Ci ha mandati il prefetto. Ligario lo fiss senza battere ciglio. Ci ha ordinato di fare attenzione ai pirati in cerca di guai. Dovevo aspettarmelo che prima o poi ci avreste attaccati, bastardi.
S, dovevi. Telemaco fece un sorriso sottile. Vedo che hai un gran assortimento di medaglie. Sono sicuro che varranno una bella somma, una volta fuse.
Maledetti pirati. Ligario sput a terra. Oggi ci avrete anche battuti, ma avete i giorni contati. Quando Cane scoprir che cosa avete fatto, verr a stanarvi. E questa volta far le cose come si deve. Potete giurarci.
Telemaco socchiuse gli occhi. Cosa intendi con questa volta?
A quel punto fu il centurione a sorridere. C'ero anche io quando le nostre navi hanno attaccato una delle vostre basi. Quel fetido nido di Peiratispolis.
Una rabbia incandescente divamp in Telemaco al ricordo della devastazione che la ciurma della Tridente aveva scoperto nel vecchio covo. Fulmin con lo sguardo il centurione, i pugni cos stretti che sent le unghie conficcarsi nella pelle. Facevi parte dello squadrone?
S. Io e i miei uomini. Abbiamo sterminato i pirati come se fossero ratti. Insieme alle loro famiglie pezzenti.
Quelle famiglie non rappresentavano una minaccia per voi.
Erano parassiti. Uova di pidocchi. Alcuni sarebbero cresciuti per seguire le orme dei padri. Perch correre il rischio? Cos Cane ci ha dato l'ordine di ucciderli. Dopo averli convinti ad abbassare le armi, certo. Ligario emise una risata secca. La giornata di lavoro pi facile della mia vita. Avresti dovuto vedere le loro facce quando hanno capito che sarebbero morti. Impagabile, cazzo. Per non parlare delle donne. Ci hanno offerto ogni genere di favore sessuale purch risparmiassimo le vite dei loro bambini.
Hai assassinato donne e bambini innocenti, razza di spietato bastardo.
Ma per favore. Quelle famiglie erano colpevoli quanto i pirati. Se l'erano cercata. Proprio come te e la tua banda. L'ultima volta l'avete fatta franca, ma Cane avr presto le vostre teste.
Questo lo vedremo. Telemaco si allontan di un passo, il sangue che gli ribolliva nelle vene. Non aveva mai provato una rabbia simile. Castore!
Il quartiermastro arriv subito. Signors, capitano?
Porta questi uomini fuori dalle mura e falli impalare. Indic un tratto di spiaggia oltre il porto. Fallo l, cos ogni nave di passaggio potr vedere come sono morti questi romani.
I prigionieri reagirono con urla di disperazione e terrore assoluto. Castore lanci un'occhiata al suo comandante, incapace di nascondere lo sgomento. N gli altri capitani pirata poterono celare la sorpresa e il disagio per la sua spietatezza.
Alla faccia dell'onore dei pirati, ghign Ligario. Non hai mai avuto intenzione di risparmiarci, vero? Anche se ci siamo arresi.
Anche le famiglie di Peiratispolis l'avevano fatto, rispose con freddezza Telemaco.
Genzio lo prese da parte per conferire con gli altri senza farsi sentire dai prigionieri.  davvero necessario?
 quello che meritano. E mander un messaggio a Roma. Un messaggio che il nostro nemico non potr dimenticare.
 questo che mi preoccupa. Senti, la nostra missione qui a Senia  gi stata portata a termine. Quando sapr della nostra incursione, Cane avr tutte le ragioni per inseguirci con quel che resta della flotta. Perch provocare Roma pi del necessario?
Dovremmo risparmiarli, aggiunse Critone. Non voglio passare il resto dei miei giorni braccato dalla marina imperiale.
Telemaco inspir a fondo per nascondere la frustrazione crescente. Fratelli, questi uomini sono responsabili di aver massacrato le nostre famiglie. Devono soffrire per questo. O abbiamo deciso che l'assassinio delle nostre donne e dei nostri bambini dovrebbe restare impunito?
Nessuno dice di lasciarli andare, ribatt Genzio. Ma impalarli avr il solo risultato di far infuriare Roma.
Roma non esiterebbe a fare lo stesso con noi, se i ruoli fossero invertiti. Chiediti questo, Genzio. Se Cane catturasse le nostre navi, pensi che ci mostrerebbe alcuna piet?
Sono d'accordo, intervenne Birria. Per attirare Cane fuori da Ravenna, niente sar pi efficace dell'esecuzione di soldati romani.
Critone scosse la testa. Non  quello che avevamo stabilito.
Non deve piacervi per forza, rispose Telemaco. Anch'io vorrei che ci fosse un'alternativa. Ma dobbiamo mandare un messaggio a Roma, qualcosa che non possano ignorare. Questo  l'unico modo.
Lanci un'occhiata agli altri, ma non ci furono proteste ulteriori. Soddisfatto di aver vinto la discussione, fece un cenno a Castore. Procedi!
Sul volto dell'altro pass un guizzo di esitazione, poi il pirata veterano grid un ordine agli uomini che sorvegliavano i prigionieri. Questi li tirarono su e li spogliarono di elmi, armatura e tunica, fino a lasciarli con solo il perizoma, le mani legate dietro la schiena con pezzi di corda. Alcuni fanti implorarono piet, altri urlarono maledizioni spregevoli. Quelli che si divincolavano o facevano resistenza furono soggiogati in breve con una raffica di pugni e calci. Il resto dei pirati, con le pance piene del vino rubato alle botteghe vinarie, li schernirono e irrisero a gran voce.
Fottuti bastardi! grid Ligario sopra le orribili ingiurie. Presto sarete appesi a una croce. Tutti quanti! E a quel punto urlerete, proprio come quei patetici disgraziati che abbiamo messo a morte!
Portateli via! ordin Telemaco.
Diversi spettatori rimasero sul ciglio della strada a guardare i fanti romani che sfilavano fuori dalla porta della citt. Molti prigionieri tremavano in modo penoso, terrorizzati al pensiero del loro raccapricciante destino. La loro morte non gli avrebbe dato alcuna soddisfazione, ma Telemaco si consol con la consapevolezza di non avere avuto scelta. La temeraria razzia di un piccolo porto romano rischiava di non essere sufficiente ad attirare Cane fuori da Ravenna. Il prefetto sarebbe stato riluttante a prendere la flotta e lasciare la base sguarnita. Spazzare via l'intera guarnigione era il solo modo in cui i pirati potevano essere certi di indurre la flotta romana alla battaglia.
Mentre l'ultimo fante veniva tirato in piedi, Telemaco grid ai pirati di aspettare e gli fece cenno di avvicinarsi. Due guardie trascinarono il prigioniero via dai compagni e lo scortarono da lui. Il capitano lo studi con attenzione prima di rivolgerglisi.
Come ti chiami? chiese in latino.
Pullo, signore, rispose ansioso il prigioniero. Quinto V-Vedio Pullo.
Vuoi vivere, Pullo?
S, signore.
Ascolta bene, allora. Consegnerai un messaggio al prefetto Cane a Ravenna. Gli dirai che i giorni in cui Roma poteva considerarsi padrona dell'Adriatico sono finiti. La fratellanza della costa non si sottometter pi all'autorit dell'imperatore e dei suoi lacch. Di' a Cane che lo sfidiamo in battaglia. La nostra flotta contro la sua. Digli che non vediamo l'ora di vendicare i nostri fratelli morti e che lo aspetteremo a dieci miglia dalla costa di Parentium, tra cinque giorni a partire da oggi. Se rifiuta di dare battaglia, continueremo a saccheggiare le citt e i porti romani finch ogni palazzo non sar raso al suolo e ogni uomo, donna e bambino tagliato a pezzi. Riuscirai a ricordarti tutto?
P-penso di s, signore.
Ti conviene mostrarti un po' pi convinto, romano. Oppure sceglier un altro messaggero, e tu puoi finire sui pali a far compagnia ai tuoi amici.
No! Vi prego! rispose in fretta Pullo. Me lo ricorder, lo giuro!
Cos va meglio. Telemaco inclin la testa verso gli uomini in piedi accanto al prigioniero. Portate questo essere patetico gi alla banchina. Trovategli una barca. Deve salpare subito.
Mentre i pirati trascinavano il fante terrorizzato gi per l'ampia strada del porto, Geras si avvicin al capitano, corrugando la fronte. Pensi davvero che Cane abboccher?
Lui scroll le spalle. Possiamo fidarci che il nostro amico Pullo lo informer della nostra sfida. Credo che Cane accetter. L'orgoglio non gli lascer scelta.
Geras lanci un'occhiata ansiosa alla spiaggia da cui giungevano le grida lontane dei romani. Una cosa  certa, capitano. Se non lo convince a uscire questo, non lo far nulla.
Uscir, rispose Telemaco. Ne sono sicuro.
Quindi abbiamo finito? Aspettiamo la reazione dei romani?
Non proprio. Ci resta ancora una cosa da fare. I suoi occhi andarono alla striscia di ciottoli e alla nave da guerra tirata in secca. Raduna i carpentieri di tutte le ciurme e mandali laggi. Quella bireme deve essere pronta a salpare il prima possibile, se vogliamo che il nostro piano funzioni. Poi faremo rotta verso la costa italiana e aspetteremo che Cane abbocchi.
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Capitolo 40.
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La flotta pirata raggiunse la costa umbra due giorni dopo. Dopo la partenza da Senia si era divisa. Birria aveva portato la Olimpia a nord di Parentium, insieme agli altri tre velieri pi veloci, dove avrebbero gettato l'ancora e aspettato di avvistare i primi segni dello squadrone romano. Il resto delle navi pirata prosegu verso l'insenatura che Telemaco aveva perlustrato in precedenza, a mezza giornata di navigazione da Ravenna. Toccarono terra poco prima del crepuscolo e tirarono le navi in secca quando gli ultimi bagliori del sole sprofondarono all'orizzonte. Misero delle sentinelle nei ruderi di una fattoria sul promontorio pi vicino e sfilarono l'albero di ciascuna nave per ridurre il rischio di essere visti dal mare. Telemaco diede istruzioni severe: era vietato accendere fuochi per cucinare e agli uomini fu ordinato di non allontanarsi dalla spiaggia, in caso avessero dovuto mettere in atto una fuga veloce.
Nei tre giorni successivi, i pirati lavorarono per prepararsi all'attacco di Ravenna. Verificarono le condizioni di armi ed equipaggiamento, sostituirono le cime sdrucite e ripararono svariate fenditure non troppo grandi nello scafo della bireme catturata. Una squadra di foraggiamento fu mandata nell'entroterra e fascine di legnetti furono accatastate nella stiva della bireme. I pirati eseguirono i rispettivi compiti in un'atmosfera di quieta determinazione, mossi da un comune odio per Roma e dalla sete di vendetta. Il successo dell'attacco a Senia aveva allentato la tensione tra le ciurme rivali, e alla fine di ogni giornata gli uomini chiacchieravano amabilmente nel tragitto verso la riva, dove consumavano le loro razioni fredde. Anche quei capitani che a Petrapylae erano stati scettici riguardo al piano di Telemaco mostravano un'ammirazione riluttante verso il giovane capitano.
Mentre gli uomini lavoravano alle navi, Telemaco tenne un occhio vigile all'orizzonte. Pur essendo sicuro che Cane avrebbe accettato la loro sfida, sapeva che c'era sempre una piccola possibilit che il prefetto smascherasse il suo inganno. Se ci fosse accaduto, la sua reputazione sarebbe stata distrutta e i suoi uomini l'avrebbero maledetto per averli guidati in quell'inutile viaggio in acque ostili. Virbio e alcuni degli ufficiali pi anziani avevano apertamente contestato la sua decisione di lasciare la costa liburnica, sostenendo che avrebbero dovuto saccheggiare altri porti e altre colonie invece di nascondersi. Come se non bastassero le preoccupazioni, mancavano solo pochi giorni all'esecuzione di Nereo. Se Cane avesse ritardato la partenza, per qualunque ragione, gli sforzi di Telemaco per salvarlo sarebbero stati destinati a fallire.
Fu con un certo sollievo, dunque, che il quarto mattino sent la vedetta annunciare l'arrivo dell'Olimpia. Dopo aver ricevuto da Birria il corretto segnale di riconoscimento, Telemaco ordin ai suoi di smontare di guardia e fece segno agli altri capitani di salire a conferire sulla Tridente di Poseidone. Portarono su dalla stiva una cassa di legno e vi allargarono sopra una mappa di Ravenna, fissandola agli angoli con pietre. I capitani pirata e i loro luogotenenti si raccolsero intorno alla cartina mentre Telemaco rivolgeva loro un discorso.
Bene, fratelli, disse quando anche l'ultimo capitano fu salito a bordo. Sembra che Cane sia caduto nel nostro tranello. Birria e i suoi uomini hanno avvistato la flotta di Ravenna.
Critone fiss Birria. Sicuro che fossero loro?
Il capitano pirata annu. Li abbiamo visti ieri mattina, poco dopo l'alba. La mia vedetta ha scorto il guidone viola che sventolava dall'albero della nave ammiraglia, la Nettuno.
Vi hanno visti?
S. Hanno notato le nostre navi contro il sole nascente e puntato dritto verso di noi. Gli altri hanno invertito la rotta e sono fuggiti, invece io ho ordinato ai miei di virare e dirigerci in mare aperto. I romani hanno inseguito gli altri, proprio come speravamo.
E nessuno vi ha seguiti?
Ho tenuto un buon uomo alla vedetta, ma non hanno fatto alcun tentativo di tallonarci. Avranno senz'altro pensato che avessimo abbandonato i compagni nel momento del pericolo, cos hanno deciso di dare la caccia al grosso della forza.
Quante navi aveva con s Cane? chiese Telemaco.
Cinque biremi, pi l'ammiraglia. Tutte quelle a sua disposizione.
Allora ha funzionato. Ravenna  rimasta sguarnita. Eccitato, Critone si batt un pugno contro il palmo della mano opposta. Finalmente possiamo farla pagare a quelle fecce dei romani!
Non sar facile, disse Telemaco. Secondo l'optio che abbiamo interrogato, possiamo aspettarci un piccolo distaccamento di fanti a difesa della base.
Ma non lo sappiamo per certo, giusto? Forse Ravenna  stata lasciata del tutto sguarnita.
Lui scosse la testa. Cane potr essere testardo, ma non  un completo idiota.
Di quanti uomini stiamo parlando, a grandi linee? chiese Genzio.
Massimo una centuria, ha detto il prigioniero.
L'importante  sapere cosa dobbiamo aspettarci. L'ultima cosa che vogliamo  arrivare l e trovare una brutta sorpresa.
Birria sbuff, beffardo. Di cosa ti preoccupi, Genzio? Saranno un'ottantina a dir tanto, e noi pi di quattrocento. Quei cazzo di romani non avranno nessuna possibilit.
Forse no, intervenne Telemaco. Ma saranno ben addestrati ed equipaggiati, e coraggiosi. Se somigliano ai fanti che abbiamo combattuto a Senia, possiamo aspettarci una resistenza feroce.
Critone annu. Quando proponi di attaccare?
Stanotte, disse lui, puntando un dito verso la mappa. Salperemo al crepuscolo e ci avvicineremo al porto adottando un'ordinata formazione in linea. Io far strada sulla bireme che abbiamo catturato, con una ciurma ridotta all'osso che mi aiuti a governarla. Da lontano, e di notte, le sentinelle ci scambieranno per la flotta di Ravenna. Una volta superato il frangiflutti, incendieremo la bireme e la spingeremo verso il porto navale. Pare che ci siano diverse vecchie navi da guerra in disarmo. Bruceranno bene. Appena le vostre vedette vedranno il fuoco, voi vi affollerete nella base. Con un po' di fortuna, i fanti saranno troppo impegnati con l'incendio per capire cosa sta succedendo. Birria, Genzio, Critone: voi sbarcherete sul molo insieme alla Tridente di Poseidone. Il resto si occuper delle navi da guerra ormeggiate nel porto. Nel frattempo, io prender tre dei miei uomini per salvare Nereo e gli altri prigionieri. Calido ha detto che sono tenuti in una cella sotto il quartier generale. Se facciamo in fretta, dovremmo riuscire a bruciare le navi da guerra, salvare i prigionieri, distruggere la base e fuggire all'orizzonte prima dell'alba.
Genzio alz lentamente le sopracciglia cespugliose. E se le vedette ci smascherassero?
In quel caso ci affonderanno con le baliste, rispose schietto Telemaco. Ma non avranno motivo di sospettare di noi. Non da lontano, almeno. Di notte, al buio, non riusciranno a vedere nient'altro che le nostre vele. Per loro, saremo navi da guerra romane che tornano da una rapida vittoria sulla flotta pirata dell'Illiria.
Ma quando ci avvicineremo si renderanno conto che le nostre navi non sono romane. No?
Vero. Ma a quel punto le vedette e gli abitanti saranno distratti dalle fiamme della bireme incendiata.
Forse dovremmo prima fare una ricognizione del porto, sugger Genzio. Farci un'idea pi precisa delle difese e dei punti di forza dei romani.
Non possiamo. Non c' tempo. Per quanto ne sappiamo, Cane ha gi scoperto il nostro inganno e sta tornando indietro per intercettarci. Dobbiamo agire subito. Prima attacchiamo Ravenna, pi possibilit avremo di fuggire e tornare sani e salvi a Petrapylae dopo aver saccheggiato la base.
Genzio spost il peso del corpo da un piede all'altro. Ma significherebbe andare alla cieca. E se ci fossero pi fanti romani di guardia? O navi aggiuntive?
Telemaco fece un gran sospiro e alz le braccia in un gesto impaziente. Senti, ne abbiamo gi parlato, Genzio. Non c' altra soluzione. O facciamo cos e accettiamo i rischi, o ce ne andiamo e lasciamo l'iniziativa a Cane. Io so quale delle due preferisco.
Il pirata strinse le labbra e si zitt per un attimo. D'accordo. Vada per stanotte, allora.
Bene. Telemaco inspir a fondo e si guard intorno. Altre domande, fratelli? No? Allora vi suggerisco di tornare alle vostre navi e informare i vostri uomini. Geras, una parola.
I capitani si dispersero lentamente verso i rispettivi vascelli, finch alla balaustra laterale rimasero solo lui e Geras. Telemaco fiss negli occhi il suo secondo.
Voglio che prenda tu il comando della Tridente mentre sono sulla nave incendiaria. Pensi di farcela?
Geras osserv il suo capitano e amico. Se  lo stesso, preferirei venire con te sulla bireme.
Lui scosse la testa. Mi serve qualcuno che si occupi della Tridente in caso mi succedesse qualcosa. Devi essere tu.  chiaro?
Come vuoi, rispose l'altro, imbronciato. Non preoccuparti. La tratter bene.
Lo so. Telemaco sorrise. Avr anche bisogno di alcuni uomini che mi aiutino a portare la bireme in porto. Cinque dovrebbero bastare.
Signors, capitano. Non mancheranno i volontari per accompagnarti. Geras fece una pausa. Mi stavo solo chiedendo quando pensi di fare qualcosa riguardo a quel bastardo intrigante. Inclin la testa verso Virbio, che stava svolgendo i suoi compiti sull'altro lato del ponte della Tridente.
Telemaco si accigli. Che cosa intendi?
L'amico si avvicin, abbassando la voce. Corre voce tra i ragazzi che Virbio voglia sfidare il tuo comando. Una volta concluso l'attacco ai romani, metter la tua capitaneria ai voti.
Hai sentito questo?
Geras annu. Quella serpe traditrice sta andando in giro a comprarsi il sostegno della ciurma e a minacciare chiunque si rifiuti di appoggiarlo. Ha in programma di accumulare abbastanza voti da truccare il risultato e sbarazzarsi di te. Che bastardo. Sbuff, disgustato. Basta che dai l'ordine e lo faccio gettare fuoribordo appesantito dalle rocce. Facile facile.
No, rispose secco Telemaco. Non ancora.
Perch no? Forza, capitano. Sappiamo tutti che Virbio  un intrigante.
Non possiamo sbarazzarci di lui e basta. Non senza prove.
Ma se non lo fermi subito, si muover contro di te. Di, con i voti che ha gi, potrebbe pure vincere. Non puoi fargliela passare liscia.
Telemaco grugn e distolse lo sguardo. Nonostante il malanimo tra lui e Virbio, quest'ultimo godeva ancora dell'appoggio di molti membri della ciurma. Uomini che non l'avrebbero mai perdonato se si fosse sbarazzato di uno degli ufficiali pi esperti della Tridente sulla base di semplici sospetti. Uomini del cui sostegno aveva un grande bisogno. Stavano per imbarcarsi in una missione pericolosa, senza certezza di vittoria, e l'ultima cosa che Telemaco voleva era una lite intestina tra l'equipaggio nell'esatto momento in cui dovevano essere uniti contro il nemico comune. E poi, ragion, Virbio era un abile combattente. La sua esperienza sarebbe stata utile nell'imminente battaglia contro i fanti.
Pi avanti, disse infine. Adesso non  il momento. Prima dobbiamo sistemare le cose con Roma. Poi mi occuper di Virbio.
...
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Capitolo 41.
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Era scesa la notte e una luna quasi piena splendeva sulla bireme che si avvicinava alla riva. Ritto sulla prua della nave da guerra, Telemaco strizz gli occhi verso l'orizzonte. Di fronte a loro, a non pi di un miglio di distanza, c'era il faro che segnalava l'entrata del porto di Ravenna. Un braciere bruciava sul tetto, immergendo l'alta struttura di pietra in una luce aranciata. Pi avanti, Telemaco vedeva altri due bracieri ardere alle estremit del frangiflutti per guidare le navi nel porto. Il resto della flotta pirata veleggiava a meno di un miglio dietro di loro, mantenendo una formazione compatta. Alla luce della luna e delle stelle, e in lontananza, se tutto fosse andato bene, sarebbe stata scambiata per la flotta di Ravenna di ritorno da una facile vittoria sui pirati illirici.
Cinque uomini si erano offerti di accompagnare Telemaco sulla nave incendiaria, quanti bastavano per manovrare la vela e pilotare l'imbarcazione. Per non svelare l'inganno, avevano rinunciato ai soliti abiti stravaganti e sostituito le tuniche colorate e il variopinto assortimento di armi ed equipaggiamento con l'uniforme e le armi in dotazione ai marinai e ai fanti romani. Telemaco indossava una tunica marrone e una cintura di cuoio, mentre Castore era vestito da ufficiale romano, con mantello dell'esercito, e gambiere ed elmo da legionario sottratti a un membro della guarnigione di Senia. Anche le altre ciurme facevano la loro parte, avanzando con i guidoni neri abbassati e le navi disposte in fila ordinata invece che nella formazione pi libera preferita dai pirati.
Telemaco and a poppa in cerca di Basso. Quando arriveremo al porto?
Il tracio lanci uno sguardo alla vela e socchiuse gli occhi verso la massa scura della costa. Tra circa mezz'ora, capitano. Forse di meno, se questo vento regge.
Speriamo che lo faccia, borbott Castore. Meno tempo restiamo su questa pira funebre e meglio .
Telemaco gli gett un'occhiata obliqua e vide che stava fissando con ansia il boccaporto di prua. Mezza dozzina di grosse fascine di legna, lino e vecchia tela olona era ammassata nella stiva, cosparsa d'olio e pece per far s che il fuoco si propagasse in fretta. Il tempismo dell'attacco era cruciale. Non appena la bireme avesse superato il frangiflutti, il resto della flotta pirata si sarebbe lanciata in avanti a vele spiegate. Nel frattempo, Telemaco avrebbe acceso i fuochi nella stiva e indirizzato la bireme verso le navi ormeggiate. L'incendio avrebbe distolto l'attenzione dei romani dall'entrata del porto quanto bastava perch la flotta entrasse nella base navale e sbarcasse sulla banchina. Una volta che i difensori fossero stati uccisi o imprigionati, i pirati sarebbero stati liberi di mettere a sacco la base.
Ma anche mentre rifletteva sul suo piano, Telemaco avvert una fitta di dubbio. E se i romani non fossero caduti nel tranello? Forse in quel preciso momento il nemico stava organizzando le difese, pronto a respingerli non appena fossero arrivati a portata delle baliste installate all'entrata della base. I pirati sarebbero finiti in una trappola mortale. Molte delle loro navi sarebbero state affondate o danneggiate prima che potessero invertire la rotta e fuggire. La fragile alleanza tra i capitani pirata dell'Illiria non sarebbe sopravvissuta a una sconfitta cos schiacciante. Cane sarebbe stato libero di rafforzare la sua flotta e dare la caccia alle ciurme una per una. E Nereo sarebbe stato giustiziato...
Scosse la testa per scacciare quei pensieri oscuri. Non c'era motivo di dubitare del suo piano. I fanti di marina dovevano aspettarsi una facile vittoria sulle navi male armate dei pirati e non sarebbero stati sorpresi di veder riapparire la flotta romana cos presto dopo la sua partenza da Ravenna. L'inganno sarebbe diventato evidente solo quando Telemaco e i suoi si fossero avvicinati al porto navale, e a quel punto sarebbe stato troppo tardi.
Ormai non manca molto, disse a bassa voce con lo sguardo rivolto al faro.
Arriveremmo molto prima se sciogliessimo un altro terzarolo dalla vela, borbott Castore, lanciando un'occhiata all'albero.
Non possiamo. Telemaco indic il mare dietro di loro, le vele del resto della flotta a stento visibili nella penombra grigia. Precederemmo di troppo gli altri.
Ma prima arriviamo alla base e prima possiamo appiccare fuoco a questa roba e andarcene. E meno possibilit ci sono che i romani scoprano il nostro gioco.
Lui riflett, poi scosse la testa. Siamo una flotta che torna vittoriosa. Se sembrassimo di fretta, le vedette potrebbero insospettirsi. Non possiamo correre quel rischio.
Lo corriamo comunque. Se le vedette ci scoprono, non passeremo mai dall'entrata.
Non ci scopriranno. Fidati di me. Telemaco guard il quartiermastro. Senti, anche io non vedo l'ora di scendere da questa bagnarola e dare una lezione a quei bastardi, ma dobbiamo fare la nostra parte.
Speriamo. Castore indic gli altri con il mento. I ragazzi fremono per combattere, capitano.
Avremo la nostra resa dei conti, lo rassicur Telemaco. In un modo o nell'altro, i nostri problemi con Roma finiscono stanotte.
Il quartiermastro grugn e sput sul ponte. Peccato solo che Cane non sia qui ad assistere. Mi sarebbe piaciuto inchiodarlo per le palle, quello stronzo aristocratico.
Non ce ne sar bisogno. Telemaco gli rivolse un sorriso. Quando l'imperatore scoprir che la sua base imperiale  stata distrutta, lo far lui per noi.
Speriamo.
Mentre aggiravano il frangiflutti, la piccola ciurma pirata si schier lungo la balaustra laterale o rimase dritta accanto all'albero a fissare il porto davanti a s. Decine di navi mercantili erano ormeggiate lungo la banchina, le funi intricate degli alberi e dei pennoni illuminate fiocamente dalle torce e dai bracieri che guizzavano nell'ampia via principale. Nonostante le recenti razzie sulla costa illirica, non sembravano esserci state grandi interruzioni nei commerci da cui dipendevano le fortune di Roma. Persino a quell'ora tarda, squadre di stivatori stavano lavorando sodo per scaricare dalle onerarie attraccate un flusso costante di merci e beni esotici, molti dei quali destinati alle ricche tenute e citt dell'interno.
In fondo alla banchina principale c'era l'entrata della base di Ravenna. Diverse navi postali romane e imbarcazioni da pattuglia leggere erano all'ancora, mentre pi lontano ancora una mezza dozzina di navi da guerra era stata tirata in secca per le riparazioni. Due triremi pi grandi, inadatte al servizio, erano ormeggiate l'una dietro l'altra a un'estremit della banchina. Alle loro spalle si ergeva una schiera di magazzini, capannoni e laboratori di carpentieri. Dall'altra parte della piazza d'armi Telemaco intravide la caserma, accanto a una struttura pi imponente che, comprese, doveva essere il quartier generale della flotta. Da qualche parte sotto quell'edificio c'era la cella in cui erano detenuti Nereo e gli altri prigionieri, e sent il cuore accelerargli al pensiero di rivedere finalmente il fratello.
Un rumore improvviso riport la sua attenzione sul fronte del porto. Guard il punto in cui una piccola folla di abitanti si era raccolta sulla banchina per accogliere l'arrivo degli eroi. Le famiglie urlavano e salutavano con le mani gli uomini sul ponte, sopraffatte dalla gioia di vedere la flotta che tornava cos presto dopo la partenza. Molti altri stavano in piedi davanti alle porte della base navale, con i pugni in aria per festeggiare. I pirati fissarono incerti la folla esultante, come se non sapessero bene che fare.
Cosa state aspettando? sbott Telemaco. Salutate anche voi, idioti! Si suppone che abbiamo appena vinto una grande battaglia, cominciate a comportarvi di conseguenza!
Castore e gli altri ricambiarono i saluti con finto entusiasmo, agitando le braccia e sorridendo nervosi. Telemaco riport l'attenzione sul posto di guardia fortificato, ma non c'era traccia di proiettili incendiari in preparazione e i fanti non parevano subodorare il trucco. Appena la bireme si fu allontanata dal frangionde, lui si volt verso il timoniere e indic le due navi da guerra ormeggiate lungo la banchina navale.
L! Punta verso quelle triremi.
Il timoniere fece forza con le gambe e tir l'enorme pala di legno, in modo da girare la bireme fino ad allineare la sua prua alla nave da guerra. Nel bagliore fioco delle torce, Telemaco scorse numerose figure che arrivavano dalla piazza d'armi per dare il bentornato ai compagni vittoriosi. Le loro grida eccitate giunsero nitide nell'aria notturna, e lui si costrinse a salutare con la mano, nonostante il martellio del cuore nel petto. Quando la bireme fu a poche centinaia di passi dalla base, si volt e fece un cenno con il mento a Basso.
Accendi quei fuochi. Svelto!
Signors, capitano.
Il tracio corpulento estrasse una scatolina di legno e and verso il boccaporto di prua, scomparendo sottocoperta. Poco dopo, risal di corsa la stretta rampa di scale, seguito da un sottile filo di fumo che filtrava dall'apertura. Il fumo si inspess in una vorticosa nuvola grigia a mano a mano che il fuoco si impadroniva della stiva. I fanti schierati sulla banchina non sembrarono notare nulla di strano e, mentre la bireme proseguiva con calma verso la base navale, Telemaco lanci un grido agli altri pirati.
Nella barca! Subito! Scendiamo da questa bastarda!
Nel giro di un istante la ciurma recuper la lancia ausiliaria trainata dalla bireme. Mentre dal boccaporto uscivano zaffate di fumo, gli uomini scavalcarono la balaustra e si calarono lungo la fune per poi lasciarsi cadere nella lancia, finch sul ponte rimasero solo Telemaco e il timoniere. Quest'ultimo guard il capitano con aria interrogativa, e lui indic la balaustra, urlando per farsi sentire sopra il crepitio delle fiamme che infuriavano nella stiva.
Prima tu! Qui finisco io. Vai!
Il timoniere annu e si precipit fuoribordo. Telemaco afferr la pala di governo e la leg al dritto di poppa per assicurarsi che la bireme mantenesse la rotta. Dietro di lui l'incendio si propagava con rapidit sconvolgente. Le lingue di fuoco che uscivano dall'apertura del boccaporto avvolsero il ponte di coperta e divorarono le costole. Il calore era spaventoso, e lo sentiva battere sulla schiena mentre legava la pala. Quando ebbe finito, corse alla balaustra e si cal lungo il fianco della nave, con gli occhi che gli lacrimavano e la gola che gli bruciava per il fumo acre. Sulla scaletta di corda, respirava a fatica. Un attimo dopo croll nella poppa della lancia, tossendo e strozzandosi, e la ciurma part subito, allontanandosi freneticamente a remi dal vascello avvolto dalle fiamme.
Telemaco riprese fiato, si asciug le lacrime dagli occhi e si guard intorno. La bireme procedeva svelta verso le navi da guerra ormeggiate, aiutata dall'alito di vento che soffiava dal mare. Ormai l'incendio aveva coinvolto quasi tutto il ponte, trasformando l'albero, i pennoni e il sartiame in un ardente triangolo arancione. Il panico si sparse presto tra i fanti sulla banchina. Alcuni fuggirono in direzione della caserma per dare l'allarme, gli altri afferrarono le asce e si precipitarono verso una delle triremi per tagliare i cavi di ormeggio nel disperato tentativo di sottrarla alla traiettoria della nave infuocata. Non c'era tempo, per, e i fanti si dispersero appena prima che la bireme la travolgesse in un'esplosione di schegge. Lo sperone si schiant contro il fianco della nave da guerra pi grande e i due vascelli rimasero incastrati, in un putiferio di scintille infiammate. Il fuoco si impossess quasi subito della trireme, divor il corso di fasciame e la balaustra e soffoc i ponti di fumo denso.
S! url Basso, eccitato, alzando il pugno in aria. Brucia!
Mentre le fiamme avvolgevano la trireme, una squadra di fanti arriv di corsa dai magazzini con secchi d'acqua e sacchi di stoffa per inumidire l'incendio. I loro sforzi nulla poterono contro l'intensit delle vampe, per, e la seconda trireme aveva gi preso fuoco.
Proprio in quel momento si alz un grido dalla ciurma e Telemaco si volt verso l'entrata del porto per vedere la Tridente di Poseidone che aggirava veloce il frangiflutti. Sulla banchina, diversi spettatori avevano dato le spalle agli incendi che infuriavano nella base navale e stavano urlando allarmati alla vista dei vascelli pirata in avvicinamento. Gran parte di loro si gir e fugg lungo la via principale. Alcuni lanciarono avvertimenti ai fanti, ma le loro voci si persero nel boato delle fiamme e le navi proseguirono, indisturbate, ammainando le vele e tirando fuori i remi, dritte verso la base navale.
Telemaco indic la Tridente agli uomini stretti sulla lancia. L! Portateci l!
Con uno sforzo maggiore, la ciurma rem verso la nave. La squadra di sbarco della Tridente si era ammassata sul ponte di prua e svariati uomini chiamavano a gran voce i compagni indicando la lancia che beccheggiava nel porto. La Tridente alter appena la sua traiettoria per portarsi accanto alla barca, gli altri vascelli proseguirono invece verso i bersagli intorno alla base. Una scala di corda fu calata in fretta e furia, e i pirati si arrampicarono sul fianco della nave. Telemaco sal per ultimo, atterrando sul ponte accanto agli altri. Si rialz dal tavolato consunto e prese fiato mentre Geras arrivava di corsa.
Capitano. Ce l'avete fatta. Il secondo di bordo sorrise con evidente sollievo. Grazie agli di.
Telemaco sogghign. Il fuoco dovrebbe tenerli occupati. Adesso finiamo il lavoro. Indic una parte della banchina lontana dall'incendio. Portaci laggi. Sbarcheremo sul molo e uccideremo i bastardi.
Signors, capitano. Geras si volt e url agli uomini impegnati a remare: Avete sentito il capitano! Pi in fretta, pigri bastardi! O domani per colazione mi mangio la vostra cotenna!
Mentre la Tridente di Poseidone si avvicinava al molo, Telemaco allacci in fretta la corazza di cuoio, prese falcata e brocchiero e poi raggiunse la squadra di saccheggio sul ponte di prua. Su entrambi i lati vedeva le navi capitanate da Perimede, Scilla e gli altri capi pirata puntare verso i vascelli ancorati nel porto; l'Olimpia, la Lico e l'Achille, la nave sotto il comando di Genzio, proseguivano invece verso la banchina. Davanti a loro, alcuni fanti si erano finalmente accorti della flotta pirata in avvicinamento e avvertirono i compagni. Gli uomini impegnati a lottare con il fuoco mollarono i secchi d'acqua e afferrarono le armi, e furono presto seguiti da una grossa truppa di fanti che arriv di corsa dalla piazza d'armi. Telemaco ne cont pi di cento.
Non promette bene, borbott Castore.
Geras si accigli. E quelli da dove sbucano? Non dovevamo trovare solo un piccolo distaccamento?
Cos aveva detto il prigioniero. Il bastardo deve aver mentito.
La vista dei romani che sciamavano dalla piazza d'armi gli gel il sangue nelle vene. Telemaco strinse i denti e si maledisse in silenzio per non aver messo in conto la possibilit che Cane avesse lasciato pi uomini a difesa di Ravenna. Poi il momento pass e fece un respiro profondo.
Siamo comunque tre volte tanti, rispose con calma, abbastanza forte per farsi sentire dagli altri. Abbiamo affrontato di peggio e vinto, ragazzi!
Tese i muscoli e sent la familiare secchezza in bocca alla prospettiva della battaglia, l'eccitazione mischiata all'orribile paura della morte o di restare azzoppato da qualche tremenda ferita.
Mentre la Tridente copriva l'ultima distanza, si volt verso i suoi uomini. Allora, ragazzi. Sapete tutti cosa fare. Picchiate duro e in fretta, e non date tregua ai nemici. Togliete di mezzo quell'accozzaglia miserabile e poi godetevi il saccheggio!
I pirati pi giovani esplosero in un urlo di eccitazione. I pi esperti sapevano che era meglio non sottovalutare le file compatte dei romani e fissarono cupi il molo davanti a loro, sempre pi vicino. Poi Geras grid un ordine e i remi furono subito rientrati con un grattare sordo di legni.
Telemaco si tenne forte quando la Tridente si ferm con uno scossone accanto alla banchina, sbalzando gi diversi uomini. Ritrovato l'equilibrio, il capitano pirata scavalc la murata con un salto, atterr sul molo e punt la falcata contro i fanti che si stavano schierando pi avanti.
Forza, ragazzi! Gettatevi nella mischia!
...
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Capitolo 42.
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...
I pirati stavano ancora scavalcando la balaustra quando i fanti partirono alla carica dalla piazza d'armi. Il loro comandante lanci un ordine e i romani armati di giavellotti tirarono indietro il braccio. Telemaco vide subito il pericolo e url ai suoi uomini: Alzate gli scudi!
Un attimo dopo, i fanti scagliarono le armi da distanza molto ravvicinata e un torrente di aste dalla punta di ferro sfrecci nell'aria. La maggior parte dei colpi raggiunse il bersaglio, rimbalzando sui bordi curvi degli scudi o perforando le strisce di legno rilegato in pelle. Gli uomini pi lenti a reagire gridarono, trafitti. Alcuni furono uccisi prima ancora di arrivare sulla banchina, impalati mentre si arrampicavano a riva. Molti altri caddero a terra intorno a Telemaco, stringendo le aste che spuntavano dai torsi o dagli arti e lanciando grida di aiuto. Lui continu a correre, riservando loro solo un rapido sguardo.
I fanti ebbero tempo di lanciare un'altra serie di giavellotti prima che gli uomini della Tridente di Poseidone piombassero su di loro, facendoli a pezzi e pugnalandoli con ferocia. Telemaco avanz in testa alla mischia e attacc l'uomo dritto di fronte a s, un optio tozzo con il volto solcato da cicatrici profonde. Era chiaramente un soldato esperto e intu subito le sue intenzioni, cos alz lo scudo per deviare il colpo. La falcata rimbalz sulla borchia con un suono metallico e, prima che il pirata potesse recuperare l'equilibrio, il romano brand la spada, obbligandolo a indietreggiare mentre parava il colpo con un rumore stridente.
Adesso tocca a me! ringhi lui.
Tent un affondo basso, costringendo il romano a riorientare lo scudo. Telemaco ne approfitt per afferrare il bordo superiore con le dita e strattonarlo gi. Il nemico grugn di dolore quando la parte inferiore gli sbatt sul piede, frantumando l'osso, e senza dargli tregua lui affond la spada nel piccolo interstizio comparso sopra lo scudo. La lama colp il romano alla gola e il sangue schizz dalla ferita profonda, spruzzandogli il davanti dell'armatura a piastre. L'uomo riusc a emettere un gorgoglio strozzato e poi croll a terra. Nel frattempo un altro fante avanzava per prendere il suo posto.
Quell'avversario si mostr pi cauto e tenne alto lo scudo mentre tentava un affondo misurato. Telemaco tir indietro la testa e la lama lo manc per un soffio, sfregando sulla parte superiore del brocchiero. Il fante schiuse le labbra in un ghigno perfido e si prepar a colpire di nuovo. Prima che ne avesse modo, per, un pirata dal fisico possente arriv facendo roteare l'ascia e, con un ruggito trionfante, gli affond la lama nella spina dorsale. Telemaco ebbe giusto il tempo di alzare il mento per ringraziarlo prima che il grido del pirata fosse mozzato da un altro fante che lo trafisse allo stomaco con la punta di una lancia, perforandogli gli organi vitali.
Telemaco sollev lo scudo e si acquatt appena, guardandosi intorno. L'impeto iniziale dell'attacco si era smorzato e, malgrado i due schieramenti fossero equilibrati dal punto di vista numerico, le armature leggere dei pirati e le loro rudimentali abilit con la spada non potevano competere con l'addestramento e l'equipaggiamento superiori dei romani. A poco a poco gli uomini della Tridente furono spinti indietro mentre la destrezza degli avversari cominciava a volgere le sorti della battaglia a loro favore. Telemaco vide sempre pi pirati cadere intorno a s, la banchina divenne scivolosa per via del sangue. Gli uomini della guarnigione di Ravenna si stavano rivelando avversari ostinati, e anche nel corso del combattimento prov per loro una riluttante ammirazione. Poi guard dietro di s e, con grande sgomento, not che i pirati erano stati respinti fin quasi al bordo della banchina. Se il resto della flotta non fosse sbarcato presto, lui e i suoi uomini rischiavano di essere sopraffatti.
Non date quartiere! grid loro, incoraggiandoli. Tenete duro, ragazzi!
I pirati si avventarono sul nemico con rinnovata determinazione. Ma nonostante i loro sforzi, sempre pi uomini della Tridente furono uccisi mentre i romani contrattaccavano con la cupa disperazione di chi lotta per la propria vita. Oltre una decina di pirati era gi caduta e altri giacevano a terra, tamponandosi le ferite. In mezzo alla ressa di corpi e punte di spada guizzanti, Telemaco scorse il giovane Longaro chiedere aiuto a gran voce, un attimo prima di scomparire travolto da stivali romani. Sopra le urla sent il comandante nemico che spronava i suoi uomini.
I bastardi ci stanno respingendo, ringhi Geras tra respiri affannosi. Non potremo tenerli a bada ancora a lungo, capitano.
Proprio in quel momento un'acclamazione gutturale si lev tra i pirati e, lanciando un'occhiata alla banchina, Telemaco vide l'Olimpia infilarsi nell'attracco vicino alla Tridente di Poseidone. La ciurma super con un balzo la distanza dal pontile e fiss i cavi di ormeggio, poi la passerella fu abbassata e, con un folle ruggito, Birria apparve in testa all'ammasso di pirati armati fino ai denti. Si lanciarono di corsa nella battaglia, attaccando i fanti con una serie di affondi feroci e colpi selvaggi. L'ufficiale romano grid ai suoi di mantenere la posizione, ma nonostante i loro sforzi furono spinti indietro a poco a poco dalla semplice forza numerica degli avversari. Presto anche gli uomini di Scilla sbarcarono sul molo e, sotto quella pressione incessante, la resistenza dei fanti alla fine croll.
Ci siamo! url Telemaco. Li abbiamo in pugno!
I fanti pi lontani capirono che la battaglia era persa e si ritrassero dalla banchina. I loro compagni furono presto sopraffatti, molti vennero massacrati prima di potersi voltare e fuggire. Altri alzarono le braccia in segno di resa, ma i pirati non erano in vena di mostrare clemenza. Tutti gli appelli vennero ignorati e i nemici furono brutalmente massacrati sul posto. Un gruppo di pirati corse a inseguire i fanti di marina fuggiaschi, uccidendoli mentre tentavano di ritirarsi nella piazza d'armi. Sull'altro lato del porto, le ciurme restanti avevano raggiunto le navi alla fonda e fili di fumo cominciarono ad alzarsi nel cielo non appena i pirati diedero fuoco alle stive.
Grazie agli di, disse Geras, la fronte lucida di sudore. Birria ce ne ha messo, per, per raggiungerci. Non posso dire di essere colpito dal tempismo degli altri capitani.
No, rispose secco Telemaco. Non era il momento di assecondare la futile rivalit tra le bande. Virbio!
Il pirata si avvicin, ansimando pesantemente. Telemaco fiss gli occhi su di lui e indic il corpo di guardia.
Prendi un po' di uomini e vai a occuparti delle guardie. Voglio che ripuliate pure le caserme. Dopo aver fatto quello, potete cominciare a incendiare la base. Magazzini, capannoni, laboratori. Bruciate tutto. Sono stato chiaro?
Signors, capitano.
L'ufficiale della Tridente si allontan in tutta fretta, chiamando un gruppetto di pirati occupati a saccheggiare i cadaveri disseminati sulla banchina l vicino. Questi si infilarono la refurtiva nelle fasce e lo seguirono verso il corpo di guardia. Pi indietro, un reparto di fanti stava opponendo un'ultima, strenua resistenza agli uomini di Birria, ma l'arrivo del resto delle navi pirata era stato decisivo e i romani rimasti avevano il destino segnato. Ormai si trattava solo di uccidere i pochi sopravvissuti e provvedere alla completa distruzione della base.
Mentre gli altri si allontanavano, Telemaco chiam Geras e Basso. Voi due, disse. Seguitemi. Andiamo a liberare i prigionieri.
Si avviarono a passo spedito attraverso la piazza d'armi, lasciando la scaramuccia per dirigersi verso il quartier generale della flotta. Di fronte a loro una folla confusa di guardie, ufficiali e marinai fuori servizio stava abbandonando la base dall'entrata principale, scomparendo nelle strette viuzze scure di Ravenna. Telemaco spost l'attenzione sul quartier generale e in un attimo individu la discreta porta borchiata al lato dell'edificio, usata per accedere alle celle che si diramavano sottoterra. Era proprio come aveva detto il prigioniero. Davanti c'erano tre guardie che, con le lance pronte, fissavano ansiosi i compagni fuggire verso la porta.
Uno dei tre si volt e grid ai compagni: Scendete a uccidere i prigionieri!
Subito, i due fanti scattarono e spalancarono la porticina. Telemaco sent la gola stringersi dalla paura quando li vide scomparire nel pertugio buio e cominci a correre, gridando come un pazzo: Prendeteli! Fermate quei bastardi!
Corse in testa ai compagni, il cuore che gli martellava nel petto, mosso dall'impulso disperato di impedire ai romani di uccidere suo fratello. Alz lo scudo e si lanci contro la guardia rimasta fuori, abbattendola, poi si precipit nella penombra, strizzando gli occhi alla luce tremolante delle torce affisse con le staffe alla parete. In pochi istanti arriv ai piedi delle scale di pietra. Una stretta galleria gli si apriva davanti, illuminata fiocamente dalle torce, con numerose celle su entrambi i lati. I due fanti erano di fronte alla porta in fondo, uno dei due stava togliendo la spranga mentre l'altro stringeva la spada corta e si preparava a uccidere i prigionieri.
No! Fermi dove siete, cazzo! url Telemaco, scattando in avanti.
Al suono della sua voce, la guardia pi vicina ruot su s stessa, abbass la spada e si prepar all'attacco. Telemaco sollev lo scudo, piegando il mento verso il petto per difendersi dal colpo. La punta della spada ribalz sul brocchiero con un suono metallico, e lui prosegu la sua corsa. Il romano grugn quando il brocchiero lo colp nel diaframma, sbattendolo a terra. Prima che potesse rialzarsi, Telemaco piomb su di lui e gli affond la falcata in un occhio, conficcandogliela nel cranio e uccidendolo all'istante. Ritrasse l'arma con un sibilo proprio nel momento in cui Geras e Basso lo superavano di corsa e si avventavano sulla seconda guardia.
La luce tremolante delle torce proiettava ombre sulla parete mentre lo uccidevano nello spazio angusto della galleria. Dopo averlo sbattuto contro il muro di pietra, Geras gli piant l'arma nell'inguine e la rigir crudelmente. Il fante si contorse e gemette, e nel frattempo Basso gridava e lo colpiva pi volte con l'ascia. Gliela abbatt un'ultima volta sul cranio, quasi stesse tagliando la legna, poi alz lo sguardo per incontrare quello divertito di Geras.
Che c'? sbott.
Io dico che  morto, Basso.
Forza, ordin Telemaco, rinfoderando la spada. Non c' tempo da perdere. Svelti!
Si fiond alla porta della cella, e Basso si spost di lato per farlo passare. Dall'interno giungevano voci sommesse e il cuore gli martellava smanioso nel petto mentre toglieva la spranga e apriva la porta.
Al suo ingresso, un odore rancido di merda, piscio e sudore gli riemp le narici. In alto sulla parete di fondo, una finestrella minuscola chiusa da una grata lasciava filtrare solo un filo di luce della luna. Nell'angolo vicino c'era un secchio traboccante di escrementi umani e accanto un paio di luridi pagliericci. Numerose sagome scure erano rannicchiate insieme al centro della stanza, e alla vista di Telemaco l'uomo pi vicino si tir indietro, facendo tintinnare le catene intorno alle caviglie e ai polsi.
Sono quei fottuti romani, ringhi in greco. Sono venuti a prenderci. Siamo spacciati, ragazzi.
Con un'occhiata veloce, Telemaco si accorse di colpo che lui e Geras avevano ancora indosso l'uniforme della marina romana. Abbass lo scudo e sorrise alla figura tremante che aveva di fronte. Ne sei sicuro?
L'uomo esit un istante. Poi si fece avanti piano piano e sbirci con cautela il suo avambraccio. Un attimo. Quel marchio. Lo conosco. Guard meglio, sgranando gli occhi. Sei della Tridente di Poseidone?
Il giovane capitano annu. Sono Telemaco, comandante della Tridente. Questi sono i miei uomini, Geras e Basso.
Il prigioniero fece un gran sorriso. Io mi chiamo Duras. Come ci avete trovati?
Non c' tempo per questo, rispose Telemaco. Vi spiegheremo tutto pi tardi. Adesso dobbiamo muoverci. Siamo venuti a salvarvi.
Duras sospir di sollievo e sorrise, mostrando diversi buchi tra i denti. Alla luce fievole della cella, Telemaco vide che aveva il corpo ricoperto di piaghe e lividi, i capelli raggrumati in ciocche insanguinate. Grazie agli di, gracchi. Avete sentito, ragazzi? Siamo salvi!
Alcuni dei prigionieri sussurrarono eccitati e sollevati. Altri erano troppo deboli per parlare e dovettero far ricorso a tutte le loro forze per mettersi seduti e alzare le teste a guardare i liberatori. Telemaco lanci un'occhiata ai loro volti tesi e corrug la fronte.
Dov' mio fratello? Nereo?
Duras tir su con il naso e abbass il capo. L'hanno portato via.
Un terrore gelido lo trafisse come un coltello. Telemaco fiss il prigioniero. Quando?
Qualche giorno fa. Duras si gratt la barba incolta. Due guardie sono venute a prenderlo al mattino, appena prima dell'alba. Tipi crudeli, dei veri pezzi di merda. Nereo pensava che l'avrebbero ucciso, invece hanno solo riso e detto che avevano l'ordine di portarlo sulla nave ammiraglia. Dicevano che Cane voleva farlo salpare insieme alla flotta.
Perch? chiese Telemaco.
Duras lo guard. Una delle guardie ha detto che Cane ti aveva riservato una sorpresa speciale. Avrebbe annientato la tua flotta in battaglia e poi avrebbe ucciso Nereo sotto i tuoi occhi. Dicevano che era impaziente di vedere la tua faccia mentre lo guardavi morire.
No... no!
Telemaco serr le mani in pugni stretti e tremanti. In quel momento prov un odio furioso verso Cane e seppe che non c'era alcuna morte che il prefetto di Roma non meritasse, nessuna tortura che fosse troppo orribile per lui. Con disperazione, si rese conto che non c'era pi modo di salvare suo fratello. Di certo, appena Cane avesse appreso della distruzione della base di Ravenna, l'avrebbe messo a morte. I suoi sforzi erano stati vani.
Capitano, disse Geras in tono sommesso, dopo un attimo. Dobbiamo andarcene da qui. Lasciare Ravenna prima del ritorno di Cane.
S. Telemaco inspir a fondo, accantonando la rabbia oscura e il dolore che gli vorticavano nel petto. Fece un cenno con il mento a Duras. Riesci a camminare?
Ce la far. Ma alcuni sono messi male.
I miei uomini vi aiuteranno. Telemaco indic il vano della porta. Le nostre navi ci aspettano sulla banchina. Vi faremo salire a bordo e salperemo da qui appena avremo finito di saccheggiare la base.
E le guardie? chiese Duras.
Ci abbiamo gi pensato, rispose Geras, indicando il corridoio con un pollice.
Duras fece una smorfia. Peccato. Mi sarebbe piaciuto vederli soffrire. Le cose che quei bastardi crudeli ci hanno fatto....
Telemaco si lasci cadere in ginocchio accanto a lui e sfil i perni dalle sue manette. Poi fece lo stesso con gli anelli alle caviglie mentre Geras e Basso facevano il giro della stanza maleodorante per liberare gli altri prigionieri.
Duras si massaggi i polsi gonfi e annu debolmente. Grazie. Storse la bocca. Mi dispiace per tuo fratello. Per quel che vale, era un bravo ragazzo. Tosto. Non si  mai lamentato, non ha mai mostrato a quei bastardi romani la minima paura.
Telemaco riusc a fare un sorriso triste. Sembra proprio il Nereo che conosco. Forza. Usciamo da questo buco puzzolente.
Gli porse la mano. Duras la prese, lasciandosi tirare in piedi con una smorfia di dolore. Poi il capitano pirata gli pass un braccio intorno alla schiena e uscirono piano piano dalla cella, con gli altri prigionieri che si trascinavano qualche passo dietro di loro. Molti erano cos pesti e denutriti che a stento si reggevano in piedi, e fu con una lentezza dolorosa che tornarono indietro lungo la galleria.
Telemaco sent un odio gelido chiudersi intorno al suo cuore mentre risalivano la stretta rampa di scale che portava all'entrata delle segrete. Pens a Nereo, incatenato nella stiva dell'ammiraglia romana, in attesa di subire una morte dolorosa. La sua rabbia si indur e giur di vendicarsi di Cane per ci che aveva fatto, promettendo agli di che l'avrebbe fatto soffrire per la sofferenza che aveva causato. A qualunque costo.
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Capitolo 43.
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Quando i pirati emersero dall'edificio del quartier generale, le prime fioche luci dell'alba stavano orlando l'orizzonte. Fuori, la distruzione della base di Ravenna era gi a buon punto. Gli incendi erano scoppiati nei capannoni mentre gruppi armati di torce correvano da un edificio all'altro, appiccando fuoco alle scorte di sartiame, pennoni e tela olona. Un'altra ciurma, capeggiata da Critone, era sbarcata sulla banchina principale e aveva razziato i depositi di grano e i magazzini commerciali. Nonostante i pirati avessero ricevuto l'ordine tassativo di lasciare indenne la popolazione, Telemaco aveva messo in conto che qualcuno gli avrebbe disobbedito, e infatti urla femminili si alzavano nell'aria a causa di un manipolo di pirati che saccheggiava le case pi vicine, spinto da un misto di avidit e lussuria.
Nei pressi della banchina, alcuni equipaggi si occuparono delle navi da guerra tirate in secca: rovesciarono vasche di catrame bollente sugli scafi per poi accostarvi le torce e lasciare che le fiamme consumassero, rapide, le costole intrise di pece. In poco tempo, il fragore del fuoco e le nuvole di fumo spinsero indietro gli assalitori, che partirono in cerca di nuove prede. Altre squadre trasportavano il bottino: i forzieri contenenti i salari della guarnigione e le ampie scorte di proiettili di piombo, aste di giavellotti e faretre.
Il mattino avrebbe svelato la piena portata della distruzione. Della base navale non sarebbe rimasto nient'altro che gli edifici distrutti e le costole annerite delle navi da guerra. Roma avrebbe impiegato mesi per riparare tutto, con costi enormi per le finanze imperiali. E poi c'era il danno incalcolabile inflitto all'orgoglio arrogante dei romani. Lo sconvolgente assalto di Ravenna sarebbe vissuto a lungo nella memoria di ogni cittadino.
Telemaco osserv la scena con un compiacimento permeato di disperazione. L'attacco non avrebbe potuto andare meglio. Ma qualunque piacere causato dalla vista delle navi da guerra in fiamme era stemperato dalla consapevolezza che il suo tentativo di salvare il fratello era fallito. Nereo non era pi l. Entro poche ore sarebbe stato quasi di certo messo a morte, e lui non poteva fare nulla al riguardo. Attaccare la flotta romana in mare aperto era fuori discussione. Se anche fosse riuscito a convincere gli altri capitani a seguirlo, era quasi sicuro che Cane avrebbe ucciso suo fratello prima che potesse raggiungerlo. Non c'erano speranze, ammise con rabbia.
In piedi a braccia conserte accanto alla passerella della Tridente di Poseidone, tre marinai di coperta osservavano con invidia i compagni che seminavano distruzione. Telemaco lanci un grido al carpentiere.
Fa' salire a bordo questi uomini, Proculo, disse, indicando la fila di prigionieri inzaccherati. Portali nella stiva e assicurati che siano sfamati e vestiti. Prendi la cassetta delle medicine e cura le loro ferite meglio che puoi.
Signors, capitano.
Mentre i primi cominciavano a trascinarsi sulla passerella, Telemaco si guard intorno e vide Virbio avvicinarsi a passo felpato, seguito da un gruppetto di uomini della Tridente. Il pirata lanci un'occhiata veloce ai prigionieri e inarc un sopracciglio. Hai trovato tuo fratello, capitano?
Telemaco scosse la testa, deciso a non lasciar trasparire il malumore. Cane l'ha portato via. Non c' niente da fare. Che mi dici delle difese?
Gli incendi sono tutti appiccati. Birria ha mandato qualcuno al posto di guardia per distruggere le catapulte. Ai romani ci vorr un bel po' per rimettere in piedi questo posto e farlo ripartire.
Avete fatto prigionieri?
Alcuni di quei cani romani si erano barricati in una delle caserme. Ho detto ai ragazzi di sigillare le uscite e dare fuoco all'edificio. Bruceranno belli lenti.
Allora il nostro lavoro qui  quasi finito. Telemaco indic con il mento la base devastata. Raduna gli uomini e passa la voce agli altri capitani. Voglio tutti schierati sulla banchina entro un'ora.
L'espressione di Virbio si indur. E perch, cazzo? I nostri ragazzi non hanno ancora cominciato a saccheggiare la citt.
Lui indic il debole bagliore all'orizzonte. L'alba sta arrivando. Dobbiamo andarcene il prima possibile.
Ma capitano....
 un ordine, Virbio.
Sulla passerella, Duras si gir e guard impietrito l'uomo con cui Telemaco stava parlando.
Cosa? chiese lui. Che succede?
Quel nome. Virbio. L'ho gi sentito.
Telemaco lanci al pirata in questione un'occhiata di sottecchi. Stava fissando Duras con aria inespressiva, ma al capitano parve di vedere un guizzo di disagio sul suo viso. Torn a voltarsi verso il prigioniero. Quando? Dimmelo.
Pi o meno un mese fa. Quando i romani hanno catturato la nostra nave.
Sei sicuro?
Me lo ricordo come se fosse ieri. Duras fece una smorfia sofferente prima di proseguire. Io e i ragazzi stavano razziando la costa pugliese. Eravamo reduci da un'incursione di successo e ci preparavamo a tornare in Illiria quando uno squadrone romano  arrivato e ci ha intrappolati nella baia. La maggior parte della mia ciurma  stata abbattuta prima di potersi arrendere. Alcuni hanno provato a fuggire, ma sono stati presi e uccisi, e il resto di noi  stato messo su una nave diretta a Ravenna per essere venduto come schiavi. Durante il viaggio, uno dei romani ha cominciato a vantarsi. Un vero bastardo lardoso. Ha detto che quella dei pirati non era poi la fratellanza che tanto millantavano, e che uno di nome Virbio aveva persino tradito il suo stesso capitano, rivelando loro dove avrebbero potuto trovarne il fratello schiavo.
Telemaco fece scivolare di nuovo lo sguardo verso Virbio.  vero?
Certo che no, cazzo! esplose l'ufficiale. Per tutti gli di, che ragione avrei avuto di vendere qualcuno ai romani? Il prigioniero si sbaglia, capitano. O mente.
No. Duras scosse la testa, deciso, e lo indic con un dito tremante. So che cosa ho sentito. Virbio...  il nome del pirata che ha venduto tuo fratello. Lo giuro.
L'uomo incroci le braccia al petto ampio e fece un sorriso sottile.  la tua parola contro la mia. Non puoi dimostrare niente.
Chiedi a uno qualunque degli altri, disse Duras, rivolto a Telemaco. Erano sulla nave con me. Ti diranno lo stesso.
Lui si gir verso Virbio e fece un sorriso crudele. Avresti dovuto coprire meglio le tue tracce. Cos, forse saresti riuscito a farla franca con il tuo complotto per sostituirmi come capitano.
Sul viso del pirata pass un lampo di incertezza. Complotto, capitano? Non so di che parli.
Io penso di s. Telemaco fece un passo verso di lui. La storia di Duras non fa che confermare i miei sospetti. Vedi, sapevo gi che qualcuno aveva dato una pergamena al capitano di una nave, dicendogli di consegnarla a Ravenna. Nave che avevamo catturato proprio noi, guarda caso. La Delphinus.
L'espressione di Virbio divenne tesa. Chi cazzo te l'ha detto?
L'optio che abbiamo fatto prigioniero, spieg. Calido. All'inizio ha sostenuto di non conoscere il nome della nave in questione. Ma poi se l' ricordato, quando Scirone ha minacciato di cavargli gli occhi.
Non significa nulla. Chiunque di noi avrebbe potuto passare quella pergamena.
Ma soltanto uno si  impegnato tanto per risparmiare la vita dell'equipaggio. Tu, Virbio. Telemaco gli punt contro un dito accusatore. Ammettilo. Sei stato tu a passare la pergamena.
Ci fu una pausa, durante la quale ogni paio d'occhi si indirizz all'unisono verso Virbio. L'ufficiale si guard intorno, come per valutare la reazione dei compagni dalle loro espressioni. Poi sembr prendere una decisione e scroll le spalle. D'accordo. L'ho fatto. E allora?
Perch? chiese Telemaco.
Secondo te? Eri il favorito del capitano. Era evidente che Bulla ti avrebbe nominato suo successore. Non potevo permettere che un coglioncello arrogante mi rubasse ci che mi spettava di diritto.
Cos hai architettato un piano per sbarazzarti di me. Giusto?
Pi o meno. Sapevo di tuo fratello, perch ti avevo sentito parlarne con alcuni dei ragazzi. Dicevi che avresti tentato di tutto per riaverlo con te. Non dovevo fare altro che mandare un messaggio a Ravenna e lasciare il resto ai romani. Avrebbe funzionato, se quello stupido di Bulla non ti avesse fermato prima che potessi consegnarti al nemico.
Telemaco lo guard con odio. Mi hai tradito.
Stronzate! sbott Virbio, oltraggiato. Non sono un traditore. Stavo facendo la cosa migliore per la ciurma. Mi assicuravo che avessero il capitano che meritavano.
Cio te.
Qui non si tratta di me, ragazzo. Non hai mai meritato di essere capitano. Tutto quello che ho fatto  stato per il bene della nave.
Bugiardo. Telemaco si avvicin, aggressivo, la mano stretta intorno all'elsa d'avorio della falcata. Sei un traditore, Virbio. Del tuo capitano, e della tua ciurma.
L'altro ridacchi senza divertimento. E cosa pensi di fare al riguardo? Gettarmi in catene? Sfidarmi a duello? Con il sostegno che ho da parte degli altri, non oseresti mai. I suoi occhi brillarono intensi. In effetti, penso sia ora di qualche cambiamento ai vertici.
Alz la spada con un movimento improvviso, puntandogliela contro prima che lui potesse sguainare la propria dal fodero. Telemaco si immobilizz, la punta a pochi centimetri dal collo, mentre Virbio chiamava due dei suoi compagni pi stretti. I pirati, dei veterani corpulenti, arrivarono di corsa sulla banchina, spostando lo sguardo dall'ufficiale al capitano.
 il momento, ragazzi, disse Virbio con un sogghigno. Stiamo per prendere possesso della nave. Sbattete questo inutile pezzo di merda nella stiva insieme ai prigionieri. Lo getteremo fuoribordo appena saremo usciti dal porto.
Telemaco lo fiss, le vene che gli pulsavano per la rabbia. Intorno a lui, numerosi altri pirati erano accorsi per assistere al dramma che si stava svolgendo di fronte alla Tridente. Non puoi farlo. Sono il tuo capitano.
Non pi. Adesso siamo io e i miei ragazzi al comando della ciurma. Com' giusto che sia. Quanto al resto degli uomini,  possibile che qualcuno di loro ti sostenga ancora, ma rientreranno presto nei ranghi quando ti vedranno dare in pasto ai pesci.  finita, ragazzo. Niente di personale. Virbio fece un sorriso sottile e inclin la testa verso i veterani. Portatelo via.
Mentre i due si avvicinavano, da Virbio giunse un ansimo improvviso. Fece uno scatto, strabuzzando gli occhi per lo shock e la sorpresa. Telemaco abbass lo sguardo e vide la punta ricurva di una spada fuoriuscire dal suo stomaco. Una chiazza rossa gli si allarg sulla tunica mentre si tastava invano intorno alla punta scintillante. Poi la lama si ritrasse e lui grugn di dolore prima di accasciarsi a terra.
Telemaco rialz lo sguardo: Geras era in piedi dietro al pirata agonizzante, il sangue che gocciolava dalla lama, e guardava il resto degli uomini intontiti, sfidandoli a opporsi. Chi vuole raggiungere questo verme spregevole nell'oltretomba? Allora?
I due veterani ai fianchi di Telemaco esitarono per un attimo, fissando inorriditi e sconvolti il corpo insanguinato di Virbio che si contorceva sul ponte. Anche Basso aveva sguainato la spada ed era pronto all'attacco. Poi la coppia indietreggi lentamente, alzando le mani in segno di resa. Geras tenne l'arma puntata contro di loro mentre berciava un ordine ai marinai di coperta.
Portate di sotto questi traditori. Metteteli in catene nella stiva. Se protestano o cercano di resistere, uccideteli.
All'istante, i marinai afferrarono i veterani per trascinarli sulla passerella e verso il boccaporto di poppa che conduceva sottocoperta. Furono seguiti da Duras, dagli altri prigionieri e dal resto dei pirati, che borbottando tra loro aggirarono Virbio, steso per terra a esalare gli ultimi respiri.
Geras pul la lama sulla sua tunica e si tir su, fissandone il corpo con espressione di disprezzo. Che liberazione. Era un po' che volevo farlo.
Telemaco annu. Sono in debito con te.
E per cosa? Quel coglione era cos gonfio di boria che non entrava pi negli stivali. Era ora che qualcuno lo ridimensionasse. E poi, era colpevole di ammutinamento. Non possiamo permetterlo, no?
Telemaco sorrise all'amico, grato della sua lealt in un mondo dove ciascuno sembrava pensare solo a s stesso. Grazie. Per avermi guardato le spalle.
Ringraziami pi tardi. Con un bicchiere di vino. O dieci. Dopo questa nottata ne avrei davvero bisogno, cazzo.
D'accordo.
Proprio in quel momento, uno dei marinai sulla Tridente lanci un grido. Capitano! Laggi!
Merda, ringhi Geras. E adesso che succede?
Senza rispondere, Telemaco sal spedito sulla passerella e and verso la balaustra, per poi alzarsi in punta di piedi e guardare nella direzione indicata. All'inizio vide soltanto l'entrata del porto oltre cui si stendeva il mare aperto. Poi strizz gli occhi e la scorse. La sagoma nettissima di una grande nave, nera contro il rosso dell'alba nascente. A non pi di un miglio dal frangiflutti e sempre pi vicina.
Anche Castore e Geras si erano precipitati verso la balaustra e videro il vascello. Un mercantile? chiese il secondo.
Telemaco si morse un labbro, poi scosse la testa. Improbabile. Qualunque capitano mercantile degno di questo nome avrebbe invertito la rotta appena avvistati i fuochi.
E allora chi ?
Guardate, capitano! url il pirata alla destra di Telemaco, tendendo un braccio. Altre vele in avvicinamento. Cinque!
Cinque? Geras sbianc per l'orrore. No....
La flotta di Ravenna, borbott Castore. Deve essere lei. Per forza.
Le navi si fecero pi nitide a mano a mano che emergevano dalla penombra e, dalle dimensioni del vascello in testa, Telemaco comprese che stava guardando la trireme romana. La Nettuno. La nave ammiraglia della flotta di Ravenna. Cinque navi pi piccole, biremi, la seguivano in formazione compatta, facendo ribollire il mare calmo con gli speroni. Tutte e sei le navi da guerra tirarono fuori i remi mentre ammainavano le vele e prendevano l'abbrivio verso il frangiflutti.
Come hanno fatto a tornare cos in fretta? si domand Geras.
Cane deve aver compreso l'inganno appena le nostre navi hanno invertito la rotta. Avr ordinato agli equipaggi di tornare indietro nella notte invece di inseguirle.
In ogni caso, i bastardi ci hanno presi in trappola. Ormai non c' modo di sfuggirgli, capitano.
Con la mascella serrata, Telemaco guard le vele all'orizzonte. A quella velocit, le navi da guerra avrebbero raggiunto il porto molto prima che i pirati potessero radunare le forze e allontanarsi in mare aperto. Se anche la Tridente di Poseidone e un paio dei vascelli pi veloci fossero riusciti in qualche modo a scamparla, quelli pi lenti sarebbero stati preda facile e i nemici li avrebbero bersagliati e catturati senza dare loro nemmeno il tempo di fuggire. Ma anche mentre si maldiceva per essersi fatto fregare da Cane, Telemaco fu colto da un altro pensiero terribile.
Geras lo guard con la coda dell'occhio. E tuo fratello?  sull'ammiraglia, vero?
Cos ha detto Duras.
Se  ancora vivo, disse Castore. E in quel caso, non lo sar ancora per molto.
Che cosa facciamo, capitano? chiese Geras.
Telemaco prese fiato e soffoc la frustrazione. Si rivolse a Castore: Ordina agli uomini di tornare sulle navi. Voglio tutti pronti a un'azione immediata. Daremo ai romani una battaglia che non potranno mai dimenticare.
Il quartiermastro esit per un istante brevissimo prima di voltarsi e correre gi dalla passerella. Geras fiss il capitano con stupore. Affronteremo le navi da guerra?
Non possiamo fuggire, rispose lui. Non c' tempo. Combatterli  la nostra sola possibilit di uscirne vivi.
Ma ci affonderanno di certo, no?
Non necessariamente. Se li affrontiamo nel porto principale, le nostre navi pi piccole saranno pi agili delle loro biremi. Il che dovrebbe darci un vantaggio.
E tuo fratello, capitano?
Telemaco indic la trireme. Ci avvicineremo all'ammiraglia prima che possa essere danneggiata. Questo ci dar la possibilit di metterla fuori combattimento, sopraffare l'equipaggio e salvare Nereo prima che quella carogna di Cane abbia modo di ucciderlo.
Geras tese le labbra in un sorriso perfido. Forse gli di ci daranno l'occasione di avere la nostra vendetta, in fondo.
Se viviamo abbastanza a lungo.
Mentre gli uomini correvano alle loro postazioni, Telemaco mise le mani a coppa intorno alla bocca e grid all'Olimpia: Passate parola! Che tutte le navi si mettano in formazione dietro di noi! Attaccheremo il nemico nel porto principale!
Birria e i suoi si scambiarono parole infuocate e per un brutto istante Telemaco temette che avrebbero rifiutato di obbedire. Poi il capitano diede le spalle alla balaustra e berci in tono urgente ai suoi uomini. Gli ordini furono subito riferiti alle navi ancorate nel porto navale, mentre le squadre di sbarco tornavano di corsa lungo la banchina e risalivano le passerelle dei rispettivi vascelli. Quando gli ultimi ritardatari furono tornati sulla Tridente di Poseidone, la passerella venne rientrata e i cavi di ormeggio sciolti. Quindi i marinai di coperta presero i remi e spinsero via la Tridente dalla banchina, con l'Olimpia e gli altri vascelli che seguivano da vicino. Remando, le ciurme aggirarono le macerie brucianti dell'imbarcazione leggera e delle navi postali militari, dirette verso il porto principale.
Oltre la prua, Telemaco vide che le navi da guerra romane si erano fatte molto pi vicine. Le biremi pi agili avevano superato la Nettuno e non distavano pi di cento passi dal frangiflutti. L'ammiraglia non mostrava traccia del danno subto qualche settimana prima quando si era incagliata nel banco di sabbia e Telemaco immagin che fosse stata riparata a Ravenna poco dopo. A quella distanza vedeva il suo guidone sventolare come una lingua viola in cima all'albero. Scrut le figure munite di elmi sul ponte, alla ricerca di tracce di Cane o Nereo, ma era ancora troppo buio per vedere bene.
La osserv ancora un istante prima di lanciare un grido in direzione della Lico, la nave pi vicina. Voglio che l'ammiraglia sia presa tutta intera! Dobbiamo catturarla!
Mentre i marinai della Lico riferivano il messaggio agli altri vascelli pirata, lui disse a Basso di preparare fionde e frecce. Il tracio si allontan per dare l'ordine e ogni marinaio disponibile sul ponte si precipit sottocoperta per aiutare a portare su le scorte di proiettili di piombo, giavellotti e archi sottratte alla base navale. Il resto dei pirati si schier sul ponte di prua, preparandosi ad affrontare il nemico armato di spade, asce e scudi; nel frattempo, le biremi aggirarono il frangimare in testa alla Nettuno e si distanziarono il pi possibile nello spazio stretto del porto, dirette verso i vascelli pirata poco lontani.
Telemaco si volt verso il timoniere e indic la bireme pi vicina. Vai verso quella nave, Calcante!
Signors, capitano.
La prua gir e la Tridente di Poseidone punt dritta verso il vascello pi grande. Sul lato opposto del porto, gli altri vascelli pirata si diressero verso il resto delle biremi. Telemaco sapeva di doversi occupare delle navi da guerra pi piccole prima di rivolgere l'attenzione alla Nettuno. E in ogni caso, rischiava di arrivare comunque troppo tardi per salvare suo fratello. L'ammiraglia avrebbe potuto affondare durante la battaglia. O Cane avrebbe potuto decidere di giustiziare Nereo prima che la Tridente si avvicinasse abbastanza da abbordarla. Il tormento mentale minacci di travolgerlo, cos riport lo sguardo sulla bireme di fronte a loro, incitando la Tridente ad attraversare il porto. Quando arrivarono a margine della gittata dei proiettili, si riemp i polmoni e rivolse la parola ai suoi uomini.
Ci aspetta una dura battaglia, ragazzi. La pi dura che abbiamo mai combattuto. Battetevi come tigri e non concedete nulla ai romani. Ricordate Peiratispolis! Ricordate i vostri fratelli caduti!
Gli uomini intorno a lui acclamarono selvaggi, alzando le armi verso il cielo e battendo gli scudi mentre la Tridente di Poseidone avanzava incontro alla bireme. Sul ponte della nave da guerra, una massa di elmi e armi scintillava al bagliore dell'incendio che infuriava nella base navale. I due schieramenti si equivalevano in termini di navi e numeri, e Telemaco sapeva che, per trionfare, i pirati avrebbero dovuto fare ricorso a tutta la loro combattivit e alle superiori abilit di navigazione.
Erano a meno di cento passi dalla bireme quando sent risuonare un ordine sul ponte della nave nemica. Un attimo dopo, una pioggia di aste scure riemp il cielo per poi precipitare verso le schiere di pirati ammassati sul ponte di prua.
Sollevate gli scudi! url Telemaco.
La maggior parte delle frecce raggiunse il bersaglio e colp gli scudi, altre si piantarono nelle costole e nel corso di fasciame davanti alla prua della Tridente. Una freccia trafisse la mano di un pirata aggrappato alla balaustra, inchiodandogli il palmo alla superficie scabrosa. L'uomo ulul di dolore e Geras ordin a uno dei compagni di liberarlo. La bireme prosegu la sua rotta verso i pirati e divenne chiaro che il capitano aveva intenzione di speronarli. I romani ebbero il tempo di lanciare un'altra raffica di proiettili prima che Telemaco decidesse che erano abbastanza vicini. A quel punto grid al timoniere: Prendila da babordo!
Calcante modific leggermente la rotta, allontanando la prua della Tridente da quella della bireme. Mentre la nave virava, Geras lanci un ordine ai vogatori, che rientrarono i remi pochi istanti prima che la Tridente si abbattesse sul fianco della nave da guerra. La bireme fu lenta a reagire e non pot impedire che il vascello pirata strusciasse lungo il suo fianco, fracassandone i remi in un'esplosione di schegge. I pirati armati di archi e fionde ne approfittarono per scagliare una raffica selvaggia contro i fanti e i marinai schierati sul ponte, uccidendone e ferendone almeno una decina. Le loro grida di dolore fendettero l'aria mentre la Tridente superava la bireme e arrivava sul lato opposto della sua poppa.
Presa! grid Geras, alzando un pugno in aria. Adesso  nostra, capitano.
Ottimo lavoro. Telemaco fece un cenno con il mento al timoniere. Adesso gira la nave e concludiamo il lavoro.
Il ponte si mosse sotto i suoi piedi quando Calcante tir la pala, girando la Tridente che si preparava a speronare la poppa della bireme danneggiata. La nave da guerra roll impotente nell'acqua mentre il trierarca incitava i marinai a usare i remi rimasti per girare l'imbarcazione in modo da affrontare il nemico. Prima che Telemaco potesse dare l'ordine, per, un'altra nave pirata scatt in avanti e sfrecci lungo il fianco dei romani. I pirati lanciarono i grappini e accostarono i vascelli, per poi balzare a bordo e finire il nemico disorientato in uno scintillo di spade e lance.
Avidi bastardi, borbott Geras. Quella nave era nostra.
Non importa! Una  andata, ne restano cinque.
Telemaco si guard intorno, in cerca della Nettuno. Entrambi gli schieramenti erano impegnati in un combattimento disperato, e nessuno dei due aveva ancora preso il sopravvento. La Lico, la nave comandata da Critone, era stata speronata da un'altra bireme. I fanti si stavano riversando oltre la sponda, scagliandosi contro i pirati che la difendevano. Un'altra nave pirata aveva speronato l'avversaria vicino alla poppa, e il ponte della bireme si stava gi allagando mentre i fanti e i marinai in preda al panico saltavano in acqua, per essere uccisi a uno a uno dagli arcieri e dai frombolieri schierati sul ponte del vascello pirata. Altrove, le navi rimaste avevano raggiunto le controparti romane e le acque calme del porto si erano trasformate in un disperato campo di battaglia.
La Nettuno aveva attraversato indenne il groviglio di navi e stava girando la prua in cerca di un vascello pirata da accostare. Geras lanci un grido, tendendo un braccio oltre la balaustra, e Telemaco vide con orrore la nave di Birria puntare dritta verso il fianco sguarnito dell'ammiraglia romana. Alcuni fanti si erano accorti della minaccia in avvicinamento e avvertirono il timoniere, ma l'indolente trireme si muoveva con troppa lentezza, e qualche istante dopo l'Olimpia si schiant contro il suo fianco con un rumore stridente, frantumandone lo scafo. L'impatto gett a terra decine di fanti e parecchi uomini caddero fuoribordo. Mentre l'acqua cominciava a entrare nella breccia, i pirati lanciarono i primi grappini e balzarono a bordo gridando come pazzi.
Telemaco si batt un pugno sulla coscia. Stupido bastardo! Che diavolo crede di fare?
Geras scosse la testa con rabbia. Non  colpa sua, capitano. Non sa che Nereo  a bordo.
Telemaco mise la mano libera a coppa intorno alla bocca, puntando la falcata verso l'ammiraglia. Calcante! Portaci l! Subito!
L'acqua spumeggi sotto i remi della Tridente quando la nave torn a voltarsi fino a puntare la prua verso il fianco opposto della Nettuno. Davanti a loro, i fanti sul ponte si erano ripresi e stavano opponendo una strenua resistenza, scagliando giavellotti e scoccando frecce contro i pirati che arrivavano dall'Olimpia. Telemaco osserv il combattimento, folle di frustrazione. Con lo scafo sfondato, era solo questione di tempo prima che la Nettuno venisse inghiottita dal mare. E se non fossero riusciti a raggiungerla in tempo, Nereo sarebbe affondato con lei, sempre che fosse ancora vivo.
Intorno a loro la battaglia continuava a infuriare. Il comandante di una bireme aveva ordinato ai suoi uomini di scagliare frecce infuocate, e i missili scintillanti tracciarono archi pigri nel cielo grigio prima di cadere sul ponte della nave che stavano attaccando. Frenetici, i pirati si precipitarono a spegnere il fuoco, distraendosi quanto bastava per permettere alla bireme di avvicinarsi e lanciare i rampini, legando insieme i due vascelli. Telemaco riport lo sguardo in avanti e vide che la Nettuno era ormai a meno di cento passi di distanza, le punte delle spade e gli elmi dei fanti splendevano sul ponte mentre lottavano con gli uomini di Birria. In disparte, una figura munita di elmo con pennacchio e mantello rosso acceso incitava i soldati a combattere, e Telemaco sent il cuore indurirsi quando riconobbe il romano. Cane. Il prefetto che lo tormentava da quando era diventato pirata. Adesso, finalmente, avrebbe avuto un'opportunit di vendetta.
Alcuni fanti voltarono le spalle al combattimento e guardarono inorriditi la Tridente puntare al traverso dell'ammiraglia. Telemaco afferr la balaustra con la mano libera e, mentre lo spazio tra le due navi si riduceva in fretta, lanci un grido ai suoi uomini.
Tenetevi forte, ragazzi!
...
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...
Capitolo 44.
...
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...
I pirati si aggrapparono con forza alle balaustre laterali mentre la Tridente di Poseidone prendeva l'abbrivio verso la trireme. Era troppo piccola per speronare l'ammiraglia senza danneggiarsi e all'ultimo momento Calcante tir la pala del timone, girando la prua in modo che il vascello pirata virasse e affiancasse il bersaglio con una manovra ben eseguita. I remi furono rientrati in fretta e, con una vibrazione stridente, il traverso della Tridente si schiant contro il fianco della nave romana.
Preparate le cime! rugg Telemaco. Lanciate!
Al suo ordine, i pirati che brandivano i grappini li gettarono sulla nave da guerra e tesero le cime. Le fissarono in fretta e, afferrate le armi, corsero a unirsi al resto degli assalitori che si arrampicavano sulle funi. Telemaco rinfoder la spada, afferr una delle cime con entrambe le mani e si iss lungo il fianco dell'ammiraglia romana, per poi scavalcare la balaustra e saltare sul ponte. Atterrato con un tonfo, sguain la falcata dal fodero e alz lo sguardo.
All'estremit del ponte, Birria e quel che restava dei suoi uomini erano stati spinti verso la balaustra laterale nella lotta disperata contro il nemico. I vogatori avevano abbandonato le panche di legno per agguantare le armi e unirsi alla battaglia. Dall'altra parte, Telemaco ud un grido e un drappello di fanti lasci la scaramuccia per precipitarsi a contenere la nuova minaccia. Cane era evidentemente un comandante accorto e aveva previsto la necessit di affrontare Birria e la sua ciurma prima di poter rivolgere la sua completa attenzione ai pirati che li abbordavano dalla Tridente.
Andate! grid Telemaco ai suoi uomini. Gettatevi nella mischia! Svelti, se non volete che Birria e i suoi si prendano tutta la gloria!
Gli uomini della Tridente di Poseidone si lanciarono alla carica e scavalcarono il sartiame crollato, pronti a sfidare il nemico con grida di battaglia mentre abbattevano le asce e le lame ricurve sugli scudi romani. Telemaco si scagli contro un fante muscoloso che indossava un'armatura a piastre. L'uomo abbass una spalla e spinse in avanti la spada corta. Il capitano pirata par l'affondo con il brocchiero, poi allung la falcata stretta nel pugno e colp il nemico sul petto. La lama non penetr nell'armatura, ma l'impatto fece indietreggiare il romano, che ansim senza fiato. Schiantandogli il brocchiero sulla faccia, Telemaco lo fece cadere sul ponte. Dopodich spinse lo scudo in basso con forza, sbattendogli il bordo contro la gola e schiacciandogli la trachea.
Prima che i fanti di marina potessero serrare i ranghi, altri pirati della Tridente balzarono sul ponte della trireme e si gettarono nella mischia. I romani combatterono duro per mantenere la posizione, schivando i colpi e indirizzando contro di loro affondi precisi e misurati. In mezzo allo scintillio di spade e armature, Telemaco intravide il pennacchio dell'elmo di Cane: il prefetto stava implorando i suoi uomini di resistere. Nonostante la loro disciplina marziale, per, i romani erano ormai in grande inferiorit numerica, fatalmente intrappolati tra le due ciurme pirata.
Telemaco intu che le sorti della battaglia stavano volgendo a loro favore, e url un incoraggiamento ai suoi uomini. Li abbiamo in pugno! Continuate, ragazzi!
Le ciurme della Tridente e dell'Olimpia si lanciarono contro gli avversari indeboliti con rinnovata determinazione, uccidendone ancora di pi. Sul ponte della trireme si contavano ormai circa trecento uomini. Non c'era quasi pi spazio per muoversi mentre i fanti rimasti venivano spinti indietro verso l'albero o si ritiravano a poppa. Tra le grida e i grugniti dei combattenti, Telemaco ud le costole della nave cigolare, poi sent il ponte vibrare sotto i piedi: l'acqua che allagava la stiva stava sottoponendo il vascello a una pressione insostenibile. Il ponte si mosse di nuovo e parecchi uomini di entrambi gli schieramenti persero l'equilibrio, scivolando sul tavolato striato di sangue per rovinare a terra in uno sferragliare di armi ed equipaggiamento.
Dovremo abbandonare presto la nave, capitano! url Geras. Prima che la bastarda coli a picco e ci porti con s!
Telemaco strinse i denti e annu, cosciente del pericolo. Con l'Olimpia piantata in un fianco della Nettuno e la Tridente di Poseidone agganciata al lato opposto, entrambi i vascelli pirata sarebbero stati trascinati gi con la nave ammiraglia quando questa avesse ceduto all'acqua che le invadeva la stiva.
Scrut il ponte della trireme, i muscoli luccicanti di sudore. Solo un piccolo gruppo di fanti continuava a sfidare i pirati, gli scudi alzati per assorbire il torrente di colpi che le due ciurme gli facevano piovere addosso. Telemaco si fece largo verso la scaramuccia a poppa, cercando Cane tra i romani rimasti, ma il suo elmo con pennacchio non si vedeva da nessuna parte. Sollev lo sguardo mentre un fante si lanciava in avanti per balzargli addosso. Proteggendosi con lo scudo, blocc l'attacco e si sent un forte rumore metallico. Prima che l'uomo potesse recuperare l'arma, il pirata alla sua sinistra lo trafisse con una lancia nel costato. Il colpo spinse indietro il romano, che butt a terra due dei suoi compagni.
Il ponte trem di nuovo e gli ultimi fanti si ritirarono verso l'albero. Alcuni, nel rendersi conto che la Nettuno era destinata ad affondare, gettarono in fretta le armi e gli scudi e si tuffarono fuoribordo, preferendo tentare la sorte nel mare. La maggior parte scomparve sott'acqua, tirata a fondo dal peso dell'armatura, mentre altri morirono quando decine di pirati si precipitarono verso la balaustra e scagliarono i giavellotti contro quelle figure indifese. Chi era rimasto a bordo tent di arrendersi, ma fu abbattuto dall'avanzata dei pirati. La morte di tanti compagni aveva spento la loro combattivit, e gli ultimi furono fatti rapidamente a pezzi o trafitti con le punte delle lance.
Birria rivolse a Telemaco un sorriso sollevato, il viso e le braccia schizzati di sangue romano. Ce ne avete messa a raggiungerci. Ormai  diventata un'abitudine, amico. Venire in soccorso l'uno dell'altro.
Telemaco annu. Non c'era tempo di rimproverare il capitano per la sua decisione avventata di speronare la trireme. Riporta gli uomini sulla tua nave e staccati da questa. Svelto, prima che affondi.
Birria annu e grid: Si torna sull'Olimpia, ragazzi! Non c' tempo per il saccheggio! Datevi una mossa, cazzo!
Gli uomini abbandonarono i cadaveri che stavano perquisendo e tornarono verso il parapetto. Quelli in grado di camminare aiutarono i compagni feriti ad alzarsi e li riportarono di peso sulla nave finch anche l'ultimo uomo non ebbe abbandonato la Nettuno. Nel frattempo, Geras grid alla ciurma di tornare sulla Tridente.
Mentre i pirati si arrampicavano di nuovo nello spazio ristretto tra i due vascelli, Telemaco osserv con ansia la carneficina sparsa sul ponte. Dov' Cane? E Nereo, mio fratello? Dove sono?
Birria corrug la fronte. Non capisco. Cane era qui pochi istanti fa.
Telemaco scrut freneticamente i corpi massacrati intorno all'albero, cercando qualche traccia del prefetto romano tra i morti e gli agonizzanti. Poi una voce stridente lo chiam dai pressi del boccaporto della stiva di poppa.
Telemaco!
Quando si volt, il giovane capitano vide Cane emergere sul ponte dalla stretta scala che portava alla sua cabina. Il prefetto si ferm davanti al boccaporto, splendente con la scintillante armatura a piastre, l'elmo lucidato e le gambiere. Davanti a lui c'era un uomo alto e bruno, con le guance incavate e una tunica sudicia e lacera. Cane gli teneva un pugnale contro il collo, la punta premuta sulla pelle morbida.
Telemaco lanci uno sguardo alla figura scompigliata e sent la gola stringersi per l'emozione. Un volto che non vedeva da dieci anni, ma che riconosceva lo stesso.
Nereo.... Si mosse verso il fratello, scavalcando il cadavere di un romano trucidato per terra.
Cane premette pi forte la punta del pugnale contro il collo dell'ostaggio, strappandogli una smorfia di dolore. I suoi freddi occhi azzurri fulminarono Telemaco. Sei gi abbastanza vicino, disse in latino. Avanza ancora e gli taglio la gola, lo giuro su Giove.
Telemaco si ferm a qualche passo di distanza. Una rabbia amara gli infiamm le viscere nel notare l'entit delle ferite del fratello. Un gran numero di cicatrici e segni rossi di frustate erano visibili sulle braccia e sul viso, due dita della mano sinistra erano state mozzate e ora rimanevano soltanto dei monconi nodosi.
Che cosa gli avete fatto? chiese.
Niente che questo miserabile non meritasse, rispose altezzoso Cane. Ma soffrir ancora di pi se non farai esattamente quello che dico.
Lascialo andare, bastardo!
Il prefetto ridacchi. Non penso proprio. Vedi, avevo in programma di ucciderlo di fronte a te, dopo aver sgominato la tua flotta in battaglia. Un trionfo appropriato, non trovi? Ma dopo il tuo piccolo inganno, mi  molto pi utile vivo che morto. O fai quello che dico, o lo uccido.
Che cosa vuoi? chiese con cautela Telemaco.
Abbandonare questa nave senza rischi. Avr bisogno della scialuppa e di due miei uomini ai remi. Se mi succede qualcosa, o qualcuno cerca di seguirci, Nereo muore.
Non farlo, fratello! lo implor Nereo. Non lasciare che la passi liscia!
Geras si affianc a Telemaco e sbuff, rivolgendosi al prefetto romano. Ti aspetti davvero che crediamo alla tua minaccia? Uccidilo, e io e i ragazzi ti sbudelliamo prima che tu possa andare lontano.
Sono pronto a morire, pirata. Non ho niente da perdere.
Che stronzata. Geras sput sul ponte e fece un passo verso Cane, stringendo l'elsa della spada. Telemaco lo afferr per un braccio, tirandolo indietro.
No! Fermo!  un ordine.
Ma capitano....
Zitto! Telemaco riport lo sguardo sul prefetto. Se accetto, come posso essere sicuro che lo lascerai andare?
Verrai con me sulla scialuppa. Cane tese le labbra in un sorriso sottile. In questo modo, avr la certezza che nessuno dei tuoi mi giocher qualche brutto scherzo. Quando saremo a distanza di sicurezza da Ravenna e dalle vostre navi, Nereo verr liberato. Non sar torto un capello n a te n a tuo fratello. Ti do la mia parola di ufficiale romano.
Geras si volt verso il capitano e abbass la voce, parlando in greco. Vuoi davvero fidarti di questo bugiardo merdoso? Vi uccider entrambi appena sarete lontani da occhi indiscreti.
Telemaco storse le labbra. Ormai la maggioranza dei pirati era tornata sulle rispettive navi e a bordo della trireme restava solo un pugno di uomini della Tridente, alcuni impegnati a rubare oggetti di valore ai fanti, altri a uccidere i nemici che respiravano ancora. Le costole scricchiolarono di protesta mentre la Nettuno affondava lentamente in mare.
Ultima possibilit, dichiar Cane. O accetti le mie condizioni e mi aiuti ad andarmene sano e salvo, o guardi Nereo morire. A te la scelta.
Telemaco rimase un istante in preda all'indecisione, combattuto tra il bisogno di salvare il fratello e la riluttanza a permettere all'odiato nemico di fuggire. Poi le sue spalle cedettero e abbass la falcata.
D'accordo, romano. Acconsento alle tue richieste.
Bene. Cane indic con il mento i pirati che lo fiancheggiavano. Adesso fammi preparare la scialuppa.
Geras imprec sottovoce ma poi, zittito da uno sguardo del capitano, chiam a raccolta quattro uomini della Tridente e diede loro istruzioni. Questi tirarono le pulegge, issando la scialuppa e facendola scendere lungo il fianco della trireme, mentre due dei vogatori che si erano arresi ai pirati furono spinti verso la balaustra. Mentre loro si calavano nella barca e prendevano i remi, gli ultimi pirati tornarono con un balzo sulla Tridente di Poseidone.
Prima di lasciare l'ammiraglia, Geras guard con preoccupazione Telemaco. Sei sicuro, capitano? chiese.
Non ho scelta, rispose lui. Se non lo faccio, Nereo muore. Ora, andate. Indic la Tridente. Porta via la nave prima che questa ci trascini tutti a fondo con s.
Signors, capitano.
Geras balz sul ponte della Tridente di Poseidone e berci una serie di ordini ai marinai. Pochi istanti dopo, le cime di abbordaggio furono ritirate e la Tridente vir, separandosi dalla Nettuno e creandosi uno spazio di manovra per allontanarsi dalla trireme colpita. Nel frattempo, gli uomini dell'Olimpia si staccarono dal lato opposto dello scafo frantumato.
Guardandosi alle spalle, Telemaco vide che la battaglia nel porto continuava a infuriare. Tre vascelli pirata erano stati danneggiati o affondati, e le navi rimaste erano bloccate contro le biremi. Torn a voltarsi verso Cane, indurendo l'espressione alla vista del fratello mutilato.
Pagherai per quello che hai fatto, romano. Forse non oggi. Ma un giorno soffrirai. Te lo assicuro.
Io non credo. L'imperatore non tollerer mai questo attacco sfrontato. Avrai vinto questa battaglia, ma prima o poi riusciremo a stanarvi. Te e gli altri della tua specie. Cane sorrise crudele. Ora lascia andare l'arma e sali sulla scialuppa.
Telemaco gett via la falcata e lo scudo e si avvicin alla balaustra. Le costole dell'ammiraglia scricchiolavano rumorosamente e dal boccaporto aperto si sentiva lo sciabordare furioso dell'acqua salmastra che entrava nella stiva, accompagnato dall'urto violento delle provviste che sbattevano l'una contro l'altra. La trireme era sempre pi sprofondata nel mare, e Telemaco comprese che era solo questione di momenti prima che affondasse.
Le assi del ponte vibrarono ancora e Cane perse l'equilibrio, cercando appiglio con gli stivali chiodati sul tavolato scivoloso. Allung una mano per aggrapparsi alla balaustra e, d'istinto, abbass la destra che teneva il pugnale contro la gola di Nereo. In un lampo quest'ultimo gett indietro la testa e lo colp sul setto nasale. Cane emise un grugnito e barcoll all'indietro per il dolore, con il sangue che gli colava dal naso, e Nereo ne approfitt per sgattaiolare via.
Ebbe appena il tempo di fare un paio di passi che Cane lo raggiunse. Il romano sguain la spada e lo colp nella schiena con il pomo. Nereo gemette, cadendo in avanti, e batt il capo contro il parapetto di legno. Nello stesso istante, Telemaco agguant una spada corta dal groviglio di corpi e armi spezzate e si lanci all'attacco, scagliandosi contro Cane con un grido di sfida. Il prefetto ruot su s stesso e par il colpo con un fragile schianto metallico. Fece una finta, costringendo Telemaco a indietreggiare fuori dalla sua portata, e si acquatt in preparazione dell'attacco successivo.
Avrei dovuto ucciderti in passato. Questa volta morirai, bastardo vigliacco. Sput un grumo di sangue, i lineamenti regolari contorti in un ghigno.
Telemaco scosse la testa. Sarai tu a morire, romano. La tua vita finisce qui.
Ruggendo come un folle, Cane sferr un colpo a una velocit sorprendente con l'intento di ferirlo alla gamba destra. Il capitano pirata reag con un istante di ritardo, e la punta della spada gli apr un taglio superficiale nella coscia, lacerando la pelle e i muscoli tesi. Ansim per il dolore lancinante e d'istinto cerc di colpire l'avversario, mirando al volto, ma Cane alz la spada di scatto e lo schiv con la disinvoltura esperta di un gladiatore nell'arena.
 questo il massimo che puoi fare? Sorrise impietoso. Ho visto schiavi combattere meglio di te.
Lo scherno aveva il chiaro scopo di far infuriare Telemaco e spingerlo a un attacco sconsiderato. Lui mantenne la calma e continu a combattere, nonostante la ferita alla gamba che pulsava. Cane scatt in avanti di nuovo, bersagliandolo con un breve turbine di colpi senza lasciargli il tempo di contrattaccare. A poco a poco Telemaco indietreggi, i muscoli del braccio tremanti per il ripetuto sforzo di parare le stoccate del nemico. Azzard un'occhiata alla sua sinistra e vide Nereo steso sul ponte, quasi privo di coscienza mentre il sangue stillava dalla ferita alla testa.
Strinse i denti e si costrinse a concentrarsi su Cane, che intanto stava tornando alla carica con un ruggito, la lama tesa in avanti. Previde la mossa e la par con la falcata prima di colpire a sua volta, cercando di ferire il prefetto sul braccio che reggeva la spada. Cane respinse l'attacco senza problemi e Telemaco imprec quando la sua arma fu deviata lontano dall'avversario. Scatt all'indietro per evitare un rapido affondo e inciamp nel corpo di un pirata riverso alle sue spalle, mulinando le braccia mentre cadeva. Atterr sulla schiena e la falcata gli sfugg di mano, scivolando sul ponte fuori dalla sua portata. In piedi davanti a lui, Cane sogghign trionfante.
Adesso sei mio, feccia. Mi divertir a ucciderti.
Pieno di rabbia e disperazione, Telemaco guard, impotente, il romano alzare la spada e prepararsi ad affondargliela nel collo. Sarebbe morto l, su quella nave. Lo sapeva. Cane l'aveva battuto. Il prefetto avrebbe avuto la sua vendetta e la sua fuga, e lui non poteva fare nient'altro che attendere l'abbraccio oscuro della morte.
Di colpo la trireme ebbe uno scatto, il ponte di poppa si inclin verso la superficie dell'acqua e Cane perse l'equilibrio, atterrando con un grugnito di dolore a qualche passo da Telemaco. Un attimo dopo, l'albero si ruppe con un rumore terribile e i legni scheggiati crollarono, schiantandosi sul ponte. Cane ebbe giusto il tempo di sollevare lo sguardo e gridare prima che il pennone gli crollasse addosso, schiacciandogli le gambe e bloccandolo contro il tavolato. Lui grugn di nuovo debolmente e si dimen in un vano tentativo di liberarsi. Poi il mare si chiuse intorno alla poppa della trireme e il ponte scomparve sotto la superficie torbida mentre l'acqua si sollevava sopra la balaustra, inondando la Nettuno di equipaggiamenti rotti e corpi senza vita.
Nereo si era rialzato e si teneva forte a un pezzo del parapetto; intorno a lui pirati e fanti feriti precipitavano tra le urla nell'acqua scura. Telemaco si affrett a raggiungerlo, ignorando le richieste d'aiuto degli uomini che lo circondavano. Da questa parte, Nereo. Forza. La nave sta affondando.
Il fratello lo guard in preda al panico. Non so nuotare. Annegher....
Lui indic il corso di fasciame. Andiamo verso prua.  la nostra unica speranza. Svelto!
Afferr Nereo e lo tir via dalla balaustra. La pendenza del ponte aument mentre avanzavano a fatica. Un pirata gravemente ferito aveva avvolto un braccio intorno all'albero maestro, ma via via che la nave si inclinava perse la presa e scivol lungo il tavolato, precipitando verso l'acqua gorgogliante e le macerie vicine alla poppa. Telemaco prosegu senza degnarlo di uno sguardo. L'acqua stava inondando il ponte, ormai, gli arrivava alle caviglie, e dovette fare ricorso a tutta la sua forza per sorreggere Nereo verso la prua. Dietro di lui, Cane chiedeva aiuto a gran voce, imprecando ancora nel vano tentativo di togliersi il peso dell'albero dalle gambe maciullate.
Telemaco allung un braccio e afferr il corso di fasciame della prua, guardandosi intorno in cerca della scialuppa. Con sgomento, scopr che i vogatori si erano gi allontanati per provare a salvarsi. Furono abbattuti presto da una gragnuola di proiettili provenienti dall'Olimpia. Il ponte della Nettuno si inclin sempre di pi, e Telemaco sent i muscoli del braccio bruciare per lo sforzo di restare aggrappato alla prua.
Non ce la faremo! grid Nereo.
Aspetta! Guarda l! Telemaco indic il tratto di mare aperto tra la Nettuno e la Tridente di Poseidone. La scialuppa del vascello pirata sfrecciava sui flutti con Basso e Scirone ai remi, aggirando i relitti galleggianti. Mentre si affiancava alla prua rialzata dell'ammiraglia semisommersa, Geras si alz in piedi sulla poppa.
Salite! In fretta, capitano!
Telemaco guard il fratello. Prima tu. Oltre la sponda. Vai!
Nereo si arrampic e si lasci cadere nella scialuppa, facendola oscillare da un lato all'altro. Telemaco attese che la barca si fosse stabilizzata, poi segu il fratello oltre la prua e si cal gi, atterrando nella poppa accanto a Geras. Il secondo di bordo ordin agli uomini di allontanarsi e, mentre tornavano remando verso la Tridente, Telemaco si volt a osservare la trireme romana sul punto di affondare. La testa di Cane era a stento visibile sopra il pelo dell'acqua mentre gridava loro imprecazioni. Il ponte ebbe un altro scossone, le costole scricchiolarono e il prefetto emise un ultimo grido gorgogliante prima che il mare si chiudesse su di lui. Quindi il ponte di coperta beccheggi e la Nettuno scivol sotto la superficie.
Telemaco rimase per un lungo momento a fissare il tratto di mare scuro, quasi incredulo di avere avuto infine la sua vendetta. Poi distolse bruscamente lo sguardo e riport l'attenzione sulla battaglia che infuriava nel porto.
Le schiere di fanti che combattevano sulle navi pirata lanciarono grida alla vista dell'ammiraglia affondata. Con la perdita del comandante e della sua nave, i romani rimasti pensarono solo a sopravvivere, cercando di strappare una vittoria o di tentare la sorte in mare.
Le ultime due biremi furono catturate in fretta e gli equipaggi di entrambi i vascelli uccisi. Alcuni si tuffarono in acqua e nuotarono freneticamente verso riva, sottoposti a una raffica di colpi dai pirati schierati lungo la balaustra laterale. Una terza nave da guerra aveva cercato di aggirare la flotta pirata nel vano tentativo di uscire a remi dal porto. Gli uomini di Critone azionarono la catapulta installata sulla poppa di una delle biremi catturate e, con un forte schianto, un proiettile tracci un arco nell'aria per poi atterrare in un'esplosione di spruzzi a una trentina di piedi dalla nave da guerra in fuga. Il secondo tiro aggiust la gittata e colp il ponte di poppa del vascello, frantumando le assi e impalando svariati marinai. La ciurma si arrese all'istante. Una delle navi pirata si avvicin a remi e mand un gruppo di uomini a bordo per reclamare il bottino, e i marinai e i fanti sopravvissuti furono buttati nelle acque del porto.
Dalla Tridente di Poseidone fu calata una cima e gli uomini sulla scialuppa salirono a bordo. Nereo croll sul ponte, sopraffatto dalla stanchezza, mentre Geras scrut il porto e tir un sospiro di sollievo.
 finita, capitano, disse. Grazie agli di,  davvero finita.
Non ancora. Telemaco indic i pirati che annaspavano nell'acqua vicino ai vascelli affondati. Manderemo delle barche a recuperarli, aggiunse. Tutti i sopravvissuti saranno messi a bordo delle biremi catturate. Riporteremo le navi a Petrapylae come trofei. Questo dovrebbe dare il tocco decisivo all'umiliazione di Roma.
Mi piacerebbe essere nel palazzo imperiale quando giunger la notizia di quanto  successo, capitano. Sulle labbra di Geras si disegn un sorrisetto. Quei maledetti sapranno finalmente cosa si prova a essere sconfitti da noi.
Telemaco annu e contempl il porto in una riflessione silenziosa mentre le scialuppe venivano calate e remavano verso i sopravvissuti delle navi pirata affondate. Gli uomini fradici e scossi dai brividi furono portati a bordo di una delle biremi catturate; nel frattempo, un'altra barca dava la caccia ai romani ancora in acqua, uccidendoli mentre si dibattevano disperati. Solo un numero ristretto di fanti era riuscito a mettersi in salvo, issati sulla banchina dai compagni. Non poterono fare altro che guardare con rabbia e disperazione i pirati che se ne andavano dal porto carichi di bottini, lasciandosi alle spalle uno spettacolo di devastazione.
Quando la Tridente di Poseidone arriv in mare aperto l'aria era mossa da una brezza leggera. Sotto il sole sempre pi intenso, Telemaco diede l'ordine di segnalare al resto della flotta di schierarsi dietro di loro. La ciurma sfinita fece un ultimo sforzo, obbedendo all'urlo di Geras di spiegare la vela. Mentre la Tridente prendeva l'abbrivio, anche gli altri vascelli alzarono le vele, aiutati dal leggero alito di vento che soffiava da terra, e presto i pirati si lasciarono Ravenna alle spalle.
Allontanandosi dalla prua, Telemaco prese un otre di pelle di riserva da uno degli ufficiali e si fece strada oltre i pirati spossati. Nereo era accasciato a poppa con la schiena appoggiata alla balaustra e si portava una mano alla ferita sulla nuca. Telemaco si inginocchi al suo fianco e gli accost l'otre alle labbra. Nereo bevve un lungo sorso, poi sorrise debolmente.
Grazie, gracchi. Fratello.
Telemaco riusc a ricambiare il sorriso. Come va la testa?
Ho passato di peggio. E anche tu, a quanto vedo. Nereo indic con il mento la cicatrice sul viso del giovane capitano pirata.
Qualche vecchia ferita, disse lui. E comunque, non  niente in confronto a ci che ti hanno fatto quei romani bastardi.
Non puoi neanche immaginare, rispose amaro il fratello. Poi scosse il capo. Non importa. Sei venuto a salvarmi. Conta solo questo.
S. Telemaco avvert una breve fitta di rabbia quando abbass lo sguardo sulle sue dita mancanti, e sent la gola serrarsi per l'emozione.  tutto a posto, fratello. Adesso sei al sicuro.
Nonostante la prolungata separazione, tra loro non ci fu alcun preambolo imbarazzante. Si sporsero l'uno verso l'altro per stringersi con forza, e gli anni di distanza scomparvero in un istante. Telemaco avvert gli occhi bagnarsi di lacrime mentre soffocava un mulinello di gioia e dolore. Rimasero abbracciati ancora un momento, poi si lasciarono andare e Nereo studi il fratello minore con pi attenzione. Sei cambiato. Non sei pi il nanerottolo magrolino che mi dava il tormento per casa.
Non  l'unico cambiamento.
Cos ho sentito. Nereo lo osserv con occhi pieni di ammirazione. Le voci messe in giro da Cane sono vere, dunque? Adesso sei un capitano pirata?
Telemaco annu. Sei sorpreso?
Dopo il mese che ho passato, niente pu pi sorprendermi. Nereo aggrott la fronte. Ma non detestavi il mare? Da bambino non lo sopportavi, se non sbaglio. Odiavi quando pap ci portava a pesca.
Vero. Telemaco sorrise al ricordo.
Nereo lo guard divertito. Il mio fratellino, un temuto capitano pirata. Per tutti gli di, come  successo?
 una lunga storia. Te la racconter pi tardi. Quando ti sarai riposato un po'.
Il fratello lo fiss per un lungo momento. Grazie. Per non avermi abbandonato.
Lui sorrise. Mica pensavi che ti avrei lasciato crocifiggere dai romani?
Sono uno schiavo. Impari a non aggrapparti alla speranza.
Adesso non pi. Sei un uomo libero. Ora, devi riposare. Ci aspetta un lungo viaggio. Telemaco fece un cenno a Proculo e il carpentiere della nave arriv subito. Accompagna Nereo nella mia cabina. Potr riposare l. Portagli qualcosa da mangiare e fai quello che puoi per le sue ferite.
E voi? Proculo indic con il mento la ferita superficiale sulla sua coscia. Nella follia della battaglia navale Telemaco se l'era quasi scordata, ma di colpo riprese a pulsare dolorosamente. Bisogner bendarla.
Pi tardi, rispose. Concentra l'attenzione su chi ne ha pi bisogno, per il momento.
Signors, capitano.
Mentre Proculo aiutava Nereo a scendere sottocoperta, Geras si fece avanti e avvicin il capitano. Come sta?
Stanco ma vivo. Ed  l'unica cosa che conta.
S. L'amico rimase in silenzio per un attimo, poi mosse il mento in cenno d'approvazione verso le nuvole di fumo che si alzavano sopra Ravenna. Be', dannazione. Ce l'abbiamo fatta.
Telemaco gli sorrise. Hai mai dubitato di me?
Ci sono stati frangenti in cui mi  sembrato impossibile. Ma abbiamo dato ai romani una batosta che non dimenticheranno mai, questo  sicuro.
Gi, rispose lui in tono sommesso. Non la dimenticheranno.
Quali sono i tuoi ordini, capitano?
Telemaco lanci un'occhiata alla base navale, che stava gi sbiadendo all'orizzonte. Chiuse gli occhi un istante, sopraffatto da una stanchezza che andava oltre qualunque cosa avesse mai conosciuto, dopo la notte pi lunga della sua vita.
Riportaci a Petrapylae. Le altre ciurme possono tornare con noi alla base e riparare le loro navi. Poi banchetteremo e berremo come non abbiamo mai fatto.
Geras sogghign. Adesso s che si ragiona....
...
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Epilogo.
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Cinque giorni dopo, i pirati illirici fecero ritorno alla cittadella di Petrapylae. Alla notizia della grande vittoria, i commercianti allestirono bancarelle di vino intorno alla piazza principale, impazienti di trarre profitto dai clienti assetati che si sarebbero riuniti nelle strade lastricate per festeggiare.
Le navi avevano raggiunto la baia gi quella mattina, identificandosi alla vedetta sul promontorio prima di entrare remando nelle acque tranquille dell'ancoraggio. Una folta schiera di abitanti si raccolse sulla spiaggia a salutare la flotta di ritorno, acclamando e sventolando le mani. I vascelli fecero arenare le prue sul fondale di ciottoli e l'equipaggio sbarc, spossato. Solo allora le famiglie e gli amici dei pirati compresero l'entit delle perdite subite contro la marina romana.
Quattro navi erano andate perdute durante la battaglia. Pi di cento uomini erano rimasti uccisi e molti di pi avevano riportato ferite nel combattimento. Le acclamazioni eccitate della folla si trasformarono presto in lamenti mentre i pirati cominciavano a scaricare i feriti dalle stive dei vascelli sopravvissuti. Lunghe file di barellieri portarono le vittime pi gravi a riva, seguiti da quelle in grado di camminare: una cupa processione di pirati mutilati, che sbattevano le palpebre alla luce dopo giorni trascorsi sottocoperta al riparo delle stive. I feriti di cui occuparsi erano talmente tanti che non c'era spazio negli alloggi dei pirati, e Telemaco dovette ordinare di sgomberare le stalle per usarle come ospedale improvvisato.
Ad aggravare la perdita di un cos alto numero di uomini c'erano i danni alla flotta. La maggior parte delle navi era stata tirata in secca per essere riparata, compresa la Tridente di Poseidone, e alcuni vascelli erano cos malridotti che sarebbero passati mesi prima che potessero riprendere il mare. Nel frattempo, Telemaco aveva acconsentito che le ciurme si fermassero a Petrapylae finch le navi non fossero state pronte a salpare.
Una volta a terra, almeno gli uomini potevano permettersi di festeggiare: anche se parte delle spoglie di Ravenna erano andate perdute durante la battaglia navale, il forziere contenente le paghe della guarnigione si era salvato e le ciurme potevano aspettarsi una bella ricompensa dalle loro quote di bottino. Dopo lo sbarco, i pirati vittoriosi si erano riuniti in piazza per celebrare. Parecchi si erano uniti in cori sconci e avevano brindato ai capitani. Gli altri si erano limitati a condividere giare di vino o a consolarsi in silenzio l'un l'altro mentre piangevano gli amici morti.
Malgrado le significative perdite in termini di navi e di uomini, la distruzione della base navale e della flotta di Ravenna aveva ottenuto l'obiettivo principale: i pirati illirici erano di nuovo la principale potenza marittima su quel lato dell'Adriatico. Senza romani a pattugliare i mari, le ciurme sarebbero state libere di riprendere a saccheggiare le navi senza paura di rappresaglie. Per qualche tempo, almeno.
Inoltre, la disperata vittoria aveva ispirato un nuovo cameratismo tra le ciurme rivali, che ora socializzavano le une con le altre, i rancori del passato che le avevano divise ormai messi da parte. Telemaco prov una grande soddisfazione nello scrutare i volti felici e ubriachi degli uomini in giro per la piazza.
Al suo fianco, Geras scol il contenuto della sua coppa di vino e fece un rutto. Poi si asciug le gocce che gli colavano sul mento e gli rivolse un cenno. Un altro giro, capitano?
Telemaco abbass lo sguardo sulla propria coppa, ancora mezza piena. Forse pi tardi.
E che cazzo, dai, fatti un'altra bevuta. Dovresti festeggiare, dopo tutto quello che abbiamo ottenuto. Insisto.
E cosa abbiamo ottenuto, esattamente?
Geras gli lanci uno sguardo perplesso. Non sono sicuro di seguirti. Abbiamo battuto i romani. La loro flotta  distrutta. Non ci daranno altri problemi.
Per adesso, forse. Ma non sar cos per sempre. Cane aveva ragione: quando sapr del nostro attacco a Ravenna, l'imperatore vorr vendetta. E con lui il resto di Roma, a questo punto.
E tu lasciagliela volere, rispose l'amico con un gesto noncurante della mano. Cosa possono fare? Non hanno pi navi nell'Adriatico e non oseranno rischiare di spostare la flotta di Misenum.
Sono d'accordo. Ma prima o poi costruiranno nuove navi per darci la caccia. E quando lo faranno non ripeteranno lo stesso errore. Possiamo aspettarci una flotta pi grande. Il che significa pi pattuglie e pi convogli. Pi razzie lungo il nostro lato del mare.
E noi li prenderemo a calci un'altra volta. Come abbiamo fatto a Ravenna.
Telemaco scosse la testa. La prossima volta non sar cos facile. I romani saranno preparati. Sono ottimi soldati. Dovremo affrontare un duro combattimento.
S, probabile. Ma di quello possiamo preoccuparci domani.
Questo non elimina il problema, Geras.
Non sono d'accordo. Altre tre coppe di questo vino e non avr pi nessuna cazzo di preoccupazione al mondo. Vuoi scommettere?
Si alz dalla panca che avevano messo fuori da una delle botteghe vinarie e si sfreg le mani. D'accordo. Basta parlare di Roma, per oggi. Vado a ubriacarmi. E magari ad assaggiare qualcuno degli altri piaceri a nostra disposizione.
Goditeli.
Geras fece un gran sorriso. Per me contano solo vino e puttane, capitano. Se non riesco a godermi quello, siamo davvero nei guai. Barcoll in direzione della bottega, fischiettando allegramente un motivetto tra s e s.
Poco dopo, Critone si avvicin da una folla di pirati gozzoviglianti, il volto avvizzito increspato in un sorrisetto ebbro. Diede a Telemaco una pacca sulla spalla e si sedette al suo fianco sulla panca, indicando con un gesto le ciurme nella piazza.
Le bande pirata dell'Illiria che festeggiano una grande vittoria insieme. Che spettacolo. Ho sempre creduto nella tua causa, ragazzo.
Davvero? Lui lo guard inarcando un sopracciglio. Non  quello che ricordo io. Far freddo nell'Ade prima che accettino di lavorare insieme. Parole tue, Critone. Non mie.
D'accordo, ammise il veterano. Mi sbagliavo. Hai fatto un buon lavoro, Telemaco.
Grazie.
Ma mi chiedo cosa pensi di fare adesso.
Telemaco scroll le spalle. Che cosa proponi?
Forse dovremmo pensare a un accordo pi permanente tra le nostre ciurme.
Estendere l'alleanza, vuoi dire?
Perch no? Abbiamo ottenuto di pi negli ultimi giorni che in anni di navigazione solitaria. E ci serviranno tutti gli uomini e tutte le navi su cui possiamo mettere le mani il giorno in cui Roma prover ad attaccarci di nuovo.
Telemaco si accarezz il nodo di tessuto cicatriziale sul mento.  una proposta interessante. Ma che mi dici degli altri capitani? Sono un'accozzaglia di tipi ferocemente indipendenti.  gi stato abbastanza difficile convincerli a unire le forze questa volta.
Ci saranno alcune voci di dissenso, ammise Critone. Ma sono sicuro che riusciremo a convincerli a unirsi a noi in questa nuova avventura. La mia opinione ha ancora un certo peso. E poi, la maggior parte di loro vuole solo arricchirsi e, se navighiamo insieme, potremmo impadronirci di pi bottini che mai. Si interruppe e guard con attenzione Telemaco. Certo, dovremo eleggere un capo. Un condottiero. Qualcuno che sia in grado di unire le ciurme.
Lui lo fiss per un istante. Stai suggerendo che sia io a guidare questi uomini?
E chi, senn? L'uomo scroll le spalle. Alle bande serve un comandante, e chi meglio di colui che ha architettato la distruzione della flotta di Ravenna?
Sempre che loro accettino.
Oh, accetteranno. Credimi, non c' candidato migliore. I pirati ti rispettano. Ben pochi capitani hanno avuto le palle di affrontare i romani in uno scontro diretto, e vincere. Riceverai pi voti di chiunque altro.
L'idea mi tenta, disse lui dopo una lunga pausa. Ci penser. Ma c' una cosa che devo fare, prima.
D'accordo. Ma non metterci troppo a decidere. Bisogna battere il ferro finch  caldo, Telemaco. Qualcosa mi dice che sarai una spina nel fianco di Roma per molti anni a venire.
Il sole stava gi calando dietro le montagne quando Telemaco pass sotto l'arco ed entr nel cortile in fondo alla cittadella. Cammin rigido verso le stalle costruite su un lato del cortile, gli effetti della ferita riportata nel combattimento con Cane erano ancora evidenti. Proculo l'aveva pulita, aveva dato qualche punto di sutura e applicato una benda nuova la sera successiva alla partenza da Ravenna. Ciononostante, ogni volta che si muoveva la gamba pulsava con un dolore sordo e costante. Poi sent i lamenti dei feriti e prov un bruciante senso di vergogna per essere sopravvissuto alla battaglia contro i romani quando cos tanti erano morti o avevano ricevuto ferite invalidanti.
Cammin lungo una serie di stalle fino a raggiungere la selleria all'estremit della fila. Il lieve sentore di sudore e sterco di cavallo lasciava intuire l'uso originale della stanza, e l'unica luce filtrava da una piccola finestrella nella parte alta del muro. Nereo era steso su un pagliericcio sporco sotto la finestra. Nell'udire i suoi passi, gir la testa e alz gli occhi a guardarlo.
Ancora tu? gemette. Non hai niente di meglio da fare che continuare a tenere d'occhio il tuo fratello maggiore?
Di degli inferi, se questo  il ringraziamento che ottengo, me ne vado subito.
Non ti conviene, se non vuoi un calcio nelle palle.
Telemaco gli rivolse un sorriso caloroso. Nereo aveva fatto costanti progressi nei giorni successivi al suo salvataggio. I segni delle frustate sulla schiena, sulle braccia e sulle gambe erano stati curati con unguenti e bendati, e il suo incarnato pallido aveva gi ripreso un po' di colore.
Come ti senti oggi?
Meglio. Nereo si alz a sedere con una smorfia. Non grazie a quel carpentiere. Quell'uomo  un pericolo pubblico. Se mi si avvicina un'altra volta con qualche cataplasma puzzolente, gli spacco la testa.
Ecco il Nereo che conosco.
Il fratello indic con un cenno l'entrata della stalla. Sento che c' una bella festa, l fuori.
Qualcosa del genere.
Come mai sei qui, allora, invece di sbronzarti di vino scadente? So cosa preferirei fare io.
Lui prese fiato e gli parl della conversazione avuta con Critone, e del suo suggerimento di un'alleanza permanente tra i pirati. Nereo ascolt in silenzio, e quando il fratello ebbe finito si gratt la mascella ispida e annu pensieroso.
Capisco. E vogliono che sia tu a guidare questa nuova flotta pirata, giusto?
S. Telemaco esit. Gli altri capitani dovrebbero approvare la proposta di Critone. Ma non ho ancora accettato nulla.
Perch no?
Non lo so. Si fiss i piedi. Ho pensato che forse avrei potuto prima sentire quali erano i tuoi piani.
Non capisco. Cosa c'entra il mio futuro con tutto questo?
Telemaco sollev lo sguardo su di lui e lo fiss negli occhi. Se vuoi andartene e cominciare una nuova vita, sono pronto a venire con te. Con il denaro che avevo messo via per comprare la tua libert, avremmo quanto basta per ricominciare insieme da qualche parte... In qualche posto dove Roma non potr mai trovarci.
E fare cosa, esattamente?
Comprare un peschereccio. Coltivare un pezzo di terra. Vendere cianfrusaglie. Ha importanza?
Nereo scosse piano la testa. Non puoi. Sei un condottiero, adesso, Telemaco. Eri destinato a comandare questi uomini. Persino io me ne sono accorto, e ho passato la maggior parte del tempo chiuso nella stiva. A ogni modo, saresti infelice se ci ritirassimo da qualche parte. Sei troppo ambizioso per accontentarti di una vita tranquilla.
Non mi importa. Ti ho gi perso una volta. Non voglio che succeda di nuovo. Qualunque cosa decidi, non ti lascer.
E dove andremmo? Nereo riusc a fare un mezzo sorriso. In caso ti sia sfuggito, non passiamo proprio inosservati. Tu sei un noto capitano pirata e io uno schiavo fuggiasco. Potremmo provare a nasconderci ovunque, e Roma ci stanerebbe.
Troveremo un posto, insistette lui. Lontano da qui. Se  quello che vuoi davvero.
 questo il punto. Non voglio. In realt, ho gi preso una decisione.
Cosa stai dicendo, Nereo? chiese Telemaco in tono sommesso.
Che ormai  questa la nostra vita. Per entrambi. Non andr da nessuna parte.
Lui lo fiss. Sei sicuro?
Cosa potrebbe esserci di meglio che navigare e combattere accanto a mio fratello? Sar anche un ex schiavo mutilato, ma credo che potrei rendermi utile. Se mi vorrai con te.
Telemaco sent il cuore gonfiarsi e sorrise con calore. Sono sicuro che possiamo inventarci qualcosa.
Puoi dirlo forte, disse Nereo. Ora torna ai tuoi festeggiamenti. Sarebbe saggio che ti facessi vedere dagli uomini. Sono certo che vorranno brindare al comandante scelto della flotta pirata.
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FINE.
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Glossario.
Agor: il luogo di assemblea centrale o la piazza delle citt dell'antica Grecia.
Bireme: una versione pi grande della liburna (vedi sotto), lunga trenta metri e larga cinque e mezzo.
Centurione: comandante di una centuria di uomini in una legione romana.
Falcata: spada ricurva con lama a filo singolo, originaria dell'Hispania.
Garum: popolare salsa a base di pesce, preparata con le interiora fermentate dei pesci mischiate all'acqua di mare, usata come condimento e talvolta come medicina.
Liburna: galea di pattuglia, il tipo di nave pi comune a servizio della flotta imperiale.
Mulsum: tipo di vino addolcito con il miele.
Navarco: comandante di uno squadrone di navi nella flotta imperiale romana; di solito un ufficiale navale che aveva fatto carriera, il navarco era al comando di pi di dieci navi.
Optio: secondo in comando di una centuria romana; faceva rapporto al centurione.
Prefetto: ufficiale comandante di una flotta imperiale; sotto l'imperatore Tiberio, il prefetto aveva di solito prestato servizio come tribuno nelle legioni romane.
Trierarca: comandante di una singola nave nella flotta imperiale romana; responsabile della gestione quotidiana e della navigazione del vascello, ma in battaglia il comando della nave passava al centurione a capo dei fanti di marina.
Trireme: nave da guerra romana, una delle pi grandi utilizzate dalla marina imperiale; nave ammiraglia nelle flotte provinciali.
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FINE.